Recensione- Drawn to Death

Titolo: Drawn to Death Genere: Sparatutto Sviluppatore: Sony Interactive San Diego Studio Data d’uscita: 4 Aprile 2017 Tra gli omaggi del Playstation Plus vi è Drawn to Death, un nuovo titolo pubblicato da Sony Interactive. Non è una novità che un nuovo videogioco venga pubblicato gratuitamente con l’abbonamento offerto da Sony: già titoli come Rocket […]

Scritto il 12.04.2017
da 6@dmin
Titolo: Drawn to Death
Genere: Sparatutto
Sviluppatore: Sony Interactive San Diego Studio
Data d’uscita: 4 Aprile 2017
Tra gli omaggi del Playstation Plus vi è Drawn to Death, un nuovo titolo pubblicato da Sony Interactive. Non è una novità che un nuovo videogioco venga pubblicato gratuitamente con l’abbonamento offerto da Sony: già titoli come Rocket League e Infamous First Light vennero rilasciati gratuitamente con tale abbonamento e venduti alla modica cifra di 19,99€. Come abbiamo visto nei titoli sopracitati, dietro vi è stato un grande successo, sopratutto per quello sviluppato dai ragazzi di Psyonix, che ha ricevuto molti riconoscimenti dalla critica. Questo Drawn to Death sarà in grado di replicare tale successo?
Drawn to Death è un classico sparatutto arena, con un concept da “ragazzo ribelle” per via dei linguaggi scurrili e stile dei personaggi che vi troveremo al suo interno. Sarà un titolo completamente online, quindi non vi sarà una modalità storia. Il gioco è strutturato in tre modalità: amichevole, non classificata e classificata, avremo un massimo di quattro giocatori in partita. Le modalità si svolgeranno in varie arene, ognuna di questa sarà caratterizzata e strutturata in modo diverso anche se molto confusionarie, intorno alla mappa di gioco troveremo delle armi, che potremo utilizzare per eliminare gli altri giocatori, oltre a quelle che avremo già impostate nella nostra classe. Ogni classe avrà un personaggio e skin differente, ognuno di essi avrà delle abilità speciali e ben diversificate tra loro, anche se quest’ultime purtroppo, oltre alle armi, risultano sbilanciate nel gioco. Non aiuta purtroppo il matchmaking, con dei server che difficilmente riusciranno a trovare una lobby ma soprattutto, la difficoltà per organizzare un gruppo con cui andare a giocare online, visto che in un deathmatch tradizionale si potrà giocare solo 2 vs. 2. Oltre al deathmatch vi è anche una modalità “Tutti contro Tutti” in cui si arriverà a un punteggio massimo di 10 uccisioni.



Passando invece per il comparto tecnico/grafico, possiamo dire che abbiamo una novità, infatti il titolo presenta una graficaa penna” ovvero, ambientazioni e personaggi sembrano disegnati da uno studente che si annoia durante una lezione, una trovata simpatica che si mescola bene con alcuni elementi presenti nel gioco, come la possibilità di inviare delle frasi preimpostate agli altri giocatori. Mentre vi sarà un’assenza delle luci, ovviamente giustificata dal tipo di grafica adottata nel gioco, non vi sono glitch grafici o cali di frame rate evidenti, in più se vogliamo aggiungere una playlist di canzoni che si adattano al concept del gioco, possiamo dire che Drawn to Death si presenta bene ma non stupisce.

La domanda è la seguente: questo titolo può replicare il successo ottenuto dai titoli sopracitati? Personalmente no, anche se in questo titolo si cerca di far conoscere a un pubblico giovane gli sparatutto arena, purtroppo non vi è un gran titolo. Drawn to Death mescola delle buone idee che in futuro potrebbero portare dei titoli nuovi” da questo punto di vista. Purtroppo questa buona alchimia tra elementi adolescenziali non basta se mettiamo in conto una modalità full-online che manca di convinzione, ovviamente prima di partire con i forconi e torce e denigrare tale titolo, consiglio vivamente di provarlo finché sarà gratuito con l’abbonamento.


Titolo testato su Playstation 4.

-Yaiba12
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