Granblue Fantasy Versus – Recensione

Granblue Fantasy Versus è un gioco di combattimento studiato per avvicinare gli appassionati di GDR a un genere totalmente diverso.

Scritto il 21.04.2020
da Filippo Facchetti
Apertura recensione

Granblue Fantasy Versus – Introduzione

Granblue Fantasy Versus è un gioco di combattimento ispirato a un popolare RPG strategico sviluppato da Cygames per i dispositivi Mobile e uscito in europa lo scorso 27 marzo. Si tratta di un franchise che muove numeri incredibili sul mercato orientale e che si sta affermando sempre di più anche in occidente, complice la localizzazione del rispettivo manga e della serie animata.

Granblue non offre una trama innovativa e riprende molti cliché del fantasy orientale, ma ha il vantaggio di poter contare su un cast di personaggi ricco e variegato. Lo sviluppo del gioco è stato affidato ad Arc System Works, un team di veterani che ha già adattato con successo altri nomi importanti della cultura Pop mondiale, tra cui il monumentale Dragon Ball di Akira Toriyama.

Pur vantando molti punti in comune con i cosiddetti anime fighters, i picchiaduro ispirati agli anime giapponesi e alle loro battaglie fuori di testa, Fantasy Versus segue un approccio più vicino a Street Fighter, preferendo un sistema di combattimento più lento e ragionato a un trionfo di salti, scatti aerei e combo interminabili. Una scelta legata all’attento lavoro di progettazione fatto per rendere il gioco accessibile al maggior numero possibile di persone.

Meccaniche e Gameplay

Quando si parla di picchiaduro, tutto ruota attorno alle meccaniche del sistema di combattimento. Per avere successo, un titolo appartenente a questo genere di nicchia deve essere divertente da giocare, facile da avvicinare e abbastanza profondo da mantenere alto l’interesse per un gran numero di ore. Poi subentrano altri elementi come il numero di personaggi giocabili, la qualità della caratterizzazione grafica e le modalità di gioco.

Gli sviluppatori di Arc System Works sono veterani di questi prodotti e in Cygames ne erano consapevoli. Quando li hanno contattati per realizzare il picchiaduro di Granblue Fantasy, volevano assicurarsi un team in grado di incuriosire un pubblico che si era avvicinato alla saga attratto dalle meccaniche RPG e dalla caratterizzazione dei personaggi. Un pubblico in gran parte digiuno di picchiaduro, che rischiava di fuggire terrorizzato se messo di fronte a una barriera di ingresso troppo spietata.

Per questo motivo, gli sviluppatori hanno puntato su un gameplay mai frenetico, con ritmi relativamente bassi che permettono agli utenti alle prime armi di decodificare senza troppi problemi ciò che accade sullo schermo. Ogni personaggio può contare su quattro pulsanti, tre dei quali sono associati ad altrettanti attacchi di diversa intensità, mentre il quarto è legato a un’abilità speciale unica, che ne caratterizza il gameplan.

Si tratta di un’impostazione molto simile a quella introdotta, sempre da Arc System, in Blazblue, riadattata per l’occasione. Questo ha permesso agli sviluppatori di differenziare molto i personaggi senza proporre un sistema di controllo troppo complesso. Con i tre tasti base si possono eseguire combo automatiche molto basiche, da concludere con una delle mosse speciali del lottatore.

La differenza più grande rispetto agli altri esponenti del genere si nota proprio nella gestione delle special, che a seconda del modo in cui vengono eseguite possono essere soggette o meno a un tempo di recupero in pieno stile MMORPG.

Eseguendo le mosse speciali con i movimenti classici (mezze lune e quarti di giro), il tempo di attesa è riservato solo alle versioni con l’attacco potente, mentre usando i comandi semplificati (una direzione più il tasto), il cooldown è sempre presente. Questa intuizione tanto semplice quanto geniale rende il gioco accessibile per i principianti, senza penalizzare chi è già pratico del genere.

In difesa si può contare sulla classica parata, eseguibile anche in aria, su una pratica schivata sul posto, su una capriola in avanti (perfetta per evitare i proiettili) e sulla parata perfetta, che a differenza di quanto accade in altri giochi non aumenta il pushback, non riduce il blockstun, ma aiuta solo a caricare più rapidamente la barra della super, scelta che la rende quasi inutile ad alti livelli.

Sul fronte delle modalità il gioco si difende piuttosto bene, sottolineando ancora una volta la natura ibrida pensata per un pubblico tutto nuovo. La modalità RPG, per esempio, è un modo diverso dal solito per raccontare la storia dei personaggi. Arc System aveva già sperimentato metodi alternativi per approfondire la lore dei propri giochi, arrivando perfino a sconfinare nel terreno delle Visual Novel.

In Granblue ha deciso di approfittare delle origini della serie per introdurre una componente RPG, con tanto di modifica delle armi. L’intera modalità permette di vivere l’avventura di Gran, il protagonista, affrontando una serie di missioni che prevedono scontri di vario tipo, dai gruppi di guardie ad avversari enormi dotati di poteri divini. Il livello di difficoltà è volutamente tarato verso il basso, per permettere a tutti, esperti e novellini, di godersi la storia senza troppa fatica, passando 6/8 ore diverse dal solito.

Naturalmente non mancano anche le sfide più intense, per chi è alla ricerca di qualcosa con cui mettersi alla prova. La modalità Arcade richiede di sconfiggere un numero predefinito di avversari controllati dalla CPU, il cui livello di abilità può essere regolato in base alle proprie esigenze. Le missioni mettono di fronte a compiti sempre più difficili, approfittando dell’occasione per trasmettere informazioni importanti da assimilare giocando. La modalità allenamento è estremamente curata e offre tutti gli strumenti necessari per imparare a sfruttare al meglio il sistema di gioco e le meccaniche dei vari personaggi. La modalità Versus, infine, permette di organizzare duelli contro altri giocatori, offline o connessi alla rete.

Il pensiero dell’autore: Filippo

Considerando che ci troviamo di fronte a un picchiaduro completamente nuovo, per il lancio di Granblue Fantasy Versus è stato fatto davvero un ottimo lavoro. Gli 11 personaggi di partenza non sono moltissimi rispetto a quanto proposto dagli altri titoli sul mercato, ma trattandosi di combattenti creati da zero e ben differenziati tra loro, sono più che sufficienti. Acquistando il primo Character Pass, inoltre, si possono ottenere altri 5 personaggi, quattro dei quali sono già disponibili per il download.

Le tempistiche bizzarre per l’uscita dei DLC dipendono dal ritardo accumulato per il lancio del gioco sul mercato occidentale, che ha di fatto annullato l’attesa per i primi contenuti extra, creando un notevole danno di immagine all’intero prodotto. Sebbene possa sembrare che i lottatori aggiuntivi fossero già pronti al lancio, all’uscita giapponese non era affatto così.

La critica che mi sento di muovere agli sviluppatori, invece, è la scarsa creatività nella progettazione dei vari stili di combattimento. Molte delle tecniche usate, infatti, sono riprese da altri titoli già sul mercato. A prescindere dall’eroe o dal villain scelto per affrontare gli scontri, gli appassionati del genere non possono fare a meno di provare un profondo senso di deja-vu, rivivendo strategie e combo già assimilate in anni di combattimenti virtuali.

Il netcode è in linea con quello, mai del tutto soddisfacente, di altri picchiaduro. Niente rollback, quindi, in favore di una soluzione legata al delay da sempre meno efficace, ma inspiegabilmente cara agli sviluppatori nipponici. Le partite contro avversari europei tendono a essere fluide e godibili, ma appena ci si imbatte in giocatori connessi da altri continenti, i problemi diventano tali da rendere il combattimento ingestibile.

Sul fronte tecnico e artistico ci troviamo su livelli di assoluta eccellenza. Il team di Arc System Works ha ulteriormente perfezionato il già ottimo lavoro di animazione e regia fatto per Dragon Ball FighterZ, creando una riproduzione quasi perfetta dell’anime di Granblue Fantasy.

Tra il gioco e le scene di intermezzo animate non ci sono stacchi e nelle sequenze di contorno dei combattimenti gli animatori hanno perfino replicato i 24 frame al secondo tipici delle serie TV. A questo si affianca un sonoro da urlo, con le musiche epiche tipiche dei GDR, riadattate per accompagnare al meglio le risse tra i personaggi.

Considerando le origini del franchise, l’approccio scelto da Cygames per favorire l’avvicinamento di nuovi utenti è stato studiato con grande cura. I giocatori più esperti troveranno le combo e le meccaniche di Fantasy Versus fin troppo semplici per le proprie corde, ma in questo caso non sono loro il target di riferimento. Per una volta, infatti, un gioco di combattimento tecnicamente eccellente e curato sotto ogni punto di vista è indirizzato a un pubblico completamente nuovo.

 

Valutazione di TopGamer
Granblue Fantasy Versus è un titolo studiato per avvicinare al genere dei fighting game un pubblico che ha scoperto la serie con il GDR Mobile, con il manga o con l’anime. L’approccio è chiaro e semplice e alla lunga potrebbe annoiare i veterani dei picchiaduro. Al di là di una certa mancanza di profondità, tuttavia, è un’esperienza ricca, tecnicamente eccelsa e con tante intuizioni che potrebbero indicare la direzione da seguire per far evolvere l'intero settore dei giochi di combattimento a incontri.
PRO
  • Sistema di combattimento intuitivo e accessibile.
  • Grafica e sonoro superbi.
  • Personaggi ben differenziati.
CONTRO
  • Numero di personaggi non proprio altissimo.
  • Bilanciamento da rivedere.
  • Netcode non eccelso.
8/10
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