Dishonored: La Morte Dell’esterno – Recensione

Uno Spin-Off eccezionale.

Scritto il 17.09.2017
da Antonio Rodo

Qualche settimana fa sulle nostre pagine uscì la recensione di Uncharted L’Eredità Perduta, che fu inizialmente annunciata come un’espansione single player del quarto capitolo, una volta messe le mani sul prodotto però, capii subito che mi trovavo davanti un gioco completo. A quasi un mese di distanza Arkane Studios ci propone esattamente la stessa identica cosa. La Morte Dell’Esterno, infatti, va ben oltre il semplice concetto di DLC, avvicinandosi invece maggiormente all’essere in tutto e per tutto un prodotto completo.

Alla scoperta dell’esterno

Dopo un ottimo secondo capitolo, che vedeva come protagonisti Emily e Corvo, Arkane Studios ha deciso di dedicare questa espansione a Billie Lurk, uno dei personaggi più oscuri dell’opera originale. L’avventura si apre con Billie che va alla ricerca di Daud (l’assassino della madre di Emily). Una volta ricongiunti, esso ci propone apparentemente l’impossibile, ci chiederà di assassinare l’esterno, una sorta di divinità molto affascinante, che ha sempre contattato i vari protagonisti, fornendo loro dei poteri.

Come sempre il mondo di gioco sarà ricco di elementi che serviranno principalmente a collegare i vari capitoli della serie tra di loro, e a far luce su alcuni eventi poco accennati. Purtroppo però, si riscopre essere ancora una volta l’elemento più riuscito. Dico purtroppo perché mi sarei aspettato una narrazione più coinvolgente ed intrigante; invece gli sviluppatori hanno confermato l’ottimo lavoro svolto col secondo capitolo, anch’esso caratterizzato da moltissimi elementi di lore. Quindi ormai è ora di farsene una ragione.

Quanto detto, non significa che la narrazione del gioco sia da buttare, anzi. Questa espansione, per tutti coloro che sono sempre stati attratti dall’universo di Dishonored, proverà a chiudere il cerchio, attraverso un epilogo che sarà dettato dalle vostre azioni.

 

Il fascino del sangue

Eccoci giunti al fiore all’occhiello della produzione: il gameplay. Sotto questo aspetto, l’avventura messa in piedi da Arkane Studios non ha rivali. Ludicamente il gioco è studiato per cercare di accontentare più giocatori possibili. Principalmente è uno stealth game, ma nulla vi vieta di affrontarlo a testa alta, a patto di dover accettare un sistema di combattimento un po’ legnoso. Sia ben chiaro però, che lo stealth rimane l’anima ludica del prodotto, e che quindi è consigliabile affrontarlo di soppiatto. Ma apprezzo molto il lavoro compiuto dagli sviluppatori, per accontentare anche i giocatori meno pazienti, dando loro l’opportunità di godersi comunque il titolo.

Alla base ritroviamo l’ottimo gameplay di Dishonored 2, ma gli sviluppatori hanno apportato alcune modifiche.

La prima riguarda l’uso dei poteri. Negli scorsi capitoli per utilizzarli bisognava avere degli elisir in grado di ricaricare la barra del mana. Stavolta invece si ricaricherà da sola. Questa scelta inizialmente mi ha lasciato perplesso, pensavo che la produzione ne avrebbe risentito molto nel bilanciamento della difficoltà. Ma una volta utilizzate le nuove abilità della protagonista, mi sono subito reso conto che si tratta invece di una scelta molto intelligente.

Il secondo cambiamento riguarda la rimozione dello skill tree. In questa espansione non avremo modo di sbloccare molti poteri, e neanche la possibilità di potenziare quelli a disposizione, il tutto è stato integrato negli amuleti d’osso, che possono migliorare le capacità fisiche del nostro personaggio o semplicemente fornirci piccoli aiuti.

Infine l’ultimo cambiamento è dedicato ai giocatori meno pazienti. Una volta portata a termine la terza missione, otterrete una spada molto particolare, l’arma ha la capacità di sparare un’onda d’urto in grado di respingere gruppi di nemici.

Poteri:

Dislocazione

Dislocazione funziona come il potere della traslazione. Ci consente di posizionare un segnalatore tenendo premuto il grilletto sinistro, per poi scambiare posizione con esso premendo nuovamente il tasto. Oltre a spostarci come sempre in maniera molto rapida, stavolta è possibile ritardare il movimento da un punto all’altro, in modo da utilizzarlo per posizionarci al tempo giusto alle spalle del nemico.

-Preveggenza

Preveggenza sostituisce la visione oscura, permettendoci quindi, di osservare il pattern dei nemici e di segnalarci a schermo oggetti importanti. Ma stavolta ci permette anche di bloccare il tempo, e vagare liberamente per la mappa di gioco, ovviamente potrete farlo per un periodo di tempo molto limitato, perché una volta esaurita la barra del mana, il potere sì disattiverà. Molto carina la possibilità di utilizzare dislocazione durante l’uso di preveggenza, fornisce ulteriore varietà al gioco.

-Somiglianza

Somiglianza vi permette di “rubare” l’identità di un nemico, lasciandolo privo di sensi. Ho trovato molto interessante l’uso di questa particolare abilità, talvolta il suo uso è necessario per portare al termine degli obiettivi facoltativi.

 

Comparto Tecnico

Graficamente il gioco si difende molto bene, per quanto riguarda la risoluzione e il frame rate, ancorato sui 30 stabili. Nota negativa invece per la risoluzione di alcune texture, che in più di un’occasione mi ha fatto storcere il naso.

Il comparto sonoro ci ripropone esattamente le stesse musiche del secondo capitolo, quindi nulla di nuovo da segnalare sotto quel fronte.

 

Longevità

L’avventura si svolge in cinque missioni dalla durata molto variabile. Per i giocatori più portati all’esplorazione e al completamento degli obiettivi facoltativi, le missioni dureranno all’incirca un’ora ciascuno. Per tutti gli altri invece trenta minuti sono più che sufficenti.

Oltre agli obiettivi facoltativi e ai semplici amuleti d’osso da raccogliere, stavolta gli sviluppatori hanno aggiunto dei contratti, che se portati a termine vi daranno delle monete da utilizzare al mercato nero. Un’aggiunta obbligatoria, dato che non è presente la possibilità di andare in new game plus.

Una volta portata a termine l’avventura, dal menù principale si potrà selezionare la modalità original game, che ci consente di giocare utilizzando i poteri di Dishonored 2.

Valutazione di TopGamer
La morte dell’esterno è qualcosa di più che una semplice espansione, Arkane Studios ha riconfermato l’ottimo lavoro svolto con il secondo capitolo, regalandoci un’avventura più breve del suo capostipite ma di buona fattura. Purtroppo permangono alcuni difetti legati al combat system, ma fortunatamente non sono presenti dei difetti in grado di rovinare l’esperienza, tra l’altro se lo si gioca in basso profilo non lo si noterà neanche.
PRO
  • Level design
  • Qualità del gameplay invariata
  • Giocabilità
CONTRO
  • Qualche ora in più non ci sarebbe dispiaciuta
  • Permangono alcuni difetti legati al combattimento
  • Alcune texture in bassa risoluzione
8/10
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