Dragon Ball Fighter Z – Recensione

Dev’essere indescrivibile l’emozione che hanno provato i programmatori di Arc System quando si sono trovati tra le mani la possibilità di creare un picchiaduro con licenza ufficiale di Dragon Ball. Dopotutto si sa, quando si crea qualcosa basato su una vera e propria leggenda come la saga di Akira Toriyama, il rischio di fallire e […]

Scritto il 26.01.2018
da Sergio Bulfari

Dev’essere indescrivibile l’emozione
che hanno provato i programmatori di Arc System quando si sono
trovati tra le mani la possibilità di creare un picchiaduro con
licenza ufficiale di Dragon Ball
. Dopotutto si sa, quando si crea
qualcosa basato su una vera e propria leggenda come la saga di Akira
Toriyama, il rischio di fallire e creare un prodotto non all’altezza
delle aspettative dei fans è sempre dietro l’angolo
. Ma i ragazzi di
Arc sembrano sapere molto bene come si devono trattare certe opere, e
dopo aver provato questo titolo poso dire che sembrano essere anche
loro grandi appassionati di Dragon Ball. Perché quello che si
respira dall’avvio del gioco fino alla sua chiusura è vero e proprio
amore per una saga che raccoglie appassionati dal 1984. Non bisogna
nascondere che, all’annuncio del titolo, un certo scetticismo si è
palesato come un avvoltoio sulle spalle degli sviluppatori.
L’abbandono del movimento libero in arene 3D, l’impossibilità di
volare e un roster di personaggi vasto come quello della serie
Tenkaichi sono elementi difficili da far dimenticare agli
appassionati di questo mondo in versione videoludica. Ma Arc System
ha lavorato duramente portando il titolo nell’ambiente che gli è più
congeniale
e che in passato gli ha permesso di rivaleggiare con
Capcom e con il suo Street Fighter, talvolta anche superando una vera
icona dei picchiaduro. Quello che ci troveremo di fronte è infatti
un picchiaduro 2D di stampo classico dove velocissime combo e
supermosse devastanti la faranno da padroni.

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Dopo aver scelto il nostro team di tre
personaggi
(che fa molto Marvel vs Capcom o King of Fighters) potremo
lanciarci in combattimenti frenetici dove ogni mossa è calcolata al
millimetro
. Durante lo scontro avremo la possibilità di sostituire
il nostro personaggio principale con uno degli altri due scelti o di
farci fare degli assist da loro per allungare una serie di combo.
Oppure potremo chiamarli in causa per combinare la nostra supermossa
con la loro
o più semplicemente togliere il nostro lottatore da una
situazione scomoda come un probabile KO. Il combat system è
sicuramente una delle caratteristiche più riuscite del gioco ed è
assolutamente abbordabile anche dai neofiti del genere e dai meno
esperti in quanto i programmatori hanno volutamente deciso di
semplificare le mosse speciali dei lottatori
, limitandosi all’uso dei
classici “quarti di luna” (l’ hadooken di Ryu in Street Fighter
tanto per intenderci) per praticamente tutti i personaggi, in modo da
permettere a tutti di avvicinarsi al titolo in modo meno traumatico
possibile ed evitando di far annodare le dita sul pad con
combinazioni assurde. Comunque “semplice” non è sinonimo di
“banale”, e anche i giocatori più esperti troveranno
soddisfacente un combat system che permette di inanellare combo una
dietro l’altra
, sottomettendo totalmente l’avversario al proprio
volere.

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Se dal punto di vista della giocabilità
il titolo è quasi perfetto, raggiunge la perfezione grazie ad un
comparto tecnico di primissimo livello
. Graficamente il titolo è
stupefacente e dimostra tutto l’amore dei programmatori per questo
brand. Un sapiente uso del cell shading da parte di Arc restituisce
personaggi bellissimi da vedere e magistralmente animati, dopotutto
anche gli ultimi due Guilty Gears sempre ad opera di Arc System erano
dei piccoli capolavori di grafica. Non solo le animazioni sono
perfette e belle da vedere, ma riprendono in maniera maniacale le
movenze dei vari personaggi sia nell’anime che nel manga
e, a questo
proposito, scegliendo bene il nostro team di lottatori potremo dare
vita a combo collegate tra personaggi legati anche nell’opera
originale di Toriyama, come ad esempio l’esecuzione di onde Kama Hame
Ha in combinazione tra Goku e Gohan
. Anche il comparto audio
raggiunge l’eccellenza grazie all’utilizzo di brani musicali presi di
peso dall’anime, dal quale sono stati presi anche i doppiatori
originali americani e giapponesi per quanto riguarda le voci
.

Prima di passare alle modalità di
gioco in cui potremo cimentarci e dove, ve lo spoilero, troveremo
praticamente l’unico aspetto negativo del gioco, è bene parlare del
roster dei personaggi da cui poter attingere i nostri campioni. I
lottatori selezionabili saranno 24 e ricopriranno praticamete tutta
la story-line della saga
, in più altri 8 verranno rilasciati con i
prossimi Dlc. Anche se possono sembrare pochi, soprattutto
considerando che gli scontri saranno 3 contro 3, non dovete farvi
trarre in inganno, perché mai come prima, ogni lottatore sarà
diverso da tutti gli altri
, regalando all’utente un grandissimo senso
di varietà. Ma la cosa veramente bella è che, in queste prime
battute di gioco, non sono riuscito a trovare personaggi equilibrati
male rispetto agli altri
(possono volerci mesi per trovare lottatori
male equilibrati rispetto ad altri) e sarà a questo punto possibile,
dopo essersi allenati a dovere, vedere Crilin battere un Vegeta Super
Sayan senza troppi problemi. Ognuno dei lottatori rispetta la regola
dei “quarti di luna” per le super mosse, ma ognuno ha il suo set
di mosse personale
, che aumenta ulteriormente la varietà del roster.

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Per quanto riguarda le modalità di
gioco vi posso dire che oltre al classico arcade dove sceglieremo il
nostro trio per sconfiggere gli avversari controllati dal computer, è
stata creata una modalità storia la cui durata si attesta sulle
9/10 ore di gioco
. Purtroppo questa è proprio la nota dolente di
tutta la produzione. Non vi anticipo niente della storia raccontata
(che potrete comunque seguire nelle nostre dirette), ma posso
assolutamente dirvi che è la parte del gioco riuscita peggio.
Nonostante sia una storia originale in cui farà la sua comparsa un
personaggio inedito (tranquilli, è tutto autorizzato da Toriyama),
diventa noiosa e ripetitiva dopo poco. Le cut-scene sono ridotte
all’osso e risultano comunque essere la parte più gradevole di
questa modalità
. Per il resto dovremo cimentarci in un numero
assurdamente alto di combattimenti con un livello di difficoltà
tendente allo zero. Queste serie di combattimenti sembrano essere
stati inseriti solo per raccogliere bonus e allungare il brodo prima
di arrivare allo scontro con il boss della zona. Questa cosa non mi è
proprio piaciuta e avrei preferito cut-scene più lunghe e frequenti
inframezzate da combattimenti più impegnativi
. Per quanto riguarda
la modalità online persistono ancora diversi dubbi derivanti dal
mezzo disastro fatto nella beta dove i server non sono stati in grado
di reggere il carico di giocatori
. Ma sono comunque fiducioso che i
programmatori si siano ormai buttati alle spalle questi problemi per
regalare agli utenti un’esperienza online appagante come tutto il
resto del gioco.

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In definitiva Dragon Ball Fighter Z è
un titolo massiccio e molto riuscito
, che non fa rimpiangere il
roster di Tenkaichi o la possibilità di muoversi liberamente
nell’arena e di volare. Il combat system, complesso e appagante
nonostante la sua semplicità, vi terrà incollati allo schermo per
molto tempo portandovi alla ricerca della combo perfetta. Non nego che, se la storia fosse stata più intrigante e difficile, non avrei avuto nessun problema a dare il perfect score. Chiunque
sia appassionato della serie non potrà far altro che commuoversi di
fronte all’amore per la saga dimostrata dagli sviluppatori, ma anche
tutti gli altri troveranno un comparto grafico e sonoro di altissimo
livello. Un gioco consigliato veramente a tutti, anche solo per
passare una serata con gli amici a menarsi allegramente nel mondo di
Dragon Ball.

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