Destiny 2: I Rinnegati – Recensione

Destiny 2 ritorna con la prima grande espansione: I Rinnegati. Questa volta Bungie è riuscita nell'intento di dare nuova linfa a Destiny?

Scritto il 24.09.2018
da Sebastiano Italo Caradonna
Destiny 2: I Rinnegati - Recensione

Quando tutto sembrava perduto, Bungie spezza la maledizione che l’attanagliava…

Come ci si sente a combattere al fianco di un amico e saperlo già morto? Questa è la domanda che ci ha posto Bungie durante i mesi (o le settimane) che ci separavano da I Rinnegati, la prima grande espansione di Destiny 2. Con questa premessa, la software house vuole subito mettere in chiaro e ribadire quanto già abbiamo imparato dalla storia principale: nessuno è più al sicuro. Nessuno è realmente intoccabile. Fino ad oggi, siamo stati abituati al fatto che i buoni fossero intoccabili e che in un qualche modo se la fossero sempre cavata. Ma è tempo di abbandonare queste sicurezze: Bungie è decisa a svoltare pagina, anche a costo di sacrificare ciò che più importante aveva creato.

La trama di Destiny 2: I Rinnegati inizia in una struttura di vecchia conoscenza, la Prigione degli Anziani, dove sono rinchiusi le più grandi minacce del Sistema Solare. Saremo contattati da Petra Venj, l’Ira della Regina, e insieme a Cayde dovremo occuparci di reprimere l’evasione di massa dalla prigione. Questa prima missione della trama è un grande e grosso monumento a ciò che il Pistolero è ed è stato fino ad ora: fin dall’inizio e mano a mano che si procederà, vedremo velatamente il Cacciatore esaltato. La prima missione de I Rinnegati è un enorme memoriale alla sua figura che Bungie non ha mancato di esaltare fino all’estremo; fino alla fine. Sappiamo tutti come finirà, e ciò che resta non è che la vendetta verso chi ha architettato tutto: Uldren e una nuova razza di Caduti, gli Infami. Tale sentimento sarà espresso in prima persona dal nostro personaggio che, per la prima volta, parlerà. Ed è così che inizia la nostra epopea contro un nemico sconosciuto e subdolo. La narrazione si snoderà attraverso le missioni normali della storia e le Avventure, le quali conterranno le battaglie contro gli otto Baroni, in cui verranno snocciolate diverse informazioni sui nostri nemici.

Questi ultimi sono stati ben resi dalla software house: abbiamo un nuovo tipo di nemico con il proprio moveset, i suoi punti critici, animazioni, classi e così via. Non un semplice reskin, bensì qualcosa di completamente nuovo che risulta anche essere “challenging“. Nella nostra caccia, la cara Luce ci farà dono di nuovi poteri sbloccandoci il terzo ramo delle sottoclassi con una nuova super annessa (che vi abbiamo già mostrato in una news dedicata). La progressione sarà quella tipica dei revenge western film dove dovremo sconfiggere prima gli scagnozzi per poi affrontare la “mastermind” e purtroppo c’è da ammettere che la storia non è decisamente lunga come ci si sarebbe aspettati. Eppure nel suo andamento è assolutamente ben narrata, senza fare salti e senza buchi di trama. I personaggi che permeano la lore del titolo, così come le sue forze misteriose (come la Luce e l’Oscurità), non sono semplicemente silhouette, ma diventano incredibilmente concreti e se ne può avvertire sempre di più la forza opprimente. Storia ed avanzamento sono bilanciati e ci consentono di godere appieno del titolo, senza correre e senza lasciarci tempi morti.

La svolta oscura annunciata da Bungie per Destiny 2 è giunta in tutta la sua gloria e dispiega in un mondo che ha voglia di raccontarsi e di farsi conoscere, ricco di segreti e di misteri che ancora oggi stiamo scoprendo. La morte di Cayde-6 fa davvero male, ma si rende necessaria per innestare quel cambio di rotta di cui la serie aveva bisogno per prendersi sul serio e delineare un mondo dove non sempre i buoni sopravvivono, uccidendo così la “parte comica” del suo titolo. Mentre l’Avanguardia piange il suo amico, la nostra crociata tra luce e oscurità ha inizio tra le sabbie della Riva Contorta.

La nostra caccia e la nostra vendetta ci porteranno così ad inseguire i baroni e Uldren, in un complesso vestiano di cui siamo sempre stati all’oscuro: la Riva Contorta. Un mondo devastato e desertico dove nessuna legge conta e la giustizia non esiste. Chi trova, prende. Chi giunge, colonizza. Un motivo, questo, che strizza molto l’occhio al tema western a cui abbiamo accennato sopra e velatamente caratterizza la prima parte dell’espansione. Per questo motivo è possibile ritrovare qualsiasi tipo di nemico: quest’area ospita caduti, cabal, alveare e anche gli infami, i nostri nuovi nemici di cui discuteremo a breve. Dal punto di vista del design, la Riva Contorta dimostra ancora una volta come il comparto artistico di Bungie sia unico e inimitabile: ogni regione della zona è un piccolo ecosistema che con una o più fazioni che combattono per il predominio, tutte perfettamente contestualizzate.

Ogni regione ha il suo fascino e la sua caratterizzazione: si va, infatti, da una zona desertica (anche la prima che ci ritroveremo, così, tanto per tornare al tema western), a una dove le strutture sono più concentrate e dove troveremo una presenza più massiccia di scorribande e guerriglie, a un’altra ancora dove possiamo trovare i resti di una navicella dell’Alveare definita non a caso “Gettito di Saturno” (pianeta che potrebbe essere il teatro della prossima espansione). Tutte queste aree sono estremamente caratterizzate e regalano scorci da cartolina, rinnovando e confermando in pieno quanto Bungie ha sempre professato, vale a dire la creazione di poche aree, ma della giusta grandezza e dalla forte ispirazione, cosicché i giocatori possano sentirsi invogliati nell’esplorazione e scoprirne tutti i segreti. In questo scenario, il level design si dimostra all’altezza, ponendo la ciliegina su una torta di promettente qualità. La Riva Contorta non è solo bella, ma si snoda attraverso cunicoli, strutture e alture di ogni genere. Spazio anche ai settori perduti e avventure non mancheranno, ma si svestiranno del loro ruolo prettamente secondario, per introdursi all’interno della tela della trama. Non abbiamo intenzione di parlarvi dei primi, ma le seconde saranno legate ai baroni e alle loro boss fight (arriveranno anche le versioni eroiche). L’NPC di zona che ci fornirà le attività da fare e che sarà il nostro “alleato” almeno per la trama è Il Ragno, un caduto di grossa stazza che si fa beffe della Luce mentre armeggia con uno Spettro morto. Anche questo è uno dei personaggi che si piazzano in quella grande parentesi grigia tra luce e oscurità che Destiny 2 ci ha aperto. Un personaggio, questo, di carisma, che preferisce darci una mano ed esserci alleati (a un costo, ovviamente) piuttosto che farci inutilmente la guerra. La sconfitta dei baroni passa anche attraverso la sua rete di informazioni che ci permetterà di scovarli ed eliminarli. Le sue funzioni non finiscono qui: settimanalmente potremo prendere da lui delle taglie con dei “ricercati” da sconfiggere sparsi per tutto il sistema solare, potremo inoltre scambiare risorse per ottenere materiali e cristalli prodigiosi, e infine le solite taglie “di zona”.

Se siamo rimasti soddisfatti dalla prima zona, siamo rimasti incantati di fronte alla Città Sognante. La zona principale dove si svolgere il nostro end-game è promossa a pieni voti, in tutti i suoi aspetti. Ancor prima di entrarci, Bungie ha ben scelto di renderci la chiave per l’ingresso un vero e proprio “loot”; l’effettivo accesso, poi, non fa che donarci altre risposte, trasformando la lore e la storia in un drop, in una vera e propria conquista piacevole, di cui se ne sentiva il bisogno (personalmente, NdR). L’accesso alla Città Sognante è un artificio di gameplay che ci consente di macinare altre ore di gioco e che si snoda attraverso mansioni nelle nuove aree e nelle vecchie. Una volta all’interno, possiamo ammirare l’opera d’arte di Bungie: ciò che ci troviamo di fronte è completamente l’opposto di ciò a cui siamo stati abituati fino ad oggi. Se, infatti, siamo stati protagonisti di battaglie che si svolgevano in teatri sci-fi o quanto meno futuristici, questa volta le nostre avventure avranno come sfondo un mondo dai connotati fantasy, onirici e misteriosi. Un mondo in cui non vi è traccia di una civiltà tecnologicamente avanzata, bensì di un uso avanzato della magia. Un mondo metafisico che dà consistenza anche a quella parte della lore e della storia di Destiny legata a entità e forze superiori. Tra alture, nebbie violacee, selve, grotte e palazzi incantati possiamo trovare numerose attività come pattuglie (per la prima volta verranno date degli NPC), casse, eventi pubblici, settori perduti e le due novità: le sfide ascendenti a cui si potrà accedere attraverso un oggetto che consente di vedere ciò che è nascosto e il Pozzo Cieco, nuova modalità orda a metà strada tra la Corte di Oryx e il più recente Protocollo d’Intensificazione. Petra Venj sarà l’NPC di zona e ci fornirà incarichi settimanali e taglia da completare, inoltre sarà possibile acquistare da lei gli oggetti per attivare il  Pozzo Cieco.

Destiny 2: I Rinnegati Panorama

Era in atto già con La Mente Bellica, ma Forsaken porta a compimento il cambiamento legato alla progressione del nostro personaggio durante la storia e il successivo end-game. La nostra scalata di potere risulta essere la più lunga che la saga di Destiny abbia messo in piatto, ponendoci di fronte a due cap principali e una serie di mid-cap legati all’item level. Il principale level-cap è stato incrementato di ben 20 livelli con limite e a 50, mentre l’item level è stato aumentato di ben 200 punti fino a 600. Ed è qui che si giocherà gran parte della progressione dei giocatori. Raggiungere il softcap (o storycap) fissato a 500 non sarà un problema, basterà continuare con la trama principale e concluderla. Una volta raggiunto, ciò che potremo fare sarà aumentare attraverso il completamento delle Sfide (le nuove Pietre Miliari) e l’ottenimento degli Engrammi Eccelsi (un nuovo di leggendari) che ci permetteranno di ottenere drop più alti rispetto al nostro livello luce attuale, esattamente come quelli esotici.

Questa volta Bungie ha reso estremamente più ripida l’ascesa al level cap e ciò farà sicuramente contenti tutti i giocatori più hard-core di cui la software house sta cercando di riottenere il consenso, visto che fu proprio lo zoccolo duro di Destiny a rendere il primo capitolo un titolo di cui è valsa la pena discutere. In tal senso, il rework è stato pesante e ha investito una grossa mole di contenuti, inizialmente accantonati o mal visti dai giocatori. Vediamo così riprendere vigore le avventure e le missioni della storia, che se completate vi garantiranno un engramma potente utile alla progressione. I punti esperienza del clan sono stati rivisitati, la meccanica relativa ai pegni è stata rivista e sostituita dalle taglie e anche l’Everversum è stato soggetto ad una accurata modifica. Proprio quest’ultimo dispenserà una grossa mole di polvere luminosa che ci consentirà di acquistare gli oggetti in vendita, affiancata anche dal ritorno della matrice prismatica.

Il ritorno delle taglie in Destiny 2 è stato piuttosto gradito. Con l’inserimento limitato già nella scorsa stagione, in Forsaken ogni NPC avrà il suo set di taglie che vi consentirà di guadagnare pegni da dare come reputazione (la cui presenza è stata notevolmente limitata), engrammi leggendari e/o materiali vari utili ora per l’infusione. Questo sistema si estenderà a praticamente tutto il resto delle attività, anche per gli eventi che dovranno giungere come lo Stendardo di Ferro e le Contese di Fazione. Addirittura i PE del Clan sono stati investiti da questo rework: ora Hawthorne ci donerà delle taglie che saranno l’unico mezzo per ottenere l’Engramma Potente da lei e completare al 100% la sua sfida settimanale non sarà di certo semplicissimo come un tempo.

L’end-game rimane appannaggio delle solite attività: Pozzo Cieco, Assalti Cala la Notte e soprattutto il raid. Uscito (e completato) nelle ultime ore, Ultimo Desiderio è un concentrato di epicità e innovazione. Di gran lunga il contenuto più divertente e meglio strutturato di tutta la saga: ogni aspetto è stato studiato e reso brillantemente. Gli amanti delle sfide non lo troveranno affatto blando come il Leviatano, mentre i masticatori di lore avranno pane per i loro denti, fino alla fine. Ed è proprio la “fine” il punto focale. Il completamento del raid da parte della prima squadra mondiale ha praticamente modificato La Città Sognante, sbloccato nuove attività ed un nuovo assalto.

Bungie non ha risparmiato niente ed ha voluto regalare un’esperienza senza precedenti, in continua evoluzione, esattamente come noi. La storia di Forsaken va oltre il raid ed è delineata dalle azioni dei guardiani, che non saranno senza conseguenze, e il mondo cambierà con loro.

Destiny 2: Forsaken Screenshot

Un grosso cambiamento viene fatto anche tra i menu principali. Due in particolare sono le aggiunte: i Trionfi e le Collezioni. I primi sono una riedizione del tanto sospirato Grimorio che era stato abbandonato con Destiny 2 vanilla. Esso terrà conto di tutti i nostri traguardi, conteggiati da un numero, ma non solo! Tra le voci possiamo ritrovare anche la sezione dedicata alla lore contenente i racconti sul mondo di Destiny 2 che sbloccheremo avanzando nel gioco e soddisfando obiettivi, nonché recuperando e ispezionando alcuni oggetti in giro, similarmente a quanto già accadeva con il comando “indaga” dello Spettro. Il team di Seattle gioca così una carta importante che gli consente anche di porre nel gioco uno dei migliori colpi che il brand di Destiny abbia sempre avuto in canna, ma che per un motivo o per un altro ha sempre fatto fatica a sfruttare. In questo modo, la storia del mondo e di chi lo abita è accessibile a tutti (e non solo ai più curiosi) e ciò non potrà che diversificare l’approccio dei giocatori al titolo al mondo di Destiny 2, ma soprattutto potrà estendere anche le possibilità del team in fase di sviluppo.

Le Collezioni sono invece una vasta raccolta di tutti gli oggetti, armi e armature presenti all’interno del titolo. Sarà possibile ottenere qualsiasi pezzo proprio da qui, a costo ovviamente di qualche materiale. Non è tutto oro quello che luccica, però, in quanto non sarà possibile riottenere armi e armature dell’Anno 2, ma solo ed esclusivamente quelle del primo anno appena trascorso. Il motivo va ricercato nel cambiamento operato da Bungie: le armi tornano ad avere perk casuali e non fissi. Un cambiamento apprezzato dai più che si tradurrà in ulteriori ore di gioco alla ricerca del cosiddetto “godroll”, l’arma nella sua forma migliore. Stesso discorso verrà fatto con le armature, ovviamente.

Armi e armature sono al centro di anche altre modifiche: mod e prodigi sono stati completamente rivisti e saranno molto più determinanti questa volta. Le prime sarà possibile ottenerle anche smontando pezzi che le montano su e avranno forniranno tanti tipi di potenziamenti (come semplificare la mira in volo, ecc…), mentre rendere le armi prodigiose sarà più complesso e necessario un dispendio più elevato di risorse per completare tutti e dieci i livelli di prodigio.

Il lavoro che Bungie ha deciso di svolgere sul sistema di armi è stato piuttosto profondo.  Incentrato, infatti, più verso un’evoluzione del sistema che guarda al glorioso passato del primo capitolo, senza dimenticare i passi in avanti fatti da Destiny 2. Il secondo capitolo della serie è uscito con la volontà di spingere i giocatori a fare uso della loro arma primaria, soprattutto in PVP dove si preferiscono soluzioni di più breve termine (come fucili a pompa, ad esempio), ma pare che la strada intrapresa dal team di Seattle non abbia trovato largo riscontro, in particolar modo a causa del fatto che alcune armi finissero nel dimenticatoio a causa del singolo slot rimasto (come spade e lanciagranate). Per fronte alle richieste de giocatori e alle necessità del titolo, si è giunti ad una conclusione piuttosto singolare, ma che col tempo sta dando i suoi frutti, mescolando armi e munizioni nei diversi slot. Così si può vedere un pompa delle primarie che sfrutta munizioni speciali, o un cecchino cinetico e così via. Molte sono state confinate nello slot delle distruttive insieme proprio ad alcune esotiche dei tipi già citati sopra a causa della loro forza.

Destiny 2: I Rinnegati Character

Questo cambiamento non ha potuto che influenzare direttamente il PVP, stravolgendolo completamente e sbriciolando il vecchio meta ormai divenuto statico e monotono da fin troppo tempo. Ora come ora il meta è vario e non si è pertanto stabilizzato, motivo per cui possiamo vedere diversi giocatori fare uso di tante armi differenti che finalmente ritrovano il loro spazio. Non finisce qui! Bungie si è prodigata anche per rendere il Crogiolo quanto più equilibrato possibile con una serie di modifiche che hanno fatto la felicità di alcuni, come la riduzione del time-to-kill, che permetterà ai più precisi di vincere gli scontri a fuoco; buff alle granate, che ora potranno danneggiare di più; infine, a grande richiesta, la spallata caricata del Titano tornerà ad uccidere one-shot. Infine, domani (martedì) sarà il momento di Breccia, una nuova modalità che vedrà contrapposte due squadre che dovranno rispettivamente difendere o assaltare degli obiettivi per farsi strada lungo un percorso che condurrà alla vittoria.

Affianco al buon vecchio Crogiolo trova spazio anche la modalità Azzardo, largamente pubblicizzata da Bungie. La modalità fonde PVE e PVP districandosi attraverso ondate di nemici da annientare per recuperare token da inserire in una banca. Una volta raggiunta la giusta quota, sarà possibile evocare un boss da sconfiggere per vincere il match. Ovviamente, nella nostra impresa saremo infastiditi dagli avversari che potranno evocare dei nemici per bloccare la nostra banca o invaderci direttamente per ucciderci e rallentare la scalata alla vittoria. Azzardo funziona terribilmente bene: è semplice, pulita, divertente e può essere apprezzata anche da coloro che non amano scontrarsi in battaglie PVP. Il Ramingo, l’NPC che si occuperà di Azzardo, è un concentrato di simpatia e troverà senza troppi problemi spazi nei cuori dei giocatori così come i vecchi Shaxx e Saladin, se consideriamo, inoltre, che si tratti di un personaggio piuttosto misterioso tanto da ricevere un DLC dell’Annual Pass dedicato (Joker’s Wild).

Destiny 2: Forsaken Characters

Se dalle righe che avete letto traspare un certo entusiasmo, allora avete ben compreso il nostro stato d’animo. Destiny 2: Forsaken, o I Rinnegati se volete, è semplicemente ottimo in ogni suo aspetto: vastità, progressione, segreti, gameplay, storia e quant’altro. La qualità di quest’espansione va oltre ogni aspettativa e i lati negativi, seppur tali, sono comunque compensati da una profondità che va ad arginare il problema. Bungie questa volta ha deciso di fare sul serio, recuperando la visione originale della saga, facendo leva sui vari feedback (che per altro continua a chiedere) ed è riuscita a resuscitare un titolo ormai definito dai più come morto. Destiny 2 è risorto dalle sue stesse ceneri e questa volta la sua Luce è destinata a durare. La lenta ripresa che si vide all’alba della Mente Bellica si è finalmente concretizzata in un prodotto all’altezza di tutte le aspettative dello zoccolo duro del gioco che da tempo attendevano un aggiornamento che fosse finalmente arduo e in grado di premiare coloro che sul titolo investono parecchie ore del loro tempo. In generale, l’interesse verso il gioco è schizzato alle stelle e si torna a osservarlo lì col fiato sospeso, come in concomitanza con l’arrivo del raid Ultimo Desiderio, dove l’attenzione è stata altissima, esattamente come ai vecchi tempi. Bungie ha confezionato un prodotto che continua ad essere in crescita; la sua storia e la sua trama non sono ancora concluse: la storia della Città Sognante e quindi di Forsaken in generale, è tutt’altro che finita e continua a dipanarsi di missione in missione, diventando sempre più misteriosa e oscura. La sconfitta di Riven è la punta dell’iceberg di un mistero sempre più fitto e oscuro che i giocatori stanno portando a galla con le loro attività. Destiny 2 è diventato un mondo vivo, plasmato dalle azioni dei giocatori e questa è la novità più grande che Bungie potesse introdurre per tenere incollati giocatori di ogni rango allo schermo.

Tuttavia non possiamo dire con certezza quanto questa “euforia” possa durare; solo il tempo ci potrà confermare se il colpo da maestro di Bungie abbia fatto centro. Per ovviare a questo problema, la software house ha messo in cantiere ben tre DLC che andranno ad aggiungersi agli eventi mensili e stagionali, oltre a quelli gratuiti. Black Armory, Joker’s Wild e Penumbra sono i tre contenuti che verranno rilasciati ogni cambio di stagione e che avranno il compito di espandere tutti i contenuti di gioco (lore, equipaggiamenti e contenuti PVP e PVE), nonché di accompagnarci fino all’Anno 3. Ovviamente, non conosciamo minimamente la qualità di questi DLC, ma se Bungie dovesse mantenere questa linea qualitativa, allora saranno sicuramente contenuti da acquistare.

Il nostro consiglio in merito è sempre di attendere e noi qui su Topgamer.it non mancheremo di dirvi la nostra in merito. Per il momento, gustatevi a fondo Destiny 2: I Rinnegati.

Bentornata, Bungie. Bentornato, Destiny.

Valutazione di TopGamer
"Va bene ballerini, balliamo! Cosa c'è sul menù? Infami all'orizzonte!" - Il Ramingo.

Bungie ce l'ha fatta! Destiny 2 è tornato a splendere di una luce che non ci saremmo mai aspettati. Il rework è tale da aver completamente oscurato il suo travagliato passato. Tutto è al suo posto. Tutto funziona bene.
Sbaragliando ogni previsione, Bungie ha messo sul piatto un'espansione che ci fa sentire parte di un mondo in crescita, del quale siamo protagonisti ed artefici. Questa volta la Luce è davvero tornata, Guardiani.
PRO
  • Scenari e storia all'altezza...
  • Progressione lenta e impegnativa
  • Ultimo Desiderio è il miglior raid mai realizzato
  • Storia e mondo di gioco in continua crescita ed evoluzione
CONTRO
  • ... anche se leggermente corta.
8.5/10
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