Life is Strange 2: Episodio 4 “Faith” – Recensione

L'episodio quattro ci fa respirare il clima da gran finale di stagione, grazie ad una gestione del ritmo incredibile e a notevoli colpi di scena

Scritto il 25.08.2019
da Antonio Rodo

Bisogna avere fede? Forse no

È passato tanto, troppo tempo, dall’ultima volta che abbiamo accompagnato i due fratelli, Sean e Daniel, nel loro sfortunato e pericoloso viaggio alla ricerca di un posto da poter chiamare casa, dopo i tragici avvenimenti dell’introduzione di Life is Strange 2. Ve lo diciamo esplicitamente: l’idea di distribuire gli episodi a cadenza quasi semestrale, comincia letteralmente a stufarci. Come di consueto, nel momento in cui cominciamo quasi a dimenticarci della sua esistenza, irrompe nel mercato e, ogni volta, dobbiamo nuovamente fare uno sforzo per rientrare nel mood e, ovviamente, per ricordare tutti gli avvenimenti passati (fortunatamente ci viene in aiuto il riassunto iniziale). Ma in un modo o nell’altro riesce sempre ad ammaliarci e a catturarci completamente per l’intera durata dell’episodio. Ve lo raccontavamo nelle recensioni dedicate agli scorsi episodi: questi sviluppatori hanno subito una piena maturazione e ad oggi, quando si tratta di scrivere storie, dirigere sequenze filmate, creare un’atmosfera avvolgente e scegliere con gran classe i brani per la colonna sonora, rientrano di diritto tra le migliori case di sviluppo in circolazione. A mani basse.

Dal momento in cui lo farete partire, per tutta quanta la durata, respirerete un’aria da finale, al punto che sembrerà quasi l’ultimo atto della stagione. È davvero un’impresa raccontarvelo, credeteci: il rischio spoiler è dannatamente elevato, dunque, staremo particolarmente attenti. Pertanto non preoccupatevi e sentitevi liberi di leggere questa recensione anche se non avete ancora messo le mani su questa seconda stagione, dal momento che parrebbe, almeno secondo i dati rilasciati, ormai quasi un anno fa, che non stia venendo molto giocata, piazzando numeri al di sotto della prima stagione e persino di Before the Storm (qui, la nostra recensione). Sicuramente, una volta che verrà rilasciata una versione completa di tutti e cinque gli episodi le cose cambieranno, o meglio ci auguriamo che sarà così. Ciò detto, addentriamoci nei meandri di questa quarta parte, evitando a mo’ di slalom tutti gli eventuali spoiler.

Episodio 4 Life is Strange

Life is Strange 2: amore fraterno

È risaputo, nei momenti più bui ci si aggrappa alla religione, a Dio. Tuttavia, in Life is Strange 2, la parola “fede” ha un doppio significato: quello più ovvio e scontato che accusiamo nei momenti di debolezza assoluta, la cosiddetta espressione “aggrapparsi alla fede”, intesa come ultima speranza, ed un altro, anch’esso prettamente religioso ma legato a doppio filo con le folli credenze americane (molto simile a quanto accade in Far Cry 5, per rendere l’idea). Quindi, sappiate che non è un caso che sia stata scelta la parola “Faith” come titolo di questo quarto episodio che, a sorpresa, elimina i tempi morti delle puntate precedenti e dà vita ad un susseguirsi di avvenimenti interessanti, senza alcun cenno di smettere. Se le scorse volte avete accusato qualche momento di stanca o una scarsa varietà di location, siate consapevoli che Dontnod è pronta a farvi cambiare idea.

Dopo averci lasciati letteralmente con la mascella a terra e la bocca spalancata, Life is Strange 2 prosegue il viaggio dei due fratelli, ancora una volta dalla prospettiva di Sean. Nei suoi panni, vi sveglierete a letto e scoprirete soltanto qualche minuto più tardi di trovarvi in un ospedale, ben due mesi dopo gli avvenimenti del terzo episodio, Wastelands. Già in questi primi istanti è chiara la volontà del team di sviluppo di volersi concentrare su una storia ben delineata da loro e poco mutabile dal giocatore. Rispetto a quanto fatto nella prima stagione, la seconda vi costringe a vivere – quasi – tutte le scene scritte e dirette dal team; a cambiare sono i percorsi a vostra disposizione. Immaginate una mappa e su di essa tanti checkpoint da raggiungere obbligatoriamente, intraprendendo, però, il percorso che più vi aggrada. Prima a poi giungerete tutti alla stessa destinazione, ma i rapporti con i personaggi e le scelte che compierete, saranno vostri, assolutamente personali.

Di nuovo in strada!

Inseguito dalla polizia, assetato, affamato e con un fratello da ritrovare, Sean sarà nuovamente costretto a calpestare quelle “strade” che pensava di essersi lasciato alle spalle, dopo aver trovato un gruppo di ragazzini fuorilegge, ciascuno segnato da un passato difficile da digerire, motivo che più di qualunque altro, lega tutti. Ma adesso sono diventati un lontano ricordo e Sean deve fare attenzione alle persone che incontrerà durante il suo cammino. Qui intervengono le scelte con esiti che, come dicevamo, modificano sensibilmente il percorso, facendovi giungere a destinazione in maniera differente. Abbiamo apprezzato particolarmente la decisione di rendere le fasi esplorative particolarmente importanti: a vostra insaputa, se avrete letto o raccolto determinati documenti disseminati per l’ambiente, il gioco attiverà delle opzioni di dialogo, variando notevolmente alcune sequenze.

Avrete sicuramente compreso che questo quarto episodio manda a segno svariati colpi, dalla notevole direzione delle cutscene, ai tanti e sempre molto interessanti colpi di scena, concludendo con un ritmo praticamente perfetto, finendo per far ricredere tutti i brontoloni che hanno giocato e criticato i precedenti episodi. A questo punto sorge spontaneo chiedersi quali siano gli intoppi. Life is Strange 2, ovviamente, non è esente da difetti. Questi, più che nel gameplay, sono da ricercare in alcune soluzioni narrative che potremmo definire “troppo banali” o “scontate”. Quest’aura insipida, in realtà, affligge la stagione sin dal suo esordio: vi ricordate “il poliziotto dal grilletto facile” del primo episodio? Ecco. Evitando come la peste qualsiasi spoiler, vi diciamo solamente che di episodi come quello appena descritto ce ne sono tanti altri. In generale, la stagione pare non volersi allontanare troppo dai tipici cliché del genere e del posto (l’America). Ciò non deve per forza preoccuparvi e non rappresenta necessariamente un difetto. Ormai siamo abituati a storie tenute in piedi quasi esclusivamente dai personaggi e ciò – insieme ai pregi di cui discutevamo poc’anzi – fa sì che la stagione resti in piedi.

Life is Strange 2

Extra e comparto tecnico

Così come per le precedenti puntate, anche “Faith” è impreziosito da tanti extra da recuperare e da scorci da immortalare su carta. A causa della condizione del protagonista, che ricordiamo essere momentaneamente privo di un occhio, questi elementi tipicamente accessori diventeranno quasi un esercizio mentale per il buon Sean, ricevendo di conseguenza una notevole contestualizzazione.

Siamo felici di comunicarvi che questo episodio è il più “pulito” dei quattro: non ci sono i problemi audio riscontrati in passato, né errori di localizzazione nei sottotitoli. tutto scorre in maniera fluida, ancora una volta grazie alla potenza di Unreal Engine 4. Essendo un episodio ricchissimo di location differenti, i miglioramenti derivanti dal suo utilizzo, ora più che in passato, vengono alla luce. A beneficiarne sono anche le animazioni, che rimangono impareggiabili se paragonate a produzioni come Uncharted, ma allo stesso tempo ampiamente superiori a tante altre avventure grafiche, quali, ad esempio, The Walking Dead, o la precedente stagione dello stesso Life is Strange, compreso Before the Storm.

Valutazione di TopGamer
Ci siamo! La seconda stagione di Life is Strange 2 si appresta a ricevere una conclusione che speriamo riesca quantomeno a mantenersi sulle ottime conquiste di queste puntate, le quali, comunque, non riescono a liberarsi completamente dai tipici cliché del genere e da un'aura parecchio insipida che avvolge l'intera stagione. Ciononostante, merito soprattutto di un ritmo al cardiopalma e di colpi di scena capaci di tenere sempre alto l'interesse, ancora una volta non possiamo che consigliarvi di farlo vostro, magari approfittando di Xbox Game Pass che al momento ospita i primi tre episodi e molto presto accoglierà anche questa quarta e penultima puntata.
PRO
  • Ritmo
  • Colpi di scena
  • Varietà delle location
  • Regia e accompagnamento musicale
CONTRO
  • Non sembra volersi allontanare dai tipici cliché del genere
  • Alcune soluzioni narrative sono banali
8.5/10
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