Kill la Kill The Game: IF – Recensione

Il tie-in dedicato all'anime di Kill la Kill arriva sulle nostre pagine. Avrà saputo mantenere le alte aspettative dei fan di tutto il mondo? Scopritelo nella nostra recensione.

Scritto il 29.07.2019
da Gennaro Schiavelli
Kill la Kill the Game: IF - Recensione

L’anime in pillole

Le vicende narrate nell’anime di Kill la Kill sono ambientate nel Liceo Honnoji (governato dalla presidentessa del consiglio scolastico, Satsuki Kiryuin), che ne ha quindi il pieno controllo. Situato in un Giappone distopico, la struttura scolastica si presenta con una conformazione piramidale dove al suo interno, gli studenti del liceo, vengono dotati delle cosiddette Ultra Uniformi. Differenziate grazie al grado di stelle, queste, stanno ad indicare una specie di vero e proprio ceto sociale. Più stelle possiede un’uniforme, più si avrà la possibilità di ottenere un tenore di vita migliore; viceversa, meno stelle (o nessuna) avrà la stessa, più il tenore di vita sarà privo di qualsivoglia beneficio.

Anche la città che ospita la struttura è così divisa, agevolando chi possiede un numero di stelle maggiori da chi non ne possiede affatto. Ed è proprio dai bassifondi di questa società che Ryuko Matoi partirà (stringendo importanti amicizie), per far luce sulla misteriosa morte del proprio padre. Dotata soltanto della metà di un paio di forbici e di un’Ultra Uniforme Divina, inizierà la sua scalata “sociale” tra mille difficoltà e numerosi combattimenti che metteranno in scena un cast davvero unico e memorabile.

kill la kill anime

Le differenze narrative di Kill la Kill The Game: IF

Il titolo prodotto da Arc System Works e sviluppato da A+ Games propone, sulle prime, una storia differente rispetto a quanto visto nell’anime creato dallo Studio TRIGGER (Little Witch Academia). La trama gira infatti attorno ad alcuni personaggi importanti e che imparerete a conoscere durante la serie. In questo gioco, perciò, saranno proprio loro a trovare ulteriore spazio, con sotto-trame davvero molto interessanti e capaci di arricchire così quello che è il loro background.

Partiremo dal primo dei dieci capitoli che ne compongono la campagna, prendendo il controllo proprio della presidentessa Satsuki Kiryuin, destreggiandoci in quello che altro non è che un vero e proprio tutorial. Ogni episodio/capitolo sarà intervallato da lunghe sequenze di dialogo che ne mettono in risalto la bontà grafica (perlomeno per quanto concerne la fedeltà che questa vuole riproporre), il taglio registico e la follia tipica di questa produzione. Solo successivamente, potremo accedere alla storia che noi tutti abbiamo imparato a conoscere con protagonista l’eccentrica Ryuko Matoi.

kill la kill screenshot

Battle arena

Una volta scesi sul campo di battaglia le analogie con i numerosi picchiaduro tie-in proposti nel corso degli anni, si sprecano. La struttura è praticamente identica a quella già vista in My Hero Academia (Boku No Hero) o Seven Deadly Sins (Nanatsu No Taizai), giusto per citarne alcuni. Fortunatamente, però, la bontà ludica è più vicina a quella di un qualsiasi Naruto Ninja Storm, presentando quindi il più classico dei gameplay da battle arena, non privo comunque di alcune trovate interessanti. Il combattimento in Kill la Kill The Game: IF risulta infatti molto più articolato e profondo, includendo la possibilità di attaccare l’avversario dalla lunga distanza, rompere quelle che sono le sue difese, difendersi, schivare e così via.

Ogni personaggio avrà anche la possibilità di effettuare tre diversi tipi di attacchi supremi una volta riempita l’apposita barra (divisa in quattro sezioni). Un attacco, questo, decisamente più potente che darà vita anche ad alcune sequenze cinematiche dall’alto tasso di spettacolarità. Infine, premendo contemporaneamente i due dorsali potremo attivare il classico minigioco in stile carta-forbice-sasso, qui denominato Blood Valor. Se portato a termine (con la giusta dose di fortuna, aggiungiamo), potremo aumentare quello che è il danno inflitto e attivare un’ultima super mossa in grado di spazzare via il nemico all’istante, vincendo così il match.

Approcciare Kill la Kill The Game: IF risulta comunque piuttosto semplice, ma è proprio grazie a queste trovate che il titolo si rivela particolarmente profondo rispetto ad altri prodotti del genere. Risulta chiaro come (grazie alla supervisione di Arc System Works e Studio TRIGGER), animazioni, collisioni, fluidità e spettacolarità siano state ben studiate e implementate all’interno di questa produzione, rendendo l’operazione fanservice, molto più curata anche dal punto di vista ludico, e non soltanto grafico. Dispiace solo, a conti fatti, sapere che i lottatori facenti parte del roster siano soltanto otto e che, seppur ben caratterizzati nei loro moveset, non bastano a giustificarne l’assenza di altri. Anche gli stage sono ridotti all’osso e presentano soltanto sei arene, uniche sì, ma pur sempre sei. Fortunatamente nei prossimi mesi il gioco godrà di un DLC gratuito che andrà ad aggiungere altri personaggi e magari qualche nuovo stage.

Contenuti del gioco

I contenuti di Kill la Kill The Game: IF

Anche per quanto concerne i contenuti, Kill la Kill The Game: IF, purtroppo, soffre di una certa penuria. Fatta eccezione per la modalità storia alternativa seguita poi da quella originale, infatti, non andremo oltre le solite modalità tipiche del genere. Si potranno combattere incontri uno contro uno; prendere parte alla Cover Challenge (dove affrontare combattimenti contro più nemici); partecipare a battaglie libere o classificate; fiondarsi nella Survival Challange e accedere ad una mole tutto sommato cospicua di contenuti multimediali tramite l’apposita voce chiamata Gallery. Non vi è molto altro in Kill la Kill The Game: IF se non la possibilità di scegliere il doppiaggio in lingua originale o in inglese, con sottotitoli comunque selezionabili nella nostra lingua. Un vero peccato non aver osato qualcosa in più per certi versi, quindi (visto anche il vasto universo sapientemente scritto da Kazuki Nakashima e diretto, altrettanto sapientemente, da Hiroyuki Imaishi).

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Like an anime

Come accennato poc’anzi, la collaborazione e la supervisione di due pesi massimi dell’industria come Arc System Works e Studio TRIGGER, ha contribuito a rendere Kill la Kill The Game: IF il più vicino possibile alla sua controparte televisiva. La cura nel riproporre le fattezze dei protagonisti chiamati in causa ha dell’incredibile e, aver mantenuto quello che è il tratto distintivo dei disegni, anche nella modellazione poligonale, rasenta la perfezione. Vi sono alcuni momenti (durante i dialoghi), però, dove non si può non notare una certa legnosità e staticità nelle animazioni e nelle espressioni facciali. Nulla che vada ad inficiare sulla bontà complessiva dell’opera, sia chiaro, semmai più un vizio tipico presente nelle produzioni nipponiche e da cui si fa fatica a staccarsi.

Presente inoltre un leggero aliasing, anche su PlayStation 4 Pro che in sporadici casi (specie su elementi di contorno) fa la sua comparsa. Tutto il resto, invece, come dicevamo, è davvero sensazionale, con una regia che si rivela impeccabile sia durante gli incontri che durante le sequenze filmate e con quei sessanta fotogrammi al secondo sempre solidi e granitici. La scelta di mantenere anche quegli enormi kanji a tutto schermo (quando vengono eseguite determinate mosse o vengono messe in risalto alcune scene caratteristiche), rimarca ancora una volta la volontà da parte di A+ Games di riproporre sulle nostre console tutto lo spirito della serie.

Per concludere, implementare il comparto sonoro già ascoltato nell’anime ci è sembrata cosa buona e giusta, mentre rilegare l’opening: Sirius (di Eir Aoi) alla schermata dei titoli, proprio come in apertura di ogni episodio, ci ha trasmesso sempre la giusta carica per andare ad affrontare poi i vari scontri. Sia il doppiaggio giapponese che quello inglese, infine, possono vantare la collaborazione dei doppiatori originali, già uditi nell’anime e, forse, da questo punto di vista, si sarebbe potuto fare qualcosa anche per quanto concerne l’ottimo doppiaggio nostrano. Un’opportunità mancata per certi versi, seppur qualitativamente il doppiaggio in lingua originale risulta essere sempre diverse spanne sopra in questo tipo di produzioni.

In conclusione

Kill la Kill The Game: IF è l’ennesimo tie-in dedicato ad una serie anime di successo che punta sicuramente al mero fanservice, ma che è capace di elevarsi dalla mediocrità che attanaglia questo genere di produzioni, grazie ad alcune trovate ludiche e ad una cura non indifferente. Il gameplay è rapido, spettacolare e fluido come pochi altri, abbastanza semplice da assimilare, ma non per questo meno profondo e, unito alla bellezza del comparto tecnico, riesce a proiettare il giocatore all’interno di quegli scontri già ammirati in TV.

L’unica nota dolente che non ci permette di alzare ulteriormente il voto finale del gioco riguarda i contenuti. Troppo esigui e poco ricercati. I soli sei scenari presenti ed un roster composto solamente da otto combattenti non aiuta certo a migliorare le cose; seppur questi siano stati ben differenziati tra loro, ci si potrebbe stancare molto rapidamente. L’annuncio di un DLC gratuito contenente nuovi personaggi e rilasciato nei prossimi mesi, non è purtroppo una scusante e resta la consapevolezza che, da questo punto di vista, si doveva e poteva fare di più.

Ci troviamo comunque in presenza di un ottimo prodotto che più della quantità fa della qualità il suo cavallo di battaglia. Forse non basterà a soddisfare chi cerca nuove sfide (anche se a livelli più alti di difficoltà saprà darvi qualche grattacapo) o magari chi vuole puntare ad un’esperienza diversa dalle altre, ma saprà indubbiamente rendere felici i fan. Una storia diversa (oltre a quella originale) che approfondirà il background di alcuni protagonisti è già di per sé un buon incentivo ad acquistare il gioco, ma è chiaro che qualcosa in più, a livello contenutistico, andava fatto. Rimane quindi un po d’amaro in bocca per quel “vorrei, ma non posso”, che si avverte ad ogni partita.

Poco male.

Kill la Kill The Game: IF riesce comunque ad essere uno tra i migliori tie-in mai realizzati, firmato con il sangue:

Ryuko Matoi.

Valutazione di TopGamer
Kill la Kill The Game: IF è l'ennesimo tie-in dedicato ad una serie anime di successo che propone una formula già vista in altre produzioni simili e che prova a rinfrescare il gameplay con alcune trovate interessanti. Il risultato è ottimo e sfocia in un combat system fluido e adrenalinico. Peccato per i pochi contenuti presenti nel titolo che ne minano di molto l'esperienza e che portano il videogiocatore a stancarsi rapidamente. Ci sentiamo di consigliarlo caldamente a tutti i fan dell'anime, un po meno a chi cercava qualcosa di diverso con cui dilettarsi in questa calda estate, in attesa dei grossi calibri, oramai prossimi all'arrivo.
PRO
  • Story mode alternativo e originale
  • Graficamente identico all'anime
  • Gameplay accessibile ma profondo
  • DLC gratuiti in arrivo
CONTRO
  • Pochi contenuti
  • Roster e stage scarni
  • Qualche sbavatura tecnica
  • Potrebbe stancare in tempi brevi
7.5/10
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