Grood – Recensione

Un piccolo robot Durante il mio percorso alla Games Week di quest’anno ho avuto modo di aggirarmi tra i meandri dello spazio espositivo dedicato agli indie e, tra i tanti progetti, fui attirato da Grood. Ebbi modo di testare velocemente la demo proposta (della quale trovate un riassunto qui) e di scambiare due chiacchiere con […]

Scritto il 20.11.2018
da Carlo "Mad_Sound" Apuzzo
Grood - Recensione

Un piccolo robot

Durante il mio percorso alla Games Week di quest’anno ho avuto modo di aggirarmi tra i meandri dello spazio espositivo dedicato agli indie e, tra i tanti progetti, fui attirato da Grood. Ebbi modo di testare velocemente la demo proposta (della quale trovate un riassunto qui) e di scambiare due chiacchiere con Claudio Catalano, l’artefice del progetto. Dopo un assaggio frenetico di questo sparatutto, accettai la sfida di provarlo e recensirlo.

Non ricordo ancora bene cosa mi spinse ad accettare un tortuoso quanto divertente cammino; probabilmente il legame che ho con una generazione trascorsa ma mai tramontata di giochi ai quali devo le mie radici e ad una buona dose di amore per le sfide. Fatto sta che il lavoro profuso in Grood è semplice quanto lodevole. Ed è forse un titolo non per tutti.

Grood, scena di gioco

Partendo dalle basi

L’amore di Claudio per i videogiochi e per la categoria shoot’em up pianta le fondamenta nel suo veterano percorso negli anni ’90; forse anche qualche anno prima. Il periodo storico che chi come me e lui ha vissuto agli albori, vanta una conoscenza della difficoltà che probabilmente oggi, gli arditi giovani dei videogiochi, non ben comprendono.

Le giornate passate nelle sale giochi, prima, e quelle trascorse poi a casa davanti ad un televisore a tubo catodico con un pad povero tra le mani, hanno segnato del tutto il concetto di difficoltà che è possibile incontrare in un’opera videoludica: niente save game in molti titoli precursori dell’epoca, né tanto meno checkpoint durante il tragitto. Solo una buona dose di adrenalina e amore per i videogame che miscelati assieme davano un senso ai ripetuti game over vissuti su quel video.

Grood, come si suol dire in questi casi, è figlio d’arte di questo intramontabile scenario e vanta buona parte di quel sapere e di quei trascorsi che di padre in figlio sono stati tramandati oggi a noi, attraverso un complicato quanto doloroso sparatutto che nulla rimpiange ai più audaci del settore e che, nel frattempo, ben si difende dai prepotenti come me che vantano un vissuto sul campo.

Oggi, Grood si dimostra un pelo più difficile da vivere, perché non a tutti può andare giù un boccone amaro di questo calibro e ostenta, forse, anche una certa prepotenza nel suo genere per l’assenza di una vera scelta del livello di difficoltà. Ciononostante, vive del suo splendore e farà gola a tanti amanti del genere, veterani o novellini che essi siano.

Spara e schiva

Grood non richiede una grossa conoscenza del campo e forse è questo uno dei suoi punti forza: semplice quanto impegnativo, l’imperativo categorico che vi accompagnerà durante tutte le missioni è solo uno: spara e schiva.

Tenendo fede alla categoria degli shoot’em up e del DNA che lo ha generato, il titolo si dimostra nelle mani di chi lo gioca come un cavallo lento e docile che lascia appena il tempo di essere domato, prima di scatenarsi come una furia lungo il suo cammino.

L’ambiente di gioco sul quale si riversa l’intera campagna in solitaria scorre velocemente in linea verticale, costringendo il giocatore a districarsi tra i nemici in maniera talvolta furtiva, in altre con fare prepotente e deciso al fine di evitare l’imponente scontro bellico dove facilmente troveremo la disfatta.

La storia non lascia spazio a racconti fantastici o dalla trama intrecciata: le macchine, ormai padrone del tempo e dello spazio, dominano indiscusse senza rivali, prima che arrivassi tu; prima che arrivasse il tuo Grood.

Piccolo, ma potente, l’ammasso di ferraglia protagonista di questa avventura si dimostra un Davide contro Golia, sul quale nessun essere senziente scommetterebbe la vincita, ma che in realtà è capace di misurarsi contro mille nemici e boss di fine livello, senza temere l’evidente scarto di superiorità avversaria.

Grood, uno dei nemici

Il Gameplay

L’azione di gioco presente in Grood, per esclusiva scelta del suo creatore, è molto impegnativa: la totale assenza della scelta del livello di difficoltà, impostato di default su “difficile”, impone una attento stile di gioco e di una manovrabilità del personaggio senza indugi e dai veloci movimenti. Se per indole siete delle persone che ambiscono ad una più mediocre azione di gioco, allora il titolo è assolutamente fuori target per voi.

Le sessioni di gameplay non sono particolarmente durature per tempo, sebbene la mole impegnativa di nemici presenti dia il senso di un interminabile scontro a fuoco fino all’ultimo colpo che, per quanto laborioso, infonde un piacevole divertimento e una scarica di adrenalina imponente, al punto da invocare un piacevole sospiro quando si scopre di essere arrivati alla fine del livello.

La decisione dello sviluppatore di rendere complicata la propria creazione anche ai più arditi del campo trova contezza non solo nella scelta della difficoltà, ma anche in una quasi assenza di salvataggio o checkpoint. Per i primi 3 livelli, infatti, non ci sarà alcun modo di salvare i propri progressi che verranno messi in sicurezza a partire dal quarto scenario. Badate bene, però, che il save game si riferisce al solo livello e pertanto, ad ogni morte, toccherà ricominciare lo scenario dal principio.

La diversificazione netta dell’asset dei nemici è tale da imporre, durante gli scontri, un continuo cambio dell’arma che anch’essa sarà variegata solo nei livelli più avanzati: l’arma principale, un gauntlet, sarà in sostanza una scelta versatile per ogni nemico e campo di battaglia, mettendo in ombra un revisionabile fucile a pompa.

Quest’ultimo non esprime al meglio le proprie potenzialità, sebbene dovrebbe essere una delle armi di punta del gioco. Stranamente, la sua potenza di fuoco non incide in maniera decisiva verso i nemici più corazzati, scoraggiandone l’utilizzo a causa della velocità d’azione richiesta dal gioco.

Le altre armi, delle quali non anticipo nulla, si alternano facilmente in vista dei frequenti e diversi nemici, permettendo un approccio molto variegato negli scontri.

L’unica abilità a vostro favore presente nel gioco è quella del “rallenty“: la feature avvalora la sua esistenza nelle fasi più concitate che saranno tante e difficili da superare, in vista soprattutto dell’avvicinarsi del boss di fine livello.

Con il rallentamento dell’azione potrete defilarvi tra situazioni drastiche in maniera molto veloce e nel contempo infliggere una notevole quantità di danni ai nemici, impossibilitati a sottrarsi al vostro piegamento del tempo. Occhio però che l’abilità non si ricarica molto in fretta e non c’è possibilità di utilizzarla a spezzoni: scegliere il momento propizio per usarla potrebbe significare la vostra rivalsa nei confronti degli antagonisti.

Grood, uno dei boss

Potenziamenti da rivedere

Il campo al quale potersi rifare per presentare un più moderno adattamento dei vecchi sparatutto a scorrimento verticale è vasto e di libera scelta. I mitici anni ’90 hanno visto sorgere un’impressionante numero di titoli di questo genere e riportare in Grood una perfetta alchimia dei punti di forza di tanti di essi sarebbe significato avere dalla propria parte un cavallo da battaglia potente e valoroso.

Purtroppo certe scelte sono ancora da migliorare e presentano evidenti punti a sfavore che incidono a malincuore sull’esperienza di gioco.

Il primo di tutti è il troppo confusionario ambiente di gioco che amalgama troppo lo sfondo con i nemici, mostrando questi ultimi con fatica a video o, addirittura, celandoli in alcuni casi. I troppi colori dovuti all’ambiente, alle esplosioni e a degli effetti grafici presenti nell’opera, mettono in subbuglio anche l’occhio più attento, costringendo il giocatore a delle scelte all’ultimo secondo che non sono per nulla dettate dall’azione di gioco.

C’è però da evidenziare che gli scenari sono molto originali e fascinosi, mai ripetitivi e che nel complesso offrono una varia ambientazione fondale, sebbene questa sia carente di ostacoli, cosa che avrebbe reso una valore aggiunto al mondo di gioco.

I nemici, così come la nostra navicella, presentano un livello di salute non impressa a video, ma unita alla loro sagoma che non permette una chiara stima dell’energia della nostra navicella e dei cattivi: per i nemici di passaggio la scelta va più che bene, ma per i boss di fine livello il discorso diventa più contorto e complesso poiché non è ben chiaro a che punto sia la condizione di salute di questi, mostrando la barra dell’energia solo quando si mettono a segno i colpi. E’ vero che la scarsa salute del Grood viene mostrata sotto forma di effetti grafici, quali colori tendenti al grigio e una spaccatura sul video di gioco, ma comunque sia la percezione dell’esatto livello di vita è purtroppo celato.

Questo dato non è assolutamente da sottovalutare poiché la massiccia presenza di colpi presenti nell’area di gioco potrebbe indurre comunque il giocatore a valutare delle scelte “autolesionive“, se così possiamo dire, volte a trovare una via di fuga pur di scagliarsi volontariamente contro un colpo nemico che varia per quantità di danno a seconda del tipo di arma che ci investe.

Altra assenza ingiustificata è un reale potenziamento dell’arma: durante lo scenario di gioco vengono raramente proposti dei power up che però non interessano tutte le armi e che si basano esclusivamente ad un aumento del numero di danni. In uno scenario molto complicato quale è il presente gioco, sarebbe risultato molto vantaggioso e piacevole trasformare i potenziamenti in aiuti più corposi e utili, quali per esempio la possibilità di sparare in maniera multiforme o aggiungendo gadget alla potenza di fuoco.

Il “filtro anni ’90“, assolutamente meritevole, pecca di una sola risoluzione video disponibile che rimpicciolisce lo schermo sulle vecchie dimensioni 640×480. Non so se la scelta è voluta per rendere un omaggio quanto più fedele agli anni trascorsi, ma mantenere la risoluzione di un’era più moderna sfruttando la sola pixel art sarebbe risultato più convenzionale in termini qualitativi.

Inoltre, duole dirlo, questa impostazione ritaglia letteralmente l’area di gioco, facendo scomparire porzioni di scenario che in realtà sono attive: è chiaro che in queste condizioni il filtro ha poco senso e che rende ingiocabile il titolo.

Grood, filtro anni '90

Esperienza e sangue freddo

Affrontare questo viaggio in Grood, alla luce di un mondo fantastico dominato da macchine cibernetiche, non è stato per niente facile. Diverse volte sono stato tentato dal gettare la spugna, ma per ognuna di essa sapevo che l’esperienza acquisita poco prima mi sarebbe servita per il tentativo successivo. Giocare a Grood tutto d’un fiato è probabilmente il metodo più indolore per completare il gioco, in quanto le innumerevoli sessioni di gameplay vi daranno la possibilità di conoscere bene il vostro nemico, di scrutarne i punti deboli e di usare tutto ciò a vostro vantaggio.

L’adrenalina infusa nell’azione è tale da rendervi incapaci di affrontare adeguatamente l’avventura qualora decidiate di fronteggiarla in più riprese: il gioco richiede una particolare preparazione che può arrivare solo con una dote innata verso degli sparatutto ostinati come questo, o per i tantissimi tentativi con i quali avete affrontato la storia.

Grood è maledettamente piacevole ma difficile da affrontare: o si ama o si odia, impossibile trovare una via di mezzo. Se siete abbastanza coraggiosi da proporlo ad un vostro amico, il titolo offre una campagna cooperativa davvero divertente che sicuramente saprà tenervi testa. La leaderboard memorizza i vostri punteggi e solo se sarete dei veri combattenti potrete scrutare la vostra gamertag nella prima pagina.

L’online per ora è assente ma confidiamo in un arrivo futuro di questa modalità in modo da offrire un’esperienza multiforme anche con persone di altri paesi, magari cercando il giusto partner per sfidare le possenti macchine nemiche.

Il gioco vanta inoltre una massiccia soundtrack, acquistabile separatamente, che riesce a battere al giusto tempo il ritmo frenetico dello sparatutto, accompagnandovi in un ambiente immersivo e fuori controllo. L’abbordabile prezzo con il quale viene proposto il titolo su Steam ne fa un must have per tutte le tasche e per tutti i giocatori, da quelli più maturi ed hard-core a quelli più giovani ed occasionali.

Per concludere, se siete in grado di fronteggiare un mondo pieno di macchine ostili e avverse e la vostra pelle è alquanto dura ai fendenti più difficili e alle più ricorrenti frustrazioni, allora Grood sarà il giusto pane per i vostri denti. D’altro canto, se amate delle avventure per signorine e dalle facili sorti, allora la strada da intraprendere sarà tutt’altra. Ma voi non siete delle signorine e non amate le cose facili, vero?

Un viaggio, un’avventura tra città distrutte, macchine infernali e tanti tanti proiettili. Ma è davvero la sola speranza di un mondo migliore a spingere oltre certi limiti il nostro eroe?

Valutazione di TopGamer
Grood, una piccola ma sofisticata arma da guerra, sarà l'unica speranza di salvezza in un mondo dominato da macchine ostili e senzienti.
Uno sparatutto difficile, probabilmente ostile a tanti giocatori, che fonda le sue radici su una vecchia scuola di pensiero ricca di adrenalina e divertimento.
PRO
  • Molto fedele agli shoot'em up vecchio stile
  • Filtro grafico anni '90...
  • Livello di sfida alto...
  • Adrenalina pura
  • Coop divertente…
  • Prezzo decisamente vantaggioso
CONTRO
  • Nessuna scelta della difficoltà
  • ... che purtroppo è da sistemare
  • ... che potrebbe stancare poco dopo
  • Power Up di fatto assenti
  • ...ma solo in locale
  • Alcune armi da rivedere
  • Ambiente di gioco confusionario
8/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
0,00/5
0 voti
Vota tu
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Loading...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi