Desperados III – Recensione

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto

Scritto il 29.06.2020
da Sergio Bulfari

Se siete tra quelli che hanno riconosciuto questa famosa citazione, avrete di sicuro capito che in questa recensione ci addentreremo nel selvaggio mondo del vecchio west. Se invece non avete riconosciuto la frase iniziale e non siete conoscitori dei film di Sergio Leone, vi posso assicurare che questo proverbio messicano non è sempre vero. Alle volte anche un coltello può fare la differenza se ben utilizzato. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire cosa ci può offrire l’ultima opera di Mimimi Games e pubblicata da Thq Nordic.

Desperados III è un gioco strategico tattico in tempo reale, genere molto in voga alla fine degli anni ’90 e poi, a dire il vero, caduto un po’ nel dimenticatoio. Una delle saghe più importanti di questo tipo di giochi è sicuramente quella di Desperados di Spellbound Entertainment che, grazie ad un’ottima realizzazione, è stata capace di far rivivere le atmosfere del far west. Dopo la bellezza di 13 anni dall’ultimo capitolo della saga Helldorado, Mimimi Games punta a riportare il genere all’antico splendore, anche grazie all’apprezzamento ottenuto nel 2016 con Shadow Tactics: Blades of the Shogun.

Meccaniche e Gameplay

Il titolo si presenta come un prequel dell’intera saga e, a dimostrazione di questo fatto, nel tutorial vestiremo i panni di John Cooper da bambino. In questo primo approccio al titolo avremo la possibilità di imparare le basi del gioco tattico seguendo il padre di John in questa prima scorribanda, permettendo non solo ai più giovani di farsi le ossa sul genere ma anche ai giocatori più navigati di riprendere confidenza. Impareremo a muoverci in silenzio per non essere visti dai nemici. Vedremo come distrarli per uscire dalla loro visuale, rappresentata da un cono colorato in base al livello di allerta.

Finito questo livello verremo catapultati diversi anni più avanti e riprenderemo il controllo di Cooper, stavolta da adulto, finendo subito nei guai durante un viaggio in treno verso Flagstaff. Durante questa prima vera missione faremo la conoscenza della classica associazione senza scrupoli, la DeVitt Company e potremo completare il nostro addestramento uccidendone i componenti. Impareremo inoltre l’uso del coltello (che ho menzionato all’inizio) per farci strada silenziosamente tra i nemici facendoli fuori uno dopo l’altro nascosti nell’ombra.

Il gameplay del titolo è piuttosto semplice quanto profondo. La visuale è a volo d’uccello sulla mappa del livello e potremo spostare il nostro personaggio selezionando il punto dove vogliamo che vada. Ovviamente nel piano di gioco sono presenti anche i nostri nemici, di cui potremo vedere da che parte stanno guardando tramite un comodo cono colorato (che dubito esistesse nel vecchio west). Per poter avanzare dovremo quindi agire in modalità stealth eludendo lo sguardo attento delle guardie.

Per farlo potremo nasconderci e lanciare oggetti per distrarli o colpirli da lontano con le armi da fuoco o con il coltello (che potremo usare anche per prendere i cattivi alle spalle) che poi dovremo recuperare dai cadaveri. A volte sarà possibile utilizzare trappole ambientali per colpire più nemici alla volta. A prima vista può sembrare un sistema molto semplice, ma la realtà è che, con l’avanzare dei livelli, le situazioni diventeranno sempre più complesse e richiederanno tutta la nostra concentrazione per uscirne vivi.

Man mano che procederemo per i 16 livelli che ci porteranno allo scontro finale, avremo la possibilità di fare la conoscenza con altri personaggi le cui storie si intrecceranno sempre di più con la nostra, e dei quali dovremo utilizzare le abilità (diverse per ognuno) per arrivare indenni alla fine.

Il primo che incontreremo è Don McCoy, che oltre a essere un abile cecchino è anche l’alchimista del gruppo. Potrà infatti curare i compagni e stordire i nemici con le sue conoscenze. Abbiamo poi Hector Mendoza che, oltre a essere il comico del gioco, è anche l’esperto in trappole e non si separa mai dalla sua tagliola “Bianca”. Viene poi Kate O’Hara che può travestirsi per passare inosservata e all’occorrenza sedurre i nemici. Ultima ma solo per ordine di apparizione è Isabella Moreau, l’esperta di voodoo. Può infatti prendere il possesso della mente degli avversari e collegarne due mentalmente (l’azione che compie uno, viene replicata dall’altro). In pratica potremo gestire un gruppo ben assortito e che sarà in grado di dare varietà al gioco.

Molto interessante la presenza della modalità Resa dei conti che ci permetterà di bloccare il tempo per assegnare ai nostri personaggi delle mosse da eseguire in contemporanea. Potremo per esempio chiedere a Kate di distrarre una guardia mentre John lo prende alle spalle per stordirlo. Tutti i personaggi sono inoltre in grado di trasportare i corpi per nasconderli, ma dovremo pianificare le nostre mosse perché, ad esempio, le donne saranno più lente degli uomini a nascondere un cadavere tra i cespugli.

Il pensiero dell’autore: Sergio

Non sono mai stato un appassionato del genere strategico e neanche delle meccaniche troppo stealth. Però mi sono sempre piaciuti i film western di Sergio Leone, con Clint Eastwood e Eli Wallach tanto per intenderci. Così ho deciso di dare una possibilità a questo titolo e devo dire di averlo trovato dannatamente intrattenitivo. Innanzitutto l’ambientazione è molto dettagliata e ci fa vivere tutta l’atmosfera del vecchio west, con il caldo desertico e villaggi fatti di casette fatiscenti difese da messicani agguerriti, oppure la magia del saloon con gli ubriaconi al bancone e un piano sempre in bella vista.

Visto che stiamo parlando di un gioco, e quindi il comparto grafico da solo non basta, vi posso garantire che il titolo che è anche divertente da giocare. Il mio timore era di trovarmi di fronte ad un gioco con una quantità smodata di comandi da imparare e padroneggiare per riuscire a combinare qualcosa. Invece, ho trovato tutto molto semplice e appagante, gestendo il tutto con pochi tasti che permettono di godersi appieno quello che succede sullo schermo. Questo non vuol dire che sarà una passeggiata per arrivare al finale, perché comunque saremo chiamati a studiare attentamente l’ambiente di gioco per capire il comportamento dei nemici e le nostre possibilità di movimento. Sarà inoltre essenziale far collaborare i personaggi che avremo a disposizione per evitare situazioni troppo spinose, perché se verremo scoperti sarà veramente dura uscirne vivi. Quindi, preparatevi a dover ripetere spesso parti di missione per colpa di una mossa avventata che, però, ci permetterà di capire cosa non fare.

Dal punto di vista narrativo il gioco scorre piacevolmente nel corso dei 16 livelli e, prima di arrivare scontro finale, potremo anche assistere a qualche interessante colpo di scena. L’antagonista principale è poi ben studiato e le sue apparizioni saranno poche ma sempre di impatto. In alcuni punti può sembrare di trovarsi di fronte a dei riempitivi per allungare il brodo, ma comunque niente di particolarmente grave. Ci troviamo di fronte a circa 25 ore di storia principale a cui si aggiungono delle sfide esterne alla trama principale e che si sbloccheranno nel corso dell’avventura.

Valutazione di TopGamer
Mimimi Games ha confezionato un ottimo titolo che potrebbe fare la felicità dei veterani del genere. Vista poi la semplicità con cui ci si può approciare al titolo, anche i meno avvezzi al genere strategico potrebbero trovarlo interessante.
PRO
  • Graficamente curato
  • Gameplay semplice e appagante
  • Buona durata
CONTRO
  • A volte sembra che la storia si perda per strada
9/10
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