Just Cause 4 – Recensione

Rico Rodriguez è tornato, più devastante che mai!

Scritto il 11.12.2018
da Carlo "Mad_Sound" Apuzzo
Just Cause 4

Planando nella tempesta

Sono sempre stato a digiuno della serie Just Cause e appena ho avuto l’occasione di provare il quarto capitolo non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità. Le aspettative erano abbastanza alte, sebbene la mia conoscenza del titolo fosse piuttosto vaga: il più delle volte mi sono soffermato a dinamici trailer ricchi di azione e brevi gameplay dove a farne da padrona erano le imponenti esplosioni. Just Cause 4 istituisce un’unica regola: sparare a tutto ciò che si muove e lanciare il rampino ovunque sia presente un appiglio. Purtroppo, alcuni elementi schiavizzano la buona riuscita del gioco che, comunque, risulta godibile, ma senza troppe pretese.

Just Cause 4, screen

L’isola felice

Solìs mostra un paesaggio di tutto rispetto: mare, clima mite, panorami mozzafiato. Un’isola docile e tranquilla se non fosse per un’unica pecca: la presenza della Mano Nera. L’organizzazione criminale, già vista nei precedenti capitoli, escogita un progetto per dominare l’umanità, modificando quello che in origine sarebbe dovuto essere un piano per migliorare il Mondo. La guerra civile tra la Mano Nera e i ribelli è arrivata ad un punto di non ritorno e la nostra collaborazione con i rivoluzionari offre un varco per mandare in frantumi il piano diabolico della famiglia Espinosa, la cui mano invisibile domina il destino dell’isola.

Just Cause 4 ambienta il giocatore in un territorio del tutto contrario alla collaborazione e l’avanzata della ribellione va curata in ogni minimo dettaglio. L’unione con i coprotagonisti renderà il sentiero meno tortuoso e impegnativo di quanto potrebbe risultare altrimenti. Su questi punti cardine, il gioco pianta le basi su un basilare sistema di esperienza che trae la propria punta di diamante nel continuo generare caos che, in sostanza, è alle radici della serie Just Cause. La confusione generata darà maggiore forza ai nostri alleati che sapranno guadagnare terreno imbracciando le armi e generando a loro volta altro caos, in un’avanzata inarrestabile verso il successo.

L’area di gioco, suddivisa per zone, ospita oltre alla missione principale, diverse quest secondarie che ad un primo impatto si diversificano nel genere ma che poi, succedendo nella campagna, risultano ripetitive: queste non influenzeranno in alcun modo sull’avanzamento della storia e punteranno esclusivamente a potenziare Rico e a conquistare maggiori territori che ci ripagheranno con potenziamenti da utilizzare sul campo.

Just Cause 4, planata

Una mano lava l’altra

Per quanto forte e solitario, Rico Rodríguez questa volta dovrà fare i conti contro un nemico incurante e spregevole della popolazione locale che vanta dalla sua parte il potere di controllare gli eventi climatici. Nato per  contrastare carestia e povertà, la padronanza degli effetti atmosferici si è pian piano trasformata in guerra metereologica ed è diventata negli anni un argomento scottante oltre che di attualità. Sopraffatto dalla forza della natura, il nostro eroe comprende presto che l’aiuto degli indigeni è la retta via per la vittoria.

L’alleanza che mano a mano vediamo formarsi durante il gioco porta dei vantaggi in termini di supporto durante le fasi più concitate della battaglia o per gli spostamenti rapidi: la vasta scelta grazie alla quale possiamo fare affidamento tra le varie voci permette un libero arbitrio notevole, valutando all’occorrenza la migliore strategia adottabile sul campo. Infatti, gli sviluppatori, hanno inserito una vasta gamma di mezzi di terra e di volo ed un imponente catalogo bellico di blindati e corazzati grazie ai quali sfondare le linee nemiche, ben strutturate e difese.

Questi elementi si aggiungono ad un inventario di armi abbastanza vario, già visto in precedenza, con l’aggiunta di qualche arma in più che rivestono nel complesso un ruolo quasi marginale nel gioco: la maggior parte delle volte, infatti, impugnare un’arma a lunga gittata piuttosto che a fuoco ravvicinato determina in parte le sorti dello scontro poiché la vera differenza viene rappresentata dall’uso del rampino, utilizzabile ovunque, versatile e, con le giuste modifiche, molto efficiente anche negli scontri più difficili.

Just Cause 4, alleanza

Il campo di battaglia

In Just Cause 4 il ritmo di gioco viene scandito da un interminabile spirito di guerra che vede il protagonista incalzare sempre più i toni della sfida: carismatico e sicuro di sé, Rico Rodriguez si circonda di una incredibile quanto vasta personalizzazione del proprio armamento che si potenzia mano a mano che si decide di curare gli obiettivi del gioco.

Le missioni secondarie, ahimè, non rivestono alcuna valenza utile a giustificare il tempo da dedicare alle stesse, spingendo il giocatore a trascurarle e a dedicarsi alla storia principale: lo sbilanciamento che si avverte tra il rampino e la forza nemica è tale da consentire l’avanzamento nella campagna anche senza la necessità di potenziarlo e pertanto di trascurare le quest secondarie che sbloccano interessanti mod che alla fine si trasformano in un mero abbellimento del proprio stile di gioco.

Quello che colpisce molto nella serie invece, e non da meno in Just Cause 4, è la struttura dell’area di gioco in verticale, figlia di una scelta di gameplay incentrata sul gadget di Rico: durante gli scontri è possibile spaziare in brevissimo tempo da situazioni di scontro a fuoco ravvicinato per poi proiettarsi in un lampo a ridosso di elicotteri o strutture imponenti, che siano essi escamotage tattici o semplici pause per riprendere fiato.

Il paracadute e la planata alare ci regalano sempre degli scorci paesaggistici bellissimi che spesso annullano il vantaggio dello spostamento rapido per godersi una discesa controllata tra fiumi, montagne innevate e tramonti paradisiaci, a ridosso di una soundtrack che sa modellarsi perfettamente nei pochi momenti di relax. Il tutto, sommato all’ottima gestione degli eventi climatici e nello specifico di uragani e tempeste di sabbia, trasmette al giocatore una continua adrenalina alternata alla pace e alla quiete del “dopo tempesta”.

Just Cause 4, paesaggio

Graficamente notevole, ma…

… assolutamente da rivedere in alcuni aspetti, che ad oggi sembrano quasi paradossali nello sviluppo di un videogioco. L’IA dei nemici non eccelle in alcun modo, mettendo in difficoltà soltanto in alcune situazioni dove la presenza della Mano Nera è corposa e varia. Con il giusto tempismo ed un buon controllo dei comandi, è facilmente possibile tenere testa agli scenari più complicati, per merito del rampino, ma principalmente grazie alla totale assenza di rivalità dell’opposizione bellica.

Paradossalmente, il motore grafico è capace di regalare ottimi effetti visivi, tra esplosioni e clima il risultato si nota ed è più che buono, ma, stranamente, nelle scene di intermezzo si assiste ad un vistoso calo di frame rate che diventa davvero ridicolo e soprattutto ingiustificabile. Inoltre diverse volte i filtri grafici hanno gestito a malo modo gli effetti luce sui personaggi, trasformando il moro e latino Rico Rodríguez in una drag queen dai capelli fluorescenti e luminosi.

Da rivedere, anche una certa fisica del gioco: tralasciando le situazioni illogiche in cui un rampino può trattenere la potente furia di un elicottero che, vista la natura del titolo, esistono proprio per evidenziare l’accessorio del protagonista; alcune scene danno un senso di immaturità e leggerezza nella cura dei dettagli, quali ad esempio Rico che fa esplodere barili di petrolio al quasi solo contatto fisico, resti di imponenti strutture devastanti spostate con il corpo, mezzi di trasporto che compiono piroette negli scontri manco se fossero alla prima della Scala di Milano.

Insomma, va bene una scelta mirata a rendere il gioco non troppo impegnativo, ma sempre con i dovuti limiti del caso. I comandi dei veicoli poi, soprattutto quelli di terra, sono del tutto fuori calibrazione e per tanto da rivedere totalmente. Speriamo che almeno alcuni di questi aspetti possano venir corretti con qualche patch.

Just Cause 4, Rico

Un valido passatempo

Just Cause 4 (e molto probabilmente i precedenti capitoli), non è un titolo da prendere troppo sul serio. Il settore nel quale si inserisce è ricco e florido di concorrenti che gestiscono in maniera notevole tanti aspetti che invece sono borderline nel gioco, in primis una campagna di basso tono e che non eccelle nella narrativa, facendo perdere l’interesse nella story line mano a mano che si avanza nel gioco.

Le mie aspettative erano di trovare un titolo molto più maturo ma, informandomi per bene, ho capito che Just Cause 4 tiene fede alla serie proponendo un qualcosa che punta più sul divertimento e sulla devastazione sebbene diverse sbavature attornino il gioco nella sua completezza.

Il nuovo capitolo non propone grossi stravolgimenti e alcune volte ho avuto l’impressione del “già visto”, ma intrattiene comunque il suo pubblico ancora una volta, nell’ennesimo show. Rico Rodríguez è un bravo attore protagonista, e le sue vicende con il rampino si lasciano vivere con tranquillità e spensieratezza, creando un buco videoludico nel quale rifugiarsi per frenare i toni talvolta troppo seriosi del settore.

Recupererò i capitoli trascorsi? Probabilmente sì: mi sono divertito con il rampino ed i suoi mille usi a ridosso di una scelta paesaggistica affascinante e curata nei dettagli. Quello che mi aspetto invece dal suo successore è l’inserimento della scelta della difficoltà nella campagna, per consentire di valutare all’occorrenza l’approccio che più si preferisce. Missioni secondarie da rivedere e rampino da equilibrare, magari promettendo potenti utilizzi solo con il completamento di missioni più impegnative.

Just Cause 4, nel complesso, si difende bene ed è un prodotto consigliato a tutti, a patto che non siate troppo pignoli.

Valutazione di TopGamer
Rico Rodríguez fa ritorno con Just Cause 4 e ad attenderlo non saranno presenti solo degli amici. Planate, esplosioni e potenza di fuoco sono gli elementi principali dell'azione che purtroppo nella narrativa va a rilento e che inciampa su un motore grafico instabile e su una fisica non proprio eccellente, ma nel complesso riesce comunque a regalare ore di sano divertimento, utili a spegnere un po' il cervello per godersi l'ignoranza e la devastazione pura.
PRO
  • Artiglio potente e versatile
  • Scenari lodevoli
  • Eventi climatici ben gestiti
  • Verticalità di gioco divertente
CONTRO
  • IA scadente
  • Motore grafico da sistemare
  • Missioni secondarie borderline
  • Cali di frame rate nelle animazioni
  • Fisica da rivedere
  • Lievi bug
8/10
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