Final Fantasy VII Remake – Recensione

In una Midgar ricostruita da zero Square Enix riporta alla luce un titolo leggendario che ha segnato il mercato videoludico. Saranno riusciti nell'impresa o avranno osato volando troppo vicino al sole?

Scritto il 29.04.2020
da Sergio Bulfari

Introduzione

Dopo ben 23 anni dal rilascio di Final Fantasy VII sulla prima Playstation, Square Enix rilascia la versione remake del suo titolo di maggior successo. Un gioco che ha subito uno sviluppo piuttosto travagliato cominciando addirittura su Super Nintendo. Successivamente il titolo venne cancellato dalla piattaforma a 16 bit per essere spostato sull’ammiraglia della casa di Kyoto, ovvero il Nintendo 64. Final Fantasy VII però non vide mai la luce su questa macchina, a causa di problemi di sviluppo legati alla capienza dei supporti (sia per quanto riguarda le cartucce che per lo sfortunatissimo 64DD) e alle politiche molto restrittive di Nintendo.

Fu così che Squaresoft abbandonò Nintendo dopo molti anni di collaborazione per stringere accordi con Sony. Questa nuova alleanza portò alla nascita di un vero capolavoro che ha venduto circa 12 milioni di copie in tutto il mondo. Nel mio articolo di presentazione vi ho già parlato di questo gioco e di come rappresenti una tappa fondamentale nella mia carriera di videogiocatore. Ora sono qui invece per dirvi se questi 23 anni abbiano fatto bene o meno a Cloud e compagni.

L’incipit narrativo è il medesimo del titolo originale e risulta molto attuale nell’epoca in cui viviamo, mettendoci di fronte ad un mondo che sta morendo. La causa di questo lento ma inesorabile decadimento è dovuto alla Shinra Corporation, una multinazionale senza scrupoli che risucchia risorse dal pianeta per la produzione di energia incurante del danno provocato. Gli unici ad opporsi ai soprusi della Shinra sono gli eco terroristi della Avalanche capitanati da Barret Wallace, uno dei personaggi principali dell’intera storia. Lo scenario della nostra avventura sarà Midgar, la città industriale dove la mannaia della Shinra si è abbattuta più forte.

Un luogo dove è ben marcata la differenza tra ricchi al piano superiore e poveri costretti a vivere nei bassifondi, dove a malapena arriva la luce del giorno. Sarà durante una missione della Avalanche che faremo la conoscenza di Cloud Strife, protagonista del titolo nonché ex soldato alle dipendenze della Shinra e ora mercenario al soldo del miglior offerente.

Meccaniche e Gameplay

Così simili e così diversi

Prima di valutare un titolo come Final Fantasy VII Remake è bene guardare proprio alla parola “Remake”. Con questo termine si definisce un rifacimento più o meno fedele all’originale in cui possono cambiare alcuni elementi, in base anche alla distanza temporale dall’opera originale. In questo caso specifico ci troviamo di fronte ad un’ opera che ha subito modifiche in praticamente tutti i settori, nel bene e nel male. Il comparto grafico è stato completamente rivisto (come successo per Resident Evil 3) e la cosa fa molto piacere in quanto il colpo d’occhio è incredibile. Midgar è una città viva ed è impressionante la quantità di dettagli su schermo. Dalle schermate statiche del 1997 siamo passati ad un mondo poligonale e realizzato con una cura maniacale. La differenza tra le zone residenziale e i sobborghi sono ben visibili e rendono l’esperienza finale davvero appagante.

Alcune zone poi lasciano a bocca aperta, in particolare il mercato del settore 6 con luci al neon e vicoli intricati che conducono alla residenza di Don Corneo. Anche i personaggi non giocanti contribuiscono a rendere il tutto più realistico. Oltre ad un’ottima realizzazione grafica potremo anche leggere quello che hanno da dire e questo aiuterà ad immergersi nell’atmosfera di gioco. Purtroppo bisogna anche dire che sono presenti texture in bassissima risoluzione (cosa abbastanza inspiegabile) e fondali in 2D che staccano un po’ troppo dal resto del comparto grafico.

Ora di muoversi

Final Fantasy VII Remake cerca di creare un buon mix tra esplorazione, combattimento e scene di intermezzo. Bisogna dire che da questo punto di vista il risultato è ottimo. Durante le fasi di esplorazione potremo muovere il nostro personaggio all’interno di aree più o meno vaste per raggiungere i luoghi in cui iniziare le missioni principali o secondarie. Nel mentre potremo esplorare gli ambienti alla ricerca di oggetti nascosti o fermarci nei negozi per comprarne. Gli oggetti che potremo comprare o trovare vanno dai consumabili come le pozioni agli accessori con cui equipaggiare i membri del nostro party (come da tradizione composto da un massimo di 3 personaggi). Sarà inoltre possibile comprare o trovare sfere di materia, e qui il discorso si fa più complesso.

La magia è ovunque

La materia rappresenta la magia all’interno del gioco. Durante l’estrazione dell’energia del pianeta da parte della Shinra, può capitare che questa energia si concentri in sfere che contengono i poteri elementali. Ogni materia è infatti associata ad un elemento (fuoco, terra, aria, acqua etc.) e permettono di lanciare la magia corrispondente. Oltre a queste, esistono anche materie di supporto che possono integrare o alterare gli effetti delle materie elementali, oppure fornire effetti particolari al personaggio che ne fa uso (come ad esempio fornire un maggiore numero di punti vita). Infine ci sono particolari materie di colore rosso che contengono creature leggendarie che potranno darci supporto in battaglia.

A differenza del capitolo originale in cui l’evocazione entrava sul campo di battaglia facendo ingenti danni per poi sparire, ora resterà al nostro fianco per combattere autonomamente per un certo periodo di tempo. Alla fine del quale sparirà lanciando un potentissimo attacco finale. Per poter assegnare le varie sfere di materia ai nostri eroi sarà sufficiente inserirle negli appositi slot di ogni arma o accessorio equipaggiato.

Armi e abilità

Come nel titolo originale, anche in questo remake potremo comprare o trovare diverse armi per i nostri personaggi. Tuttavia il loro utilizzo non sarà fine a se stesso come nel 1997, ma contribuirà a integrare il nostro stile di combattimento in base alle scelte che faremo. In pratica ogni arma avrà particolari abilità che andranno sbloccate con un determinato numero di punti ottenibili con l’avanzamento di livello. Queste abilità potranno aumentare i punti di attacco fisici o i punti di difesa dalle magie. Una volta completate tutte le abilità di un’arma si arriverà alla sua maestria, che ci porteremo dietro anche in caso ne equipaggiassimo un’altra.

Combat system

Parte fondamentale di tutta l’opera è sicuramente il combat system. Il vecchio sistema del titolo originale consisteva nell’ ATB, ovvero Active Time Battle. In pratica era un sistema a turni nel quale ogni personaggio poteva eseguire la sua mossa appena si riempiva la sua barra del tempo. Era un’evoluzione del sistema a turni che portava il combattimento ad essere quasi in tempo reale. Questo sistema è ancora selezionabile all’interno del menù, ma nel sistema principale le cose sono totalmente cambiate e portate ad un livello molto più “action”. Innanzitutto vedremo i nemici durante l’esplorazione e quindi potremo ingaggiare direttamente la battaglia (niente più incontri casuali o caricamenti di apposite schermate per il combattimento).

Una volta sfoderata l’arma potremo portare l’attacco standard tramite il tasto quadrato. Ogni personaggio avrà poi un’abilità personale che si potrà attivare tramite triangolo (Cloud cambierà postura per aumentare la potenza dei colpi, Barret sferrerà un super colpo e così via). Per lanciare magie o usare particolari abilità potremo premere l’apposito tasto. In questo caso il tempo rallenterà in maniera molto marcata e ci permetterà di fare la nostra scelta. Durante lo scontro controlleremo un solo personaggio del party mentre gli altri combatteranno autonomamente, ma potremo comunque switchare tra un personaggio e l’altro in caso di bisogno, rendendo lo scontro ancora più dinamico e spettacolare.

Il pensiero dell’autore: Sergio

Quando cominciarono a girare le voci del remake del mio gioco preferito ero piuttosto scettico, soprattutto dopo aver visto che tutto si stava spostando in un contesto molto più action rispetto al passato. Dopo aver finalmente giocato il titolo (le prime voci di un remake risalgono addirittura al 2005) posso dire di aver avuto delle conferme, delle smentite e anche qualche sorpresa. Innanzitutto il comparto grafico lascia letteralmente a bocca aperta per la cura con cui è stato realizzato e non fa rimpiangere nemmeno la realizzazione di Advent Children (se non l’avete visto andatelo a recuperare, non ve ne pentirete). Purtroppo il rovescio della medaglia è rappresentato da inspiegabili texture in bassissima risoluzione che, per quanto non così frequenti, rovinano il colpo d’occhio generale. Altro neo è la presenza di fondali in 2D che in certi casi denotano una realizzazione quasi “superficiale”.

Veniamo poi alle modifiche alla storia che, se siete appassionati del titolo originale, potrebbe farvi storcere un po’ il naso. Da una parte abbiamo un approfondimento delle vicende dei personaggi principali e anche di quelli secondari, ma dall’altra ci sono state delle modifiche nella storyline che cambiano un po’ le carte in tavola, tra cui un finale che sta facendo molto discutere e che potrebbe lasciarvi con l’amaro in bocca. Il combat system è ottimo pur snaturando il sistema originale. L’impronta action degli scontri li rende più dinamici e adrenalinici, ma permette comunque di ragionare ogni decisione. Di contro la telecamera non sembra seguire adeguatamente l’azione, soprattutto nelle fasi più concitate.

La colonna sonora è poi un piccolo capolavoro che, pur presentando l’ennesimo remix dei brani originali, non stanca mai. Vi posso confessare che, come allora, mi capita di fischiettare i temi anche mentre non sto giocando. In definitiva era difficile riproporre una pietra miliare come Final Fantasy VII in chiave moderna, tuttavia il team di sviluppo è riuscito a proporre questo primo capitolo in maniera convincente. Se non avete giocato il titolo originale (che dovreste comunque recuperare) rimarrete soddisfatti di questo remake. Se come me avete amato il titolo del 1997 dovrete scendere a qualche compromesso, ma vi posso assicurare che ne vale la pena.

 

Valutazione di TopGamer
Square Enix riesce a riproporre in chiave moderna il suo più importante cavallo di battaglia. Nonostante alcuni difetti il titolo risulta solido e avvincente, anche grazie alla base di partenza.
PRO
  • +graficamente imponente
  • +colonna sonora maestosa
  • +storia dei personaggi più approfondita
  • +ottimo combat system
CONTRO
  • -problemi nella telecamera
  • -qualche cambiamento di troppo nella storyline
  • -alcune texture in bassissima risoluzione e fondali in 2D
8.5/10
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