Pokémon Spada e Scudo – Recensione

Abbiamo esplorato la nuova regione di Galar per catturare nuovi Pokémon. Questo è il nostro verdetto

Scritto il 02.12.2019
da Marco Di Liberto
Pokémon Spada e Scudo

Il ritorno dei Pokémon

Ci sono volute quasi un centinaio di ore di gioco per analizzare al meglio Pokémon Spada e Pokémon Scudo, le due nuove iterazioni del brand più conosciuto e redditizio di tutti i tempi. Ore di gioco che ci hanno portato non solo a scoprire la nuova regione di Galar e catturare nuovi Pokémon, ma anche a fare il punto della situazione riguardo il brand nel suo complesso. Questo è il nostro verdetto.

Squadra vincente non si cambia?

Se con Super Mario e The Legend of Zelda, Nintendo reitera gli stessi archetipi narrativi da ormai quasi quarant’anni (con qualche eccezione tipo Majora’s Mask e Link’s Awakening) incorporandoli in cianografie di game design sempre nuove, alla serie videoludica di Pokémon succede il contrario. Basti prendere a confronto titoli cronologicamente equidistanti per comprendere come quello dei mostriciattoli sia un brand restio al cambiamento: tra Ocarina of Time (1998) e Breath of the Wild (2017) esiste un’abissale differenza, al contrario di quanto si potrebbe dire di Pokémon Giallo (1998) e Pokémon Spada e Scudo (2019). Sia ben chiaro, non evolversi – così come ci insegna Pikachu stesso, non volendosi evolvere in Raichu dal 1998 – non è una cosa negativa. Ma è una scelta, e come tale implica delle conseguenze.

La regione di Galar, tra Pokémon e sport

Di nuovo una volta ci ritroviamo nei panni del fin troppo giovane allenatore in viaggio per “diventare il più grande maestro di Pokémon”. La regione che visiteremo in Pokémon Spada e Scudo è Galar, un isola che per conformità, usi e costumi, scimmiotta il Regno Unito del mondo reale. Tra la passione per il calcio, forti rimandi all’epoca della rivoluzione industriale e Pokémon a tema come un corgie elettrico od un procione punk, Spada e Scudo si presentano ad un primo sguardo pieni di energia e personalità, con ampi panorami su paesaggi rurali e città industrializzate, ma anche con villaggi nascosti in boschi magici e covi di ragazzacci punk rintanati in una città-hangar.

Il tema calcistico si presenta in numerose istanza, dalle tute che gli sfida-palestre indossano per combattere coi propri Pokémon, alla forma degli stadi dei capi-palestra, che ricalcano in tutto e per tutto uno stadio di calcio reale, con tanto di linee di gioco e spalti. Anche numerose animazioni seguono questo tema, come quella che il nostro allenatore effettuerà per Dynamaxare il proprio Pokémon, che ricalca una rimessa laterale. Oltre a questo, Galar presenta uno spirito squisitamente medievale: dalle città-castello ed i Pokémon a tema (Corviknight, il corvo cavaliere è forse il più riuscito tra questi), fino ai nomi stessi dei titoli che richiamano il classico equipaggiamento di un guerriero medievale. Tuttavia il tema in questione risulta scarseggiante se messo in confronto al leitmotiv calcistico, probabilmente perché quest’ultimo risulta essere più vendibile ad un pubblico di giovanissimi che potrebbero potenzialmente avvicinarsi al titolo. Il che è un vero peccato; le due realtà sarebbero potute coesistere in maniera più equilibrata e, diciamocelo, un cavaliere in armatura è nettamente più figo di un calciatore.

pokèmon spada scudo mappa galar

La direzione artistica di Pokémon Spada e Scudo

Come non cominciare una recensione di un titolo Pokémon se non parlando dei Pokémon? Per quanto un’analisi di ogni nuovo Pokémon sarebbe audace ed interessante, richiederebbe un’immane quantità di tempo; tuttavia, in linea di massima possiamo parlare più approfonditamente della direzione creativa dei titoli. La particolarità del team di sviluppo dietro Pokèmon Spada e Scudo è che come direttore artistico troviamo James Turner, primo graphic designer occidentale a disegnare dei Pokémon per Game Freak. Turner ha iniziato a lavorare sul brand di Pokémon nel 2003 per conto di Genius Sonority, prima supervisionando gli effetti speciali e le animazioni della telecamera di Pokémon Colosseum, poi assumendo la posizione di art chief nei suo sequel Pokémon XD: Tempesta Oscura per Nintendo GameCube. Dopo 16 anni di carriera estremamente legata al brand, Game Freak ha quindi deciso di metterlo al comando del lato artistico del gioco. Il lavoro di Turner dal punto di vista della caratterizzazione degli ambienti e personaggi è certosino; alcuni scorci di Pokémon Spada e Scudo come la fatata città di Piquedilly, l’industriale Steamington o la rurale Furlongham sono luoghi che difficilmente dimenticheremo di citare, pensando alle città della serie. Tra i personaggi, notiamo invece una freschezza maggiore rispetto al passato, associazioni di colori strane e vivaci, e caratterizzazioni estetiche semplici, ma ben chiare, che risaltano soprattutto sui personaggi femminili dei titoli. 

È dal lato dei design dei Pokémon che forse questa generazione fa storcere un po’ il naso. La direzione artistica di Turner si sente in maniera decisa nel tratto di alcuni nuovi Pokémon, che più che mai risultano essere molto buffi, “giocattolosi” e soprattutto vendibili. Le linee molto morbide – anche quando dovrebbero rappresentare delle spine o delle corna – e questa sorta di ossessione per le teste grandi e tonde rendono i suddetti Pokémon “pucciosi e kawaii”, impoverendo la creatività dei loro design; basti vedere Chewtle, Impidimp, Eiscue o Stonjourner, che anatomicamente non hanno un briciolo di senso. Sui suddetti Pokémon grava – negativamente – quell’influenza occidentale di James Turner che li fa assomigliare più a personaggi delle recenti produzioni di Cartoon Network, che a mostri tascabili giapponesi. Ciò non significa però che non ci siano Pokémon realizzati bene con le stesse linee sinuose e morbide: tra scolopendre di fuoco (Centiskorch), draghi misti a bombardieri stealth (Dragapult) e coralli fantasma (Corsola di Galar) ci sono realizzazioni di tutto rispetto e per svariati gusti; per non parlare dei lupi leggendari in copertina (Zacian e Zamazenta), veri highlight della generazione.

zacian zamazenta pokémon spada scudo

Gameplay, Dynamax e difficoltà

Pokémon è sempre Pokémon, un brand “conservatore”, come abbiamo già detto. Perciò il gameplay è sempre lo stesso, con qualche leggera differenza di bilanciamento nelle mosse ed abilità, ma comunque con la stessa formula da J-RPG a turni. Alle Mega Evoluzioni e alle Mosse Z, in questa generazione si è andata a sostituire la gimmick del Dynamax, che per tre turni ci permetterà di ingigantire un Pokémon per battaglia, aumentando la potenza delle sue mosse e la sua salute. Esteticamente il Dynamax funziona: gli effetti visivi sono ben gestiti, i modelli sembrano avere un peso concreto quando appaiono e vedere i propri Pokémon diventare giganti è effettivamente eccitante. Alcuni di loro saranno addirittura in grado di trasformarsi con un processo chiamato Gigamax che cambierà l’aspetto dei Pokémon, facendoli assomigliare più ad una versione Mega Evoluta, che ad una semplicemente ingrandita. Ciò può creare non poca confusione, soprattutto se si è dei neofiti del brand, il ch è forse la pecca maggiore dei Dynamax, se non vogliamo parlare delle lotte competitive online.

Tuttavia, nonostante questa gimmick, messa in atto da ogni capo-palestra che incontreremo, il gioco non presenta alcuna curva di difficoltà degna di nota. La storia è a prova di bambino, gli allenatori ed i capi-palestra che incontreremo non rappresentano una minaccia e la sfida col Campione della Lega è altrettanto mediocre (tanto che personalmente ho voluto concludere il gioco con soli quattro Pokémon in squadra invece che sei, disattivando il cambio di Pokémon alla sconfitta di quello avversario, e non utilizzando alcun oggetto di cura, in maniera tale da aumentare un po’ la sfida – NdR). Sotto questo punto di vista, il gioco ha una rigiocabilità pari a zero e la storia sembra essere un lungo compito noioso da portare a termine per poter giocare in competitivo o completare il Pokédex. Al contrario di quanto si possa pensare, la rimozione delle MN (mosse in passato utilizzabili solo dopo aver ottenuto determinate medaglie che permettevano di superare ostacoli o volare da una città all’altra) non ha reso Pokémon Spada e Scudo più facili di quanto già siano, ed anzi, poter usare Volo fin da subito grazie ai taxi volanti è stata un’ottima scelta per dare maggior libertà al giocatore. Si potrebbe argomentare che ciò è andato a rimuovere la componente di backtracking dal gioco, ma in realtà a quello ci ha già pensato la conformazione stessa della regione e la linearità della storia, che rendono la mappa un lungo corridoio.

Raggiunta la Torre Lotta nell’endgame, in seguito alla fine del titolo, avremo modo di scontrarci con allenatori più forti gestiti dall’IA, ma se cercate la vera sfida, il consiglio è sempre quello di giocare in competitivo con altre persone. Con un po’ di speranza nei prossimi titoli Pokèmon potremo vedere un’IA più intelligente e magari delle palestre multi-tipo, od ancor meglio un selettore della difficoltà che ci permetta di scegliere la modalità Difficile, senza necessariamente mettere in difficoltà i più giovani a cui Game Freak tiene tanto a riferirsi.

Incredibile punto a favore è tuttavia rappresentato dall’avvicinamento di Game Freak nei confronti degli appassionati del competitivo: la software house ha infatti deciso di venire incontro alle numerose richieste dei fan ed aggiungere numerose feature che andranno ad aiutare coloro che vogliono allevare esemplari di Pokémon perfetti per il competitivo, andando a facilitare non solo l’allevamento, ma anche il sistema di accoppiamento dei Pokémon. Mentre vincitrice del premio per feature più inutile del gioco – perdonate la necessaria ironia – è la possibilità di cucinare il curry alla propria squadra di Pokémon nel Poké-campeggio che, sì ci dona la possibilità di curare il nostro team e giocarci insieme a palla, ma che ha sicuramente rubato del tempo a qualche povero programmatore che avrebbe potuto lavorare su un netcode migliore per le funzioni online.

charizard gigamax pokémon spada scudo

Trama, linearità e level design

Sebbene il MacGuffin del diventare Campioni della Lega e l’incontro fiabesco con uno dei due lupi in un bosco nebbioso avrebbero potuto rappresentare la scintilla che dava inizio al fuoco di un falò attorno cui raccontare una bella storia, la trama di Pokémon Spada e Scudo non decolla in nessun punto del gioco ed anzi rimane una lineare sequenza di avvenimenti futili e scialbi, e priva di qualsivoglia colpo di scena od anche solo un briciolo d’intento di veicolare una morale. La storia ed i personaggi, sono maschere superficiali ed infantili, che si muovono in un contesto bidimensionale ed insulso, se non per la lore che ci si potrebbe ricamare sopra, e che comunque rimane il lavoro degli appassionati e non degli sviluppatori.

La linearità della trama si traduce in quella che è poi la struttura del level design della regione di Galar. Un lungo corridoio da attraversare, che limita i giocatori che vorrebbero esplorare un mondo che ha il potenziale di essere interessantissimo, ma che purtroppo si ritrova ad avere città composte da addirittura un unico corridoio (Spikeville e Piquedilly su tutte) e sentieri limitati da piccole collinette di terra. Certo, le Terre Selvagge, donano un po’ di respiro al tutto. Questa ampia area racchiusa tra qualche città al centro della regione, ci permette di girovagare alla ricerca di Pokémon, strumenti e raid, avendo a disposizione una ventina di zone con effetti meteorologici diversi e Pokémon che cambiano in base ad essi. Nelle Terre Selvagge è inoltre possibile vedere altri giocatori muoversi per la mappa (non in tempo reale), il ché dona vita a queste aree, in cui oltretutto è finalmente possibile ruotare la telecamera a 360°.

Esse risultano essere una delle aggiunte più importanti di Pokémon Spada e Scudo: sono ampie, divertenti ed offrono la possibilità di trovare Pokémon di livello abbastanza alto da poter essere utilizzati in ogni momento del gioco e rappresentano un po’ il Sacro Graal dei completisti di Pokédex, essendo l’habitat di numerosissime specie di Pokémon. Il problema maggiore è però il modo in cui queste sono state implementate: le perdite di frame sono frequenti, il pop-up dei modelli di gioco è incredibilmente fastidioso e spiacevole da vedere e il passaggio da una sezione all’altra dell’area spesso è accompagnata da transizioni improbabili di meteo, passando a volte da una nevicata ad una tempesta di sabbia con un solo passo.

Pokémon Spada e Scudo… O World of Warcraft?!

I raid sono forse la componente più divertente dell’intero gioco, soprattutto se supportati da un abbonamento al Nintendo Switch Online che ci permette di partecipare a quelli di altre persone sparse per il mondo. Scendiamo nella tana di un Pokémon particolarmente potente, che ci aspetta in forma Dynamax (o Gigamax) pronto alla battaglia. Starà a noi ed altri tre prodi allenatori sconfiggerlo e provare a catturarlo quando ritornerà nella sua stazza, così da poterlo portare con noi nel nostro viaggio. Spesso i Pokémon trovati nei raid avranno mosse particolari o IV (individual values, valori che rappresentano una sorta di predisposizione verso determinate caratteristiche) più alti, il ché aiuterà non poco coloro che puntano a comporre una squadra perfetta con cui combattere in multiplayer.

I raid saranno accessibili dalle tane sparpagliate nelle Terre Selvagge, da cui comparirà un raggio di luce rosso per i Pokémon più comuni o viola per quelli più rari. Se abbiamo accesso al Nintendo Switch Online sarà anche possibile unirsi ai raid delle altre persone connesse in quel momento, avendo una scelta più ampia e maggior possibilità di trovare i Pokémon che ci interessano di quanto possano fare i giocatori offline. Questa comodità e divertimento ha tuttavia un caro prezzo da pagare: la propria pazienza. Nintendo – si sa – non è la regina delle infrastrutture online, e per una sbagliata gestione dei server o più probabilmente problemi nel codice del gioco, connettersi agli altri giocatori é sempre incredibilmente fastidioso. Unirsi ad un raid talvolta può richiedere diversi tentativi e nel momento in cui riusciremo ad entrare, gli slot probabilmente saranno già stati occupati, rendendo tutta la nostra attesa ed i tentativi inutili.

Il comparto audio-visivo di Spada e Scudo

Le Terre Selvagge sono anche il luogo in cui risiedono alcune delle texture peggio realizzate di tutto il gioco. Dal famosissimo albero, ormai oggetto di meme, che sembra uscito dall’Hyrule Field di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, alle rocce ed il prato, che sono molto poco dettagliate, soprattutto contando che sono ciò che vedremo più spesso mentre esploreremo quest’area. Tralasciato questo piccolo grande dettaglio, Pokémon Spada e Scudo giovano della potenza di Switch, che permette di giocare in modalità TV a 1080p, e portatile a 720p, con una diminuzione della risoluzione, accompagnata da qualche calo di fram erate, quando troppi modelli vengono caricati nella scena. Godono delle capacità di Switch anche i modelli dei Pokémon, le cui texture sono ora prive di ombreggiature, che ora sono gestite in-engine per una resa decisamente migliore, così come ottima è la resa degli effetti visivi legati alle trasformazioni Dynamax. In generale si poteva fare di meglio dato che Switch ha davvero un alto potenziale per quanto riguarda produzioni del genere, soprattutto contando che un titolo come Pokémon Let’s Go Pikachu & Eevee, risulta essere addirittura più esteticamente gradevole di Pokémon Spada e Scudo, pur non facendo parte della mainline dei giochi Pokémon. Ottime le transizioni da una scena all’altra e la UI dei menu, ben lontana dai design confusi e difficilmente leggibili di Pokémon Sole e Luna.

Perla speciale e vero unico punto “top” dei titoli è la OST, che risulta essere una delle migliori – se non la migliore – soundtrack mai legata ad un titolo Pokémon. I ritmi veloci, movimentati e moderni si legano perfettamente alla dinamicità del tema calcistico e delle lotte; connubio che ha come suo apice la traccia musicale delle sfide ai capo-palestra, piccola perla della musica elettronica.

Le animazioni e la questione DEXIT

Siamo arrivati al punto dolente della recensione, su cui già da tempo infervorano le discussioni di appassionati e non, che voglio dire la propria a riguardo: il taglio del Pokèdex. Se non avete partecipato alle discussioni: sì, in Pokémon Spada e Scudo circa la metà delle specie di Pokémon create fino ad ora, non sono ottenibili in alcun modo. E la mancanza di 400 Pokémon, certo, si fa sentire, soprattutto nel momento in cui durante l’endgame ci verrà voglia di completare il Pokédex, che ci offre ora decisamente meno ore di gioco. Game Freak si era giustificata dicendo che i suddetti 400 Pokémon caduti – a causa di quello che è stato soprannominato dal Web ironicamente come il “genocidio Masudiano”, dal nome del producer dei titoli Junichi Masuda, o DEXIT, scimmiottando la BREXIT – è stato necessario per fornire delle animazioni migliori ai Pokémon rimanenti; animazioni che però non hanno visto la luce, perché modelli ed animazioni dei Pokémon sono gli stessi realizzati nel 2013 per Pokémon X e Y, con qualche ritocco alle texture che, come detto prima, ora non possiedono più ombreggiature. Ci sono prove a riguardo di leaker che mettono a confronto i modelli provenienti dai due giochi, e risultano pressoché identici.

Inutile dire che le animazioni – soprattutto quelle delle mosse -, essendo le stesse del 2013 per gran parte dei Pokémon, risultano carenti e non fanno giustizia né mettono in risalto ciò che dovrebbe realmente essere al centro dell’attenzione in un titolo di Pokémon: i Pokémon stessi.

Valutazione di TopGamer
Sebbene i titoli abbiano numerosissimi problemi e le critiche siano state aspre nei loro confronti, vengono comunque mantenuti in piedi dalla formula e dal concept di Pokémon, il quale rimane sempre efficace. Ci auguriamo che in futuro possa esistere un "Pokémon: Breath of the Wild" che si discosti dalla mediocrità dei titoli della serie da sei anni a questa parte.
PRO
  • Un nuovo titolo di Pokémon
  • Alcune idee azzeccate
  • OST deliziosamente bella
CONTRO
  • Comparto grafico non degno di un titolo con budget così alto
  • Frequenti cali di frame
  • Eccessivamente facile
7/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
3,00/5
1 voti
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