Ni no Kuni II: Revenant Kingdom – Recensione

A volte capita che gli sviluppatori di un gioco vogliano semplicemente raccontare una favola, una storia che possa piacere a grandi e piccini ma che, nel contempo, risulti essere una grande storia. Fù così per il primo capitolo che peccava forse per un combat system troppo strategico che compromise la leggerezza del prodotto finale ma […]

Scritto il 27.03.2018
da Bulfa

A volte capita che gli sviluppatori di
un gioco vogliano semplicemente raccontare una favola, una storia che
possa piacere a grandi e piccini ma che, nel contempo, risulti essere
una grande storia
. Fù così per il primo capitolo che peccava forse
per un combat system troppo strategico che compromise la leggerezza
del prodotto finale ma che, nel complesso, venne apprezzato da critica
e pubblico. Dopo più di 2 anni dall’annuncio ufficiale e dopo la
chiusura dello studio Ghibli, Level 5 lancia finalmente sul mercato
il secondo capitolo di quella favola
, cambiando radicalmente diverse
caratteristiche del gioco. Come già successo per brand più
blasonati, la storia che vivremo non sarà un seguito della
precedente ma qualcosa di totalmente inedito, vissuto su un mondo
totalmente nuovo a molti anni di distanza dalle vicende narrate nel
primo episodio della saga. Ci troveremo ad esplorare un mondo
governato da cinque regni il cui equilibrio tra guerra e pace è
sempre molto sottile.

E la nostra avventura comincerà
proprio con un colpo di stato
contro il regno di Gatmandù, dove il
giovane principe Evan si troverà a dover fuggire dal proprio
castello dopo l’uccisione del padre e l’invasione di creature dalle
sembianze di topi, infide e determinate a rovesciare l’equilibrio del
regno. Ma Evan, che ancora non è in grado di destreggiarsi nei
combattimenti, non sarà solo
, perché per qualche strano motivo
arriverà, da un mondo molto simile al nostro, Roland, il presidente
della contea di Ichi no Kuni che aiuterà Evan nella sua fuga e
prenderà la decisione di restare in questo mondo per aiutare il
giovane principe a prendersi il proprio trono. In poche parole la
nostra avventura comincerà così, con una fuga che si trasformerà
ben presto nella ricerca di un nuovo regno da governare per poi
cacciare gli usurpatori da Gatmandù.

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Parlando del giocato vero e proprio non
si può certo non dire che Ni no Kuni II rispetta i canoni dei jrpg
classici alla Final Fantasy
, dove dovremo girovagare per mappe
piuttosto estese combattendo e raccogliendo materiali da rivendere o
da usare in battaglia. Ma a differenza dei classici combattimenti a
turni, Level 5 per questo titolo ha optato per un combat system più
votato all’azione, in cui ci muoveremo in tempo reale sul campo di
battaglia e colpiremo i nostri nemici come in un hack ‘n slash
creando combo tra attacchi normali e attacchi forti e utilizzando
anche armi a distanza come solo Dante di Devil May Cry potrebbe fare.
Potremo equipaggiare fino a tre armi a corto raggio da cambiare
durante lo scontro con la pressione di un tasto, in base al momento
in cui ci troveremo. Anche la magia sarà molto importante e potremo
acquisire diversi incantesimi durante l’avventura, oltre a poter
utilizzare in battaglia i simpatici Cioffi. Queste non sono altro che
creaturine elementali (ognuna è legata ad un elemento come acqua o
fuoco) che combatteranno al nostro fianco. La cosa interessante è
che non dovremo curarci di loro durante lo scontro ma agiranno
autonomamente. Tuttavia potremo entrare nel loro raggio d’azione per
attivare un’abilità speciale, diversa per ogni Cioffo. I
combattimenti sono sempre molto dinamici e vari, ma purtroppo Level 5
pecca proprio nell’aspetto più importante, la difficoltà negli
scontri. Pur essendo appaganti risultano sempre troppo facili e
difficilmente riescono ad offrire una degna sfida al giocatore
,
risultando spesso un semplice espediente per fare esperienza e non si
ha mai la sensazione di non avere tutto sotto controllo. Sicuramente
un livello di difficoltà più elevato avrebbe giovato non poco,
rendendo tutto più intrigante.

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Le cose che però ci hanno emozionato
più di tutte, sono il comparto grafico e quello sonoro. Tecnicamente
il gioco è molto bello da vedere
e vi sembrerà di vivere in un
cartone animato, grazie ad un sapiente uso del cell shading e da
scelte cromatiche che gli sviluppatori hanno sicuramente appreso
proprio dallo studio Ghibli. Più di una volta vi sembrerà di
trovarvi catapultati nei mondi de “il castello errante di Howl” o
proprio ne “la città incantata”, grazie a colori pastello vivaci
ma malinconici allo stesso tempo. Anche la caratterizzazione dei
personaggi è ben fatta
e a questo proposito vorrei citare
un’animazione che mi è piaciuta più di tutte. Evan è mezzo umano e
mezzo gatto, con grandi orecchie da felino. Nelle prime battute di
gioco non parteciperà attivamente agli scontri, ma quando vi passerà
nelle vicinanze potrete vedere la paura nei suoi movimenti e le sue
grandi orecchie abbassate, proprio come un gatto spaventato. Devo
dire che questa cura dei particolari mi è piaciuta molto, ma mi è
piaciuta molto anche la colonna sonora, scritta da Joe Hisaishi che,
guarda caso, ha musicato praticamente tutti i lavori di Miyazaki per
lo studio Ghibli. La musica è sempre appropriata in ogni situazione
e sarà in grado di caricarvi nei momenti più concitati o aiutarvi a
far scendere una lacrima in quelli più tristi. Anche il mondo di
gioco è ben realizzato anche se con qualche sbavatura qua e la che
non danneggia comunque il lavoro degli artisti che hanno lavorato al
titolo. Forse con un comparto grafico fatto così bene, non avrebbero
guastato delle cutscene in più e più lunghe
, al posto di moltissimi
dialoghi in cui dover saltare le frasi con la pressione di un tasto
esattamente come succedeva una volta quando i giochi erano
tecnicamente più basilari.

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Level 5 non si è però limitata a
confezionare un jrpg nudo e crudo, ma ha completato l’esperienza
globale con due diverse modalità che rompono un po’ il ritmo di
gioco
. Nella prima dovremo gestire un regno come nei giochi per
smartphone che vanno tanto di moda adesso. Con una visuale a volo
d’uccello potremo gestire un regno costruendo edifici e mettendo
nostri alleati a gestirli, ma purtroppo il tutto sembrerà anche fin
troppo scriptato, tanto da darvi l’impressione che i programmatori
abbiano già deciso dove piazzare le costruzioni
e a noi toccherà
solo il compito di eseguire il loro volere. Oltre a questa modalità
non molto riuscita troveremo anche le battaglie campali. Visto che il
senso di tutta la trama sarà quella di fondare un regno, ci
troveremo ad affrontare battaglie su larga scala, utilizzando armate
che gli alleati raccolti durante la storia si porteranno in dote
.
Tramite un sistema simile alla morra cinese dovremo imparare a
gestire punti forti e deboli di ogni armata per arrivare alla
vittoria finale. Per quanto queste modilità possano inizialmente
donare varietà all’intera produzione, ben presto potrebbero
facilmente risultare come un di più
alla storia e un qualcosa di cui
avremmo fatto volentieri a meno.

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Ni no Kuni II è un titolo che sa unire
elementi del passato con tecnicismi moderni
in modo sapiente.
L’intera produzione sembra essere uscita direttamente da una delle
opere di Miyazaki e vi troverete ad essere coinvolti emotivamente dal
mondo che vi circonderà, grazie ad un ottimo uso di tecniche
grafiche e di una colonna sonora magistralmente orchestrata
. La
scarsità di cutscene, le modalità extra che sembrano solo voler
allungare la trama principale e l’estrema facilità nei combattimenti
non riescono tuttavia a rovinare uno dei migliori, se non il
migliore, jrpg di questa generazione
. Una favola senza età da vivere
dall’inizio alla fine.

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