Dry Drowning – La recensione distopica di un indie game tutto italiano

Il team italiano Studio V debutta su PC e console con un gioco dalle forti tinte noir. Sarà riuscito a far centro al primo tentativo? Scopritelo con noi nella nostra recensione.

Scritto il 09.08.2019
da Gennaro Schiavelli
Dry Drowning - Recensione

Distopico futuro

Il futuro distopico visto in diverse pellicole cinematografiche come Blade Runner o immaginato, ad esempio, leggendo romanzi come Neuromancer (Neuromante) di William Gibson, è stato sicuramente, negli anni, fonte di grande ispirazione per molte delle opere a venire. Quella fotografia così ricercata, retrofuturista (se così la si vuol definire) unita a racconti dalle forti tinte noir, non ha risparmiato nemmeno un media come il videogioco. Basti pensare ad Heavy Rain, Remember Me, Detroit: Become Human o al più recente Cyberpunk 2077 (giusto per citarne alcuni), per avere un quadro generale al riguardo. Ebbene, l’opera prima del talentuoso team italiano Studio V e che risponde al nome di Dry Drowning rientra di diritto in questa categoria, proponendoci dunque un punta e clicca classico, certo, ma capace di introdurre meccaniche ludiche moderne e un notevole comparto audiovisivo (nonché artistico) che non lascia certo indifferenti i videogiocatori.

Ma procediamo con ordine, andando a sviscerare quelli che sono gli aspetti fondamentali di questa loro prima produzione.

dry drowning

Il cybernoir di Dry Drowning

Ci troviamo a Nova Polemos, nel Nord Europa. Corre l’anno 2066. La metropoli si presenta tecnologicamente avanzata, cresciuta esponenzialmente in poco meno di cento anni sulla pelle dei cittadini, costretti in alcuni casi a vedersi persino privati dei loro diritti. Una metropoli bagnata dal sangue di troppi innocenti in cui il nostro protagonista, un certo Mordred Foley (ex-investigatore privato), non riesce a darsi pace, tormentato da ricordi che non fanno altro che ottenebrare la sua mente. Si ritiene infatti la causa dell’ingiusta esecuzione di due innocenti.

Un nuovo caso sembra voglia però spingerlo ad andare oltre, cercando magari riscatto e redenzione, volendo forse dimostrare qualcosa a se stesso, in primis, piuttosto che al popolo indignato. Il suddetto caso vede un killer (denominato Pandora), lasciarsi dietro una scia di sangue non indifferente, con quelli che sono evidenti rimandi scenografici alla cultura greca da cui il Killer prende il nome. Delitti di cui però è stato accusato un presunto innocente, ovvero il capo delle Bande Nere (un partito radicale cittadino).

Da qui si dipana quindi una trama noir che vede il protagonista affiancato dalla bellissima e audace Hera Kairis, fidata assistente che lo aiuterà nell’indagine. Lungo il suo cammino, Foley conoscerà una schiera di numerosi personaggi e starà a voi, e soltanto a voi, scegliere di chi fidarvi. Dalle vostre decisioni, infatti, dipenderanno molte delle conseguenze immediate e future che vi ritroverete ad affrontare alla ricerca di quella che è la verità. Volete un consiglio? Tenete ben a mente questa frase: “la verità si rivela solo quando si rinuncia a tutte le idee preconcette.”

dry downing screenschot

Dopo ogni click

Come dicevamo poc’anzi, in Dry Drowning ogni scelta porta a pesanti conseguenze. Queste scelte, a loro volta, spingono il giocatore ad esplorare bivi narrativi differenti portandolo verso un finale (sui tre totali) unico. Piccole variazioni che producono grandi differenze nel comportamento a lungo termine; il cosiddetto effetto farfalla. Curiosità: alcuni ritengono che questa espressione sia stata ispirata da uno dei più celebri racconti fantascientifici, “A Sound of Thunder” (Rumore di Tuono), di Ray Bradbury. In pratica, nel racconto, si immagina di come, grazie ad una macchina del tempo, vengano organizzati dei safari temporali per turisti e di come (in una remota epoca preistorica), un escursionista calpesti una farfalla provocando di fatto una catena di conseguenze allucinanti per la storia dell’umanità.

Da queste idee devono aver quindi tratto ispirazione i ragazzi di Studio V per un titolo che è sì un punta e clicca, ma anche un qualcosa di più. La costante ricerca d’indizi con l’intento di ricostruire l’intera vicenda passa anche dalle paure dell’indiziato di turno, e non solo dalla continua ricerca di prove materiali. Il buon Foley sarà infatti in grado di percepire chi, tra gli indiziati, ha qualcosa da nascondere, facendo apparire su di esso una vera e propria maschera della vergogna antropomorfa. Sembra quasi che il caro ex-detective Mordred abbia come sviluppato un sesto senso dopo il trauma subito, che gli permette di riconoscere all’istante chi mente. Chiaro, più prove avrete in vostro possesso, più facile sarà smascherare i bugiardi tramite questi “interrogatori”; in caso contrario, dopo tre tentativi non andati a buon fine, sarà game over.

Tralasciando una prima parte “giocoforza” piuttosto guidata, quindi, potremmo quasi affermare che il gioco punta ad essere anche una sorta di puzzle game, lasciando così al giocatore la completa libertà nel mettere insieme i pezzi. Il tutto passa da un semplice menu a schermo che presenta varie voci (sulle prime non proprio accessibile oseremmo dire), ma con cui mano a mano ci si fa l’abitudine. Resta comunque la sensazione che in tal senso si poteva osare qualcosina in più o, quantomeno, rendere più fluido il passaggio tra i vari menu da consultare, smussandoli un po’ da quella macchinosità che li permea.

dry drowning

Il ritratto dei pensieri

Artisticamente, Dry Drowning è davvero notevole. La forte influenza “cyberpunk” delle opere citate ad inizio articolo si fa notare, eccome se si fa notare. Eppure il titolo riesce a brillare di luce propria proponendo scenari, interni ed esterni sempre ricercarti e dotati di una propria identità. Questo avviene anche grazie al continuo contrasto che si crea tra i colori vivaci presenti nelle ambientazioni e il bianco e nero usato per i protagonisti su schermo.

Si passa così da tinte cupe ad altre più morbide, il tutto legato con animazioni (simili allo stop-motion) che danno come la sensazione di trovarsi di fronte ad un bellissimo libro interattivo (per certi versi mi ha riportato alla mente le graphic novel per PSP di Metal Gear Solid e Silent HillNdR). Viene inoltre posto l’accento su alcuni primi piani che ne mettono in risalto la bontà grafica ed aiutano il giocatore ad empatizzare con il contesto circostante.

Anche il sonoro è degno di lode, grazie ad un accompagnamento musicale di tutto rispetto. La maggior parte delle note che sentirete lungo la vostra avventura saranno quelle di un pianoforte che suona triste e che mai stride, creando sempre la giusta atmosfera. Un’opera che a livello audiovisivo ha davvero poco da invidiare ad altre più blasonate e che accompagna magistralmente le vicende di Mordred Foley, dipingendone il ritratto dei suoi pensieri.

dry drowning pianista

Le nostre considerazioni su Dry Drowning

Tirando le somme, questa prima produzione targata Studio V riesce a far breccia nei nostri cuori, grazie ad una trama avvincente e ben scritta. La possibilità di scelta lasciata al giocatore aumenta, chiaramente, quello che è il fattore rigiocabilità, anche grazie ai tre differenti finali presenti. Per completare il gioco una prima volta impiegherete infatti dalle sette alle otto ore circa, portando l’ammontare delle ore complessivo a venti, qualora decideste di completarlo anche una seconda e una terza volta. Terminato il gioco, avrete infatti accesso alla più classica delle modalità New Game+ che vi consentirà di ripartire dalla fine del primo capitolo permettendovi di cambiare l’intera storia e sbloccare così gli altri due finali.

Peccato per alcuni limiti del genere a cui il gioco stesso appartiene. Il titolo, infatti, seppur ben scritturato, non ci ha stupito e invogliato a proseguire come la prima volta, facendoci accusare alcune fasi di stanca nelle run successive. Sempre belle invece le musiche, le atmosfere, le ambientazioni e in generale lo stile grafico utilizzato che ricalca molto da vicino quello già visto in altre note graphic novel. Un po’ meno belli e pratici i menu che accusano invece una certa macchinosità di fondo, soprattutto ad un primo approccio. Il gioco infine è fruibile sia in inglese che (ovviamente) in italiano, ma solo per quanto riguarda i sottotitoli (vista l’assenza del doppiaggio).

Concludendo, non possiamo che consigliarvi caldamente l’acquisto di Dry Drowning. La spesa è esigua e per 16,99€ vi portate a casa una delle migliori produzioni italiane attualmente disponibili sul mercato.

Fidatevi, non ve ne pentirete.

Valutazione di TopGamer
Studio V, con Dry Drowning, riesce a fare centro alla prima occasione. Una trama ben scritta, longeva e rigiocabile (grazie alle sue diramazioni e ai suoi tre differenti finali), unita ad un comparto audiovisivo di spessore (che nulla ha da invidiare a produzioni di grosso calibro), danno al titolo una propria identità. Peccato per alcuni limiti a cui questo genere di giochi deve far fronte e ad alcune scelte prese in via di sviluppo per quanto concerne i menu di gioco (che si rivelano piuttosto macchinosi e meno ispirati rispetto al resto). In ogni caso, ci sentiamo di consigliare il titolo a tutti gli amanti dei punta e clicca, ma anche a chi cerca qualcosa di diverso dal solito, soprattutto visto il prezzo esiguo a cui viene venduto.

Buona la prima per Studio V, quindi. E se il buongiorno si vede dal mattino...
PRO
  • Trama ben scritta
  • Effetto farfalla e tre finali differenti
  • Artisticamente stupendo
  • Buona longevità
  • Ottimo prezzo
CONTRO
  • La macchinosità dei menu
  • Lo stupore svanisce dopo la prima run
  • Si poteva osare qualcosa di più in termini ludici?
8/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
5,00/5
1 voti
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