HellSign – Recensione

Un titolo in early access che promette davvero bene

Scritto il 19.12.2018
da Giacomo Todeschini
HellSign - Recensione di uno shooter isometrico investigativo

HellSign, sovrannaturale shooter isometrico investigativo dalle tinte horror di Ballistic Interactive

In un mondo dominato dalla paura e dall’angoscia emergono spesso dei veri e propri mostri. Irrequiete banshee ululanti nella notte; implacabili e orrendi ghoul che si nascondono nell’oscurità; feroci ombre maligne. Il sovrannaturale in HellSign è all’ordine del giorno e ha reso la realtà un vero e proprio incubo ad occhi aperti. In questo folle clima, dove l’occulto è onnipresente, l’umanità ha reagito come ha potuto, nel modo più umano possibile: non sono emersi né paladini della giustizia né fulgidi eroi a salvare la situazione. Solamente avidi opportunisti.

Come nella più triste delle possibilità, l’uomo è riuscito a fare della sciagura un business, creando un fiorente mercato nero intorno al sovrannaturale. I più disperati tra gli uomini hanno preso la palla al balzo, intraprendendo questa nuova strada e diventando scout e cacciatori. I primi sono dediti all’indagine e alla raccolta di strani artefatti, i secondi allo sterminio del male. Male che, forse, non va solamente ricercato nell’ultraterreno.

In questo marasma di follia e arrivismo impersoneremo un giovane scout, risvegliatosi un giorno con un enorme tatuaggio sulla schiena. Tatuaggio che, a quanto pare, è in grado di creare un varco dimensionale tra il mondo umano e quello dell’incubo. Purtroppo, il nostro protagonista non ricorderà nulla di come si sia procurato tale marchio e si troverà quindi coinvolto in una pericolosa spirale di mistero colma di terribili esseri. Proprio intorno a questa ricerca della verità e alla scalata sociale tra i ranghi dei cacciatori si svolgeranno quindi le vicende di HellSign, interessantissimo titolo di Ballistic Interactive che, ricordiamo, essere ancora in early access.

HellSign casa

Un diamante grezzo

Essendo un titolo in accesso anticipato, HellSign è ancora lontano dall’essere completo e presenta, di conseguenza, una lunga serie di particolari e caratteristiche da rifinire e smussare ulteriormente. Nonostante questa sua forma grezza e imperfetta, il lavoro di Ballistic Interactive si rivela comunque intrigante e di grande impatto, celando tra le sue meccaniche un potenziale assolutamente non indifferente. Sotto le spoglie di quello che a prima vista potrebbe sembrare un comunissimo TPS con visuale isometrica si cela infatti un gioco di ruolo investigativo dalle forti tinte horror. Una scelta di generi, quella compiuta dallo studio australiano, che potrebbe sembrare una strana accozzaglia di idee, mentre, in realtà, finisce per rivelarsi decisamente profonda ed azzeccata. Una volta entrati nel terribile mondo di HellSign abbiamo fatto veramente fatica a staccarci, e tutto questo nonostante la sua natura ancora acerba.

Andiamo però con ordine: come precedentemente accennato impersoneremo i panni di uno scout e il nostro compito sarà quello di investigare e trovare indizi su possibili presenze demoniache. Spesso ci troveremo però a fronteggiare diverse creature, andando quindi a ricoprire anche il ruolo di cacciatore. Una duplice mansione che, fortunatamente, ci permetterà di variare lo stile e il ritmo di gioco, evitando al titolo di ricadere nella ripetitività. Da un lato avremo infatti una parte più lenta e meticolosa, dove dovremo scovare i vari indizi con gli strumenti a nostra disposizione, dall’altro saremo invece coinvolti in frenetiche e pericolose sparatorie. L’aspetto migliore di questa duplicità di gameplay è come entrambe le sezioni si amalgamino tra di loro, completandosi a vicenda e permettendoci di passare da fasi più lente e ragionate ad altre più frenetiche. Un lavoro di alto livello che certifica ulteriormente la qualità alla base di HellSign.

HellSign Manuale

Un duplice impiego

Disquisendo singolarmente di entrambi gli aspetti dell’anima del prodotto di Ballistic Interactive sarà più semplice sottolinearne le criticità e i punti di forza. La fase investigativa è forse quella preponderante, anche a causa di una maggiore lentezza che dilata fisiologicamente i tempi necessari a portare a termine l’indagine. Durante la nostra analisi, avremo a disposizione diversi strumenti che potremo utilizzare per scovare i vari artefatti. Tra rilevatori di onde sonore, scanner di presenze paranormali e lampade ad ultravioletti saremo infatti spesso occupati a passare in rassegna l’intera casa alla ricerca di segnali occulti.

Di tutta questa strumentazione sarà ovviamente disponibile una vasta gamma di scelta, opportunamente acquistabile nel market, con un sempre maggiore livello di efficienza e affidabilità. Affrontare zone complesse con attrezzatura di bassa lega non sarà infatti una grande idea e ci troveremo costretti a girare a vuoto, nella balia delle interferenze paranormali che ci renderanno obbligatorio l’acquisto di item più costosi. Questa lunga fase di investigazione ci fa presto imbattere nella prima e forse più grave carenza del titolo, ossia l’attuale costante ripetitività di ambientazioni. Un continuo riutilizzo di asset e stanze che diventa spesso eccessivo e che crea fin troppo presto una sensazione di déjà-vu.

“La scelta degli sviluppatori di puntare su un sistema di mira che si focalizza principalmente sulla precisione si rivela coerente con le tematiche di gioco…”

La parte più sparacchina di HellSign è invece l’aspetto più debole tra le due, nonostante non sfiguri e ricopra alla perfezione il ruolo di intermezzo tra un’indagine e l’altra. La scelta degli sviluppatori di puntare su un sistema di mira che si focalizza principalmente sulla precisione si rivela coerente con le tematiche di gioco, ma al contempo sfavorisce chiunque sia in possesso di un PC non più di primo pelo, richiedendo tale meccanica un frame rate elevato per essere sfruttata a pieno.

A inficiare negativamente sulla qualità di tale fase sono inoltre un sistema di schivata non perfetta, animazioni ampiamente rivedibili e una serie di glitch riguardanti il pattern di movimento delle creature soprannaturali. Una lunga serie di difetti, quindi, che minano l’esperienza di gioco, senza però precluderne fortunatamente l’intrattenimento globale. Difetti comunque figli di aspetti facilmente migliorabili con ottimizzazioni varie e che saranno corretti prima della release ufficiale (o almeno si spera).

HellSign esplorazione

Cryptonomicon e aspetto tecnico

Una volta estirpato l’occulto da un’abitazione e dopo averne scoperto i misteri sarà inoltre possibile consultare il proprio manuale, detto Cryptonomicon, al fine di individuare quale oscura creatura abbia causato tale infestazione. Tale scelta non sarà complessa e richiederà semplicemente di confrontare qualche simbolo. Una superficialità che ne brucia purtroppo la possibile profondità. L’utilizzo del Cryptonomicon è l’unica idea attualmente rivedibile dalle fondamenta in HellSign, in quanto meriterebbe un maggior approfondimento. Dopo aver completato il confronto e scovato l’incubo aleggiante nella zona sarà inoltre talvolta possibile sfidarlo, rischiando la propria vita per poter guadagnare un gruzzolo non indifferente di soldi. Tali scontri, che ricalcano le classiche meccaniche, possono essere considerati come le vere e proprie boss battle del titolo.

Chiosa finale sull’aspetto tecnico, che non si rivela né malvagio né sorprendente, la qualità visiva non è male e lo stile adottato non delude. Dove invece c’è da lavorare parecchio è sulle animazioni e sulla quantità di asset, alla versione attuale decisamente carenti. Il sonoro è inoltre quasi sempre di buon livello, necessitando giusto qualche piccolo accorgimento minore per essere rifinito ulteriormente. Nonostante un buon comparto tecnico-artistico, il piatto forte di HellSign resta comunque il gameplay, il quale ci ha ampiamente convinto.

Valutazione di TopGamer
Lungi dall’essere finito, Hellsign è comunque un prodotto di tutto rispetto: duro e spietato, il titolo di Ballistic Interactive convince fin dalle prima battute con un’offerta videoludica di primissimo livello. Sezioni di investigazione e di combattimento, che si completano perfettamente a vicenda, e un’ambientazione criptica danno inoltre quel quid in più che serve a intrigare ulteriormente il videogiocatore. Peccato solo per una lunga serie di difetti minori, che non ci sentiamo però di condannare eccessivamente in quanto frutto di uno sviluppo non ancora definitivo, dovuto alla natura early access del titolo.

HellSign è un titolo da tenere in grandissima considerazione e di cui vi invitiamo calorosamente a seguirne lo sviluppo. In attesa della versione definitiva, che molto probabilmente farà crescere esponenzialmente il voto qui di seguito, siamo quindi rimasti veramente entusiasti del lavoro del team australiano. Una piccola, grande perla che, una volta lucidata, promette di splendere come non mai.
PRO
  • Meccaniche solide
  • Gameplay intrigante
  • Difficile il giusto
CONTRO
  • Ambientazioni tutte uguali
  • Animazioni da rivedere
  • Qualche glitch
7.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
3,50/5
2 voti
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