Pokkén Tournament DX – Recensione

Una cosa che sicuramente non manca a Nintendo Switch sono i picchiaduro, con l’arrivo di Ultra Street Fighter 2 e Arms i giocatori amanti, e non, del genere hanno potuto sfogare i propri istinti di picchiaduro, spaziando dal gioco classico, ma sempre avvincente, di Capcom fino allo stile originale e fresco della Ip Nintendo. La […]

Scritto il 25.09.2017
da Sergio Bulfari

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Una cosa
che sicuramente non manca a Nintendo Switch sono i picchiaduro, con
l’arrivo di Ultra Street Fighter 2 e Arms i giocatori amanti, e non,
del genere hanno potuto sfogare i propri istinti di picchiaduro,
spaziando dal gioco classico, ma sempre avvincente, di Capcom fino
allo stile originale e fresco della Ip Nintendo. La casa di Kyoto non
era però ancora soddisfatta dei risultati ottenuti e ha deciso, dopo
due anni dall’uscita su WiiU, di portare i combattimenti dei pokémon
anche sulla sua nuova console. Per la creazione di Pokkén Tournament
Dx è stata chiamata in causa niente meno che Bandai Namco, vera
mattatrice dei picchiaduro in 3D, e i risultati sono decisamente
sopra le righe per quanto riguarda la qualità del gioco;
il fatto che il titolo faccia un po’ il verso a Tekken ne è la dimostrazione.


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Tutto il
gioco sarà ambientato nella regione di Ferrum, un’isola circondata
dal mare nella quale, per l’effetto di alcune pietre misteriose, i
pokémon e gli uomini sono collegati tra loro. Appena arrivati
sull’isola verremo accolti da una guida che ci darà consigli durante
il gioco e ci spiegherà come funziona il tutto
. Una volta scelto
l’aspetto del nostro allenatore (modificabile successivamente grazie
ad oggetti sbloccabili) e il pokémon che ci farà da compagno, e che
utilizzeremo durante gli incontri della lega (potremo cambiare anche
quello), saremo pronti a cominciare la nostra avventura. Partendo dal
tutorial, apprenderemo che gli scontri saranno suddivisi in 2 diverse
fasi
, in una lo scontro avverrà a distanza e potremo muoverci
liberamente nell’arena, nell’altra lo scontro si sposterà su un
piano bidimensionale e il combattimento diventerà, appunto, molto
simile a Tekken. Ci verrà poi spiegato il funzionamneto dei pokémon
di supporto, dell’ultra risonanza, come difenderci e delle varie
combo che è possibile effettuare utilizzando i tasti azione.
L’unione di tutti questi elementi che a un primo sguardo potrebbero
creare confusione, permettono invece di dare vita ad una varietà di
scontri incredibile, che ci permetterà di cambiare stile durante il
combattimento
e dare vita situazioni sempre nuove.


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Finito il
tutorial potremo cominciare a cimentarci nelle varie modalità
offerte dal gioco e che potrebbero impegnarci per parecchie ore.
Innanzitutto ci sarà una sezione dedicata alla sfida giornaliera. In
questa modalità ci verrà assegnato un determinato pokémon, che
potrebbe essere diverso da quello che abbiamo scelto come compagno, e
dovremo affrontare una particolare sfida che cambierà di giorno in
giorno. Completata la sfida giornaliera potremmo decidere di fare una
battaglia singola contro la Cpu o dedicarci a quello che dovrebbe
essere il fulcro del gioco, e cioè la Lega Ferrum. In pratica
dovremo partecipare a dei tornei in single player che determineranno
l’allenatore più forte della regione. Verremo inizialmente chiamati
ad affrontare delle qualificazioni per salire nei primi posti in
classifica per poi partecipare al torneo vero e proprio della nostra
classe (ce ne sono 4 in totale) in cui, dopo alcuni scontri ad
eliminazione diretta, dovremo sconfiggere il maestro della classe per
poter essere promossi a quella successiva. Alla fine di ogni
combattimento verremo premiati con monete che serviranno a comprare i
vestiti con cui personalizzare il nostro allenatore, e con
l’avanzamento di livello del nostro pokémon, che ci permetterà di
migliorare le sue abilità in vista degli scontri successivi. Sarà
inoltre presente per ogni classe un’immagine coperta da vari tasselli
che dovremo far sparire soddisfando determinate condizioni durante
gli scontri. Questa modalità risulta essere piuttosto corposa, ma
pecca molto per quanto riguarda uno degli aspetti fondamentali del
gioco, almeno all’inizio. La difficoltà degli scontri risulta essere
piuttosto bassa
e avanzare sarà anche fin troppo facile, facendo
passare in secondo piano la varietà che può nascere dagli scontri
veri e propri che poi è una delle parti migliori del gioco.


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Ma dove
Pokkén Tournament da sicuramente il meglio sono sicuramente le
modalità multiplayer che renderanno il titolo praticamente
infinito
. Qui potremo scegliere tra incontri classificati o
amichevoli e tra scontri online, in wireless con un’altra Switch o in
locale con 2 giocatori sulla stessa console. In queste situazioni la
componente difficoltà sparisce del tutto per lasciare spazio al puro
divertimento, all’infinità di tattiche che possono nascere durante
uno scontro e che cambieranno in tempo reale durante lo stesso.
Purtroppo anche qui non fila tutto liscio, per un difetto di cui ci
si accorge solo una volta che è cominciato il combattimento: alcuni
pokèmon sono troppo sbilanciati
e potrebbe capitare che un giocatore
piuttosto bravo che è solito utilizzare, ad esempio, Pikachù debba
soccombere contro un giocatore alle prime armi che utilizza in modo
goffo la potenza devastante di Charizard (sempre per fare un
esempio). I mostri tra cui scegliere saranno in tutto 21, provenienti
dalle varie generazioni ma forse, considerando l’enorme quantità di
pokémon esistenti, non avrebbe guastato averne qualcuno in più,
magari sbloccabile dopo aver portato a termine gli scontri della
lega. A movimentare il tutto ci saranno i pokémon di supporto e
l’ultra risonanza che abbiamo visto nel tutorial. I primi saranno
costituiti da diverse coppie di pokémon tra cui scegliere, ognuno
dotato di una particolare mossa. Durante un combattimento si
caricherà un indicatore e, quando sarà completo, ci permetterà di
richiamare il “mostriciattolo” scelto che eseguirà la sua
mossa per poi sparire, variando notevolmente l’andamento tattico
dello scontro. L’ultra risonanza non è altro che la mega evoluzione
dei pokémon
che i fans della saga ben conoscono. Una volta riempito
l’indicatore potremo trasformare (o mega evolvere) il nostro
lottatore che diventerà più devastante per un certo lasso di tempo,
all’interno del quale potremo effettuare anche una super mossa che
darà il via a delle animazioni davvero molto carine da vedere.


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A livello
grafico il titolo è la fedele trasposizione dell’originale per WiiU
e sinceramente da Switch ci saremmo asspettati qualcosa di più,
tuttavia la portabilità della console è, come sempre, un valore
aggiunto da non sottovalutare. Pokkén Tournament DX è un
picchiaduro veloce, frenetico e molto vario che serviva alla nuova
console di Nintendo
. La modalità multiplayer rende il titolo
praticamente infinito e appagante. Purtroppo l’eccessiva facilità
della campagna in single player e un roster ampio, ma non troppo, ne
minano il giudizio finale. Rimane comunque un gioco da avere per
tutti gli amanti dei pokémon e per coloro che vogliono cimentarsi in
un picchiaduro che esula dai canoni standard del genere.

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