Divinity: Original Sin 2 – Recensione

Se la prima campagna Kickstarter per il primo D:OS era stata un successo, permettendo al team di Larian Studios di emergere, con un progetto che era cresciuto enormemente anche ben dopo l’uscita sul mercato, tanto da aver realizzato la Enhanced Edition e una versione console così distante dalla prima apparizione da sembrare un altro gioco, […]

Scritto il 25.09.2017
da Simone S. Marcocchi


Se la prima campagna Kickstarter per il primo D:OS era stata un successo, permettendo al team di Larian Studios di emergere, con un progetto che era cresciuto enormemente anche ben dopo l’uscita sul mercato, tanto da aver realizzato la Enhanced Edition e una versione console così distante dalla prima apparizione da sembrare un altro gioco, ma rilasciato gratuitamente. Non solo Obsidian quindi – e i suoi Tyranny e Pillars of Eternity – e BioWare (quando era in forma), ora anche il team belga è entrato prepotentemente di diritto nel cuore di tanti appassionati di tutto il mondo con un titolo che ha scosso le fondamenta del genere e dopo una seconda campagna Kickstarter – che ho contribuito a finanziare – arriva Divinity: Original Sin 2.


LO SPESSORE…

Se il primo titolo della serie ha goduto di un’ottima traduzione di Sciarada Teamche potete conoscere a questo link – diventando poi parte del gioco principale, per il secondo dovremo aspettare parecchio o abbandonarci all’idea che sarà solo in inglese. Non è un difetto da poco, per alcuni, considerando che molti dei dialoghi si basano su sfumature da ricercare, oltre ad essere una forma lessicale piuttosto ricercata, rallentando quindi parecchio coloro che arrancano con la lingua anglosassone e dovendo quindi lavorare molto a margine per comprendere alcune quest ma, soprattutto, apprendere le informazioni più utili. Fatta questa premessa comunque lo spessore di gioco, che si è meritato un titolo, risiede in ogni piega e nel rapporto con ciascuno dei membri del nostro party, ma anche cercando la soluzione migliore con molti dei personaggi che si incontra, guadagnando magari oggetti o trovando una via pacifica (oltre al ricavo ingente di XP) senza che una parola di troppo trasformi un diverbio orale in una battaglia all’ultimo sangue. Le nostre disavventure prendono piede dal momento in cui ci risvegliamo su una nave, con un curioso collare al collo che ci impedisce di usare la magia source. Prestissimo veniamo a conoscenza del fatto che non siamo i soli, che c’è una strega a bordo e che siamo diretti a Fort Joy, in parte quindi siamo considerati pericolosi e in parte no… ma starà a noi comprendere ed elaborare, nel corso dell’avventura, in che modo questo status possa essere un bonus o un malus.

NO GEORGE, NO PARTY
Scegliere il proprio personaggio non è una cosa banale; ora ci sono molte razze e decisamente tante classi per ciascuna. Ogni razza ha in dono una tipologia di effetto magico, quindi la combinazione con gli effetti della classe può generare fin da subito effetti particolari. Fin dai primi passi comunque incontreremo davvero un gran numero di potenziali membri del nostro party, quindi non avremo alcun problema sul fronte della scelta iniziale, ma ammetto di aver ricominciato più volte il titolo anche solo per testare alcune combo con le altre. In questo gioco, in cui si uniscono ben quattro forze, lo studio avanzatissimo di Larian Studios, ha permesso di evitare molti degli errori del primo gioco, per chi almeno l’avesse giocato con membri non troppo bilanciati, dato che ora a tutti è permesso fare molte delle cose che prima erano negate. Il recupero della vita o del lancio di oggetti a distanza infatti sono due caratteristiche ora disponibili per quasi tutti i personaggi, questo non è un cambio da poco, visto che così facendo ci si può focalizzare maggiormente sulla tattica di gioco. La difficoltà resta alta e gli errori si pagano, ma non è mai frustrante. Ad ogni trial si comprende l’error e personalmente trovo molto gusto nel ricaricare un punto precedente per affinare una tecnica e trovare la debolezza del nemico.

TI FACCIO ASSAGGIARE LA MIA MAGIA
Ora tutta la parte inferiore dello schermo è dedicata alla barra del personaggio, potendo quindi aggiungere tutte le magie del mondo, con grande comodità del giocatore, ma soprattutto le arti di combinare oggetti, ricette è stato riscritto da zero. Ora attraverso il menù degli oggetti si potranno effettuare direttamente le varie operazioni, modo intuitivo, diventando divertente gran parte delle sperimentazioni che si possono fare. Come sapete poi il succo del gioco risiede nei combattimenti, ma soprattutto nell’uso saggio della combinazione delle abilità dei vostri eroi, o al contrario stando attenti a non subire gli effetti dei nemici. Se trovarsi in una zona avvelenata crea non pochi danni, immaginate di dargli pure fuoco, in combo, oppure alzare la nebbia su una vasta area per un’acquazzone artificiale che spegne le fiamme, ma impedisce ai personaggi di “vedersi” e quindi di poter attaccare e così via.

Tutto questo poi può assumere effetti ancora più intriganti se si pensa che gli scenari possono nascondere oggetti da trovare, con le giuste abilità, ma anche trappole da evitare e a tutti gli ingredienti della ricetta aggiungete gli animali… eh sì, se li vedete girare per l’ambiente fate loro una domanda o magari sono loro che vogliono comunicarvi qualcosa, ma se li sentite solo pronunciare i loro versi allora è il momento di investire qualche “punto” guadagnato anche in questa risorsa. Ovviamente si possono anche leggere libri, identificare oggetti trovati e combinare il miglior equipaggiamento possibile per dare il massimo supporto a tutto il vostro team. La voglia di scoprire, di guardare dietro ogni angolo, di avanzare magari in un’area che apparentemente è innocua, ma in realtà si può trasformare nel vostro peggiore incubo, oppure essere la scusa per affrontare un nemico ad alto livello che vi potrebbe restituire una grandissima quantità di esperienza, quindi perché non provarci?

Il comparto audio compie il suo lavoro, ma le musiche superano l’eccellenza e vi entreranno subito nella testa, la resa visiva è davvero imponente, anche se prosegue l’ottimo lavoro svolto sul motore grafico dell’Enhanced Edition del primo, rendendo ancora più pastosi i colori e realistici gli effetti particellari e di modellazione dei personaggi.

Divinity Original Sin 2 quindi si attesta per essere il gioco complesso e articolato che tutti gli amanti del genere RPG tattico vorranno affrontare per le prossime settimane. Chiudiamo dicendo che è possibile anche condividere lo schermo con un amico o giocare in co-op con altri amici o giocatori casuali che, anche se è un’attività accessoria, non può che aggiungere ancora più valore ad un gioco praticamente perfetto.


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