Rage 2 – Recensione

Ecco a voi il nostro verdetto su Rage 2

Scritto il 25.05.2019
da Giacomo Todeschini
Rage 2 - Recensione

La nostra recensione di Rage 2, il folle FPS open-world di Avalanche e id Software

Cosa potrà mai succedere mettendo insieme due software house dagli animi tanto diversi quanto incredibilmente affini? Quale creatura verrà mai fuori dalla particolarissima unione tra id Software, i creatori di alcuni degli FPS più belli di tutti i tempi, e Avalanche, uno studio che ha fatto dell’open world il proprio orgoglioso vessillo? Qualunque sia il frutto di questa peculiare amalgama una cosa è sicura: la follia sarà all’ordine del giorno. Infatti, così è stato. Immersi tra le lande desolate, travolti dall’apocalisse più punk che si sia mai vista: benvenuti su Rage 2.

Due anime forti ma distinte; una dualità di intenti che ben si amalgama; un’esperienza di gioco frenetica e appagante. Queste sono le promettenti impressioni che emergono dalle prime ore con Rage 2. Un impatto fragoroso, che sembra poter esser il preambolo ad un’avventura memorabile. Il proseguo, purtroppo, non è sugli stessi livelli del primo approccio e la causa di questo declino non è tanto da ricercarsi in una decadenza qualitativa dell’ossatura del titolo, bensì in quello che lo circonda; nel contorno dell’opera. In un mondo in cui l’asticella viene spostata ogni giorno che passa sempre più verso l’alto sono spesso i dettagli a far la differenza. Rage 2 lo ha scoperto sulla propria pelle.

Rage 2 - guida

Un gigantesco e vuoto parco di divertimenti

Quello orchestrato da id Software e Avalanche è un prodotto altamente emblematico che osa, ma con le ali tarpate. Attraversando le aride lande ricreate per l’occasione ci si diverte, si rimane talvolta anche stupiti da qualche paesaggio, ci si imbarca in avvincenti combattimenti. Proprio di fronte ad una esperienza di gioco così granitica, su cui torneremo più tardi sopra, è ancora più chiara la doppia controversa natura del titolo. Avalanche l’ha purtroppo fatto ancora: anche Rage 2 si macchia dello stesso madornale peccato di Generation Zero, di cui potete trovare qui la nostra recensione. Di fronte a una solida struttura di fondo si erge infatti un enorme vuoto. Certo, la situazione è decisamente meno grave di quella vista qualche mese fa nel peculiare survival-FPS, dove veramente c’era da mettersi le mani nei capelli a riguardo, ma è anche chiaro come Rage 2 sia un prodotto di tutt’altro calibro, dove anche la più piccola incertezza viene portata alla luce.

Argomento degno di riflessione è inoltre il fatto che, nonostante Avalanche sia considerata uno dei maestri del genere, il difetto che caratterizza Rage 2 è uno dei più gravi per un’open world: quel poco che c’è da fare, oltre alla quest principale, è enormemente ripetitivo e segue i classici cliché del genere. Tra convogli da dirottare, avamposti da sgombrare e ricercati da scovare, le missioni offerteci dal titolo sono infatti sempre le stesse e ben presto andranno a noia al giocatore. Certo ci sono anche Mutant Bash, graditissimo ritorno dal primo capitolo, e le varie gare coi veicoli, ma il piatto offerto è lungi dal rivelarsi abbondante. Poco più di un compitino, quindi, per Avalanche che, almeno su questo aspetto, ha dimostrato di non essere all’altezza della grande occasione avuta con Rage 2.

Rage 2 FPS

Discorso parzialmente diverso, ma neanche troppo, per la campagna principale, completabile in una decina scarsa di ore. Le situazioni offerte da essa sono fortunatamente di qualità decisamente migliore rispetto quelle secondarie e, nonostante la breve durata, è innegabile come il tutto sia stato ben architettato. Tra qualche battuta di cattivo gusto, delle mostruose amenità da sconfiggere e dei comprimari fuori di testa non possiamo infatti negare di esserci divertiti e di aver apprezzato le avventure narrataci nel titolo di Bethesda. La scarsa durata della campagna viene quindi fortunatamente controbilanciata da un’esperienza a tutto tondo, che saprà appagare il videogiocatore.

id Software, baby

Se quindi in Rage 2 abbiamo una fase esplorativa spoglia, ripetitiva e, per certi versi, inconcludente, dall’altra abbiamo un gameplay, ma soprattutto un gunplay, di tutto rispetto. La mano di id Software è più che evidente. Difficile, anzi quasi impossibile, rimanere difatti delusi dall’esperienza offerta da Rage 2 sotto tale aspetto. La peculiare commistione tra armi, poteri e sistema di upgrade è decisamente riuscita e riesce a dare al titolo una vera e propria ragione d’essere.

Ogni singola arma ha la propria personalità, il proprio fine e, soprattutto, un feedback assolutamente unico. La fisicità dei combattimenti è stata ricreata saggiamente e, grazie al seppur quantitativamente modesto arsenale di armi, ogni scontro prenderà una piega diversa. Tra le varie bocche da fuoco è in particolare una a guadagnarsi gli onori della cronaca, ossia il fucile a pompa. Dotato di una doppia modalità di fuoco, infatti, l’intramontabile shotgun riesce a adattarsi a qualsiasi situazione a corto-medio raggio, regalando al giocatore un divertimento sfrenato. In pochi altri titoli siamo infatti riusciti a divertirci come in Rage 2 con la suddetta arma. Una vera goduria.

Tutte le varie armi sono poi potenziabili attraverso l’utilizzo di una particolare meccanica. Eliminare infatti un certo numero di avversari permetterà alla barra d’adrenalina di salire. Appena riempita, basterà poi premere un tasto per scatenare tutta la propria ira sui malcapitati nemici. Il boost offerto da questa temporanea scarica è completamente diverso per ogni arma e ciò riesce a dare al titolo un’ulteriore, apprezzatissima, vena strategica.

Rage 2 cutscene

Il supereroe dell’apocalisse

Oltre a ciò, Avalanche e id Software hanno introdotto anche una lunga serie di poteri che ci renderanno una sorta di supereroe. Tra doppio salto, pugni potenziati e irreali schivate, infatti, ci basterà premere un tasto per sormontare qualsivoglia ostacolo. Ma attenzione, non avremo tutto disponibile da subito.

Al fine di sbloccare la maggior quantità di armi e skill possibili sarà infatti necessario ricercare ed interfacciarsi con una lunga serie di cosiddette arche, sorta di enormi sfere. Questi particolari grovigli tecnologici si troveranno nei punti più disparati della mappa e saranno spesso sorvegliati da un discreto numero di nemici. Più il contenuto dell’arca sarà importante, maggiore sarà la resistenza da affrontare.

Questo peculiare ma riuscito sistema di upgrade si unisce inoltre ad un altro, questa volta molto più classico: attraverso diversi alberi delle abilità sarà infatti possibile migliorare le varie statistiche delle armi, dei veicoli e anche del nostro personaggio. Per fare ciò è necessario guadagnarsi i rispettivi punti che, ovviamente, si ottengono completando le missioni secondarie.

Gungplay

Proprio questo lungo sistema di progressione, articolato in diverse sezioni, porta però al principale problema di gameplay del titolo: visti gli enormi poteri ottenibili e le fantastiche armi da guadagnare, infatti, viene istantaneo lanciarsi alla ricerca del maggior numero di arche e potenziamenti possibili. Rage 2 non riesce però ad offrire al giocatore una sfida sufficiente e, soprattutto una volta ottenuta una certa sfilza di abilità, sarà veramente difficile vedere il proprio personaggio tirare le cuoia. Ah, c’è poi anche un potere che permette di auto-rianimarsi. Ovviamente la situazione migliora (o peggiora) in base a come la si guarda, alzando il livello di sfida, ma resta comunque l’impressione che, anche alle difficoltà più alte, l’asticella potesse essere settata più in alto.

Fluidità uber alles

Chiosa finale sul comparto grafico, che si rivela soddisfacente. Sebbene la resa visiva non sia delle migliori, almeno su Xbox One X, la situazione è migliorata dai 60 frame per secondo offerti dalla console di Microsoft. Ben accetta quindi, soprattutto su un FPS dinamico come Rage 2, una riduzione di dettagli e risoluzione a favore della fluidità di gioco. Artisticamente il titolo è poi molto apprezzabile nonostante, viste le rombanti premesse della campagna di marketing, sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più.

Valutazione di TopGamer
Rage 2 è una possente aquila che prova a innalzarsi splendida in volo, nonostante le ali tarpate. Rage 2 è un urlo strozzato in gola, un buon titolo che avrebbe però meritato di più. Il gameplay è fragoroso, straordinario, dinamico, ma senza essere adeguatamente supportato dagli altri aspetti di contorno. L’unione di forzi e intenti tra Avalanche e id Software è quindi riuscita solo in parte e ad uscirne con le ossa rotte è stata sicuramente la software house dietro i vari Just Cause. Innegabile comunque la qualità di fondo del gioco, che convince e avvince, almeno fino a quando la ripetitività non prende il sopravvento. Noi ci sentiamo comunque di premiarlo Rage 2, perché un giro nella apocalittica giostra di Bethesda è comunque una gran bella esperienza.
PRO
  • id Software all'ennesima potenza
  • Dinamico e appagante
  • Sistema di upgrade ben riuscito
CONTRO
  • Presto ripetitivo
  • Fin troppo facile
  • Un'occasione per certi versi mancata
8/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
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