Metro Exodus – Recensione

Ecco il nostro verdetto sull'ultima avventura di Artyom

Scritto il 21.02.2019
da Gennaro Schiavelli
Metro Exodus - Recensione

Per le gallerie della metro

Nell’epoca in cui i giochi online diventano sempre più numerosi e dove l’immediatezza viene percepita come bellezza, spiegare un gioco come Metro, non è cosa semplice. Specie se questo è un FPS in prima persona, story driven, e tutt’altro che immediato. In ogni caso, Metro Exodus, è l’ultimo tassello di una trilogia, nata con Metro 2033 e Metro Last Light su PC e piattaforme di generazione passata, rivisitati in seguito anche per quelle di generazione corrente, che arriva così alle sue battute finali. La serie videoludica tratta dai romanzi dello scrittore russo, Dmitrij Gluchovskij, ci porta quindi all’interno di un viaggio ambientato in una fredda Russia post nucleare, a seguito di una guerra mondiale scoppiata nel 2013.

I sopravvissuti, per via delle radiazioni in superficie sono ormai costretti a vivere nelle metropolitane di Mosca, la capitale. L’atmosfera è pesante. Opprime. Angoscia. La possibilità di trovarsi di fronte ad orride creature mutanti, non stempera certo l’ansia che il buio alimenta. Artyom, non è altro che un ragazzo nato prima che l’apocalisse scoppiasse. Da sempre cresciuto nella stazione Expo, situata sotto i quartieri settentrionali della città, ed ignaro del destino che da lì a poco lo avrebbe travolto, intraprende dunque il suo viaggio. La minaccia è imminente, bisogna avvisare gli ultimi esseri umani che vivono nelle gallerie della metro.

metro exodus - recensione

Tutti in carrozza

Per chi ha già avuto modo di respirare la claustrofobica atmosfera dei precedenti episodi, quindi, sa bene di cosa stiamo parlando. Il tratto distintivo della serie, d’altronde, è sempre stato questo. Ci siamo fatti strada nel via vai di cunicoli e anfratti situati sotto le viscere della terra per troppo tempo, alla ricerca di un posto sicuro dove vivere, ma non è bastato. È giunta l’ora di dare una nuova speranza al genere umano. Là fuori, in fondo, potrebbe esserci un posto incontaminato dove ricominciare daccapo.

Con queste premesse si apre quindi Metro Exodus, che come il titolo stesso lascia intendere, ci spingerà molto, molto lontano dalla solita Mosca. Il gioco, però, non è un seguito diretto di Last Light, bensì il sequel del romanzo Metro 2035, che va così a chiudere l’intero arco narrativo dedicato ad Artyom. Durante una perlustrazione quindi, eccola lì, la prova tangibile che oltre alla metropolitana, là fuori in superficie, c’è ancora vita. Un treno, a velocità moderata, fa il suo ingresso in scena. Così, quella speranza nutrita a lungo, assume sempre più la forma di certezza nel cuore di Artyom e della sua amata Anna. L’Aurora (così verrà ribattezzato il treno), sarà il nostro tramite per raggiungere mete lontane, inseguendo un sogno, che presto o tardi, potrebbe finalmente avverarsi.

metro exodus - recensione

Prossima fermata, la superficie

Durante il viaggio verremo accompagnati dagli Spartani, un gruppo di forze speciali capitanate da Miller (padre di Anna), a cui abbiamo prestato più volte, in passato, i nostri servigi. L’aver puntato tutto su un tema come l’esodo, ha quindi aperto alla software house, nuove possibilità. Sia in termini di varietà di ambientazioni, sia per quanto concerne le possibilità offerte dall’esplorazione. Se nei precedenti titoli, come anticipato prima, passavamo la maggior parte del tempo in strette gallerie piuttosto scriptate, qui avverrà il contrario. Che siano questi paesaggi innevati o desertici, o ancora, lussureggianti foreste, passerete molto del vostro tempo all’aria aperta.

Non fraintendeteci, saranno ancora presenti le ambientazioni claustrofobiche, ma è chiaro che Metro Exodus, vada in una direzione diversa, spingendo il giocatore ad esplorare maggiormente lo scenario. Certo, non parliamo di un open world classico à la Fallout, per intenderci. Semmai, come metro di paragone potremmo usare quanto di buono fatto con The Last of Us da Naughty Dog, o meglio ancora con Hitman da Io Interactive. Livelli, dalla mappatura più o meno grande, che ci daranno maggiore libertà d’azione e ci permetteranno di sorprendere i nemici di nascosto o, volendo, di assalirli frontalmente. Avremo persino alcuni mezzi con cui poter girare liberamente le mappe e portare a termine, eventualmente, alcune missioni secondarie che ci verranno assegnate.

Esplorare l’area, soddisfare le richieste dei nostri compagni e raccogliere materiali, però, non saranno cose fini a se stesse, anzi. Data l’importanza del crafting introdotto con questo episodio, tutto ci tornerà utile per far sì che il nostro sia sempre un equipaggiamento ben attrezzato. Scoprire avamposti dove poter assemblare le armi sul tavolo da lavoro o dove potersi riposare, alternando così giorno e notte, sarà oltremodo fondamentale. Scegliere di affrontare missioni in pieno giorno, ridurrà sensibilmente il numero di mutanti presenti nella mappa ma ci renderà visibili agli occhi attenti dei nemici. Viceversa, affrontando missioni in piena notte aumenterà notevolmente la possibilità di imbattersi nelle bestie mostruose, permettendoci però di agire nell’ombra ed effettuare così attacchi melee alle spalle dei malcapitati.

metro exodus - scorcio

Gameplay, gunplay, replay

Oltre alle atmosfere, ciò che ha da sempre contraddistinto la serie dalla massa, è la fisicità del suo gameplay. Chi la segue da tempo, sa a cosa facciamo riferimento. Il movimento pesante del protagonista unito all’ottimo feedback delle armi, che più si sporcano e più s’inceppano, ritornano, quindi, assieme ad alcune novità. La più importante riguarda sicuramente il crafting accennato poc’anzi. Grazie allo zaino, apribile in qualsiasi momento senza che questo interrompa l’azione di gioco, avremo accesso a molteplici voci. Potremo, ad esempio, creare medikit per ripristinare la salute, armi da lancio e così via. Tuttavia, per fabbricare le munizioni, pulire le armi e interagire con l’attrezzatura indossata, dovremo trovarci in presenza di un banco da lavoro (presente sull’Aurora e nei vari accampamenti).

In qualsiasi momento, invece, potremo cambiare canna, mirino, calcio, caricatori e altre piccole cose, recuperando le modifiche dalle armi lasciate a terra dai nemici o nascoste nell’area. Così facendo potremo costruire rapidamente l’arma più idonea alla situazione ed affrontarla al meglio. La maschera antigas; l’orologio per controllare la durata dei filtri; il taccuino; la mappa con cui consultare l’area; l’accendino; la dinamo da utilizzare ogni qualvolta la torcia lo richiederà, infine, sono tutte cose che ritornano e che rendono Metro davvero unico nel suo genere. Imparare ad utilizzare tutto l’equipaggiamento richiede tempo, è vero, specie per una mappatura dei tasti non sempre brillante, ma saprà regalarvi grandi soddisfazioni una volta padroneggiato.

Dispiace quindi segnalare alcuni problemi legati al movimento vero e proprio di Artyom. A più riprese infatti, specie in situazioni piuttosto movimentate, ci è capitato di restare incastrati tra macerie o parti varie dello scenario. Spesso, questo, ci ha portato a compiere salti innaturali o ad accovacciarci, cercando di venirne fuori, a dir la verità, in modi  piuttosto goffi e brutti da vedere. In alcuni casi, inoltre, provando a scappare dal nemico di turno, ci è costato addirittura il game over. Peccato, perché l’immersione generale, a tratti, ne ha risentito. Specie nelle prime fasi dell’avventura in cui il problema pare essere più frequente.

metro exodus - screenshot

Spettacolo mozzafiato

L’aver portato Artyom e soci ad esplorare nuovi territori ha spinto i ragazzi di 4A Games a dare il massimo in termini visivi. Non più soltanto terre fredde e nevose, o tunnel stretti e bui quindi, ma anche terre dai colori caldi e sgargianti. Per larghi tratti, fatte le dovute differenze, sembrava di trovarsi all’interno di Rage, per altri ancora, nelle foreste del Montana viste in Far Cry 5. In entrambi i casi, seppur con questa sensazione di déjà vu, il gioco riesce ad essere fedele a quella che è da sempre la sua natura, mescolando sapientemente le carte in tavola. Le ambientazioni sono tutte ispirate, grazie anche ad un ottimo level design, quasi oniriche. Regalano scorci e panorami che difficilmente dimenticherete. L’uso sapiente delle fonti di luce, gli agenti atmosferici, la maschera che reagisce allo sporco così come altri piccoli dettagli, rendono, insomma, davvero affascinante l’esplorazione.

Restano, tuttavia, problemi legati alla definizione di alcune texture, specie per quanto concerne interni e fogliame. Compenetrazioni, legnosità nei movimenti e delle relative espressioni facciali dei comprimari, più altri bug vari, completano infine il quadro. Un quadro che, vista la calma a cui invita spesso il gioco, vi ritroverete spesso ad ammirare con stupore, salvo poi vederlo scemare di fronte a tali sviste. Sicuramente, la colpa di questi scivoloni è da attribuire ad un motore di gioco ormai vetusto, evidentemente portato al massimo del suo potenziale in questa sua ultima apparizione. Fortunatamente, comunque, da un punto di vista tecnico, non c’è molto altro da aggiungere. Forse, possiamo giusto registrare caricamenti un tantino lunghi quando andremo ad avviare il gioco, o durante quelli successivi al game over. Su Xbox One X quantomeno, il frame rate è apparso sempre fluido e ancorato ai suoi trenta fotogrammi al secondo, salvo sporadici casi.

metro exodus - panorama

Stati d’ansia

Il linea generale le musiche che accompagnano l’evolversi dell’azione sono tutte di ottima fattura. Magari non le ricorderete negli anni a venire (eccetto il main theme, quello si), ma fanno il proprio dovere quando richiesto. Il doppiaggio in italiano, invece, vede la collaborazione di numerosi doppiatori nostrani al suo interno. Per intenderci, quelli già sentiti nella serie Batman Arkham, Spider-Man, Bioshock, eccetera… Il risultato si attesta sicuramente su buoni livelli ma forse, complice l’inespressività di alcuni volti e un labiale in alcuni casi fuori sincrono, non sempre convince. Spesso, succede anche che alcuni nemici ripetano le stessi frasi, più e più volte, spezzando di fatto l’immersione, soprattutto se concentrati ad agire silenziosamente.

Menzione a parte, però, la meritano gli effetti sonori. Gli spari, i bossoli che cadono a terra subito dopo, i versi delle creature, così come lo scroscio del vento e degli agenti atmosferici in generale, restituiscono al giocatore risultati strepitosi, andando a nascondere i difetti di cui parlavamo prima. Infine, un piccolo consiglio: prima di iniziare l’avventura, dedicate un po di tempo alle opzioni audio e cercate di mixare i vari volumi secondo quelle che sono le vostre preferenze. Durante la campagna, i dialoghi saranno molti, e a meno che voi non vogliate utilizzare i sottotitoli, rischierete di perdervi gran parte dei consigli così come alcuni passaggi chiave della trama. Non sappiamo perché, infatti, ma di certo c’è che i volumi non sono ottimizzati al meglio quindi, dateci pur sempre un occhio (orecchio).

Inutile dirvi poi che giocarsi Metro Exodus con le cuffie, aumenti sensibilmente il senso di immersione, paura e ansia che quest’ultimo ha da offrirvi.

Metro Exodus - Pausa

Un anno o poco più

Portare a termine il vostro sogno, a modalità normale, richiederà all’incirca una ventina d’ore, qualora voi voleste dedicarvi solo ed esclusivamente alla campagna. Campagna che racconterà un anno circa, della vita di Artyom e soci. Trenta o più ore, invece, saranno necessarie se a questa, andrete ad aggiungerci missioni secondarie ed esplorazione. In entrambi i casi, per un FPS, una longevità tale, non può che essere da applausi. Vero è che non mantiene certo lo stesso ritmo serrato dei precedenti episodi, vista la nuova struttura semi open world proposta, ma difficilmente potrebbe annoiarvi. Ci sono un mare di storie interessanti da scoprire. Spesso vengono raccontate tramite appunti o file audio e qualche volta interagendo direttamente con i personaggi che incontrerete lungo il vostro viaggio. In base alle scelte che farete, ridotte semplicemente all’uccidere o meno i nemici di determinate fazioni, inoltre, potrebbero persino cambiare alcune situazioni.

Nulla che vada ad impattare sulla trama generale, sembrerebbe, quanto piuttosto sul comportamento di nemici e comprimari. Giocandolo a modalità normale, perciò, il titolo è sicuramente più impegnativo della media generale dei giochi attuali e vi porterà via diverse ore. Tuttavia, si registrano alcune carenze nell’ I.A. nemica umana, specie nelle fasi stealth. Spesso infatti, anche se scoperti, questi, rinunceranno a cercarvi per tornare alla loro routine. Viceversa, se affrontati a viso aperto, vi attaccheranno senza sosta e non si cureranno particolarmente di cercare riparo, scoprendo così il fianco ai vostri attacchi. I mostri invece, di numero esiguo rispetto al passato, non faranno altro che caricarvi a testa bassa e nulla più, salvo forse in un paio di occasioni. Sicuramente, aumentando la difficoltà serviranno meno colpi per mandarvi al tappeto, ma andrete ad allungare ancor di più la durata della campagna. Ponderate bene la scelta insomma, poiché una volta terminato il viaggio, non ci sarà nessun materiale post end-game ad attendervi.

metro exodus - wallpaper

In conclusione

La trilogia videoludica di Artyom giunge così al suo ultimo atto. Forte di quelle caratteristiche che da sempre lo contraddistinguono dagli altri FPS, aggiunge nuova carne al fuoco. Il tutto, grazie ad un sistema di crafting ben pensato e ad una serie di mappe più grandi che in passato, esplorabili ora liberamente. Forse, all’inizio, potreste provare come un senso di smarrimento generale, ma bisogna stringere i denti ed andare avanti. Una volta compreso il vero potenziale di Metro Exodus, resterete sicuramente ammaliati dalla sua vena artistica e dalle possibilità offerte.

L’ansia e le paure che affliggono i personaggi, così come successe in precedenza, verranno nuovamente trasmesse al giocatore grazie ad una trama emozionante e ad un gameplay ricco, capace di regalare momenti di pura tensione. Che sia in spazi stretti o enormi, quindi, il titolo ci proietta in una nuova dimensione, dove alla parola claustrofobia si affianca lentamente il termine agorafobia. E poco importa se una serie di difetti tecnici tenta in tutti i modi di metterci i bastoni tra le ruote. Non vi è verso. Ora che possiamo esplorare liberamente la superficie, lasciateci sognare. In fondo, cosa c’è di male nel voler respirare una ventata d’aria fresca?

Valutazione di TopGamer
4A Games ci porta per un'ultima volta nel mondo di Metro. Lo fa lontano dai tunnel di Mosca, spingendoci verso nuove terre e aprendosi a meccaniche tipiche degli open world, come esplorazione e crafting. Ci consegna un mondo artisticamente ispirato e dotato di un ottimo level design, dove inseguire il sogno di Artyom non è poi così impossibile. Le varie sbavature a livello tecnico, seppur presenti in varie forme, non intaccano più di tanto l'avventura, che presenta inoltre un'ottima longevità. Vi sentite pronti a saltare a bordo dell'Aurora? D'ora in avanti sarà questa la vostra nuova casa. Abbiatene cura.
PRO
  • Ambientazioni artisticamente evocative
  • Esplorazione appagante
  • Sistema di crafting ben implementato
  • Eccellente feedback del gunplay
  • Ottima longevità
CONTRO
  • I.A. nemica non proprio esaltante
  • Espressioni facciali migliorabili
  • Diverse sbavature di natura tecnica
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
0,00/5
0 voti
Vota tu
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Loading...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi