Kingdom Hearts III – Recensione

Il nostro verdetto sul capitolo conclusivo della saga di Kingdom Hearts

Scritto il 05.02.2019
da Gennaro Schiavelli
Kingdom Hearts III - Recensione

Più ti avvicini alla luce, più grande diventa la tua ombra

“Abitanti della luce, rispondetemi: perché odiate l’oscurità?

Non la odiamo. È solo che… ci fa paura, eppure…

… eppure il mondo è fatto di luce e di oscurità.

Non si può avere l’una senza l’altra, perché l’oscurità è la metà di ogni cosa.”

Così com’era oscuro il destino di un’avventura, quella di Kingdom Hearts, iniziata ben diciassette anni fa e arrivata oggi alle sue battute finali. Un percorso, nonché un processo di maturazione lento, che ha portato la serie ad essere frammentata in diversi episodi. Una saga che è cresciuta di pari passo con la vita di ogni ragazzino, oggi diventato adulto, è che ha saputo emozionare il videogiocatore grazie ad una trama complessa, ricca di colpi di scena, lungo un viaggio senza tempo. Ma ormai ci siamo. Il buio è l’attesa hanno avuto per troppo tempo lo stesso colore. Dunque, è arrivato il momento di far luce.

Kingdom Hearts III - screenshot

Possa il tuo cuore essere la tua chiave guida

Il viaggio intrapreso diciassette anni fa da Sora, Pippo e Paperino, quindi, è per molti di noi il viaggio di una vita. Presi per mano dai nostri eroi e guidati verso la luce, combattendo l’oscurità che alberga dentro i nostri cuori e che si nutre delle nostre incertezze, siamo infine giunti all’atto finale. Un finale che possiamo definire riuscito, capace di chiudere quasi tutti gli intrecci narrativi lasciati in sospeso da Nomura nel corso degli anni. La trama infatti andrà sviluppandosi in maniera piuttosto graduale, svelandosi poco a poco e concedendosi completamente nelle parti finali dell’avventura. Una scelta, questa, che data la mole di personaggi chiamati in causa, non possiamo che reputare vincente. Si va infatti a fare chiarezza in modo meno confusionale e impacciato, cercando di non incasinare una trama già di per sé piuttosto difficile da seguire.

Il titolo non brilla quindi per la sceneggiatura messa in campo dalla software house giapponese, ma quantomeno risulta godibile e fruibile allo stesso tempo.

Della trama di Kingdom Hearts III comunque, noi di Topgamer.it, non vi sveleremo assolutamente nulla, essendo la colonna portante dell’intera produzione targata Square Enix. Vi consigliamo invece, qualora non l’aveste ancora fatto, di giocare tutta la serie prima di approcciarvi a questo episodio, grazie alle varie raccolte uscite su PlayStation 4. In alternativa, qualora voleste giocare direttamente quest’ultimo, potete leggere sulle nostre pagine uno speciale diviso in quattro parti curato dal nostro Patrizio Coccia e intitolato: Viaggio nell’odissea di Kingdom Hearts, che riassume in maniera certosina tutta l’opera targata Square.

Kingdom Hearts III - Sora, Pippo e Paperino

Il potere è con te! Se gli dai forma… ti darà forza

Pad alla mano, dunque, il titolo si presenta esattamente come lo conosciamo, forte delle stesse meccaniche da action RPG che si porta dietro sin dalla sua nascita ( salvo alcune eccezioni ). La prima cosa che salta subito all’occhio è la fluidità, nonché la spettacolarità dell’azione di gioco, dove tutto si lega in maniera piuttosto naturale. Il fluimoto, ad esempio, ovvero la possibilità di sfruttare lo scenario per inanellare varie combo, è stato perfezionato. Avremo quindi il solito tasto dedicato ai colpi, uno per le schivate, un altro per effettuare i salti, un altro ancora per effettuare le azioni contestuali, e così via… La formula, volente o nolente, è pressoché identica, restando ancorata a quella componente da button mashing a cui Kingdom Hearts ci ha da subito abituato.

Le vere novità introdotte in questo terzo episodio perciò sono legate all’uso che si fa dei Keyblade e alle Attrazioni. Per quanto riguarda i primi basterà eseguire un determinato numero di combo per far si che si verifichino le trasformazioni. Quando ci verrà richiesto bisognerà premere il tasto azione per poter combattere con le armi trasformate. Per ogni Keyblade difatti, ne avremo a disposizione due. Tra varianti a lungo o corto raggio, rapide o potenti, insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Le trasformazioni saranno disponibili per un determinato lasso di tempo che una volta scaduto ci permetterà di scagliare un potente attacco denominato epilogo. Dopodiché l’arma ritornerà alla sua forma originaria.

Le Attrazioni, invece, altro non sono che dei minigiochi attivabili sempre grazie al tasto azione, e che saranno eseguibili solo se colpirete il nemico di turno evidenziato da un cerchio verde. Ritroveremo invece i Legami, ovvero alcuni tra i personaggi Disney che potranno scendere in battaglia se evocati, così come le diverse magie quali Fire, Thunder, Blizzard e così via. Farà la sua comparsa anche quella telecamera capricciosa tanto conosciuta , migliorata per certi versi proprio grazie all’ampiezza dei nuovi mondi, ma che a tratti fatica a seguire l’azione.

Si potrà accedere al menu di gioco nel quale potenziare i protagonisti e non solo. Saranno infatti presenti tutte quelle voci classiche tipiche dei giochi ruolo, seppur con le dovute restrizioni. Avremo accesso all’equipaggiamento, agli oggetti e alle abilità ottenute, attivabili grazie all’uso dei punti abilità, che guadagneremo mano a mano che aumenteremo di livello. Infine si potrà consultare anche il Gummifono, un cellulare touch, degno sostituto di quello che una volta era il Grillario. Sarà l’enciclopedia grazie alla quale consultare gli avvenimenti passati, le storie vissute e molto altro ancora. Durante il gioco, invece, fungerà da macchina fotografica con cui si potranno scattare selfie e foto varie.

In Kingdom Hearts III, perciò, ritroverete il feeling di sempre unito ad un tasso di spettacolarità mai visto prima nella serie, a discapito però, di una facilità di gioco molto più marcata rispetto al passato. In modalità normale ci è capitato di vedere la scritta Game Over in una sola occasione, per via di una nostra disattenzione, tra l’altro. Anche selezionando il livello di difficoltà più elevato, la cosa non è poi migliorata più di tanto. Gli scontri con Sephiroth, e la loro difficoltà, per fare un esempio, non sono altro che un lontano ricordo. Ciononostante, il titolo regala momenti di pura esaltazione e soddisfazione grazie a tutta una serie di varianti che rendono l’esperienza fluida come non mai.

Kingdom Hearts III - battaglia

Lo spazio infinito non è per i dilettanti

Un’altra caratteristica che ritorna in questo terzo episodio, è la possibilità di navigare lo spazio con la nostra Gummiship. La navicella fatta di mattoncini che come in passato potremo assemblare e riassemblare a nostro piacimento, giocherà sempre un ruolo fondamentale, poiché ci permetterà di viaggiare da un mondo all’altro.

Lo stage, questa volta, sarà navigabile a piacimento. Presenterà infatti uno spazio aperto e non più lineare, dove poter scegliere se affrontare i nemici oppure evitarli; dove poter decidere se raccogliere materiali o semplicemente andare diretti verso il prossimo mondo. Una scelta sicuramente particolare ma che evita, a chi non ha voglia di perdersi in fronzoli, di proseguire spedito con la trama.

Il risultato è accettabile, ma forse spezza troppo il ritmo serrato visto nei precedenti capitoli e che ci sembrava più in linea con lo stile del gioco. Inoltre, la telecamera, anche in questo caso fa fatica a seguire i movimenti della Gummiship. Fortunatamente, quando daremo il via ad una battaglia, questa tornerà ad avere un’inquadratura fissa, permettendoci di affrontare al meglio lo scontro.

Sarà comunque il modo migliore per reperire velocemente i materiali necessari alla costruzione della navicella. Tra Munny da raccogliere (la moneta di gioco), asteroidi da fare a pezzi e boss da distruggere insomma, non ci si annoia proprio mai. Anche in questo caso però, il tasso di sfida è tarato verso il basso e non presenta particolari grattacapi, specie per i giocatori più avvezzi a questo genere.

Kingdom Hearts III - Gummiship

È “solo” un gioco

Il lavoro tecnico svolto da Nomura e il suo team, grazie all’uso sapiente dell’Unreal Engine, è strabiliante. Un gioco che unisce due mondi così distanti come quello delle produzioni Disney e Square Enix, amalgamato praticamente alla perfezione. Le texture, i modelli poligonali dei personaggi, gli effetti particellari, la fluidità con cui si muove il tutto… sembra di trovarsi di fronte ad un film d’animazione in computer grafica. Il mondo di Toy Story, quello dei Pirati dei Caraibi, ma anche tutti gli altri presenti all’interno di Kingdom Hearts III, è roba per cui sgranarsi gli occhi.

Abbiamo giocato il titolo su Xbox One X e testato a fondo anche la versione PlayStation 4 Pro e, piccoli cali di fluidità a parte riscontrati in rare occasioni, il titolo è pressoché identico. Manca tuttavia, su entrambe le console, il supporto all’HDR. Una sciocchezza, sia chiaro, ma volendo trovare il pelo nell’uovo…

Si sente anche l’assenza di qualche mondo dedicato ad un’altra serie con cui Kingdom Hearts si era in principio fuso, ovvero Final Fantasy. E se i mondi ad essa dedicata non sono stati mai una prerogativa della saga, lo erano invece alcuni dei suo personaggi. Parliamo di Squall, Cloud, Aerith, Yuffie, Auron e molti altri ancora, che piano piano sono diventati sempre meno, di capitolo in capitolo, fino a sparire completamente. Gli unici riferimenti rimasti sono riconducibili ai Moguri che fungeranno da mercanti da cui poter acquistare oggetti curativi, equipaggiamento e quant’altro. Lo stesso producer aveva a più riprese spiegato il perché di tale assenza, infatti, dichiarando di volersi concentrare esclusivamente sui personaggi originali di Kingdom Hearts. Con buona pace quindi, di tutti coloro che si aspettavano di vedere gli eroi di Final Fantasy in questa nuova veste grafica.

Kingdom Hearts III - guerrieri

Musica maestro

Il doppiaggio, lo ricordiamo, esclusivamente in inglese, si attesta su ottimi livelli e porta con sé le voci originali dei protagonisti dei classici Disney. Anche la possibilità di scegliere il doppiaggio in giapponese, sarebbe stata cosa gradita, data la natura dell’opera stessa, ma poco importa. Il risultato è comunque ottimo e in linea con quanto fatto in passato.

Così com’è ottima la colonna sonora dell’intera produzione affidata ancora una volta alla sapiente compositrice che risponde al nome di Yoko Shimomura. I brani sono sempre memorabili e coinvolgenti, ricamati come una vestito che calza perfettamente e che accompagna l’avventura in modo impeccabile. Tra vecchie e nuove melodie, quindi, preparatevi a sbalzi emozionali continui, catturati dall’atmosfera di questi entusiasmanti arrangiamenti musicali.

La bellissima opening, Face My Fears, a cura di Utada Hikaru in collaborazione con un produttore quale Skrillex, unita all’ending: Don’t Think Twice, poi, chiudono il cerchio. Un cerchio aperto diciassette anni fa da una giovane Utada grazie alla splendida Simple and Clean e proseguito con l’altrettanto splendida, Passion. Una storia d’amore quella tra Kingdom Hearts e la cantante giapponese, che ha contribuito senza alcun dubbio ad accrescere il proprio successo.

Kingdom Hearts III - Sora, Pippo e Paperino di nuovo

Così tanto da fare, così poco tempo…

Quando vi renderete conto che il momento tanto atteso è ormai giunto, forse rimpiangerete. Rimpiangerete di aver chiesto a gran voce questo ultimo capitolo, anche se si è fatto aspettare più del dovuto. Perché, dite? Perché riprendersi da un’esperienza di vita come questa ( poiché di questo si tratta ), sarà difficile. Come sarà difficile colmare quel senso di vuoto che proverete subito dopo averlo finito. Chiudere un capitolo bellissimo della vostra esistenza è molto più complicato che chiuderne uno brutto, e che dimentichereste volentieri guardando avanti.

Nelle circa trentacinque ore che vi separano dal gran finale, tenetelo ben a mente. Lasciatevi trasportare nei mondi che visiterete (meno che in passato) e fatevi coinvolgere dalla loro cura e grandezza, grazie anche all’elevata verticalità presente all’interno di essi. Vedrete, ne resterete sicuramente sorpresi come ne fummo sorpresi noi e allungherete di molto la già ottima longevità. Magari dedicatevi a pieno regime anche a tutte quelle attività secondarie che il titolo offre e toccate per un’ultima volta con mano, l’anima e lo spirito di una serie come Kingdom Hearts.

Dopodiché, posate il joypad e prendetevi il vostro tempo. D’altronde, anche gli eroi più intrepidi hanno bisogno di un meritato riposo, che poi non si sa mai cosa ha in serbo per noi il futuro. Magari potrebbe bussare alle porte del vostro cuore qualcuno a cui vorrete raccontare questo viaggio, e chissà che non sia la giusta scusa per impugnare nuovamente il Keyblade.

Valutazione di TopGamer
Kingdom Hearts III conclude un viaggio iniziato diciassette anni fa e lo fa nel migliore dei modi, con la magia che da sempre lo contraddistingue. Il gameplay, volente o nolente, è quello che abbiamo imparato a conoscere, con alcune rifiniture volte a renderlo più fluido e spettacolare. La telecamera è sicuramente meno capricciosa che in precedenza, ma pur sempre rivedibile. Infine, nonostante i mondi Disney siano molto più grandi che in passato, un paio in più, anche più contenuti, non avrebbero certo sfigurato. Restiamo comunque ampiamente soddisfatti del risultato ottenuto, consapevoli del fatto che prima o poi, tutto ha una fine. Anche Kingdom Hearts.
PRO
  • Tecnicamente splendido.
  • Mondi Disney molto più grandi.
  • Gameplay spettacolare.
  • La fine di un viaggio, finalmente.
CONTRO
  • Nessun supporto all'HDR.
  • Telecamera ballerina.
  • Molto facile, anche a difficoltà massima.
  • La fine di un viaggio, purtroppo.
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
5,00/5
2 voti
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