Onimusha: Warlords – Recensione

Si ritorna nel Giappone feudale.

Scritto il 18.01.2019
da Simone S. Marcocchi
Onimusha Warlords - Recensione

La remastered di un grande classico

Quando un tempo Capcom considerava gli action in un’ottica resident-evil-centrica vennero fatti vari esperimenti per proporre il concept del survival horror, ambientato a Raccoon City, in ambiti differenti. I due più celebri sono sicuramente Dino Crisis e Onimusha; se il primo brand aveva esordito con un capitolo-clone di Resident Evil, riuscendo a ritagliarsi una nicchia piena di carismatica originalità, con il secondo (divertentissimo) e caciarone episodio tutto piombo e preistoria, con il terzo ha subito un declino inarrestabile, ma non sarebbe male poterlo rivedere un giorno. Onimusha lo ricordo bene perché fu proprio questo primo capitolo che arrivò sulla neonata Xbox (nella versione Genma Onimusha che, purtroppo, non è quella rimasterizzata – NdR Isma92), a farmi apprezzare moltissimo la serie.

Onimusha: Warlords cutscene

Residentusha

Se trasliamo la modernità della fine degli anni ‘90 e facciamo retrocedere l’orologio del tempo al periodo sengoku nel Giappone feudale, eliminiamo quindi qualunque arma da fuoco per sostituirla con affilate armi da taglio (e non solo), aggiungiamo un pizzico di magia e mescoliamo gli ingredienti con i demoni – gli zombie in realtà sono imprescindibili anche qui –, ecco che la ricetta di rivisitazione di Onimusha, nei confronti di Resident Evil, è cotta e mangiata.

Anche in questo caso, infatti, ci ritroviamo ad avere fondali pre-renderizzati e telecamere fisse, in ambienti in cui queste ultime giocano un ruolo tattico fondamentale. Impediscono al giocatore di sapere se nell’inquadratura successiva si stia buttando a pesce, o meno, nelle fauci di un nemico che sulla carta è in realtà a pochi passi da lui. Sebbene oggi questo faccia sorridere, ha comunque una sua logica: sottolineare l’incertezza dei passi del protagonista, con l’accentuarsi di una tensione palpabile in un’ottica di contenuti horror.

Onimusha: Warlords - screenshot

Oni ed eoni

La storia di questa remastered edition – che non porta strettamente questa dicitura forse per evitare eventuali confronti con i remake di turno – è la stessa della sua uscita nel 2001. Un connubio di fantasia e storia, in un periodo reale con personaggi esistiti come Oda Nobunaga, diluendo la formula con la mitologia dei demoni in un mix improbabile che ha il solo obiettivo di intrattenere il giocatore, e ci riesce perfettamente.

Lo scopo, infatti, di questo action puro è quello di esplorare i vari luoghi, visti sia in modo lineare, con “corridoi” spesso ricchi di nemici che respawnano – utili soprattutto per raccogliere le loro anime –, risolvere puzzle che permettono di sbloccare location o casse bonus, tramite indizi disseminati nei vari ambienti e avanzare fino al completamento del gioco. Un tempo non c’era nascosto molto più di quello che effettivamente si vedeva a video; il tutto è estremamente semplice ma funzionale, senza troppi fronzoli ed orientato a quell’immediatezza che sembra voler rievocare i tempi dei picchiaduro a scorrimento.

Per compiere la nostra impresa, saremo coadiuvati da elementi cardine: il primo è la capacità offensiva, composta da spade elementali di cui potremo godere di vari upgrade e colpi speciali, il secondo è un guanto attraverso il quale “aspirare” le anime dei nemici uccisi in battaglia (no, non pensate alla serie Souls, perché i due brand hanno davvero ben poco in comune) e con esse implementare la barra della vita o altri poteri utili per portare il protagonista fino alla fine della sua avventura. Questa impresa non vi porterà via un tempo troppo superiore alle sei ore, se sceglierete di farmare o se non troverete immediatamente le indicazioni utili ad aprirvi la strada fino al cancello successivo, ma sicuramente insufficiente se si volesse considerare il paragone con titoli attuali.

onimush: warlords - Samanosuke

Spremuta di risorse grafiche

Questa remastered non andrà ad impegnare in modo massiccio le vostre risorse hardware, anche perché nelle varie opzioni non è possibile configurare molto più dello strettissimo necessario come la risoluzione. Il resto è stato portato al massimo delle proprie possibilità con il lavoro compiuto da Capcom nel dare corpo ad una finestra 16:9 ad un gioco pensato per il formato 4:3 (anche se non manca la possibilità di vederlo com’era in origine), con fondali pre-renderizzati incredibilmente impastati nei colori e tutto ciò che sia “interattivo” che spicca in modo netto ed evidente, ma questo è assolutamente normale in porting del genere.

Una nota positiva è sicuramente legata ai filmati che godono di una buona rivisitazione grafica, per quanto l’audio non sia assolutamente infallibile e spesso gracchi con molti effetti sonori, anche se non è nulla che possa rovinarvi l’esperienza finale. Il vero tallone d’Achille resta resta il controllo del protagonista, visibilmente lento nei movimenti ed impacciato nelle fasi di combattimento, ma tutto questo, essendo espressamente pensato per essere così, ha comunque il suo retro-fascino, per chi dovesse percepire tutto questo come tale.

Onimusha: Warlords mostro

Valutazione di TopGamer
Nonostante Onimusha sia un piccolo, e molto interessante, pezzo di storia videoludica da recuperare, il suo processo di invecchiamento risente, e non poco, dei lustri che separano la sua uscita dai giorni nostri. Il fatto che Capcom ce lo riproponga non è unicamente l’idea di un marketing affrettato e posticcio, perché il gameplay offre comunque spunti interessanti e diverte ancora oggi, ma è fuori da qualsiasi dubbio che una durata di gioco così risicata per un concept-action molto esile, fatichi a restare a galla in competizione con le proposte odierne. Tenendo in considerazione che il prezzo è da super-budget e che lo troveremo prestissimo in offerte ancora più allettanti, io mi permetto di suggerirlo (con riserva); nella speranza che non arrivino proprio tutti i fratelli dei seguiti poco riusciti, ma che sia l’apripista per un ritorno di Dawn of Dream o di un brand che venga ripensato e riproposto con tutti i carismi e allineato alla modernità.
PRO
  • Gameplay ancora divertente…
  • un buon lavoro di conversione in HD…
  • Prezzo budget adeguato alla proposta
CONTRO
  • ... Ma che non è invecchiato benissimo
  • ... Che però offre il fianco alla povertà poligonale
  • Audio spesso gracchiante
  • Longevità all’osso e con pochi extra
7.5/10
VOTAZIONE
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