Recensione – Call of Duty: Infinite Warfare

Titolo: Call of Duty Infinite Warfare Genere: Sparatutto Publisher: Activision Data d’uscita: 4 Novembre 2016 Come di consueto, ogni anno Activision ci delizia con un nuovo capitolo di una delle saghe sparatutto più amate ma anche odiate dalla community videoludica, Call of Duty. Quest’anno lo fa con Infinite Warfare, che con il suo trailer di […]

Scritto il 29.03.2017
da 6@dmin

Titolo: Call of Duty Infinite Warfare
Genere: Sparatutto
Publisher: Activision
Data d’uscita: 4 Novembre 2016


Come di consueto, ogni anno Activision ci delizia con un nuovo capitolo di una delle saghe sparatutto più amate ma anche odiate dalla community videoludica, Call of Duty. Quest’anno lo fa con Infinite Warfare, che con il suo trailer di debutto non ha avuto il successo sperato, infatti batté tutti i record di dislike su YouTube tra il malcontento ed “haters” se così vogliamo definirli, ovviamente prima di giudicare un videogioco va giocato e noi vogliamo proporvi la nostra recensione.


A Journey into the space


Sarà un breve viaggio nello spazio quello che vivremo in Call of Duty Infinite Warfare e lo faremo col nostro carismatico protagonista Nick Reyes, inizialmente capitano nelle operazioni speciali a bordo della sua Jackal, astronave con la quale viaggeremo per poi diventare comandante della Retribution, una delle ultime navi da guerra rimaste. Insieme ad essa e alla flotta alleata, dovremo contrastare l’SDF, un’organizzazione militare capitanata dall’ammiraglio Kotch, interpretato da Kit Harington, che sarà molto deciso a distruggere da buon cattivone la Terra. La trama di questo capitolo purtroppo non spicca e anzi, dura quasi un niente paragonata ai precedenti a cui eravamo abituati, infatti la campagna risulterà abbastanza risicata per via delle missioni secondarie che vedremo dopo. Tra eventi scriptati abbastanza deludenti e situazioni abbastanza ripetute, si salva solo una buona regia durante le cutscene cinematografiche, purtroppo tutto ciò non basta per migliorare una campagna al limite dello sci-fi.





Pay to win, not to play


Ciò che assolutamente andava evitato, purtroppo vi è stato inserito nel comparto multigiocatore del gioco, ovvero un sistema di microtransazioni pay to win. Sappiamo tutti che in Call of Duty contano le “mani” nel gergo del clan, non si può negare che grazie a tale sistema giovi ad alcuni giocatori. “Perché dovrei allenarmi per diventare più forte quando con 10 euro posso avere un’arma più forte?” Questo purtroppo è il quesito su cui potrebbe girare il comparto online, infatti vi saranno delle armi categorizzate per rarità, esse avranno dei bonus nei parametri, come potenza di fuoco, portata e precisione ad esempio, portando così uno sbilanciamento assoluto nel gameplay. Ovviamente le armi “speciali” si potranno ottenere giocando ma ci vorrà molto tempo, perché per ottenere gli ingranaggi per sbloccare tali armi serviranno molte ore, altrimenti con i classici cod points introdotti in Black ops 3 potrete acquistare degli approviggionamenti ed ottenere direttamente da li ciò che desiderate, ovviamente sarà un terno al lotto che porterà alcuni giocatori ad acquistare tali punti dando vita ad un circolo vizioso che è lo shopping nelle microtransazioni.




C’è dell’altro?


Ovviamente il multigiocatore di questo capitolo non si limita unicamente alle microtransazioni, anzi, vi troveremo molti elementi ripresi dal capitolo precedente ma mal gestiti. Ovviamente vi parlo degli specialisti che non offrono abilità particolari in questo capitolo, sono tutti quanti delle armi umane. Passiamo invece alla parte che potrebbe far rabbrividire i veterani della saga, ovvero gli equipaggiamenti. Qui non parliamo di essere “nabbi” perché ogni giocatore sceglierà con quali oggetti ed elementi giocare, purtroppo però vi sono equipaggiamenti come buchi neri, ragni robotici e granate a grappolo, feature interessanti ma non necessarie per un Fps arcade. Infine un problema che accomuna tutti i capitoli della saga, i respawn mal gestiti. Infatti vi ritroverete spesso a respawnare (parlo di modalità come deathmatch a squadre) dietro o davanti al vostro avversario, in pratica uccisioni regalate.



I mitici anni 80′


Forse una delle poche cose ben riuscite di questo capitolo è la modalità zombi, ambientata nei mitici anni 80′ con le canzoni che hanno reso tale periodo uno tra i più gloriosi della storia moderna, infatti vi troveremo colonne sonore come Final Countdown oppure Supercar e tutto ciò accompagnato da un luna park enorme da esplorare e infinite ondate di zombi da superare. Vi troviamo nuovi elementi come le carte del destino e della fortuna che vi garantiranno dei bonus in partita ma saranno consumabili, inoltre avremo i biglietti che si potranno ottenere al completamento di alcune sfide oppure giocando nella sala giochi ai vari sport e attrazioni che troverete al suo interno. Il tutto accompagnato da un David Hasselhof e dal robot N31L che sarà di grande aiuto, per non dimenticarci infine dell’easter egg da risolvere.






Tutto molto bello ma non ci sento


Vi è un contrasto nel comparto tecnico, da una parte troveremo una buona grafica caratterizzata dall’engine aggiornato con delle buone luci e buoni effetti speciali, dall’altra troviamo un comparto sonoro altalenante che non rende il massimo, come l’impatto e lo scoppio di una granata oppure la fiammata di alcuni fucili. Il titolo non presenta cali di frame rate.




Quando finisce?


Presto, ovviamente si parla di una scarsa longevità. Avremo delle missioni secondarie in cui piloteremo la Jackal (con un sistema di guida semi automatico) in cui andremo a caccia dei ricercati della SDF per annientare completamente l’organizzazione, infine avremo la solita caccia ai collezionabili che saranno utili per potenziare tuta e astronave.

Cosa ne penso?


Passando dal recensore al videogiocatore, personalmente credo che Activision abbia toccato il fondo con tale capitolo, attenzione non parlo da “hater” perché ci pensa già una community spaccata da degli sviluppatori che negli ultimi 4 anni hanno perso quella ricetta che rendeva la saga di Call of Duty piacevole da giocare. Le tante feature inserite nel gioco purtroppo sono ciò che rendono questo capitolo deludente su tutti i fronti, nonostante l’ottimismo che i ragazzi di Infinity Ward hanno messo per sviluppare tale prodotto e nonostante vengano da una saga come Modern Warfare, che fu pluripremiata come se non ci fosse un domani. Cos’è che ha portato questa saga al crollo totale? La tendenza di un mercato puramente assurdo oppure la paura di mantere solide le proprie tradizioni?


Gioco testato su Playstation 4

-Yaiba12

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