Devil’s Hunt – Recensione

La nostra personale recensione di Devil's Hunt, opera prima di Layopi Games che avrebbe potuto essere molto ma molto di più.

Scritto il 24.09.2019
da Giacomo Todeschini
Devil's Hunt - Recensione

Chi troppo vuole, nulla stringe

Puntare troppo in alto non è sempre salutare. L’ambizione è infatti sicuramente un fine positivo, ma deve anche essere ponderata in base alle proprie possibilità. Non saperlo fare vuol dire spesso e volentieri rimanere scottati e, soprattutto, non raggiungere i propri obiettivi. Lo sa purtroppo bene Devil’s Hunt, opera prima di Layopi Games che prova ad ergersi come un degno sostituto di Devil May Cry, ma che finisce per rimanere un titolo solamente sufficiente. Questa è la nostra recensione di Devil’s Hunt, piccolo Icaro che troppo in alto ha voluto volare e purtroppo ora gli tocca cadere.

Devil’s Hunt: un enorme spreco

Volendo tagliare subito la testa al toro, il lavoro di Layopi Games non è assolutamente tutto da buttare. Certo, trama e personaggi sono decisamente inflazionati, ma restano comunque decisamente interessanti; il gameplay è legnoso, ma si fa discretamente giocare; le cutscene sono spesso e volentieri inutili, ma la sinossi procede comunque senza troppi intoppi. Devil’s Hunt è un titolo stuck in the middle, che tenta ma non riesce, ci prova ma non emerge. Sufficiente e poco più, costretto a rimanere bloccato nel limbo della mediocrità.

Devil's Hunt

Come dicevamo poco fa, il problema maggiore dell’opera è sicuramente quello di avere tutte le carte in regola per poter sfondare, senza però saperle assolutamente usare. La trama imbastita sul romanzo di Pawel Lesniak, che tra le altre cose è anche il fondatore dello studio, si fa infatti decisamente apprezzare. Nonostante dei temi trattati assolutamente non originali, è chiaro che sotto questo aspetto Devil’s Hunt abbia molto da offrire. Purtroppo Layopi Games non è riuscita a far tesoro di tutto questo materiale ed è andata a comporre un’opere annacquata in alcune fasi e fin troppo celere in altre. A peggiorare la situazione è inoltre la pochezza disarmante delle animazioni, che finisce per rovinare irrimediabilmente situazioni di per sé piene di pathos. Un vero e proprio peccato; un lampante e triste esempio di capitale dilapidato.

Una giornata storta

Il gioco ci mette fin da subito nei panni di Desmond, giovane rampollo di un ricco uomo d’affari che si trova coinvolto in una situazione decisamente troppo grande per lui. Dopo una serie di nefasti eventi, infatti, il nostro protagonista si troverà ai servigi nientepopodimeno che di Lucifero in persona e sarà fin troppo presto risucchiato nel bel mezzo di una lotta millenaria. Volente o nolente, il nostro Desmond sarà quindi costretto a mettersi nei panni di un esecutore, ossia di un emissario della morte mandato a mietere anime sulla terra.

Da questo incipit decisamente non originale, ma comunque di grande impatto, si diramano poi una serie di vicende, che ci porteranno fin nei meandri dell’inferno e che ci faranno conoscere dei personaggi decisamente singolari. Tolte le ridicole animazioni e le cutscene talvolta ridondanti, Devil’s Hunt ha nella trama una delle sue fonti di maggior interesse ed è appunto un vero peccato vedere tutto questo potenziale mal sfruttato.

Devil's Hunt gameplay

Perfetto complemento del rivedibile comparto narrativo è il gameplay che, nonostante dei buoni momenti e delle idee apprezzabili, non riesce mai pienamente a convincere. Sebbene sia dotato di due soli attacchi base e di quattro differenti combo, Desmond nel corso delle sue avventure potrà sviluppare tre diversi alberi delle abilità, ognuno di essi con un focus differente. I vari sistemi sono poi direttamente richiamabili in battaglia semplicemente tramite la pressione di un tasto e sarà quindi decisamente istantaneo passare da una metodologia di offesa all’altra.

Tale meccanica riesce a dare un quid non indifferente ad un gameplay di per se lento e legnoso e che fin troppo spesso si scontra con l’assenza di un sistema di puntamento. La mancanza di tale meccanica è infatti un vero e proprio peccato capitale, che ci tormenterà per tutta la durata dell’avventura e che spesso e volentieri ci farà scagliare attacchi verso direzioni errate. Un ulteriore e incontrovertibile fatto che certifica ancora una volta l’imperfetta essenza di Devil’s Hunt, criptica creatura ghermita dalla mediocrità più totale.

Mediocrità su binari

Anche il level design segue la medesima strada degli altri aspetti del titolo e risulta banalmente in una sorta di binario. Le deviazioni, seppur presenti, sono infatti spesso molto brevi e servono solamente a recuperare qualche collezionabile. Fortunatamente tale schema di gioco, riassumibile in un continuo avvicendarsi tra combattimenti e avanzamenti alla zona successiva, non stona più di tanto ed è perfettamente in linea con quello che è lo stile del titolo.

Da rivedere assolutamente sono invece le interazioni con i vari elementi dello scenario, presenti in un numero fin troppo elevato e necessarie praticamente per ogni movimento. Una meccanica che spezza ulteriormente un ritmo di gioco già di per sé non eccelso e che denota ulteriormente, come se ce ne fosse ancora bisogno, la natura acerba dell’opera.

Anche tecnicamente il titolo si rivela un enorme punto interrogativo, alternando scenari dal grande impatto scenico e buoni effetti particellari ad animazioni scadenti e ad un aliasing decisamente eccessivo. Nulla da dire invece per quanto riguarda il design di ambientazioni e personaggi che, sebbene non ai livelli di altri titoli, riesce a distinguersi in maniera positiva e, soprattutto, riesce nell’incredibile impresa di non cadere in passi falsi.

Devil's Hunt boss

Nonostante tutto, Devil’s Hunt riesce però anche ad avvincere e divertire. Alcuni passaggi della trama non sono per nulla banali e quasi tutti i personaggi sono decisamente ben caratterizzati. Il gameplay, inoltre, pur con i suoi innegabili difetti, è discretamente profondo e si presta a diverse situazioni. Molto bene anche gli avversari, presenti in un numero decisamente sufficiente di tipologie. L’aspetto tecnico-artistico, infine, non è assolutamente da buttare e riesce più di una volta a farsi apprezzare dal giocatore. Proprio di fronte a questi aspetti è ancora più chiaro il grande spreco compiuto da Layopi, che ha voluto creare qualcosa di forse troppo grande per le proprie capacità.

Valutazione di TopGamer
Devil’s Hunt più che un viaggio all’inferno è una passeggiata nel limbo della mediocrità, nella valle delle buone idee sprecate. Il prodotto di Layopi Games intervalla infatti aspetti discretamente riusciti ad altri decisamente scadenti, imbarcandosi in una vertiginosa ed ampiamente evitabile montagna russa qualitativa. Dare qualcosa in più della sufficienza a Devil’s Hunt è purtroppo decisamente difficile, visti i tanti difetti, ma quanto visto in questo primo controverso capitolo lascia comunque uno spiraglio aperto per un ipotetico e, si spera, migliore seguito. Inferno o paradiso, la palla passa ora a Layopi: sta a loro scegliere dove condurre Desmond e compagnia.
PRO
  • Artisticamente apprezzabile
  • Trama e personaggi inflazionati, ma interessanti
CONTRO
  • Animazioni ridicole
  • Gameplay lento e legnoso
  • Tanti bug di diversa natura
6/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
3,00/5
1 voti
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