Gravel – Recensione

Nel 1995 una piccola software house milanese che rispondeva al nome di Graffiti, sconvolse il mondo dei videogiochi con un piccolo grande capolavoro. Stiamo parlando di Screamer, un titolo di corse a metà tra Need for Speed e Ridge Racer che permise agli sviluppatori di competere allo stesso livello delle grandi produttrici di videogiochi. Con […]

Scritto il 02.03.2018
da Bulfa

Nel 1995 una piccola software house
milanese che rispondeva al nome di Graffiti, sconvolse il mondo dei
videogiochi con un piccolo grande capolavoro. Stiamo parlando di
Screamer, un titolo di corse a metà tra Need for Speed e Ridge Racer
che permise agli sviluppatori di competere allo stesso livello delle
grandi produttrici di videogiochi. Con il passare del tempo Graffiti
cambiò il proprio nome in Milestone
, mantenendo la propria
tradizione di creatrice di giochi motoristici. Dopo il lancio di
Monster Energy Supercross di qualche settimana fa i ragazzi italiani
di Milestone si ributtano nuovamente sul mercato Playstation 4, Xbox One e Pc con Gravel, dove
stavolta a farla da padrone sono le quattro ruote ma sempre in
versione off-road. A questo giro i modelli di ispirazione sono Motorstorm
(saga off-road di Sony della passata generazione) e in misura minore
Forza Horizon. Ma dovendosi confrontare con questi mostri sacri del
genere racing, saranno riusciti i ragazzi di Milestone a creare un
gioco all’altezza?

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In Gravel avremo a che fare con una
quantità piuttosto elevata di gare
divise per vari generi, partendo
dalla classica gara contro un certo numero di avversari su circuito,
passando per competizioni da punto a punto e time attack solitari,
per poi arrivare alla sfida head to head con il boss di turno che
sarà rappresentato da un campione reale delle discipline off-road.
Durante le gare riceveremo punti in base alle nostre prestazioni che
ci serviranno per salire di livello e sbloccare auto e livree per le
gare successive. Milestone non ha previsto nessuna sezione open world
per il suo titolo, quindi scordatevi di scorrazzare liberamente tra
una gara e l’altra come in giochi più blasonati, perché qui vi sarà
chiesto solo e unicamente di partecipare a gare una dopo l’altra e
basta. Potremmo dire quindi che c’è una forte ispirazione ai titoli
degli anni ’90
, dove l’unica cosa che contava era affrontare gare di
difficoltà sempre crescente fino alla fine. Ma questa componente si
avverte ancora di più nel gameplay che risulta essere smaccatamente
arcade
. Con i nostri mezzi potremo fare derapate infinite o salti al
limite della fisica e tutto per lo spettacolo e la raccolta dei
famosi punti per salire di livello. Dovrete comunque prendere
confidenza con il sistema di controllo
perché, nonostante lo stile
arcade, richiederà un certo livello di concentrazione per non finire
zampe all’aria dopo un salto troppo azzardato o in testacoda per un
freno a mano troppo tirato. Devo dire che questo stile di gioco mi è
piaciuto molto, perché la ricerca della simulazione, talvolta
addirittura esagerata, lascia spazio al puro divertimento
, senza
prendersi troppo sul serio e perdersi tra assetti e la ricerca della
curva perfetta.

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Il motore grafico che muove il tutto è
l’ormai collaudato Unreal Engine 4. Purtroppo i programmatori non
devono aver ancora digerito le meccanica di questo motore
, perché il
gioco restituisce un aspetto datato e i difetti a volte sono troppo
vistosi, come ad esempio la comparsa di un albero all’improvviso.
Anche effetti come fango e acqua, che dovrebbero essere protagonisti
in questo genere di giochi, lasciano un po’ a desiderare. In
particolare il fango risulta abbastanza lucido e deludente, togliendo
quella sensazione di correre sullo sterrato e non sull’asfalto. Non
sarebbe stato male avere delle superfici che si deformano al
passaggio
, cambiando di fatto la morfologia del percorso come
accadeva, ad esempio, in Sega Rally Evo che era comunque un titolo
della passata generazione. Il paesaggio che potremo ammirare non
raggiunge l’eccellenza ma comunque fa il suo lavoro e si lascia
ammirare. I modelli delle macchine risultano essere un po’ troppo
spartani e sembrano provenire proprio dalla passata generazione,
amalgamandosi comunque alla perfezione con il resto del comparto
grafico. Menzione d’onore per i danni alle macchine perché, ad ogni
scontro con oggetti del percorso o ad ogni sportellata, deformeranno
il nostro mezzo in maniera abbastanza ridicola
, senza contare la
fisica non eccelsa, che potrebbe permettervi di vedere auto davanti a
voi prendere il volo per una semplice collisione. Molto apprezzabili
effetti come la pioggia e l’uso delle luci sia nelle gare di giorno
che in quelle notturne. Dal punto di vista dell’audio non c’è molto
da segnalare
a parte il commentatore che introdurrà e concluderà
ogni gare e al quale, dicendola tutta, verrà voglia di sparare dopo
i primi percorsi fatti. La colonna sonora risulta invece un po’
anonima con pezzi rock che non riescono a trasmettere la dovuta
adrenalina per affrontare le gare e gli altri avversari.

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Fino a questo punto si potrebbe dire
che il gioco sia realizzato male, ma in realtà le cose non sono così
gravi per il semplice fatto che il titolo risulta essere dannatamente
divertente
. Ogni gara vi spingerà al limite per superare avversari
che non staccheranno quasi mai il piede dall’acceleratore e che non
si faranno scrupoli a speronarvi. Inoltre la velocità e la fluidità
la faranno da padrone e più di una volta vi troverete a pensare
“ancora una gara e poi basta” per poi ritrovarvi a spegnere il
gioco una decina di gare dopo. Bisogna ammettere che lo stile un po’
retrò di Gravel è intrigante
, riportandoci alla mente le sfide su
giochi come Ridge Racer a suon di derapate e le gare al limite di
Motorstorm su percorsi epici. Parlando di percorsi bisogna dire che
questo titolo spicca per la sua varietà. A parte il buon numero di
veicoli derivanti dalle diverse discipline di off-road, troveremo
anche una bella varietà nei percorsi
, passando dalle foreste
dell’ Alaska (correndo anche nelle caverne) per ritrovarci nel caldo
torrido della Namibia con tappe in intricati circuiti indoor. Quì il
gioco da davvero il meglio di se, facendovi anche dimenticare di
altri difetti di cui vi ho parlato prima. Bisogna anche dire che la
longevità del titolo è garantita
, oltre che dalla lunga modalità
carriera, dal multiplayer che prevede anche specifiche gare
settimanali (oltre alle solite classificate) e una classica modalità
libera per sfidare liberamente i vari circuiti del gioco.

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Gravel è un titolo dannatamente
divertente e molto vasto, che purtroppo non raggiunge l’eccellenza
per qualche problema di troppo. Un gioco di chiara ispirazione anni
’90 che vi farà riscoprire il gusto delle gare arcade di una volta

dove l’importante era correre e basta senza preoccuparsi di assetti o
impostazioni varie. Non il migliore esponente di questo genere ma lascia intravedere incredibili margini di miglioramento per il
futuro.

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