Indivisible – Recensione

Siamo stati al fianco di Ajna e dei suoi strambi compagni in un viaggio ricco di sorprese. Ecco il nostro verdetto

Scritto il 14.10.2019
da Andrea Giuliani
Indivisible - Recensione

Un piccolo gioiello che rimarrà impresso nella vostra mente

Indivisible è quel gioco che non ti aspetti ma che ti cattura come poche altre cose. È un periodo piuttosto denso di uscite importanti e titoli tripla A e Indivisible, quasi in sordina, è arrivato nei negozi, pronto a sfidare tutti questi giganti. La storia di Davide e Golia ci insegna che anche se si è “piccoli” si può comunque vincere, e il piccolo studio indie di Lab Zero Games è riuscita decisamente a vincere con Indivisible.

Nonostante sia un team di dimensioni ridotte, Lab Zero Games si era già fatta un nome con il suo primo titolo, Skullgirls, un picchiaduro veramente ben riuscito che mescolava un gameplay profondo e tecnico ad uno stile artistico accattivante. Entrambe caratteristiche che ritroviamo pure in Indivisible, ma questa volta ci troviamo di fronte ad un gioco molto più ambizioso e che riprende diversi generi, riuscendo anche ad innovare.

Indivisible Ajna

Ajna e i suoi compagni “indivisibili”

Prima di parlare del gameplay e delle sue meccaniche è bene spendere qualche parola sul contesto narrativo di Indivisible, poiché aiuta a comprendere il significato del titolo che risulta piuttosto letterale. La protagonista del gioco è Ajna, una vivace ragazza di 16 anni che vive tranquilla nel suo villaggio addestrandosi nelle arti marziali aiutata dal padre Indr. Tutto procede come una normale giornata quando il villaggio viene attaccato dall’esercito del malvagio Ravannavar che in poco tempo mette a ferro e fuoco l’intero paese uccidendo praticamente tutti, compreso il padre di Ajna. La ragazza cerca immediatamente vendetta contro Dahr, il luogotente che ha assassinato Indr, ma al culmine della battaglia, senza sapere come, Ajna attiva i suoi poteri psichici e intrappola letteralmente Dahr nella sua mente. Entrambi sorpresi dall’evento, la giovane ragazza inizia così la sua avventura in cerca di giustizia, incontrando numerosi alleati che andranno ad abitare nella sua mente rendendo il loro legame praticamente… indivisibile.

In qualsiasi momento Ajna può entrare nel suo mondo interiore e dialogare con i compagni di squadra ed “evocarli” nel mondo reale in caso di combattimento. Il gruppo di comprimari è decisamente vasto e variegato, ci sono infatti quasi 20 personaggi giocabili; circa una metà sono totalmente opzionali e si uniranno solo dopo aver completato alcune specifiche missioni o semplicemente scovandoli durante l’esplorazione. Un numero così elevato di personaggi, purtroppo, ha impedito una caratterizzazione profonda allo stesso modo per tutti e alcuni compagni risultano molto più carismatici e interessanti di altri (Razmi è diventata il mio spirito guida per la vita; la amo – NdR), seppur la varietà di certo non manchi.

Dopotutto, se il primo compagno di viaggio è l’assassino di tuo padre capite bene che non stiamo parlando del classico gruppo di amici tutti puri e leali come nella maggior parte dei J-RPG, ma anzi non sarà raro vedere contrasti più o meno aperti tra i vari membri. In fondo il legame che li lega ad Ajna non è una semplice amicizia ma quasi una sorta di “prigionia forzata” all’interno della sua mente, una tematica che torna più volte nel corso della storia e che offre diversi spunti di riflessione.

Indivisible screenshot

Indivisible: un genere unico

Indivisible vanta una mescolanza di generi diversi, ma di base può essere definito come un J-RPG a scorrimento orizzontale con elementi platform e metroidvania. Nelle prime ore Ajna ha movimenti piuttosto limitati e anche il level design sembra piuttosto banale e lineare. Nel corso dell’avventura guadagneremo nuovi poteri e abilità che permetteranno un’esplorazione abbastanza complessa degli ambienti, rivelando tantissimi personaggi segreti e scorciatoie e nelle fasi finali Indivisible mostra una decisa propensione verso il platforming anche piuttosto punitivo che metterà a dura prova riflessi e coordinazione.

I nemici sono sempre visibili a schermo quindi volendo si può decidere di evitarli, mentre una volta entrati in contatto la visuale si avvicina sul campo di battagli e Ajna viene affiancata da un massimo di altri 3 membri della squadra. Il sistema di combattimento è il vero cuore di Indivisible e la sua più grande innovazione, infatti parte da una base vista in altri titoli come Valkyrie Profile con ogni personaggio associato ad uno dei quattro tasti frontali del pad, ma aggiunge delle meccaniche e tempistiche quasi da picchiaduro come Skullgirls. Come per le fasi esplorative, Indivisible non mostra subito le sue reali potenzialità, e nelle prime battute avremo pochissime opzioni andando avanti praticamente per inerzia, ma dopo aver reclutato i primi personaggi, tuttavia, la situazione cambia drasticamente e il gioco finalmente spicca il volo. Ogni personaggio dispone infatti di un proprio stile di combattimento, alcuni sono specializzati nel corpo a corpo, altri sul combattimento dalla distanza, altri con le magie e altri ancora al “controllo del campo” con trappole o supporti per la squadra, e scegliere chi schierare cambia completamente il corso delle battaglie.

Ogni membro è associato ad un solo tasto, come da poco ribadito, ma gli effetti cambiano premendo anche le frecce direzionali: un semplice pugno può diventare un montante che scaglia in aria il nemico oppure una spazzata alle gambe. Contro molto avversari è necessario sfruttare tecniche specifiche per rompere la loro guardia, tuttavia non si può abusare del “button mashing” poiché è presente anche un cooldown delle abilità che richiede forzatamente delle pause, rendendo di fatto il combattimento “a turni” come un J-RPG. Ciò che davvero entusiasma è come tutti gli attacchi possano essere combinati come in un picchiaduro; dopo poche ore ci si ritrova ad eseguire delle vere e proprie combo dove anche il tempismo è fondamentale: iniziando con un attacco che scaglia in aria il nemico seguito da proiettili a distanza che lo mantengono in aria (nel gergo dei picchiaduro viene chiamato “juggling”) e nel frattempo si manda un terzo membro a piazzare una trappola sotto di lui che si attiva non appena cade a terra. A tutto questo si unisce poi una barra che una volta riempita permette di utilizzare delle mosse speciali e un sistema di parate che si basa tutto sul tempismo al millisecondo per ridurre i danni subiti fino ad annullarli in caso di parata perfetta.

Il sistema ad una prima occhiata potrebbe sembrare abbastanza complesso e in parte lo è, ma dopo un po’ di pratica si apre letteralmente un mondo di opzioni e una grande soddisfazione nel giocare… dopotutto anche nei picchiaduro si inizia sempre con attacchi basilari e solo dopo ore di pratica si riesce ad apprezzare ogni possibilità e sfumatura del gameplay, e Indivisible ci ha ricordato molto questa sensazione.

È un peccato che verso la parte finale si noti un certo sbilanciamento a favore del giocatore che rende gli scontri molto più rapidi e facili e se per buona parte anche i nemici semplici possono portare via diversi minuti e richiedono un minimo di tattica verso la fine invece solo i boss si rivelano impegnativi, mentre la sfida vera e propria diventa più il platform che il combattimento. Nulla che non si possa risolvere con un patch che ribilanci un po’ il tutto, e Lab Zero Games ha già annunciato di avere in programma proprio una patch dedicata a questo problema.

screenshot

Indivisible: stile grafico da ogni pixel

L’impatto grafico di Indivisible è veramente piacevole come potete vedere dalle immagini. Ogni personaggio e animazione è stato disegnato completamente a mano. I toni ad acquerello rendono il tutto una vera gioia per gli occhi. Anche le ambientazioni non sono da meno e si passa da foreste rigogliose ad aridi deserti a città urbane quasi steampunk, e perfino le semplici comparse come gli abitanti sono ben definite e non troverete praticamente mai due persone uguali. Eccellente anche il comparto sonoro con le musiche di Hiroki Kikuta che riescono ad essere sempre azzeccate e trasmettere il giusto feeling in base alle situazioni. Anche il doppiaggio inglese si è rivelato di buona fattura. Chiude il cerchio la presenza di alcune scene realizzate in stile anime giapponese e curate da Studio Trigger, lo stesso team dietro l’anime di Kill La Kill che rendono giustizia ad alcuni dei momenti cruciali dell’opera.

Valutazione di TopGamer
Indivisible si è rivelato una vera sorpresa che andrebbe assolutamente provata. Lab Zero Games ha confezionato un piccolo gioiellino che rimarrà impresso nella vostra mente e nelle circa 20-25 ore necessarie per arrivare alla fine sarete ammaliati da una storia che inizia in maniera abbastanza banale e scontata, ma che si evolve in maniera più articolata. I tantissimi comprimari offrono inoltre personalità totalmente diverse in cui ci si può rispecchiare oltre che farci riflettere su alcune tematiche come l'amicizia. Un comparto tecnico affascinante con i disegni a mano e un gameplay che mescola diversi generi riuscendo comunque ad innovare con una profondità inaspettata sono la ciliegina sulla torta, anche se resta leggermente un amaro in bocca per un certo sbilanciamento e semplificazione dei combattimenti nelle fasi finali dell'avventura. I Lab Zero Games sono comunque un team giovane e ancora inesperto, ma se questi sono i risultati è lecito aspettarsi grandi cose in futuro. Teneteli d'occhio e soprattutto recuperate appena possibile Indivisible.
PRO
  • Comparto grafico affascinante e disegnato a mano
  • Tantissime opzioni con oltre 20 compagni da reclutare... se li trovate tutti
  • Buona longevità
  • Gameplay profondo che strizza l'occhio ai picchiaduro...
CONTRO
  • Ci vuole tempo prima che il gioco mostri le sue reali potenzialità
  • ... ma che si perde un po' nelle fasi finali dell'avventura
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
3,00/5
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