Monkey King: Hero is Back – Recensione

Dopo averlo visto in anteprima alla Gamescom, oggi possiamo tirare le somme. Ecco il nostro verdetto

Scritto il 16.10.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca
Monkey King Hero is Back - Recensione

Il viaggio in Occidente

Tra i tanti titoli che abbiamo avuto modo di vedere e provare in anteprima durante la Gamescom 2019 figurava Monkey King: Hero is Back, tratto dall’omonimo film che racconta una delle leggende cinesi più reinterpretate al mondo: il viaggio in Occidente. Il titolo ci aveva fatto subito una buona impressione in termine di feeling e immaginario, però subentravano alcune perplessità. Avendo spolpato la versione completa, oggi possiamo far luce e chiarezza sul tutto: Monkey King ha sicuramente notevoli potenzialità e personaggi carismatici, ma paga lo scotto di reggersi un po’ troppo sugli allori, accontentandosi del minimo indispensabile, senza mai osare. E purtroppo non mancano nemmeno realizzazioni ingenue in termini prettamente tecnici. Andiamo dunque a vedere tutto nel dettaglio.

Monkey King Hero is Back - Uppercut

Monkey King: uno sguardo all’avventura

Il grande Sun Wukong, conosciuto anche come Dasheng, prima di venir intrappolato in un enorme blocco di ghiaccio, era un rispettato sovrano delle scimmie le cui abilità nelle arti marziali e magiche erano note a tutti. Chiunque nutriva superba venerazione nei suoi confronti, ma egli è stato però sigillato proprio a causa della sua avidità nel non fare mai del bene, cercando anzitempo di diventare sempre più forte e potente con la volontà di conquistare la volta celeste. Dopo un periodo temporale incommensurabile, il Monkey King viene liberato accidentalmente da un giovane di nome Lieur, accompagnato dalla sorellina An-An. Quest’ultimo, ormai alle strette contro demoni inferociti, viene salvato proprio da Dasheng che, una volta liberato da quel grosso macigno ghiacciato, fa incetta di bestie. Qui inizia la nostra avventura e prenderemo il controllo del protagonista in questa prima fase tutorial dove apprendere i comandi e quant’altro. Monkey King: Hero is Back è in realtà un gioco molto semplice nelle meccaniche, in pieno stile arcade oriented che di certo non guasta affatto, specie al giorno d’oggi dove produzioni analoghe sono sempre più rare. Dasheng sarà costretto ad accompagnare il piccolo nel suo viaggio, poiché se non farà del bene la catena magica legata all’avambraccio gli provocherà un dolore indicibile.

I primi problemi si palesano però fin da subito: i nemici hanno un’intelligenza artificiale molto scarsa; cosa ben peggiore è che risultano poco reattivi. Per attaccare impiegheranno infatti una manciata di secondi, il che rende gli scontri da una parte divertenti grazie alla comicità ispirata alle arti marziali scuola Jackie Chan (con una marea di combinazioni spassosissime), dall’altra un tantino plumbei. Le cose migliorano un pochino avanzando nella storia contro più avversari e alcuni boss e mid-boss in particolare, ma nel complesso la difficoltà è tarata oltremodo verso il basso. Nonostante tutto, qualche momento un po’ più ostico per fortuna non mancherà, ma è un peccato aver lavorato così male ai tempi di reazione. Vi è pure una componente stealth, ma anch’essa risulta davvero minimale e non sfruttata appieno. Grazie al carisma dei personaggi e all’adulterazione di fondo, Monkey King si lascia giocare comunque con piacere, garantendo mirabile spensieratezza e genuino divertimento. L’opera si pone come una sorta di action adventure e non mancheranno esplorazione e collezionabili da scovare per potenziare alcuni parametri, così come oggetti da craftare per la creazione di ulteriori utensili come pozioni o altro. Il tutto è però realizzato con estrema semplicità, non andando ad approfondire mai nessuna delle meccaniche proposte; un gran peccato visto che potenzialmente vi erano ottime possibilità. Stesso dicasi per il level design che risulta piuttosto curato in linea di massima, a parte lievi errorucci tecnici per chiudere una strada o alcuni passaggi che visivamente parlando stonano un pochino con il resto. Rimane il rammarico per una mancanza di varietà che avrebbe arricchito il titolo, spingendo magari su qualche fase un po’ platforming e sezioni di gioco più uniche. Ci ritroveremo invece a girare per i vari luoghi a cercare qualche oggetto chiave per avanzare e combattendo a destra e manca. Ciò comporta una leggera ripetitività di fondo che si accusa un po’ di più a causa delle limitazioni nemiche accennate poc’anzi e solo poche volte (in particolare nelle fasi avanzate) il titolo cerca di proporre qualcosina in più.

Ad accompagnarci durante il viaggio ritroviamo una colonna sonora tipicamente orientaleggiante, molto graziosa, che risulta forse l’aspetto più riuscito della produzione. Non troveremo brani che entreranno nella storia musicale del panorama videoludico, ma i temi sono perlopiù decisamente accattivanti. Stesso dicasi per la direzione artistica e il chara design dei vari personaggi. Sebbene siano i protagonisti a sfoggiare una qualità tecnica e stilistica maggiore, nel complesso Monkey King: Hero is Back, audiovisivamente parlando, è un piccolo gioiellino, considerando anche la natura comunque low budget del titolo. Chiaro non manchino tutte le limitazioni del caso: il livello di dettaglio non raggiunge certo quello dei tripla A, ma il prodotto si comporta più che bene, salvo alcune incertezze tecniche e lievi ingenuità; esse si notano soprattutto se si analizzano gli elementi a schermo con più attenzione. Ciò non comprometterà l’esperienza, minata sovente da alcuni cali di frame rate, i quali, pur non essendo mai disturbanti, un po’ stonano con la bontà dell’opera. Fattore invece interessante (almeno da quello che ho potuto appurare dalla GamescomNdR) è che il team sia ibridato tra sviluppatori orientali e occidentali e infatti il mix delle due culture è piuttosto forte e si avverte anche nel gioco.

Monkey King Hero is Back - Trailer image

Valutazione di TopGamer
Monkey King: Hero is Back è quel tipo di lavoro semplice, ma comunque efficace. Non esente da alcune problematiche, inciampi tecnici o scelte discutibili, ma riesce comunque a regalare un'esperienza spensierata, adatta e consigliata se si vuol passare un po' di tempo dinanzi ad un videogioco senza troppe pretese e con quello spirito arcade oriented tanto caro a chi - come il sottoscritto - è cresciuto con questo genere di produzioni.

Peccato soltanto che il titolo non osi mai più del dovuto e non proponga un minimo di varietà ludica oltre la piccola componente esplorativa e i combattimenti, minati purtroppo dai tempi di reazione dei nemici che rendono gli scontri un po' pigri. Valore aggiunto è di sicuro il carisma e lo stile delle arti marziali che riprende molto da quanto visto nei film del mitico Jackie Chan, proponendo nel suo piccolo tante sfumature interessanti. Con un po' di attenzione in più e un minimo di coraggio, Monkey King poteva rivelarsi una graziosa sorpresa; anche così, considerando la natura del prodotto, potrebbe però offrire una piacevole esperienza, se consci di ciò che gli ritroverete. Nulla di più; nulla di meno.
PRO
  • Carisma dei personaggi
  • Colonna sonora che rende appieno lo spirito dell'avventura
  • Genuino da giocare
  • Tradotto e doppiato in una marea di lingue (compreso l'italiano)
  • Combat system con le influenze cinematografiche dei film di Jackie Chan...
CONTRO
  • Non osa dove necessario
  • Poco coraggioso
  • Mancanza di una reale varietà (pure nel bestiario)
  • Alcune ingenuità e incertezze, tecniche e non
  • ... ma i tempi di reazione degli avversari e la scarsa IA rallentano un po' i ritmi
7/10
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