Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione

Ombre dal Profondo estende la giocabilità di Destiny 2 riportando il giocatore su binari classici di Destiny. Sarà riuscito a convincere? Scopriamolo nel corso della recensione

Scritto il 05.10.2019
da Giovanni Arestia
Destini 2 Ombre dal Profondo - Recensione

Destiny 2 e il suo predecessore sono sempre stati dei titoli difficili da porre sotto una ben precisa luce. La loro natura è particolare poiché si pone come un’esperienza dedita al multiplayer intensivo, ma vede la presenza di fortissime componenti di farming e lore che permettono ore e ore di gioco spese nell’ottimizzazione del proprio arsenale e nella scoperta di tasselli di storia. Si tratta anche di titoli che hanno nettamente diviso la community tra gli appassionati incalliti e gli hater seriali, ma che stranamente vedeva entrambe le fazioni avvicinarsi per un aspetto fondamentale: la monotonia e la ripetitività delle azioni.

Il secondo capitolo riprendeva infatti quanto di buono era stato fatto con Destiny e lo migliorava, ma senza mai mutare la forma del gameplay. Pertanto si è subito capito si trattasse di un prodotto eccezionale, capace, però, di rubare migliaia di ore agli utenti più pazienti e che amano dedicarsi ad attività monotone e ridondanti con l’unico scopo di dare vita ad una build ottimale per affrontare al meglio i numerosi raid PvE e i combattimenti PvP, entrambi elementi di spicco del prodotto.

È altrettanto vero che Destiny 2 (qui la recensione), come qualsiasi altro titolo del genere, non offre solo un’esperienza puramente multigiocatore che culmina esclusivamente all’arrivo dei titoli di coda, ma cerca di offrire anche al giocatore solitario un gameplay solido e con un climax crescente che ha come scopo primario quello di prepararlo e testarlo in vista dell’end-game e quindi, per certi aspetti, all’inizio del gioco vero e proprio. È qui infatti che Destiny 2 dà il meglio di sé sia per la complessità delle sfide che per la bellezza delle stesse. Con la campagna base del gioco, infatti, è possibile affrontare una storia che, nonostante i numerosi alti e bassi della sua narrazione e produzione, riesce a mantenere accesa la fiamma della passione da parte del giocatore e adesso, con l’arrivo dell’espansione Destiny 2: Ombre dal Profondo, tutti ci saremmo immaginati che questa fiamma, spentasi per coloro i quali da tempo si dedicavano al multiplayer, potesse riaccendersi.

Destiny 2: Ombre dal Profondo, un poco comprensibile ritorno al passato

Destiny 2 Ombre dal profondo

Ombre dal Profondo non è altro che una nuova espansione del gioco che per la prima volta nella storia del franchise si presenta come un contenuto stand-alone a pagamento che non necessita aver giocato e completato il resto dei contenuti. È giusto specificare che si tratta di un contenuto stand-alone a pagamento poiché Destiny 2 da qualche tempo è divenuto free-to-play permettendo di essere provato anche dai più incerti (anche se comunque richiede un abbonamento a pagamento se si gioca su piattaforme quali PlayStation 4 e Xbox One). In ogni caso, tornando all’espansione in sé, abbiamo potuto notare un forte calo produttivo sia con la corposa campagna base che con l’espansione precedente, I Rinnegati.

Proprio con la penultima espansione il confronto è più naturale, ma nonostante l’alone di grandiosità di Ombre dal Profondo il primo risulta più ricco di contenuti, nettamente più longevo e con una lore più intrigante e appagante. Per tali ragioni I Rinnegati si pone come uno dei DLC più maturi e stupefacenti per quanto riguarda Destiny 2 e ridefinisce Ombre dal Profondo più come un contentino che come un’espansione degna di nota. Difatti quest’ultimo DLC è stato praticamente realizzato solo per permettere ai giocatori più casual di prendere parte all’avventura e spingerli verso il farming compulsivo.

Dal punto di vista puramente narrativo, infatti, Ombre dal Profondo si riempie di un inutile e incessante farming che non aiuta certamente tutti quei giocatori che non hanno tempo o voglia di dedicarsi a quella filosofia di Destiny tanto cara ai sopracitati giocatori appassionati e pertanto più assidui. In parole povere limita l’esperienza di gioco a coloro i quali non hanno voglia e tempo di creare migliaia di personaggi ognuno pronto ad affrontare innumerevoli situazioni differenti. A questa già fastidiosa situazione, si va ad aggiungere un’altra particolare decisione che potrebbe infastidire ulteriormente alcuni e far felici altri videogiocatori: il fanservice.

Siamo di ritorno sulla Luna dove però c’è qualcosa di misterioso, la Fortezza Scarlatta, e ovviamente non mancherà una nuova minaccia a cui dover far fronte. Torna anche Eris Morn che senza volerlo ha dato il via ad una possibile apocalisse: si materializzano quindi gli Incubi dei Guardiani che si sviluppano grazie all’Oscurità. Fin dalle prime ore di gioco di Ombre dal Profondo si respirano atmosfere e dinamiche più vicine al primo Destiny di quanto ci si potesse aspettare. A gran voce, la community è riuscita ad ottenere il ritorno del sistema d’armatura originale con maggiori possibilità di personalizzazione del nostro alter ego, premendo maggiormente sull’acceleratore della componente RPG dell’esperienza di gioco. Anche per quanto riguarda l’arsenale di armi che avremo a nostra disposizione troverete molti graditi ritorni dal primo capitolo. Ciò, in poche parole, significa appunto fanservice.

I giocatori più assidui ringraziano, i casual gamers un po’ meno

Destiny 2 Ombre dal profondo screenshot

A tal proposito, quindi, non si capisce perché Bungie abbia deciso di proporre a pagamento un nuovo contenuto limitato, sia nella forma che nella sostanza, di tutti quegli elementi magnifici che hanno fatto breccia nel cuore di numerosi giocatori sia nella campagna base che ne I Rinnegati. Non è chiaro, inoltre, perché abbiano deciso di ascoltare la community riproponendo degli elementi provenienti dal primo capitolo invece di provare ad innovare con intriganti novità che comunque rispondessero alle esigenze dei videogiocatori più appassionati. Ecco quindi che tornano anche i vecchi problemi come la scarsissima longevità (appena 7 ore) e una meccanica che vede missioni fortemente ripetitive che hanno come obiettivo unico quello di farmare alcuni pezzi di equipaggiamento obbligatori per il continuo dell’avventura.

È praticamente una scelta di design decisamente poco felice e apprezzata soltanto da quei giocatori già abituati a queste meccaniche all’interno del mondo di gioco di Destiny 2. Quest’ultimi si sono quindi ritrovati raid più longevi con l’aggiunta di una notevole caratterizzazione narrativa, ma ha allo stesso tempo penalizzato l’esperienza di gioco di tutti quei videogiocatori più casual che avrebbero semplicemente voluto godere della lore e della storia dell’espansione che, nonostante la brevità, può reputarsi come una delle più belle e avvincenti dell’intero universo narrativo.

Ombre dal Profondo è una riscoperta delle radici più “antiche” di Destiny, sia dal punto di vista della storia che delle meccaniche. Il problema è proprio quest’ultimo perché gli sviluppatori hanno totalmente ignorato sia le migliorie apportate da loro stessi che i bisogni di una grande fetta di pubblico decidendo di favorire chi su Destiny 2 ha centinaia di ore e può permettersi di giocarlo con una certa continuità. Un lavoro assolutamente legittimo, ma poco democratico e corretto secondo il nostro punto di vista.

Indubbiamente si può anche pensare che il fascino del gioco stia proprio in questo aspetto e che è impossibile giudicare ogni elemento di Destiny 2 come un qualcosa di distaccato dalle componenti PvE e PvP, ma abbiamo avuto dimostrazione che può essere fatto. Sia la campagna base che I Rinnegati permettevano questa dissociazione, limitando le componenti di farming all’end-game così da soddisfare le due fazioni di videogiocatori. La ricerca della perfezione estetica e ottimale del personaggio era un qualcosa di limitata all’end-game e che poteva essere svolto anche dai giocatori casual in qualsiasi momento. In Ombre dal Profondo, invece, diventa un obbligo e rende questa grandissima espansione un regalo graditissimo a tutti coloro che amano dedicarsi a quel tipo di attività. Preparatevi quindi a missioni che vedono come unico scopo il grinding e che prevedono pezzi come unica ricompensa.

Un lavoro tecnico eccelso, ma i server?

Destiny 2

Tecnicamente, comunque, Ombre dal Profondo ha tutto quello che ha sempre contraddistinto Destiny 2 come una colonna sonora straordinaria, un level design immenso e tutta l’offerta proposta in multiplayer. Graficamente è sbalorditivo soprattutto per quanto riguarda l’ottimizzazione che permette di essere giocato anche in un hardware di medie prestazioni a 60fps fissi con pochissimi casi di cali di frame rate. Da segnalare però un problema che, ad onor del vero, ha poco a che fare con il gioco in sé: i server. In questi giorni Bungie sta combattendo con dei problemi anche molto gravi legati ad essi che molto spesso vanno offline non permettendo delle partite ottimali. Sembra un problema veniale o casuale, ma purtroppo non lo è poiché anche Destiny e Destiny 2 soffrivano di questi problemi ed è piuttosto impensabile che dopo mesi di preparazione e di test ci siano ancora crash e lag frequenti. Da segnalare anche casi in cui molti utenti hanno perso totalmente i loro account e i loro progressi salvati in Destiny 2. Insomma, una partenza disastrosa per quanto riguarda la parte prettamente tecnica della software house.

Valutazione di TopGamer
Ombre dal Profondo è un'ottima espansione di Destiny 2, ma solo per una fetta di pubblico. Una storia interessante con dei personaggi ben realizzati, ma missioni ripetitive e troppo improntate al farming e al grinding. Insomma, si tratta di un DLC inaspettato sotto vari punti di vista, ma che non ci sentiamo di bocciarlo perché interesserà sicuramente proprio a quella fetta di pubblico amante di queste meccaniche. Avremmo preferito un DLC che amalgamasse i videogiocatori, come era stato fatto con I Rinnegati, ma c'è ancora tempo per accontentare tutti.
PRO
  • Tecnicamente strabiliante
  • Tanti contenuti end-game
  • Storia e personaggi interessanti...
CONTRO
  • Problemi legati ai server evitabili
  • ... ma missioni troppo ridondanti e improntate su meccaniche di farming e grinding
7/10
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