Nioh – Recensione

Recensire Nioh dovrebbe essere un compito affidato esclusivamente a chi non ha mai giocato ad un capitolo della saga di Dark Souls, perché, ve lo assicuro da fan della serie, cadere nel creare un articolo di paragone tra la saga di FromSoftware e la nuova IP di Team Ninja è incredibilmente facile (e divertente), eviterò […]

Scritto il 17.02.2017
da 6@dmin

Recensire Nioh dovrebbe essere un compito affidato
esclusivamente a chi non ha mai giocato ad un capitolo della saga di Dark
Souls, perché, ve lo assicuro da fan della serie, cadere nel creare un articolo
di paragone tra la saga di FromSoftware e la nuova IP di Team Ninja è
incredibilmente facile (e divertente), eviterò tuttavia di farlo in questa
recensione, tranne una piccola premessa iniziale.

Se dovessi categorizzare Nioh, lo chiamerei
Arcade-Action-Soulslike. Per quanto riguarda il comparto Arcade, è stato
magistralmente introdotto nelle prime battute di gioco: in generale, si è un po’
persa la filosofia del far capire a cosa giocheremo nelle prima battute del
titolo, bene in Nioh invece è perfettamente presente questo aspetto, troveremo
infatti, per la felicità di molti youtubers che potranno urlare “oddio come è
fatto male” davanti alla webcam, un comportamento delle guardie tutt’altro che
simulativo ma appunto, non perché l’IA sia stata fatta male, ma perché questa è
l’esperienza di gioco che Nioh vuole offrire al giocatore. Sempre nelle prime
battute, ci verranno offerti diversi tipi di equipaggiamento da provare, e
questo ci farà capire che in base all’equipaggiamento che indosseremo i nostri
movimenti ne risentiranno (ovviamente troveremo anche diversi tipi di armi).
Durante la nostra avventura, non avremo a disposizione solo armi bianche, ma
anche un arco e un moschetto che saranno tutto fuorché secondari.

Dopo il “prologo” verremo trasportati al Dojo, dove impareremo
che la nostra arma varierà danno e move-set in base al tipo di impugnatura che
utilizzeremo in quel momento (bassa, media, alta), oltre ai classici attacchi
con Quadrato e Triangolo potremo sbloccare molte combo grazie ai relativi punti
da spendere. In totale avremo a disposizione 5 tipologia di armi corpo a corpo:
ascia, lancia, katana, doppia katana e il kusarigama; dunque il titolo ci offre
veramente un sacco di possibilità, soprattutto che ok l’arma che impugneremo è
una, però potremo cambiarla con un’altra in tempo reale. Oltre a questo nel
dojo ci verrà introdotto il funzionamento del “Ki” (credo si pronunci “ci”), in
parole povere è la nostra stamina, cioè la stanchezza del personaggio, che,
peculiarità di Nioh, potremo rigenerare in parte in tempo reale premendo R1 al
momento giusto (un po’ come la ricarica di “Gears Of War” diciamo), abilità
chiamata “Ritmo Ki”. In soldoni, il combattimento è molto dinamico, ma senza
rinunciare ai tecnicismi. Non mancheranno una quantità incredibile di oggetti
utili droppabili dai nemici (drop molto alla “Diablo”), che potranno essere
comodamente impostati in uno shortcut su due piani accessibile tramite la croce
direzionale del pad.

Alcuni potrebbero rimanere delusi dal non poter gioire di un
mondo liberamente esplorabile, infatti NiOh è impostato a livelli, come un
action classico. Aree che comunque sarete, volenti o nolenti, costretti a
imparare bene in quanto il gioco presuppone il passare diverse ore in fase di
farming.

Parlando adesso di trama e atmosfera, il protagonista di
Nioh, William Adams, è esistito veramente (anche se probabilmente era
leggermente meno “pompato”), si tratta del primo britannico ad aver raggiunto
il Giappone, nell’Aprile del 1600. Nioh è pieno di riferimenti a fatti storici
veramente esistenti, ovviamente mischiati ad elementi folkloristici o di
storyline del gioco; tuttavia il comparto narrativo non è certo uno dei
componenti forti del titolo.

Una mia piccola delusione è legata inoltre al frame-rate
(PS4 standard), infatti l’opzione del menu “modalità azione”, “modalità cinema”
e “modalità frame-rate variabile” (l’ultima è da folli a mio avviso) mi aveva
fatto ben sperare ma il frame-rate di fatto presenterà dei cali, che purtroppo
durante le fasi di azione si fanno sentire. Il comparto grafico è ottimo come
impatto, un po’ meno se lo si osserva nel dettaglio; particolarmente fastidiosa
può risultare la Palette Cromatica troppo scura, che invoglierà molti ad alzare
la luminosità anche più di quanto il gioco suggerisca.

Molto carino, per me, la possibilità di combattere gli
spiriti deceduti di altri giocatori, per poter ottenere parte del loro equip.
Si potrà inoltre giocare in co-op invitando amici, ma non si potranno
sconfiggere boss per la prima volta in questo modo!

Oltre a tutto quello che ho già scritto, Nioh è pieno di
altri aspetti che lo rendono incredibilmente longevo, come la possibilità di
ottenere bonus tramite spirti nascosti nelle diverse aree di gioco; sono
pienamente consapevole di non aver scritto tutto (anche a livello di
retroscena, è un titolo ideato oltre dieci anni fa), ma spero di avervi fornito
un’idea generale sul titolo che se deciderete di acquistare potrà regalarvi
tantissime ore di grande divertimento.

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