Monster Hunter Generations Ultimate – Recensione

Aspettiamoci moltissimi titoli su Nintendo Switch, la console che combina nuove idee, la perfetta incarnazione del concept di Wii U, con tutto il parco titoli che verrà ereditato, e la zona d’atterraggio preferita di quei giochi che hanno solcato il 3DS e che di certo hanno bisogno di una nuova casa. Monster Hunter, dal terzo […]

Scritto il 28.08.2018
da Simone S. Marcocchi

Aspettiamoci moltissimi titoli su Nintendo Switch, la console che combina nuove idee, la perfetta incarnazione del concept di Wii U, con tutto il parco titoli che verrà ereditato, e la zona d’atterraggio preferita di quei giochi che hanno solcato il 3DS e che di certo hanno bisogno di una nuova casa. Monster Hunter, dal terzo capitolo, è finito nelle maglie della casa di Kyoto, trovando la destinazione finale proprio sulla piccola portatile che regala la maggior parte delle emozioni che abbiamo provato su Wii, grazie al suo suo core.

Se mi chiedeste qual è il mio capitolo preferito della serie, vi risponderei senza ombra di dubbio il quarto. Possedere un New 3DS e una copia del suddetto gioco è una vera delizia per il palato, ma anche e soprattutto per gli occhi, meno per le mani, ma questo è un difetto della console e ne parleremo dopo. MH4 ha visto un’attenta rivoluzione del motore grafico, arrivando ad essere la punta di diamante della saga, per come è stata pensata, eppure in una serie profondamente hardcore, c’è stata una parentesi di apertura per un pubblico più ampio, forse una test per quello che sarebbe dovuto diventare poi Monster Hunter World, ovvero la versione X o Generations (dalle nostre parti).

Per chi mastica solamente l’ultimo capitolo console della saga, le differenza non sono poche: per risparmiare unità di calcolo computazionale infatti la mappa presenta piccole aree che si caricano ad ogni passaggio, le risorse come la cote o il ripristino della vita sono ridotte (rispetto a MHWorld, ndr) e perfino picconi e retini hanno un numero di utilizzi, prima di rompersi e doverne comprare altri. La strategia quindi impegna il giocatore ad un uso accorto dell’inventario e nelle proprie spese, non solo nel trovare e uccidere i mostri in gioco e da questo punto di vista Generations prova ad essere un po’ più “dolce” con gli hunters. Grazie agli “stili/arti di caccia” si possono caricare alcuni colpi particolarmente devastanti con una maggiore semplicità, pur senza nulla togliere alla complessità di un combattimento che boss-only, ma con una deriva che potrebbe piacere a chi ritiene comunque molto ostica la saga.

Questo NON è il gioco per chi pensa di voler giocare ad una variante di Monster Hunter World, ma per chi vuole un approccio più complesso. Le texture in HD dei cacciatori e dei mostri sono nettamente migliori, rispetto alla controparte scalettata del 3DS, con risoluzione che varia tra i 720p in portabilità e i 1080p in versione docked. La fluidità è saldamente stabile sui 30 fps, ma avrete talvolta l’impressione che abbiano aggiunto un numero di animazioni superiore alla versione della piccola piattaforma handheld precedente. Illuminazione e colorazione spaziale fanno un balzo in avanti, anche se nel momento in cui vengono esaltate e migliorate le parti ambientali, risultano ancora più evidenti gli scarni poligoni che compongono i sempre-bellissimi dino-mostri presenti in gioco.

Capcom dovrà in futuro elaborare (e forse lo sta già facendo) – visto alcune voci di corridoio già confermano questa ipotesi, un nuovo Monster Hunter 5 su Nintendo Switch -, pensato e costruito da zero e ad hoc per le caratteristiche hardware dell’ultima ammiraglia della grande “N”, immaginando che sia il numero di vendite che lo sforzo produttivo per portare alla luce un nuovo brand su questo sistema sia infinitamente più basso di quello richiesto per una versione dispendiosa e colossale come World. Per tutto questo non dovremo forse nemmeno tardare così tanto nella nostra attesa, visto il ritmo di uscite (almeno in Giappone) di questo titolo, quindi forse già il prossimo anno ne sapremo di più.

Tenendo quindi conto che all’inizio del mese è uscita anche la mia recensione della versione su PC di Monster Hunter World – che potete trovare facendo un clic qui -, vi invito all’acquisto di quest’ultima fatica di casa Capcom, se amate le sfide. Da settembre poi verrà inaugurato il nuovo servizio online di Nintendo che per 20 euro vi terrà i salvataggi in cloud e offrirà altri servizi tutti da scoprire (titoli retrogame free? ndr), ma è ovvio che questo gioco, oltre ad offrire un lunghissimo single player, che aggiunge anche i mostri in G-rank, esenti nella versione di Generations su 3DS, ha delle sfide ad hoc per il multiplayer a cui non potrete restarne fuori.

Buona caccia!

Valutazione di TopGamer
Se Monster Hunter World ha fatto scoprire a milioni di giocatori la bellezza del brand, è MHG l’ultima incarnazione dello spirito originale della serie, con tutti i pregi e i difetti che questa versione ha nel proprio DNA. Di sicuro è un’apripista per le versioni future fatte ad hoc per Switch, sapendo anche e soprattutto che MHW non ha un motore che possa essere compatibile con l’ultima portatile di Nintendo, ma è sicuro che il brand proseguirà la propria collaborazione con la casa di Kyoto, tenendo conto che Capcom ha comunque avuto il merito di aver fatto un lavoro super raffinato e di cura certosina su un portatile con risorse iper-limitate come il 3DS, ma nel porting e su Switch ci si poteva aspettare qualcosa di più di qualche texture rifatta e un più elevato numero di fps. Resta comunque un capolavoro assoluto, più complesso di MHW, ma calmierato dagli stili di caccia che ne rendono l’esperienza più avvicinabile da parte di tutti, tenendo conto che questo è un gioco hardcore.
PRO
  • per chi ha Switch e non vuole perdersi l’edizione definitiva dell’ultimo Monster Hunter in versione classica
  • 30 fps granitici, rivisitazione grafica e la comodità dei comandi rispetto al 3DS e i mostri in G-Rank valgono da soli il prezzo del biglietto
CONTRO
  • era lecito aspettarsi maggior cura nella parte qualitativa del porting
  • un anno di attesa dalla versione giapponese non ha alcun senso!
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