Pokémon Let’s Go Pikachu/Eevee! – Recensione

Uno spin-off piacevole

Scritto il 15.12.2018
da Cristina Malabarba
Pokémon Let's Go, Eevee & Pikachu! - Recensione

L’ambiziosa operazione nostalgia di Nintendo può riscaldare il cuore dei fan?

Quando si parla di nostalgia e malinconia in qualsiasi ambito si tende ad andare a colpo sicuro, specialmente nel mondo videoludico. Remake e remaster dominano il mercato e in alcuni tristi casi l’aspettativa iniziale non è pienamente soddisfatta dal risultato finale. In tutto ciò, che ruolo ha avuto Pokémon Let’s Go Pikachu/Eevee per Nintendo Switch? Scopritelo nel corso di questa recensione.

La rivisitazione di una storica avventura

Pokémon Let’s Go Pikachu/Eevee ha come premessa l’esatta riproposizione dello storico (e amato) Pokémon Giallo per Game Boy Color: impersoniamo un avatar (questa volta una lei o un lui), impugniamo la nostra Poké Ball e partiamo all’avventura! Obiettivo finale: la conquista delle 8 palestre di Kanto, la nomina di Campione e il completamento del Pokédex. Il tutto condito da momenti molto teneri e/o esilaranti assieme al proprio fidato amico che, come lo storico Pikachu di Pokémon Giallo, ci seguirà adagiato sulla nostra spalla (Pikachu) o sulla nostra testa (Eevee).

Le differenze dal 1998 ad oggi ovviamente si notano, e non parliamo unicamente del comparto grafico: Kanto è più ricca che mai, ricostruita per appagare anche l’occhio del fan più critico e permettergli ancora una volta di sognare di essere lui, in prima persona, a varcare la porta di quelle enormi palestre o i cunicoli più oscuri e misteriosi delle grotte. Da questo punto di vista, Nintendo non si è limitata a ridarci le città o i percorsi come li ricordavamo: in un minuzioso e preciso lavoro di adattamento, Pokémon Let’s Go arricchisce quei tragitti prima spogli e privi di colore con nuova vita, facendoci riscoprire il piacere di viaggiare e di imparare di nuovo a conoscere la regione che stiamo visitando. Le musiche sono state rivisitate, mantenendo però il proprio stampo originale e non venendo stravolte completamente, creando così un sapore agrodolce che tipicamente ci sa dare la nostalgia mentre ci avventuriamo per la regione di Kanto.

Inoltre, le città stesse si sono “adeguate” ai canoni moderni che siamo abituati a vedere in un videogioco: vedere un Nintendo Switch in miniatura in una stanza (o una mini-televisione LCD) fa uno strano, piacevole effetto in Pokémon Let’s Go Pikachu/Eevee. Il gioco ci fa rendere conto di come stiamo tastando il passato con mano, strizzando però l’occhio ad elementi contemporanei e togliendoci così una brutta sensazione con la quale tutti prima o poi dobbiamo fare i conti: l’essere “vecchio”.

Eevee Pokémon

Il numero magico: 153!

L’obiettivo principale del titolo rimane sempre uno: catturare i Pokémon e completare il Pokédex (anche solo per soddisfazione personale, questo è un trofeo che orgogliosamente sfoggiamo dal primissimo Pokémon Rosso per vedere la faccia allibita del proprio amico).

Questa volta, il Pokédex conterà ben 153 Pokémon da dover collezionare, complice il recentissimo Meltan e la propria evoluzione Melmeltan che legano inesorabilmente il titolo alla controparte di Niantic, Pokémon Go.

Il sistema di cattura è cambiato, rendendolo più dinamico ed eliminando le battaglie (attenzione: non in tutti i casi) che casualmente apparivano mentre giravamo per l’erba alta. Non solo: ora i Pokémon sono visibili a schermo, una scelta azzeccata che ci permette di valutare con attenzione quali mostriciattoli dover catturare, complici molteplici fattori che ora fanno la loro apparizione in Let’s Go. Ad esempio, un Pokémon circondato da un’aura rossa potrebbe essere più grande o più pesante rispetto alla controparte catturata in origine, viceversa un Pokémon circondato da un’aura azzurra sarà più piccolo o più leggero.

I suddetti fattori influenzano positivamente una cattura, così come i lanci che ora vengono effettuati direttamente dal giocatore e ricevono una propria valutazione (Bene, Ottimo o Eccezionale), generando sempre più punti esperienza per i nostri Pokémon. Viene anche introdotto il sistema delle combo, altro fattore importante da tenere in considerazione per un duplice beneficio: più il contatore delle catture di uno stesso Pokémon aumenta, più i punti esperienza lievitano… e più aumentano le possibilità di incontrare quei rarissimi Pokémon cromatici, chiamati in gergo “shiny”.

Dal punto di vista grafico, i 153 Pokémon proposti nel titolo si presentano in maniera impeccabile. Ovviamente è scontato dire che i modelli poligonali dei mostriciattoli siano ripresi pari pari da Pokémon Go, ma ciò che davvero piace di tale scelta è l’effetto visivo che ha il Pokémon quando decidiamo di farlo uscire dalla propria sfera e lasciare che ci segua. A differenza delle precedenti controparti (malgrado Heart Gold & Soul Silver iniziassero ad introdurre vagamente tale concetto), ogni Pokémon accompagnatore è in esatta proporzione rispetto all’avatar che lo precede. Pertanto avremo un Onyx mastodontico o un Eevee minuscolo che ci accompagna, rendendo molto più interattiva l’esperienza di gioco proposta dal titolo.

Purtroppo, come ben sappiamo, però, non è tutto oro quel che luccica: per quanto i Pokémon siano visivamente bellissimi e presentino un modello “pulito” e privo di qualsivoglia effetto negativo, lo stesso non si può dire delle ombre proposte durante un incontro casuale o una battaglia con un altro allenatore. Brusco scivolone per Game Freak e The Pokémon Company, perché il titolo è così minuziosamente curato che pare quasi un’offesa notare queste ombre sfocate e oggetto di sfarfallii continui.

Allo stesso modo, non si può certo parlare bene dei moveset dei nostri fidati amici. In un’epoca videoludica come quella che stiamo vivendo e in particolar modo in un titolo tripla A come quello proposto da Nintendo, vedere ancora un Pokémon che utilizza la medesima animazione per sferrare un attacco suscita qualche ilarità e non poche polemiche. Da questo punto di vista, è indubbio il fatto che sarebbe stata necessaria una maggior cura dei dettagli, proponendo almeno due o tre movenze diverse per Pokémon (ma soprattutto, che sferrasse un attacco dalla parte giusta: vedere Charizard che utilizza un attacco d’ala con un colpo della propria coda è abbastanza peculiare e buffo; ve lo posso garantire).

Pokémon Let's Go

In due è meglio! … forse troppo?

Pokémon Let’s Go introduce il multiplayer in locale con tutti i pro e contro del caso. Agitando un secondo Joy-Con (o una Poké Ball Plus, ma in questo caso non è così semplice come dirlo), avremo la possibilità di far giocare con noi un amico, il quale servirà unicamente a poter aumentare le probabilità di cattura di Pokémon selvatici con il moltiplicatore “Doppio Lancio” e a sfruttare la lotta in doppio contro un singolo avversario. Se all’inizio tale possibilità offerta da Nintendo può sembrare comoda e per altro anche molto simpatica, alla lunga ne risente il gameplay stesso: la nostra avventura inizia a diventare decisamente troppo semplice, complice i punti esperienza maggiori guadagnati con poche catture e lo sbaragliare gli avversari con doppi Pokémon mandati in campo.

Inoltre, proprio per la natura con la quale il multiplayer è stato pensato, il nostro fidato amico (della vita reale) potrebbe trovarsi molto limitato nelle proprie funzioni: non possiamo parlare con nessun NPC, prendere iniziative del tipo recuperare uno strumento a terra, né tantomeno potremo ingaggiare una battaglia con altri allenatori o Pokémon selvatici. Avendo provato personalmente questa esperienza, l’ho trovata abbastanza frustrante e quasi noiosa dopo più di un’ora di gioco da “Player 2”, quasi completamente priva di iniziativa personale, se non correre più avanti e perdermi pertanto rovinosamente dalla visuale dell’amico. D’altro canto, è bello sapere che possiamo condividere  un titolo come Pokémon in altri modi al di fuori della comunicazione online. Creando così un senso di coinvolgimento che senza dubbio piacerà davvero tantissimo alle famiglie.

Pokémon Let's Go screenshot

Le funzionalità: cosa ci piace e cosa non ci piace?

Vi ricordate i buoni vecchi box Pokémon? Con i propri spazi che sembravano infiniti, ma che in fondo in fondo non lo erano così tanto? Bene, scordateveli completamente ed entrate nel concetto di un box Pokémon portatile. Se la cosa vi sembra bizzarra, avrete bisogno di un po’ di tempo per abituarvi al nuovo sistema di archiviazione dei mostriciattoli portatili.

Tale funzionalità sarà da subito disponibile nel menu della borsa, permettendovi per altro di cambiare Pokémon ogni volta che volete dalla vostra squadra al box e viceversa. Lo stesso pare non avere un limite di “storage”, pertanto se vi ritroverete ad aver catturato 50 Rattata, li ritroverete tutti lì, stipati nel vostro box portatile. Ma, come in Pokémon Go, fortunatamente giunge l’opzione “Invia al Professor Oak” in nostro soccorso: la stessa ci permetterà di selezionare i Pokémon che non vogliamo tenere ed inviarli al professore in cambio di caramelle che permettono di ritoccare le statistiche di battaglia dei nostri piccoli amici.

Malgrado il box portatile sia senza ombra di dubbio una bella rivoluzione per la saga (basti pensare a quante volte avremmo voluto poter uscire da una grotta solo per cambiare un Pokémon in squadra), lo stesso si presenta come la nostra borsa: confusionario. Non ci viene spiegato da subito che la funzione di invio dei Pokémon al Professor Oak possa essere sfruttata per sfoltire un po’ le fila, lasciandoci il “piacere” di esplorare i menu senza un vero e proprio tutorial. Inoltre, spesso e volentieri vi ritroverete a dover riordinare il box portatile per la confusione creata dall’arrivo dei molteplici Pokémon, ordine che, come potete immaginare, verrà ben presto stravolto dall’ennesima cattura.

Come citato, anche la borsa non è da meno in fatto di confusione: vi ritroverete ad avere molti strumenti gettati all’interno alla rinfusa (soprattutto dopo che il vostro inseparabile amico, Pikachu o Eevee che sia, inizierà a farvi dei regalini con i materiali più disparati) e a dover pertanto riordinare spesso e volentieri. I punti a favore in questo caso vanno agli scomparti, che in Let’s Go tornano per tenere separati dalle cianfrusaglie gli strumenti importanti, quali: caramelle, strumenti lotta, vestiti, bacche, Pokè Ball e box Pokemon, rendendo un poco più organizzato il tutto e facile da ritrovare.

La funzione che senza ombra di dubbio è la più azzeccata è l’angolo relax e coccole con il nostro inseparabile compagno. Sulla via aperta da Pokèmon X e Y, anche in Let’s Go si potrà coccolare e viziare il nostro piccolo amico (attenzione: in questi capitoli lo si potrà fare unicamente con Pikachu e Eevee), dandogli bacche da mangiare o coccolandolo mediante il Joy-Con, la Poké Ball Plus o il touch screen (per altro molto sensibile e reattivo nelle proprie funzionalità).

Più aumenteremo l’amicizia con il nostro amico, più ne trarremo benefici in battaglia e oggettini carini (non sempre) da poter rivendere per piccole somme (e credetemi, i Poké Yen vi serviranno con l’enorme quantitativo di Poké Ball da dover comprare); scordatevi però i minigiochi: in Let’s Go non sono stati riproposti e – parlando in tutta sincerità – non ne sentirete la mancanza.

Uniamo però l’utile al dilettevole: nel medesimo menu delle coccole possiamo scegliere di sfruttare le Tecniche, mosse speciali che sostituiscono le Macchine Nascoste dei precedenti capitoli. Pertanto, al posto di utilizzare la MN Taglio, la stessa sarà rimpiazzata dalla Tecnica Fendente (non sfruttabile in battaglia) e ciò ha creato un discreto conflitto in chi vi scrive: se da una parte tale rivoluzione è ben accetta, dall’altra fa un po’ storcere il naso pensare di abbandonare i canoni tradizionali… ma questa è un’opinione un po’ troppo personale.

Pokémon Lets Go, Eevee!

Quanto è importante la comunicazione?

Senza amici non si completa un Pokédex, questo lo abbiamo imparato in tanti anni da allenatori di Pokémon! Ma come va questa comunicazione online? Decisamente bene! Per quanto le funzionalità siano ovviamente limitate allo scambio, al ricevere doni o alle lotte, la connessione con l’amico scelto (vicino o lontano che sia) risulta molto stabile e priva di errori di comunicazione. Il sistema di collegamento non è proprio dei più impeccabili, dovendo stabilire una connessione mediante una password formata da tre avatar tra una scelta di 6 Pokémon; tale meccanismo crea non pochi equivoci se dovesse capitare per sfortuna che vi colleghiate con una persona diversa da quella scelta (per la medesima scelta della password), ma fortunatamente sono casi molto isolati.

Per quanto il comparto online sia molto limitato e circostanziale alle originali funzioni di scambio e lotta, risulta azzeccata la scelta di Nintendo di non appesantire l’esperienza di gioco con elementi che ben si incastravano con le ultime generazioni (come la GTS, ad esempio), ma che non avrebbe trovato uno spazio utile nell’avventura proposta da Let’s Go. In sostanza: poche e circostanziali funzioni, ma buone!

Oh, accessorio dei miei sogni!

Sebbene il titolo si presti benissimo a qualsiasi modalità di gioco prevista, non si può nascondere che Let’s Go dia il massimo con la Poké Ball Plus. Nato sulla falsa riga del Pokémon Go Plus, la Poké Ball Plus dà il massimo in qualsiasi funzione per la quale è stata pensata: dotata dei sensori di movimento, di uno stick frontale, un pulsante posteriore e di una luce interattiva, non direste mai che un piccolo accessorio simile possa sopperire a quasi tutte le funzioni offerte da un Joy-Con.

Eppure è così e, con la sua struttura ergonomica e consistente, promette svariate ore di gioco a qualsiasi utente sceglierà di dare un’opportunità all’interessante e compatto accessorio multiuso. Perché usare questo temine? Presto detto!

Se non volete mai staccarvi dal vostro amico preferito, basterà usare la funzione in-game del trasferimento della sfera poké, iniziando così ad interagire con lui anche nella vita di tutti i giorni. Tale funzione è probabilmente la più interessante tra quelle offerte dal controller: vi immedesimerà nel ruolo di allenatori come non potreste nemmeno immaginare, complice la grande interattività di suoni e colori che la piccola Poké Ball Plus può offrire.

Ma ovviamente c’è anche l’altro verso della medaglia: è pur vero che il prezzo non sia proprio alla portata di tutti, malgrado sia giustificato dalle varie feature alle quali può far fronte, oltre al fatto che risulti praticamente impossibile completare il Pokédex (salvo qualche amico estremamente generoso) senza averla, rendendola un acquisto obbligato per avere Mew, in una mossa commerciale che punta a solleticare il lato collezionista e completista dentro ognuno di noi.

Come non menzionare poi la totale mancanza di istruzioni nella scatola, necessarie per comprenderne le funzioni? L’essere costretti ad imparare da soli quanto appena detto potrebbe essere un fattore deleterio nel tentativo di apprezzare l’accessorio proposto da Nintendo, oltre al fatto che si perderebbero una gran quantità di opportunità offerte dalla Poké Ball anche al di fuori dell’ambito videoludico.

Chi mai vi dirà che tenendo premuti stick e pulsante laterale potete zittire la vostra Poké Ball Plus… A parte me, ora?

Pokémon Let's Go - Qualcuno è stanco

Valutazione di TopGamer
Ma quindi…. cediamo al fattore nostalgia?

Affrontati pregi e difetti di un titolo che senza dubbio lascerà la sua impronta nella storia, possiamo dire di Pokémon Let’s Go che è un ottimo apripista non solo per il futuro della saga, bensì anche per  l’esperienza dell’utente con Nintendo Switch.

Un titolo colorato, ricco e completo che punta a far innamorare le nuove generazioni e a lasciare di nuovo il segno nel cuore di coloro che ancora oggi sognano di essere Campioni della Lega Pokémon. Se riuscirete a digerire qualche imperfezione grafica e tecnica, avrete per le mani un vero gioiellino che punta ovviamente al fattore nostalgia, ma apporta anche tanta novità nella nostra esperienza con l’ammiraglia di Nintendo, facendocela amare un poco di più del dovuto… E ricordatevi sempre: Gotta Catch ‘em all!
PRO
  • Un minuzioso lavoro di restyling che lascia a bocca aperta
  • Il sistema di cattura rivisitato appaga ogni tipo di fan
  • Si può giocare in due in locale!
  • Un comparto online che comprende l’essenziale
  • La Pokè Ball plus va oltre ogni aspettativa con il proprio design
CONTRO
  • Il titolo è eccessivamente semplice giocato in due
  • I moveset sono standardizzati e non consoni alla mossa scelta
  • Delle istruzioni per la Pokè Ball Plus sarebbero state gradite
8/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,50/5
2 voti
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