Recensione – Dark Souls III: The Ringed City

Articolo a cura di Antonio_Rodo Versione testata PS4 Standard The Ringed City è la conclusione di un cerchio i cui tratti iniziarono nel lontano 2011, non ci troviamo dinnanzi a un contenuto perfetto, però stavolta a differenza di Ashes of Ariandel, la qualità dell’add-on è notevolmente superiore, raggiungendo i livelli di The Old Hunters, primo […]

Scritto il 30.03.2017
da 6@dmin

Articolo a cura di Antonio_Rodo

Versione testata PS4
Standard


The
Ringed City
è la conclusione di un cerchio i cui
tratti iniziarono nel lontano 2011, non ci troviamo dinnanzi a un contenuto
perfetto, però stavolta a differenza di
Ashes of Ariandel
, la qualità dell’add-on è notevolmente superiore,
raggiungendo i livelli di The Old Hunters,
primo e ultimo dlc dell’apprezzatissimo Bloodborne.

 

Tre
regni, un solo destino


The
Ringed City
per Frome
Software
è la conclusione di Dark
Souls
, fin dal suo annuncio l’espansione si dichiarò come la conclusione
della serie. L’add-on oltre ad essere il seguito di Ashes of Ariandel, si collega anche agli scorsi capitoli. Infatti
l’avventura si svolge in una location distrutta e desolata, le cui macerie
appartengono a Lotric, Drangleic e Lordran, ovvero i tre regni dove si svolgono
i tre capitoli della serie Dark Souls.

La narrazione, come da tradizione, è molto cupa, Dark
e frammentata. Come sempre, a spiegarci il contesto in cui ci troviamo ci
pensano le descrizioni di armi, oggetti e gli NPC, accompagnati da delle
side-quest molto interessanti, che rendono il racconto molto più intrigante e
coinvolgente. Purtroppo, la narrazione di The
Ringed City
verrà sicuramente apprezzata solo dai fan di lungo corso e di
chi avrà la voglia di perdersi nelle descrizioni degli oggetti, con questo non
sto assolutamente dicendo che il dlc sia dedicato solo a chi ha giocato tutta
la serie, ma solamente che il “fan service” è molto elevato e che quindi molte
delle citazioni o rimandi ai vecchi capitoli non sono chiaramente riferiti ai
“novizi”. Del resto, senza fare spoiler, anche la conclusione del dlc avrà meno
impatto di chi invece è avvezzo alla serie.

 Quanto
è lungo?

La longevità dell’espansione si attesta sulle dieci
ore, superando di gran lunga lo scorso dlc. Nel pacchetto troverete nuovi set
di armi e armature (alcuni di essi sono molto difficili da ottenere) e quattro
nuove boss fight, tre obbligatorie per proseguire nell’avventura, e una ben
nascosta completamente opzionale.

La difficoltà dei boss è da elogiare, gli scontri sono
molto impegnativi e, come già ci aveva abituato il gioco base, si svolgono su
più fasi, richiedendo quindi una maggiore attenzione e strategia da parte del
giocatore. Le aree esplorabili sono sostanzialmente due: il cumolo dei rifiuti
e la citta ad Anelli. Entrambe le ambientazioni sono molto ispirate e dotate di
un level design eccezionale. Ciò che mi ha fatto storcere il naso sono alcune
soluzioni di gameplay; ad esempio, l’attivazione di alcuni script che annullano
i danni da caduta, per permettere di cadere da altezze elevatissime, tra
l’altro obbligatorie per proseguire.

 

Difficile
o frustrante?


Pocanzi ho elogiato la difficoltà delle boss fight,
che si possono tranquillamente definire le più impegnative del titolo.

Durante il dlc mi sono posto tante volte una domanda, The Ringed City è difficile o è
frustrante? Francamente l’ho trovato sia difficile che frustrante. È difficile
nelle boss-fight, è frustrante nell’esplorazione. A parer mio, è veramente
assurdo che mentre si esplori un’area completamente nuova, alla ricerca di
oggetti preziosi, si venga bersagliati costantemente dagli “angeli”. Per
carità, il tutto può tranquillamente esser cessato se si trova e si elimina un
determinato nemico, ma è innegabile il senso di oppressione che questa
tipologia di nemico provoca al giocatore, avrei per lo meno gradito un minor
quantitativo di danni subiti.


 Commento

Hidetaka Miyazaki con The Ringed City ha chiuso in grande stile la serie Souls, che negli ultimi anni si è creata
una fan base pullulante di giocatori desiderosi di scoprire ogni segreto del
gioco.

In definitiva quindi, questo dlc può tranquillamente
essere definito un piccolo “gioiellino”, che farà molto piacere a chi non
vedeva l’ora di rivestire i panni del non morto supremo.



 

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