RECENSIONE – The Town of Light

Titolo: The Town of LightGenere: Avventura in prima personaSviluppatore: LKAData di pubblicazione: 26 Febbraio 2016 (PC), 6 Giugno 2017 (PS4, Xbox One) Sviluppato dallo studio fiorentino di LKA, The Town of Light è un titolo molto particolare, poiché ci fa rivivere le esperienze di una paziente vissute nel manicomio di Volterra negli anni ’30. Un’esperienza […]

Scritto il 13.07.2017
da Enrico Vanni


Titolo: The Town of Light
Genere: Avventura in prima persona
Sviluppatore: LKA
Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2016 (PC), 6 Giugno 2017 (PS4, Xbox One)




Sviluppato dallo studio fiorentino di LKA, The Town of Light è
un titolo molto particolare, poiché ci fa rivivere le esperienze di una
paziente vissute nel manicomio di Volterra negli anni ’30. Un’esperienza
videoludica che sicuramente verrà molto apprezzata da chi ha visitato la
struttura sanitaria, ma che viene forzata ad una sorta d’esplorazione “guidata”.



Per ricostruire tutta la storia, il titolo si basa sui fatti
scritti su un diario e alcune lettere. Tutto reale quindi, all’infuori dei
nomi, che per motivi di privacy sono stati modificati.

Un’atmosfera triste, con sprazzi di solitudine, ci
accompagna in questa esperienza in prima persona, che ci fa esplorare una
situazione sociale tra fine ‘800 e inizio ‘900, dove la singola persona veniva
perseguitata per sottigliezze oggi non più definite come sintomo di pazzia.

 


Un viaggio nella memoria

Fra la Luce e le Tenebre si nasconde un limbo di peccati,
che seguono la protagonista di questo gioco, alla ricerca di una memoria persa
nei meandri delle torture subite nella struttura psichiatrica di Volterra. Un
degrado totale, testimoniato dalle lettere dei pazienti sparse nelle varie
stanze e dai flashback che appaiono durante l’esplorazione della struttura,
alla ricerca di noi stessi.

 


Protagonisti e spettatori

Il nostro scopo in questo titolo è aiutare la protagonista a
scoprire se stessa attraverso i ricordi e le lettere perse, ma agiamo anche
come fautori dei suoi ricordi, consigliandoli le scelte giuste e ponendo il
nostro punto di vista su alcuni aspetti e quesiti che ci verranno posti in
alcune sezioni. In questa maniera controlleremo il titolo sia da protagonisti sia
in terza persona, estranei alle vicende della protagonista.

 


Il manicomio di Volterra

Il gioco è interamente ambientato nel manicomio di Volterra
e qui si nota la cura con cui i ragazzi di LKA
hanno riprodotto tutta la struttura nel gioco. Un lavoro certo che non passa
inosservato, soprattutto agli occhi di chi ha veramente visitato quel posto.

 


Non è un titolo horror

Non siamo di fronte a un titolo horror, ma a un viaggio
nella memoria dei pazienti che hanno vissuto in questa struttura. L’atmosfera
che si vive durante l’intera esperienza videoludica trasmette una sensazione di
tristezza e depressione, ovviamente ci sono dei momenti che tentano di
stimolare un po’ di paura nell’animo del videogiocatore, ma sono tentativi
abbastanza futili.

 


Una scarsa ottimizzazione su console

Il gioco non brilla certamente di un comparto grafico
d’eccezione, anzi, sembra che l’ottimizzazione su console sia stata lasciata un
po’ al caso. Durante il gioco è facile incappare in cali di framerate, pop-up, caricamento
lento dei modelli, sparizione degli stessi in alcune aree della mappa. Inoltre
c’è anche da aggiungere una nota negativa alla legnosità dei comandi,
soprattutto sull’asse verticale.   

– UnderD

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