Donkey Kong Country Tropical Freeze – recensione

La Rare “dei miracoli”, che negli anni ‘90 ci ha regalato tra le migliori perle videoludiche in collaborazione con Nintendo, uscendo un periodo di post-acquisizione da parte di Microsoft che si è “scongelato” solo di recente con Sea of Thieves – a proposito vi siete letti la nostra recensione? – ci regalò la meravigliosa trilogia […]

Scritto il 11.05.2018
da Simone S. Marcocchi


La Rare “dei miracoli”, che negli anni ‘90 ci ha regalato tra le migliori perle videoludiche in collaborazione con Nintendo, uscendo un periodo di post-acquisizione da parte di Microsoft che si è “scongelato” solo di recente con Sea of Thievesa proposito vi siete letti la nostra recensione? – ci regalò la meravigliosa trilogia di Donkey Kong Country su Super Nintendo. Naturalmente immagino di aver detto una cosa risaputa, anche in considerazione del fatto che chi avesse recentemente acquistato uno Snes Mini si sarà ritrovato queste perle anche nella piccola riproduzione della piattaforma 16-bit. Una delle migliori esperienze tra i platform 2D “moderni” ebbe un fenomenale reboot su Nintendo Wii prima e 3DS dopo con Donkey Kong Country Returns, riuscendo non solo a rendere onore ai fratelli più anziani, fonte d’ispirazione, ma riuscendo a creare un prodotto completamente nuovo e di una bellezza unica, dovuta principalmente alla cura certosina per i dettagli dei livelli, delle zone segrete, per le musiche e per la folle simpatia dei personaggi che si incontravano.


Quattro anni dopo la sfortunata Wii U ebbe però il merito di ospitare il seguito spirituale del brand, con lo stesso talentuosissimo team dei Retro Studios – già autori di DKC Returns – che portarono alla luce quello che si sperava potesse essere una killer application in grado di attirare il pubblico dei fan del gorillone, presentando per l’appunto il gioco che porta il nome che trovate anche nel titolo: Donkey Kong Country Tropical Freeze. Sono quindi passati circa altri quattro anni, prima la ormai ex-neonata Switch proponesse la sua versione remaster – e in teoria altre pietre miliari attendono di fare il grande passo e speriamo possano arrivare -, con lo scopo di ridare vita e lustro a quei brand che non hanno avuto il giusto riconoscimento da parte del pubblico (ma sicuramente da parte della critica sì) a causa delle scarse vendite di Wii U.

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FUNKY SOUL!
Non è che questo lontano parente peloso sia una novità assoluta nel panorama della famiglia Kong. Funky è apparso in altre produzioni della serie, sempre con il sorriso smagliante, occhiali da sole e bandana, anche e soprattutto per aiutare i membri della sua famiglia a raggiungere luoghi delle mappe in cui continuare la propria avventura. In questo caso specifico però diventa protagonista assoluto di una nuova modalità “easy” del gioco stesso. In pratica riassume la maggior parte delle caratteristiche intrinseche dei parenti, oltre ad avere qualche bonus extra. La sua vita infatti è composta da ben cinque cuori e come se non bastasse è sia in grado di restare in volo con la tavola da surf più a lungo, sia di sfruttare la stessa per non pungersi mortalmente con le spine; inoltre ha la capacità “branchiale” di non aver bisogno di riprendere aria mentre nuota e può rotolare in modo illimitato senza risentirne gli effetti. Questa è a tutti gli effetti la novità principale, unita al fatto che i tempi di caricamento sono stati drasticamente tagliati, che la risoluzione permette di godere di 1080p in “versione dock” e di sfiorare i 720p in portabilità, senza mai rinunciare a 60 fps in tutte le situazioni. Per il resto è tutto rimasto invariato, ci sono le sei isole hub e i suoi “terribili” nemici e misteri da svelare, con boss tragi-comici e una marea di segreti per comporre la scritta “Kong” o i pezzi dei puzzle da trovare in giro per i livelli. A tutti è offerta la possibilità quindi di provare un’esperienza davvero unica, ma complessa, adattandosi per gradi ad essa grazie alla possibilità offerta da Funky.

Avrebbero potuto fare qualcosa di più? Sicuramente sì, o almeno impostare il prezzo ad un livello più basso, ma è indiscussa la qualità del titolo in sé, tanto da confermarne un’eccellenza che è rimasta inossidabile a quattro anni di distanza.

In definitiva nessuno dovrebbe lasciarsi scappare il ritorno di Donkey Kong su Switch, è “solo” un altro capolavoro, esattamente come lo è stato Super Mario Kart 8 Deluxe. In questa versione manca quella logica da versione “deluxe”, che avrebbe potuto benissimo essere il porting dell’edizione in HD dell’intramontabile capitolo uscito su Wii, magari come download digitale, che poteva essere acquistato a parte anche da tutti gli estimatori di questo rand. Per quanto la sua curva di difficoltà sia ripida da subito, molto più di Returns, la possibilità di farlo in modalità Funky Kong permette a chiunque di provare un livello, anche se sarebbe stato meglio vedere aggiunte di maggior spessore. La modalità portatile è godibilissima e le dimensioni ridotte dello schermo non impediscono una lettura ottimale degli stage, tenendo conto che la fluidità è sempre al massimo e i tempi di caricamento sono stati più che dimezzati rispetto alla versione precedente.


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