Dragon Ball Z: Kakarot – Recensione 

Dragon Ball Z: Kakarot è il nuovo action RPG ambientato nell'universo narrativo della serie di Akira Toriyama. Riuscirà a fare la felicità dei fan e non solo?

Scritto il 23.01.2020
da Francesco Damiani
Dragon Ball

Fin da piccoli abbiamo sognato di diventare o semplicemente trasformarci nei Guerrieri Saiyan mentre in televisione trasmettevano in quei pomeriggi dopo la scuola una delle più grandissime serie animate degli anni ’90, che ancora oggi, a distanza di tempo, rivedendola con un occhio da adulto riesce comunque a trasmettere non solo un grande senso di nostalgia canaglia, ma anche una carica di emozioni che, se non altro, non fa che ricordarci quanto era bello essere bimbi. È vero che crescendo, grazie all’arrivo delle nuove tecnologie e quindi delle nuove console, abbiamo avuto l’occasione di poter scoprire ed esplorare il mondo dei videogiochi, il quale ci ha offerto diverse perle videoludiche tra cui molti titoli a tema Dragon Ball passando dai: Budokai agli Xenoverse e a tanti altri della serie, fino ad arrivare al picchiaduro FighterZ con grafica in 3D a scorrimento che fin da subito ha saputo scuotere gli animi e a catturare l’attenzione dell’intera community, grazie ad una storia inedita e un sistema di gioco ben strutturato e organizzato.

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Ma per quanto questa nuova ventata di aria fresca avesse portato grande stupore a tutti i fan della serie, ecco che Bandai Namco comunica l’arrivo di un Action RPG ambientato nell’epopea della saga Z che con il tempo assunse il nome di Dragon Ball Z: Kakarot.

Dragon Ball Z: Kakarot è il gioco per eccellenza che tutti stavamo aspettando, nonché un open world con elementi action ambientato nel più grande arco narrativo di tutta la serie ideata dal maestro Toriyama. Sviluppato dallo studio CyberConnect2, Kakarot non solo trasporta il giocatore a far vivere in prima persona questa esperienza piena di ricordi e di grandi emozioni nei panni di Goku e dei suoi amici, ma lo conduce direttamente in un mondo immenso e colorato con quest secondarie, attività da fare e sfide da completare.

Insomma, Kakarot è tornato ed è più in forma che mai.

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“E Guardando più il là il tuo cuore saprà ritrovare Dragon Ball“

Dragon Ball Z: Kakarot ci porterà a ripercorrere ogni singolo evento della storia originale, iniziando dall’arrivo di Radish sulla Terra fino a concludersi con l’arco di Majin Buu. Tutto inizierà con una semplice introduzione al mondo di gioco e ad un tutorial di comandi per prendere dimestichezza con le innumerevoli abilità e tecniche dei nostri eroi. Il titolo Bandai Namco ci accompagnerà per la bellezza di 30 ore di gioco all’interno di una story mode davvero intensa, caratterizzata poi da un end-game che conterrà una serie di quest secondarie che andranno sicuramente ad appagare e a rendere piacevole l’esperienza, prolungandola per un’altra ventina di ore circa, anche se ben presto si incomincerà ad avvertire una certa ripetitività.

È interessante come la sceneggiatura di Dragon Ball Z: Kakarot realizzata dallo  studio CyberConnect2 insieme all’autore dell’opera Toriyama sia stata curata nel minimo dettaglio, non solo a livello visivo ma anche sul piano dei dialoghi e delle battute, che rendono omaggio alla versione originale dell’anime.

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Oltre a rappresentare ogni singola azione nella trasposizione videoludica, il team di sviluppo ha deciso di aggiungere alcuni dettagli inerenti la trama, permettendo di approfondire dei retroscena accennati solamente nell’anime originale. Basti vedere la comparsa dei personaggi Ottone, Nam e Pilaf, presenti nel manga, ma ora anche nell’opera di Bandai, il cui ruolo consiste semplicemente nell’andare a fornire dei maggiori dettagli sui rapporti tra i protagonisti.

Così come delle scene inedite tra Gohan e C16 nell’arco narrativo di Cell, prima di venir distrutto dall’acerrimo nemico, facendo scatenare poco dopo tutta la potenza di Gohan dando vita ad uno degli scontri più spettacolari mai visti prima. Non mancheranno poi alcuni retroscena sul rapporto tra Goku e Chichi dove strizzano l’occhio un po’ al concepimento di Goten, sempre prima del Cell Game. Si può dire che in Dragon Ball Z: Kakarot siano presenti tutti quegli elementi che permettono di poter andare ad approfondire i legami e a conoscere ulteriori dettagli sui personaggi più amati della serie.

Un’altro aspetto molto importante è come CyberConnect2 abbia gestito in maniera perfetta tutta la caratterizzazione dei personaggi, in particolare i modelli poligonali, realizzati a dovere e in modo maniacale. Stesso dicasi per le cutscene, visivamente uno spettacolo per gli occhi, ricche di effetti e capaci di proiettare sullo schermo degli scenari epici come quelli visti in televisione, questo grazie poi ad una colonna sonora efficace e ben ottimizzata.

Purtroppo non si può dire lo stesso per il mondo di gioco; per quanto immersivo, presenta dei paesaggi abbastanza spogli e privi di caratterizzazione, dove talvolta le texture risultano piatte e non rendono omaggio a quello visto nel manga o semplicemente nella serie animata.


Un mondo oltre la storia principale di Dragon Ball Z

Come accennato nel paragrafo precedente, una delle piacevoli cose che si potranno fare è proprio prendere parte ad una completa esplorazione del mondo di gioco sia in game che in end-game. A tutti gli effetti, Kakarot non lo si potrebbe definire esattamente un open world poiché alcune macro-aree suddivise in zone, molto spesso vengono precedute da un caricamento che interrompe l’esperienza di gioco.

Andando oltre a questo piccolo difetto è incredibile vedere come ogni posto sulla mappa sia stato ricreato fedelmente all’anime con dei dettagli che sicuramente colpiranno direttamente il cuore di ogni fan, stimolando la voglia e la curiosità di andare a vedere nel dettaglio ogni singolo posto collocato nel mondo di Dragon Ball.

Oltre al piacere di esplorare ogni area della mappa, potremo andare a visitare proprio in prima persona alcuni dei luoghi più importanti della serie, come il Santuario di Dio (Supremo, nel nostro adattamento) o la Casa di Goku. Spostandoci da un posto all’altro, all’interno delle mappe visitabili, si potranno prendere parte ad alcune attività che daranno modo di scontarci contro un gruppo di nemici della Red Ribbon, oppure potremo limitarci nel prendere parte alla ricerca dei collezionabili, chiamate Carte Speciali che raffigureranno le scene più celebri con protagonista Goku. Una volta trovate, queste cartoline verranno raccolte all’interno dell’Enciclopedia Z – che come suggerisce il titolo – conterrà tutte le notizie più importanti di Dragon Ball Z e non solo.

Mentre ci daremo alla ricerca di tutti i collezionabili, durante la nostra esplorazione potremo dedicarci alla scoperta delle Sfere del Drago sparse nella mappa; una volta trovate avremo la possibilità di poter evocare il Drago Shenron (in originale Shenlong) ed esaudire i nostri tre desideri alternati da una serie di richieste tra il resuscitare tutti gli eroi caduti in battaglia oppure nel richiedere di arricchire le nostre tasche con un malloppo da capogiro. Queste saranno solo alcune delle attività che potremo fare all’infuori della storia principale, in quanto non sempre l’esplorazione libera sarà gestita a piacimento.

Ciononostante, le dinamiche ludiche che susseguono in modo abbastanza ripetitivo offrono un’esperienza tradizionale, ma anche sufficiente, visto che potremo teletrasportarci da un pianeta all’altro per combattere contro tutti i celebri villan della storia interpretando ogni personaggio all’interno del cast messo a disposizione.

 

Lottare non è mai stato così bello

Bisogna ricordare che Dragon Ball Z: Kakarot non è un picchiaduro, considerando che molto spesso il combat system viene messo in secondo piano. In questa occasione CyberConnect2 ha cercato di focalizzare l’attenzione su quello che il titolo è in grado di offrire, allestendo un gameplay non troppo complesso ma sorprendente allo stesso tempo. Il gameplay lo si potrebbe definire prevedibile in alcuni casi, ma sopratutto spettacolare, per via degli attacchi corpo a corpo mischiati da colpi di aura, schivate, parate, mosse e, per concludere, con onde energetiche.

Tutte le combo sono ben studiate e gestite in automatico; difatti lo spettro del button mashing funge proprio in questo modo: non è possibile concatenare degli attacchi multipli senza mai effettuare delle pause. Ciò sta indicare che le forze dei nostri eroi non sono del tutto illimitate e in molti casi occorrerà prestare attenzione alla barra di energia per evitare di rimanere a secco proprio nei momenti meno opportuni.

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Durante le boss fight bisognerà studiare il moveset del nemico che avremo dinanzi a noi, comprendere quali potranno essere i suoi attacchi, in modo da trovare una giusta strategia per permetterci di aggiudicarci così la vittoria. A rendere poi più appaganti gli scontri sono proprio gli stili di combattimenti dei nostri eroi; basti vedere con Kakarot, dove con il giusto tempismo, si potranno dare vita ad un rapido QTE alternato da onde energetiche.

Il titolo CyberConnect si basa sulla spettacolarità e sulla semplicità, anche se presenta dei difetti che purtroppo rendono sottotono il gameplay per via dei moveset non proprio differenti e dalla gestione della telecamera. Durante il corso dei combattimenti, potremo approfittare della compagnia di alcuni personaggi, chiamati elementi di supporto, che in base alla versione giocata su PlayStation 4 o Xbox One potrà essere attivata con il comando R1 o RB. In questo modo avremo la possibilità di chiamare i nostri amici gestiti completamente in automatico; una volta che avranno riempito la propria barra di energia potranno dare vita ad una combinazione di colpi capace di infliggere un danno efficace al nostro nemico.

Alla semplicità del combat system, un altro elemento che va ad appagare gli scontri sono le trasformazioni; se prendiamo il caso di Goku, in primo momento potremo attivare il Kaioken che andrà ad aumentare la sua potenza, ma diminuirà pure la barra di vita, mentre se ci trasformeremo in Super Saiyan, nel caso decidessimo di attivare la Genkidama, una volta sferrata lo farà tornare allo stadio normale, in modo da fornirgli il tempo di ricaricare la sua sfera di energia.

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L’anima ruolistica di Kakarot

Dragon Ball Z: Kakarot oltre ad appagare ogni fan della serie con una storia perfettamente in linea con quella originale e con degli scontri del tutto spettacolari, un’elemento che va ancora ad arricchirlo e senz’altro la presenza dell’anima ruolistica inserita nel contesto ludico. Parliamo dei macro-gruppi divisi per tipologia, dal combattimento alla cucina; tutte queste divisioni potranno contenere una mini-mappa nel quale potremo posizionare degli Emblemi Anima dei guerrieri in cui ci imbatteremo.

Ogni medaglietta sarà sbloccata alla fine di alcune missioni e con l’ottenimento di alcuni bonus aggiuntivi; ogni personaggio potrà incrementare il valore della comunità in base alla propria abilità, aumentando cosi il supporto in battaglia.

All’interno della sezione abilità, ogni eroe potrà inoltre essere potenziato, sbloccando diverse abilità che nel corso della storia, grazie ad una serie di allenamenti, potrà apprendere andando a migliore il proprio stile di combattimento, oltre al contenere anche un sistema di progressione che andrà ad automatizzare la crescita di salute, velocità, potenza e tanti altri parametri.

 

 

In definitiva, Dragon Ball Z: Kakarot è il gioco che tutti i più grandi fan della serie aspettavano da diverso tempo; sarà capace di toccare le corde del nostro cuore rivivendo in prima persona tutta la saga della serie Z, direttamente nei panni dei nostri eroi.

L’opera ludica ideata da CyberConnect2 risulterà piacevole da giocare grazie ad un semplice ma spettacolare combat system, non sempre efficace, ma comunque ben architettato; non sempre le opere inerenti alle celebri saghe anime risultano essere decisamente perfette a rendere omaggio all’autore che le ha ideate, ma in questo caso possiamo dire che Bandai Namco è riuscita a riportare sulla scena un prodotto solido che con il tempo, se supportato a dovere, potrà riservare grandi novità, soprattutto dal punto di vista del comparto narrativo, visto il grande Universo che circonda questa saga ormai amata da tutti.

Valutazione di TopGamer
Dragon Ball Z: Kakarot sviluppato da CyberConnect2 è la nuova opera ludica che permetterà di andare a ripercorre la saga canonica di Dragon Ball Z in prima persona. Un open world immenso e pieno di elementi che andranno ad appagare la piacevole esperienza di gioco, minato purtroppo da alcune scelte meno avvincenti, quest secondarie alla lunga piuttosto ripetitive e qualche tempo di caricamento di troppo. Il combat system risulta semplice, ma comunque efficace, sebbene fosse lecito aspettarsi qualcosina in più, ma nel complesso Dragon Ball Z: Kakarot si dimostra un prodotto piacevole e ottimo per passare il tempo, nonché una gioia per chi ama l'universo creato dal celebre Akira Toriyama.
PRO
  • Storia fedele all'opera originale
  • Gameplay semplice ma spettacolare
  • Personaggi caratterizzati a dovere con abilità e sistema di progressione
CONTRO
  • Ambiente di gioco spoglio
  • Quest secondarie ripetitive
  • Fasi di caricamenti lunghe e inserite nello spostamento da un'area all'altra
7.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
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