Moving Out – Recensione

Dopo i party game sparatutto, picchiaduro e gastronomici, è il momento che una delle attività più noiose diventi un titolo da giocare in cooperativa locale. Con Moving Out è l'ora di traslocare!

Scritto il 12.05.2020
da Marco Di Liberto

Moving Out – Introduzione

Tra multiplayer online ed avventure cinematografiche in prima persona, trovare qualche titolo cooperativo “da divano” è diventato ormai molto più difficile di quanto lo fosse anni fa. Tra i party games più famosi ed amati di tutti i tempi troviamo perle che tutt’oggi sono incredibilmente divertenti da giocare in compagnia: Mario Party, Goldeneye 007 e Super Monkey Ball 2, ad esempio, sono titoli che tutt’ora regalano, coi loro pregi e difetti, momenti di puro intrattenimento ai giocatori, tuttavia il videogioco multiplayer online ha sempre più fagocitato il ruolo che il couch co-op rivestiva nel microcosmo ludico, ottenendo una posizione di rilevanza imperante rispetto all’ormai fratello minore in cui è stato ridotto il cooperativo locale.

Ciò non è necessariamente un male, basti pensare al periodo che stiamo vivendo in questo 2020 e la comodità d’avere la chance di giocare miriadi di titoli con amici a distanza, idea che fino a meno di vent’anni fa sarebbe parsa fantascienza Villeneuviana.
Moving Out, sviluppato da SMG Studio e DevM Games, si aggrega invece a quei titoli che compongono la “nouvelle couch co-op” come Overcooked, Gang Beasts o Lovers in a Dangerous Spacetime, proiettandosi verso quella fetta d’utenza che ha ancora voglia di giocare fianco a fianco coi propri amici, tentando di trarre ispirazione a piene mani dal design di mini-giochi dei party games più blasonati, costruendo l’intero flusso di gioco attorno ad un unico e semplicissimo concetto: è ora di traslocare!

moving out gameplay

Moving Out: Meccaniche e Gameplay

Comincia con Moving Out il nostro apprendistato da Perito Esperto in Trasporto ed Organizzazione (alias: P.E.T.O), un percorso che ci porterà ad ottenere il riconoscimento che ci serve per concludere la gavetta in Smooth Moves, la ditta di traslochi migliore – oltre che l’unica – della ridente cittadina di Packmore, i cui abitanti avranno bisogno di sgomberi rapidi ed efficienti, che saremo noi a portare a termine.
In Moving Out dovremo quindi affrontare circa cinquanta sgomberi in giro per tutta la città col fine di ottenere la nostra licenza da P.E.T.O. (in inglese non è tanto meglio, essendo F.A.R.T), e poter così ottenere per il nostro personaggio qualche diritto del lavoro in più e, con un po’ di ottimismo, anche l’assicurazione medica.
Lanciatici per le strade di Packmore sul nostro fido furgone, avremo quindi modo di selezionare i differenti livelli del gioco guidando strampalatamente fino agli edifici da sgomberare, che avremo la possibilità di affrontare da uno a quattro giocatori in contemporanea in co-op locale, ognuno con il proprio personaggio personalizzabile.

Il flusso di gioco, è presto detto, è incredibilmente semplice e basilare ed è completamente costruito sul concetto di trasloco: i nostri personaggi, una volta raggiunto il luogo di lavoro, dovranno immagazzinare nel furgone tutti gli oggetti che il cliente ha bisogno di traslocare in un tempo limite, il quale, in base ai minuti impiegati per completare l’opera, detterà il risultato del trasloco ed il colore della medaglia che ci verrà assegnata: bronzea, argentea o dorata.
Il via del timer coincide con l’inizio della “corsa allo sgombero” in cui dovremo trovare il modo e la via di trasportare quanto più efficientemente gli oggetti dal loro luogo d’origine al furgone, il ché risulta più facile a dirsi che a farsi: gli elementi “traslocabili” sono solo una parte di quelli presenti nei differenti scenari, che molto spesso ci saranno d’intralcio lungo il cammino e ci faranno sprecare tempo prezioso; inoltre gli oggetti da portare nel furgone presenteranno dimensioni, forme, pesi e caratteristiche diverse tra loro, quindi portare una semplice sedia od un divano, una palla od un tavolino, necessiteranno di approcci ben diversi.

moving out switch gameplay divano

Per raggiungere il nostro obiettivo le armi a nostra disposizione saranno le lunghe, potenti ed elastiche braccia dell’avatar che sceglieremo, i comandi delle quali, intuitivi e completamente personalizzabili, ci permetteranno di afferrare, tirare, lanciare e schiaffeggiare gli elementi del gioco – chiaramente non è consigliato eseguire le ultime due azioni su pacchi con la scritta fragile ben impressa-.
Una volta raggiunto il furgone arriva però la parte più ardua del titolo: riuscire ad infilare, impilare ed immagazzinare tutto all’interno del van, trasformando gli ultimi secondi di tempo rimasti in una sezione di gameplay puzzle che potrebbe essere definita come una versione di Tetris tridimensionale e scivolosa.

Essendo un titolo concepito appositamente per essere giocato in più giocatori, il gioco da il meglio di sè quando gli apprendisti traslocatori sono due o più, traendo forza dalle interazioni extra-schermo dei giocatori, causate dalla sgangherata corsa allo sgombero.
Giocare in due ci permetterà non solo di concludere i livelli più celermente e divertirci di più, ma anche – e soprattutto – di lanciare gli oggetti più pesanti del gioco, come letti o divani, che sarebbero altrimenti dei pesanti fardelli da trasportare a mano, se affrontati in solitaria.

Alle medaglie di completamento, una volta superati per la prima volta gli scenari, si aggiungeranno inoltre tre missioni secondarie per livello, che richiederanno particolari azioni od imporranno determinate regole per essere superate: queste spaziano dal fare canestro lanciando una palla da basket, al non rompere alcuna finestra degli edifici durante il trasloco, e daranno qualche ora di gioco aggiuntiva a chi è volenteroso di spolpare Moving Out fino al midollo.

mvoing out gameplay lava

Stile ed estetica visiva e sonora

Lo stile grafico di Moving Out appartiene a quel filone artistico che potremmo definire cartoonesco “mid-poly“, in cui i vari elementi a schermo, per quanto basilari nelle forme e nei colori, mantengono comunque  un livello di dettaglio tale da riuscire a caratterizzare lo spazio in maniera definita e particolareggiata, senza gravare in alcun modo su Switch, che riesce a riprodurre il gioco perfettamente.
I colori che dipingono lo schermo, saturi ed allegri, ben accompagnano il genere “party” del titolo, che non necessita di shader od effetti d’ombra specifici al fine di creare atmosfere diverse da quella sgangherata e vivace che permea le partite a Moving Out.

Dal lato musicale, Moving Out ci proietta negli anni ’80 con musicalità frenetiche ed “upbeat“, che richiamano le sigle ed i jingle degli show televisivi dell’epoca, generando, insieme ai dialoghi umoristici scambiati trai personaggi in gioco, il clima giusto per giocare ad un titolo di questo genere.

Il pensiero dell’autore: Marco

Pur avendo giocato a Moving Out per una decina d’ore, bastano un paio di minuti per comprenderne le fondamenta e più o meno tutto ciò che il titolo ha da offrire.
Il gioco raccoglie il seminato di Overcooked – anch’esso pubblicato da team 17 – e lo mette in pratica nuovamente, ma con una “skin” diversa; tuttavia non possedendo la struttura, più studiata, funzionale e frenetica, della sua controparte culinaria, Moving Out non riesce a non apparire lacunoso e fine a sè stesso, causa una ripetitività intorpidente.
Il problema maggiore del titolo è che non offre abbastanza varietà oltre al basilare e scarno flusso di trasloco infinito che sta al cuore del suo gameplay, e che per tutto il titolo non cambierà: mai verranno aggiunte delle variabili o dei potenziamenti che potrebbero stimolare a continuare a giocare, piuttosto gli sviluppatori hanno preferito variare le sfide manipolando il level design, che però non riesce ad essere abbastanza caratterizzante da rendere uniche e memorabili le nostre partite.

C’è inoltre da citare il fatto che pur giocandolo da soli il titolo è completabile, ed anche quando ci fosse qualcuno accanto a noi con cui condividere il gioco, quest’ultimo non richiede necessariamente la partecipazione attiva di entrambi per essere concluso, nè stimola la collaborazione tra i due o più giocatori che lo affrontano. Inoltre, non è possibile giocarlo online, il ché è un grave svantaggio.

Ciononostante il titolo rimane piacevole da giocare in compagnia e potrebbe far contenti quei giocatori che cercano un gioco poco costoso e potenzialmente infinito da provare in co-op locale insieme a qualcuno.
I comandi sono piacevoli, esteticamente è valido e tecnicamente non ho riscontrato alcun bug; ma rimane il fatto che prima di tirare fuori Moving Out con gli amici ad una festa, vi consiglierei di cominciare a giocare a party games più classici ed affermati come quelli citati ad inizio articolo.

Valutazione di TopGamer
Giocato con una mentalità arcade ed insieme a qualcuno, Moving Out potrebbe risultare un ottimo passatempo per qualche serata tra amici; tuttavia rischia di annoiare in fretta a causa dell'estrema ripetitività del suo gameplay.
PRO
  • Esteticamente grazioso
  • Musiche molto carine
  • Numerose citazioni musicali anni '80
CONTRO
  • Poco collaborativo per un co-op
  • Troppo ripetitivo
  • Grave mancanza del co-op online
6/10
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