Dragon Quest Builders 2 – Recensione

Abbiamo recensito il nuovo capitolo di Dragon Quest Builders per Nintendo Switch. Quali sono le nostre impressioni? Scopriamole insieme

Scritto il 11.07.2019
da Gennaro Schiavelli
Dragon Quest Builders 2 - Recensione

Le origini

Ideata da Yuji Horii e dal suo team, Armor Project, nel 1985 e pubblicata su Famicom (NES) dall’allora Enix, Dragon Quest è una tra le saghe di J-RPG più popolari e longeve al mondo. Oltre ai capitoli canonici (undici per la precisione), infatti, sono stati rilasciati nel tempo diversi spin-off volti a farci esplorare esperienze ludiche diverse. Uno di questi è Dragon Quest Builders, titolo rilasciato su console nel 2016 e che arriva oggi al suo secondo appuntamento.

Il primo episodio prendeva chiaramente spunto dalle meccaniche viste in Minecraft, rimescolandole per l’occasione e proponendo dinamiche (a tratti) differenti. Un mondo cubettoso, quindi, dove crafting ed esplorazione erano all’ordine del giorno. A tutto ciò andava però a sommarsi una trama che, seppur non rappresentasse il fiore all’occhiello dell’intera produzione, spingeva il giocatore a proseguire con l’avventura.

Da queste premesse nasce quindi il suo seguito, che abbiamo potuto giocare in anteprima su Nintendo Switch grazie ad un codice review fornitoci da Nintendo Italia.

Cosa ci aspetta e quali sono le vere novità introdotte per l’occasione? Scopriamole insieme.

dragon quest builders 2

Tanto tempo fa…

In Dragon Quest Builders 2 il clerico Hargon, progettava di distruggere il mondo sacrificandosi, di fatto, per convocare il Dio della Distruzione: Malroth. Quando questo venne sconfitto dai discendenti degli eroi, si credeva potesse essere giunta la pace ma, un ordine religioso, ereditate quelle che erano le intenzioni di Hargon, apparve con l’intento di sradicare dal mondo i Costruttori. Quest’ordine guidò il suo esercito di mostri affinché la terra potesse, grazie alla sua scia di sangue e distruzione, cadere nuovamente in rovina, riuscendoci.

I protagonisti di questa nuova avventura, realizzati come sempre dal character design di Akira Toriyama, saranno i discendenti del leggendario costruttore che ha già salvato il mondo una volta in Dragon Quest Builders. Come i loro antenati, anche i nuovi eroi della costruzione potranno usufruire del potere di craftare oggetti, senza però avere l’esperienza necessaria per farlo. Dovranno perciò affidarsi unicamente al Libro della Creazione che è in loro possesso.

Il vostro alter ego (editabile ad inizio gioco cambiandone sesso, capigliatura e quant’altro) è tenuto prigioniero (su una nave), dall’Ordine di Hargon, e quando questa, a seguito di un naufragio, disperderà l’equipaggio facendovi risvegliare sulle spiagge di un’isola, partirà la vostra avventura. Un’avventura che, a differenza del primo episodio, ci è sembrata più coinvolgente e decisamente più matura che in passato, rappresentando così a conti fatti un netto passo in avanti in tal senso.

Screenshot

Abile costruttore

Nel mondo cubettoso di Dragon Quest Builders 2 lo scopo principale sarà quindi sempre quello di creare, o di distruggere per ricreare. Ogni materiale potrà essere infatti ottenuto se abbattuto con le armi o con il martello in nostro possesso ma, tuttavia, per capire come lavorare certi materiali, bisognerà proseguire nel gioco e soddisfare alcune richieste. Innanzitutto il vostro protagonista, oltre a possedere un indicatore dedicato all’energia vitale, ne avrà anche uno dedicato alla sazietà da tenere d’occhio. Se questo scende fino allo zero non si potranno effettuare scatti e non si potrà combattere efficacemente e, di conseguenza, non si potrà aumentare di livello per ottenere nuove tecniche e ricette.

Grazie a queste, infatti, accedendo al tavolo da lavoro, potrete dare libero sfogo alla vostra fantasia e creare ciò che avete appreso (a costo però di avere i materiali necessari a realizzarne l’opera). Lo stesso potrete farlo con armi e cibo e, se per il primo dovrete trovarvi di fronte ad un’incudine, per il secondo dovrete recarvi presso un falò ed aspettare il tempo necessario che serve alla cottura. Più cucinerete cibi diversi più pietanze in grado di soddisfare voi e la popolazione del vostro villaggio, scoprirete. Sarà infatti il lento crescere della popolazione a spingere voi Costruttori al miglioramento, creando per loro tutto il necessario, da opere funzionali ad altre un po’ più assurde.

Battle

Il gameplay di Dragon Quest Builders 2

Una volta presi i Joy-Con in mano ci siamo perciò subito sentiti a casa notando, di fatto, tutte quelle rifiniture apportate capaci di rendere il titolo molto più fluido che in passato. Ad esempio, come accennato poc’anzi, ora, grazie alla pressione del tasto dorsale R, sarà possibile correre; gironzolare a destra e a sinistra, a braccia aperte stile Arale, sarà divertente ma per certi versi anche una limitante. Bisognerà infatti tenere conto del consumo di stamina che, se esaurita, vi renderà esausti e magari scoperti ai colpi dei nemici. Inoltre, sarà ora possibile immergersi nelle acque più profonde e volare, esplorando così quelli che sono i fondali e il cielo azzurro/violaceo avvolto anch’esso dalla maledizione. Nel primo capitolo, infatti, una volta a contatto con l’acqua il costruttore veniva rigenerato a riva mentre ora, si potrà addirittura costruire al di sotto di essa per dar vita (se volete), ad un villaggio sommerso.

Ma la vera novità in termini di gameplay riguardano soprattutto le fasi di combattimento. Intanto, non esplorerete più il vasto mondo di Dragon Quest da soli ma sarete accompagnati da NPC che vi aiuteranno a raccogliere i materiali e a combattere nemici accelerando, così, la comunque lenta progressione. Inoltre, per ovviare ad un problema passato, riguardante quello switch continuo che veniva a crearsi tra armi ed oggetti, il team di Armor Project ha pensato bene di separare le prime dalla barra orizzontale in cui sono contenuti questi ultimi. Con l’apposito tasto si potrà richiamare la mappa e guardare l’area circostante dall’alto oppure decidere se visualizzare l’intera area di gioco. Esisterà anche un sistema di teletrasporto, che vi tornerà utile qualora voleste rapidamente tornare in un luogo visitato in precedenza e di cui avrete attivato gli appositi naviglobi.

Con il proseguo dell’avventura, oltre ad affinare tutte le vostre abilità, riceverete via via degli oggetti fondamentali per il vostro equipaggiamento come ad esempio il Maglio Gigante, un pesante martello con cui distruggere la maggior parte di cose. I guanti, con cui potrete sollevare oggetti pesanti e l’anfora senza fondo che potrete riempire con l’acqua, saranno solo alcuni di questi. Ciò che ci ha sorpreso quindi è il come, da una base di gameplay semplice e raffinata, si possa accedere a un qualcosa di così profondo e radicato, capace di dare libero sfogo alla fantasia. Resta difficile descriverlo e spiegarne il potenziale, sarebbe molto più facile viverlo, lasciandosi trasportare da quello che è il proprio immaginario.

dragon quest builders 2

Maestri d’arte

Parliamoci chiaro: in un gioco del genere nessuno di noi si aspetta di trovare un comparto tecnico di prim’ordine, dove la grafica punta a mostrare i muscoli e a spremere fino al midollo l’hardware su cui gira, eppure… Eppure è chiaro che, se questa risulti quantomeno funzionale e in linea con quelle che sono le produzioni rivali, non si può non notare un certo balzo in avanti. Tecnicamente, infatti, rispetto al primo episodio sono stati fatti passi importanti per quanto concerne la definizione di alcune texture e dell’illuminazione generale. Parliamo di piccolezze, per carità, ma ad un giocatore attento e navigato salteranno sicuramente all’occhio e non potrà che apprezzarne il risultato. Risultato che non si può certo dire raggiunto se parliamo di fluidità.

Chiariamoci: il gioco in modalità portatile viaggia che è una bellezza e non mostra segnali di cedimento ma, se fruito in modalità docked, si andrà incontro a vistosi cali di frame rate, specie nei momenti più concitati. Inoltre, si nota in alcuni elementi (come i capelli), qualche piccolo problema di aliasing.

Fortunatamente, il tutto è compensato da un comparto artistico capace di regalare scorci mozzafiato. Forse, visto il genere di appartenenza, potreste trovare eccessiva questa esternazione, ma credeteci se vi diciamo che a più riprese siamo rimasti esterrefatti da quanto visto su schermo. Il mondo cubettoso così come è stato reso ha dell’incredibile e, se unito ad una storia come già detto più accattivante, spingerà il giocatore ad esplorarne ogni anfratto. Se poi, come da tradizione, ancora una volta il charcter designer è quell’Akira Toriyama che diede i natali a Dragon Ball, non si può restare indifferenti. Lo stile proposto dal noto disegnatore ben si sposa con i toni tragicomici della produzione ed è sempre un piacere, per il sottoscritto quantomeno, notare le opere del maestro prendere forme in contesti così particolari.

Anche le musiche avranno il loro ruolo fondamentale all’interno della vostra avventura e proporranno i soliti, splendidi, brani noti (alcuni riarrangiati per l’occasione).

dragon quest builders 2

Ma quanto tempo ho passato in Dragon Quest Builders 2?

La longevità in Dragon Quest Builders 2 è praticamente l’ultimo dei vostri problemi, o forse potrebbe essere anche il primo. Sicuramente vi ritroverete tra le mani un titolo capace di intrattenere, già con la sola main quest, circa 60/70 ore (come nelle sue vesti da J-RPG, insomma). Se a queste ci sommate l’esplorazione, le side quest, i combattimenti, il multiplayer locale e tante altre novità che vi lasciamo il piacere di scoprire, otterrete un titolo pressoché infinito. Verrete come risucchiati da una mole di cose da fare e quell’incessante spinta creativa che attanaglia ogni abile costruttore; sarà una brutta bestia da combattere. Fortunatamente la formula ben si presta a partite da mordi e fuggi e, grazie anche alle possibilità offerte da Nintendo Switch, potrete dedicarvici ovunque voi vogliate.

Sarà facile, comunque, perdere la cognizione del tempo. I contenuti sono impressionanti e il modo in cui il gioco ve li fa scoprire, invoglia costantemente il giocatore a proseguire. Potrebbe però scoraggiarne alcuni poiché, nonostante l’accessibilità che Dragon Quest Builders 2 punta a raggiungere, si dovrà passare per forza di cose da numerosi menu e tutorial (specie nelle fasi iniziali), che potrebbero quindi indurre molti a mollare. Sarebbe sicuramente un peccato perdersi un titolo di tale portata, che migliora sensibilmente sotto ogni aspetto quanto fatto con il primo episodio, ma lo comprendiamo e durante il nostro giocato lo abbiamo saggiato sulla nostra pelle.

In conclusione

Quanto fatto da Armor Project e Square Enix con questo secondo episodio di Dragon Quest Builders ha davvero dell’incredibile. La mole di contenuti impressionanti proposti va ad espandere quell’ottima base vista già nel 2016, proponendo novità importanti sia per quanto concerne il gameplay, che per il comparto tecnico. Non vi è tristezza negli occhi del costruttore, ma la gioia inarrestabile di creare e ricreare.

Non è chiaramente un gioco per tutti, questo lo sappiamo, ma punta ad intrattenere grazie anche ad una trama che ci è sembrata molto più matura e coinvolgente che in passato. Affrontare tematiche come la morte, potrebbe stridere parecchio con quello che è lo stile visivo di una produzione simile, ma non vi è nulla di più sbagliato. Il tutto si amalgama alla perfezione e, anche grazie ad un ritmo lento e ragionato, si ha il tempo necessario per assimilare sia i concetti di base della creazione, che l’operato della distruzione e gli effetti che questo può avere sul mondo (il nostro mondo).

Al netto di qualche problematica legata al frame rate e ad altre piccolezze che in assoluto non inficiano minimamente su quello che è il risultato finale, Dragon Quest Builders 2 si rivela un titolo eccezionale. Forse, come già detto, non per tutti, ma a nostro modo di vedere potrebbe sorprendere anche i più scettici. Bisogna solo imparare a superare quelle barriere imposte dalla nostra mente e ad andare oltre quelli che sono i nostri limiti. Proprio come ci insegna il Costruttore.

 

 

 

 

Valutazione di TopGamer
Dragon Quest Builders 2 ripropone tutto ciò che il precedente capitolo aveva fatto di buono, espandendolo e migliorandolo sotto praticamente tutti i punti di vista. Da una trama più interessante ad un gameplay più rifinito, capace di spingere il giocatore verso nuove vette creative, ponendosi come unico limite la propria immaginazione. Un titolo imponente che potrebbe sorprende persino i detrattori ma che comunque, visto lo stampo lento e ragionato della produzione, potrebbe non piacere a tutti. Un gioco che sarebbe un peccato lasciarsi scappare e che nonostante alcuni problemi di natura tecnica, riesce a portare con sé tutti i tratti distintivi della serie, nonché un comparto artistico ispirato che invoglierà i giocatori ad esplorarne ogni anfratto.
PRO
  • Gameplay ricco di rifiniture
  • Artisticamente ispirato
  • Trama più coinvolgente
  • Longevità pressoché infinita
  • Una mole impressionante di contenuti
  • Tecnicamente migliorato...
CONTRO
  • Ritmo lento e ragionato che potrebbe spiazzare molti giocatori
  • ... ma con un framerate ballerino in modalità dock
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
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