Jump Force – Recensione

Successo annunciato o incredibile buco nell'acqua? Ecco la nostra recensione di Jump Force, mash-up di dimensioni bibliche

Scritto il 22.02.2019
da Giacomo Todeschini
Jump Force - Recensione

Un mash-up di proporzioni bibliche: successo annunciato o incredibile buco nell’acqua?

Vi è un periodo nella gioventù che tutti trascorrono fantasticando su qualcosa che purtroppo non arriverà mai: c’è chi aspetta la lettera di ammissione ad Hogwarts, chi di trovare il proprio Digimon personale, chi, ancora, di vedere i propri giocattoli prendere vita. Una lunga e piacevole attesa, che si nutre del desiderio e dello spirito di immaginazione e che, per quanto vana, regala comunque grandi emozioni ai giovani sognatori. Pensare di poter entrare a fare parte dello stesso universo dei propri eroi è la linfa della fanciullezza, un qualcosa di magico e ridicolo allo stesso tempo che ha contraddistinto l’infanzia di tutti noi. Nonostante con il passare degli anni tale sogno si è sempre più sopito il desiderio non è mai scomparso del tutto ed è rimasto nel nostro inconscio, pronto ad essere risvegliato dal suo torpore. Se ci avessero detto una decina di anni fa che esisteva un gioco in cui si riunivano tutti gli eroi dei nostri sogni e dove avremmo potuto creare il nostro personale avatar per combattere con e contro di essi, probabilmente avremmo venduto la nostra anima al diavolo per metterci le mani sopra. Del resto cosa sarà mai la vita eterna in confronto alla possibilità di condividere il campo di battaglia con Goku, Naruto, Rufy e molti altri ancora? Di fronte a tali premesse Jump Force sembra quindi essere un capolavoro annunciato, un qualcosa di epocale, un sogno ad occhi aperti: purtroppo, alla luce dei fatti, la realtà è molto meno rosea.

Jump Force - Screenshot Volpe a 9 code

Tranquilli, sappiamo benissimo che non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima in cui verrà dedicato un videogioco agli eroi di Shonen Jump ma, mai come questa volta, Bandai Namco sembrava aver fatto le cose in grande. Una campagna pubblicitaria massiva, uno stile più foto-realistico e la volontà di celebrare i primi cinquant’anni di vita di quella fantastica fucina creativa che è Shonen Jump sembravano infatti un perfetto preambolo ad uno dei titoli più ambiziosi e dinamici di sempre. Purtroppo le cose non sono andate esattamente così e il titolo di Spike Chunsoft, sebbene piacevole e discretamente appagante, non riesce a rispettare le radiose premesse, mostrando troppe volte il fianco a numerose e giuste critiche.

Spettacolo e piattume

Dopo una spettacolare intro, in cui assisteremo alla distruzione incontrollata di una città da parte di Freezer e alla nostra rinascita nei panni di un eroe, purtroppo il titolo prenderà presto una piega discendente che lo porterà a rivelarsi solo poco più che discreto. A fronte di un lato artistico azzardato, ma convincente, e un gameplay spettacolare, sebbene eccessivamente semplicistico, ci troveremo infatti a convivere con noiose e mal progettate sezioni di dialogo ed esplorazione e con una serie interminabile di lunghi caricamenti.

Jump Force - Goku, Naruto e Rufy

A far da contralto agli scenografici filmati di intermezzo in computer grafica saranno infatti una lunga serie di scene in tempo reale dove i vari personaggi discuteranno tra di loro, immobili e senza la minima espressione facciale, facendo completamente crollare l’immedesimazione del titolo. Sembra quasi incredibile quanta poca cura sia stata riposta in tali fasi, considerando soprattutto quanto esse siano presenti ed importanti nell’economia di gioco. Altro evidente punto critico di Jump Force è inoltre la gestione dell’hub da cui partiranno le varie scorribande e potremo gestire il nostro avatar. Hub che prende a piene mani dai Dragon Ball Xenoverse ma che si rivela inferiore e molto più confusionario. In esso, che altro non è che la base segreta della nostra organizzazione, infatti sarà spesso difficile trovare quello che si cerca e svolgere anche le funzioni più basilari. Non stiamo assolutamente chiedendo di essere presi ed accompagnati per mano, bensì di non rendere inutilmente criptiche meccaniche sulla carta basilari.

Una noiosa missione di salvataggio

Oltre a poter interagire con i vari membri dell’equipaggio e imbarcarsi in diverse imprese, in tale base sarà inoltre possibile customizzare il nostro personaggio, acquistando ed equipaggiando sempre nuove abilità e item. Vi è infatti anche una flebile vena di gioco di ruolo in Jump Force, con un sistema di exp ed abilità che, sulla carta, ci permetteranno di scalare sempre più le eroiche gerarchie. Peccato solo che, come facilmente prevedibile, essa si riveli presto come una meccanica di gran poco spessore ed ampiamente trascurabile. Un plauso va invece all’editor di personaggi che, come da tradizione Bandai Namco, ci permette di creare il nostro alter-ego con grande libertà e di dare libero sfogo alla nostra immaginazione.

Jump Force - Player Selection

Oltre al nostro personaggio, durante la modalità principale sarà possibile utilizzare saltuariamente anche più iconiche controparti, alcune di esse disponibili fin da subito, altre da dover prima sconfiggere per poterle arruolare tra le proprie fila. La trafila alla base di Jump Force è purtroppo sempre la stessa e si trasformerà presto in un monotono leitmotiv dove a scontri con i mob, qui chiamati “venom”, si susseguiranno battaglie con avversari più potenti e riconoscibili. Ad un già citato piattume dei dialoghi si va quindi ad aggiungere una trama decisamente sottotono e mal narrata: un vero e proprio peccato divino considerando tutto il potenziale nelle mani di Spike Chunsoft.

Buona visione

Fortunatamente, Jump Force riesce, parzialmente, a risollevarsi nell’aspetto più importante del titolo, ossia le battaglie, nonostante qualche discutibile e strana scelta di gameplay. I membri del nostro party condivideranno infatti un’unica barra della salute, rendendo i combattimenti a team essenzialmente inutili e privi di una potenziale vena strategica. Una gestione della telecamera non perfetta creerà inoltre più del qualche grattacapo, andando talvolta ad inficiare la bellezza di alcune mosse, ridimensionate da qualche inquadratura non esattamente azzeccata. Come dicevamo poco fa non è però tutto da buttare, anzi, e in Jump Force riusciremo a dare vita ad alcuni scontri decisamente memorabili, grazie ad un aspetto tecnico di primo ordine ed ad alcuni effetti particellari notevoli. Tale bontà grafica e stilistica riesce sbalordire i giocatori, facendoli restare estasiati da alcune frenetiche e assuefacenti sequenze di scontri. Purtroppo il contrappasso è decisamente pesante e dovremo pagare tale splendore con una talvolta scarsa leggibilità dell’azione, dovuta alla già citata telecamera ed alla pesantezza di alcuni effetti particellari. Il gameplay non è inoltre esente da critiche e sacrifica sull’altare della cinematograficità la profondità di gioco. Jump Force è quasi più bello da vedere che da giocare.

Jump Force - Freezer

Se mettessimo a confronto l’opera di Spike Chunsoft con qualche mostro sacro dei picchiaduro, vedremo senza ombra di dubbio questa uscirne con le ossa rotte. Il punto di vista di uno che si avvicina a Jump Force deve però essere diverso e sarebbe sbagliato attendersi dal titolo di Bandai Namco un picchiaduro di livello. Chiara è infatti l’impostazione del gioco, molto più un brawler caciarone che strategico, più spettacolare che tecnico. Sicuramente questo per molti è un male, e vi capiamo benissimo, ma è innegabile come fosse chiara questa sua natura fin dalle prime informazioni emerse e restarne delusi solo ora sarebbe quantomeno incoerente.

Vario, ma non troppo

Un’ultima delusione dataci da Jump Force è per quanto riguarda il roster che si rivela sì ben nutrito, ma meno di quanto fosse lecito aspettarsi. Nonostante un gran numero di personaggi giocabili è lampante come le assenze, anche di peso, siano molte e solamente alcune di esse potranno essere colmate da futuri DLC. Va inoltre specificato come il bilanciamento tra i vari lottatori è lungi dall’essere perfetto e tale problematica va quindi, ulteriormente, ad intaccare le già precarie meccaniche di gioco.

Jump Force - Screenshot

Chiosa finale sul fin troppo chiacchierato aspetto grafico, per molti un abominio, per altri piacevole. Noi, manco a dirlo, ci schieriamo nel mezzo, ritenendo la veste artistica scelta per Jump Force magari non troppo ispirata ma sicuramente non così malvagia come da molti fatto credere. Abbiamo visto migliori utilizzi dell’Unreal Engine ma è innegabile come Jump Force faccia la sua più che discreta figura su Xbox One X con HDR attivato e più di una volta siamo rimasti a bocca aperta per i magnificenti aspetti particellari.

Valutazione di TopGamer
Se cercavate un buon picchiaduro, che vi appassionasse e gratificasse, andate oltre: Jump Force non fa assolutamente per voi. Se siete invece di bocca buona e pendete dalle labbra di Shonen Jump allora forse il titolo di Bandai Namco può fare al caso vostro, nonostante i suoi innegabili difetti. Chi vorrà solo divertirsi e rimanere sbalordito da combattimenti spettacolari troverà in Jump Force più di una soddisfazione, ma appena si proverà a chiedergli qualcosa di più esso ci deluderà pesantemente. Quasi più bello da vedere che non da giocare.
PRO
  • Spettacolare e cinematografico
  • Buon editor dei personaggi
  • Un mash-up epocale
CONTRO
  • Bilanciamento assente
  • Fasi di intermezzo imbarazzanti
  • Trama dimenticabile
  • Gameplay semplicistico
6.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
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