Monster Hunter World – Recensione

Monster Hunter è un brand inedito sul suolo occidentale, volendo fare un’iperbole, che in realtà ha una storia che affonda le sue origini quasi quattordici anni or sono. Curiosamente infatti Capcom ha da sempre spinto fino all’eccesso i brand di cui aveva la certezza che facessero presa sul pubblico – leggasi Resident Evil e Street […]

Scritto il 12.08.2018
da Simone S. Marcocchi

Monster Hunter è un brand inedito sul suolo occidentale, volendo fare un’iperbole, che in realtà ha una storia che affonda le sue origini quasi quattordici anni or sono. Curiosamente infatti Capcom ha da sempre spinto fino all’eccesso i brand di cui aveva la certezza che facessero presa sul pubblico – leggasi Resident Evil e Street Fighter, per fare due esempi di maggior rilievo -, spaventandosi però dalla volontà di rischiare con realtà qualitativamente elevate come Monster Hunter, con una campagna di marketing che evidenziasse al grande pubblico tutta la dignità che questo titolo merita.

Agosto 2018 però è proprio il mese tutto dedicato agli ultimi esponenti della famiglia; Monster Hunter World, in versione PC, arriva anche con un certo anticipo rispetto a quanto ci si potesse aspettare come finestra di lancio più o meno annunciata (lo si aspettava tra settembre e ottobre) e Monster Hunter Generations Ultimate che arriva su Nintendo Switch e di cui parleremo in modo approfondito alla fine del mese con una recensione ad hoc del sottoscritto. Quando all’inizio dell’articolo ho scritto che il marchio fosse “inedito”, ho ovviamente esagerato, ma nella pratica pensate che, come in Giappone riesce a strappare milioni e milioni di vendite nelle sue varie uscite, che su 3DS arriva sia in versione liscia, sia XX – tendenzialmente l’aggiunta dei mostri in G-Rank e altre novità, da noi quasi sempre arriva direttamente quest’ultima, tranne per Generations -, nel resto del mondo sono solo poche decine di centinaia di migliaia di copie che vengono distribuite/acquistate, ma anche questo lo approfondiremo meglio nella prossima recensione della versione Switch.

Senza indugiare oltre però passiamo alla parte pratica di questo Monster Hunter World, dando il giusto risalto a quelli che sono gli effettivi cambiamenti rispetto alla versione originale uscita all’inizio dell’anno.

HEAVY MONSTER
Dopo averlo giocato per oltre un centinaio di ore su PS4 Pro, abbiamo messo alla frusta anche l’edizione PC, provando a testare come si comporta con varie configurazioni hardware. Come confermato dalla stessa Capcom, il titolo è piuttosto pesante su due frangenti, ovvero l’ovvio bisogno di risorse inerenti alla GPU installata sulla propria workstation, ma anche un ingente carico di lavoro che si appoggia sulla CPU. Quest’ultima infatti deve sopportare due tipologie di software, il primo è il DRM Denuvo, che come è noto – ad esempio la versione PC di Assassin’s Creed Origins -, incrementa non di poco il carico di lavoro di questa unità di elaborazione e il secondo è la logica del gioco stesso che prevede che, onde evitare caricamenti lunghi e in background, passa a tener traccia di tutti i cambiamenti in tempo reale che avvengono durante una sessione di gioco, quindi: stato di salute dei mostri, oggetti, interazione con l’ambiente ecc.

Ecco quindi che chi dovesse avere il primo collo di bottiglia basato sulle richieste dei requisiti raccomandati – per ottenere a 1080p i 30 fps, ovvero una GTX 970 o 1060 -, dovrà avere anche un processore quad-core in grado di reggere il lavoro. Nel mio caso posso testimoniare di avere i requisiti raccomandati, con un processore i7-4930 che è in grado di elaborare qualunque tipo di elaborazione richiesta dalla CPU molto rapidamente, al pari di un processore di ultima generazione ed una GTX 970 che ha il difetto, rispetto ad una 1060, anche se di fabbrica indica i 3 GB di ram, di averne 512 MB in meno operativi e si fanno sentire. A conti fatti però non ho verificato grossi problemi, volendo sacrificare una parte dei dettagli, che non sentirete nemmeno come troppo “castranti”, essendo pensati per essere piacevoli anche su piattaforme limitate come le console, si possono raggiungere i 60 fps con i giusti compromessi. Gli ultimi driver nVidia (nel mio caso) usciti alla fine della scorsa settimana e le ultime patch della versione finale del gioco – altre ne arriveranno certamente nelle prossime settimane -, apriranno le porte a molti sistemi e configurazioni variegate.

BUGFEST
Segnalo in questo paragrafo i bug iniziali che ho sovente riscontrato. Il matchmaking è terribile, spesso non riuscite ad entrare in partite altrui, ma cosa ben peggiore trovate errori in cui cade la connessione durante una partita, lasciandovi offline a risolvere la situazione in corso. C’è sicuramente ancora qualche accorgimento da aggiustare sul fronte fluidità, ma è davvero qualcosa di sporadico, nonostante la versione beta ci fosse stata segnalata come fortemente penalizzante, quindi non è un problema, ma capita spesso che le quest si “incantino”, ovvero raggiungente alcuni punti in cui dovrebbe “capitare qualcosa” che non accade e per questo dovete ricaricare la partita.
Per quanto tutto questo possa sembrare effettivamente penalizzante, questo è un titolo in cui non passerete ore in una missione, quindi non si perde mai tanto tempo, ci si ributta nel caso subito nella mischia ed entro pochi giorni sarà sicuramente sistemato tutto, però…

Il gioco, ovviamente, resta lo stesso, con quel mix di hardcore/casual – se volete provare il brivido del primo vi basterà giocarlo in single player, è disponibile anche offline, nel caso – pur avendo un numero limitato di creature, ma comunque adeguato a farvi passare un centinaio di ore di gameplay in sua compagnia per una run dignitosa e altre due, tre volte questa quantità di tempo per completarlo al 100%.
Per poterlo giocare online, ricordo che potrete connettervi a giocatori casuali senza problemi, ma più importante dovrete sfruttare i “gruppi di Steam” per andare a caccia, che prendono il posto delle “squadre” su console.

Valutazione di TopGamer
Questa è la versione finale del gioco uscito da sei mesi, con tutti i bilanciamenti e le implementazioni che questo comporta, regalando al giocatore finale, che ha dovuto aspettare questo lungo, ma previsto, lasso di tempo l’edizione definitiva. Pur mancando gli add-on in termini di contenuti (comunque gratuiti), rispetto alla versione console, che sono già previsti e in uscita nel prossimo periodo, si può sicuramente fare un plauso a Capcom per aver portato per la prima volta su PC la serie - diciamo che Monster Hunter Online ha poco senso inserirlo nella conta -. Giocarlo a 60 fps è qualcosa di spaventosamente idilliaco e le ultime patch/aggiornamenti vari delle schede grafiche sono stati pensati per rendere l’esperienza perfetta anche su configurazioni meno prestanti, pur rimanendo un titolo piuttosto “cinghiale”, tenuto conto della sua eredità su console.
PRO
  • la stessa esuberante ed “incontrollabile” longevità
  • gode di tutti bilanciamenti già usciti su console
  • con questa edizione Monster Hunter è davvero per tutti e si giustifica la terza parola del titolo
CONTRO
  • un po' troppi bug iniziali
  • inspiegabilmente mancano i dlc (comunque in arrivo!)
9/10
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