Red Dead Redemption 2 – Recensione

Rockstar alza l'asticella degli open world e ci propone un capolavoro senza precedenti.

Scritto il 10.11.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca
Red Dead Redemption 2 - Recensione

L’epopea western colpisce ancora

A distanza di ben otto anni dal lancio del primo Red Dead Redemption, un capolavoro che fece scalpore tra pubblico e critica e di cui ne abbiamo parlato anche noi in questa retrospettiva, arriva l’attesissimo sequel: Red Dead Redemption 2, disponibile dal 26 ottobre per Xbox One e PlayStation 4. Titolo che segna un’intera generazione e che setta un nuovo standard per il macrogenere degli open world. Prima di iniziare, vi invito a recuperare anche il nostro approfondimento in merito, a cura del buon Antonio Rodo.

Rockstar Games con Red Dead Redemption 2 non ha voluto creare solamente un semplice sequel dell’acclamato primo capitolo, ma si è imposta anche un obiettivo quasi impensabile per questa generazione: ricreare un contesto open world quanto più verosimile possibile (con gli ovvi compromessi ludici del caso), con una sceneggiatura corposa e ben scritta ed una regia maestosa, caratterizzata da animazioni da capogiro e da una cura per i dettagli minuziosa. Alcuni elementi che abbiamo sicuramente già visto in produzioni come The Last of Us oppure in Uncharted 4, parlando di animazioni facciali, alta recitazione e regia eccellente. Tuttavia, portare la profondità narrativa di uno story driven con quasi la stessa qualità complessiva grafica, nonché un racconto molto più corposo, non era un obiettivo semplice (certamente, non è da escludere che a Rockstar il budget per fare certe cose non manchi). Specie considerando che il mondo di Red Dead Redemption 2 è vivo, incredibile, pulsante. Riesce a garantire un grado di interazione come pochi, anche se qualcosa ancora da perfezionare c’è. Dopotutto, Red Dead Redemption 2, così come The Legend of Zelda Breath of the Wild, è il picco più alto raggiunto in questa generazione. I capolavori di Nintendo e Rockstar evidenziano un potenziale enorme, ma in maniera comunque ancora embrionale.

Red Dead Redemption 2 - Montagne innevate

L’inevitabile destino della banda di Dutch van der Linde

1899. Il tempo per i fuorilegge ed i criminali sta volgendo via via al suo termine. Non c’è più posto per loro. L’evoluzione tecnologica sta prendendo mano a mano il sopravvento ed insieme ad essa la crescita della civiltà moderna e delle forze dell’ordine. Cowboy, pistoleri temerari, fuorilegge d’onore, banditi, indiani… la loro debellazione è ormai vicina. Questo lo sanno anche Dutch van der Linde e la sua banda che cercano di scappare da un America che non offre più nulla per la loro vita, ma le cose non vanno come previsto. Il colpo a Blackwater è stato un disastro e la banda è dovuta scappare, rifugiandosi sulle montagne innevate, in piena tempesta. Alcuni membri sono stati uccisi ed altri catturati. Anche il bottino è stato lasciato in città, ben nascosto, con la speranza di poterlo recuperare in futuro. Tuttavia, niente refurtiva, niente soldi, ed ecco quindi che i fuorilegge dovranno cercare di sopravvivere in un mondo spietato e senza scrupoli, nella natura selvaggia, ricercati dai Pinkerton e con una vecchia rivalità ancora aperta con la gang di Colm O’Driscoll.

Il racconto è diluito in circa 60 ore di gioco, garantite dalla sola campagna principale. Se poi volete vivere appieno il mondo di Red Dead Redemption 2, allora moltiplicate il tutto all’infinito, perché le possibilità offerte dal gioco sono veramente moltissime, oltre alle tante cose secondarie da fare; manna dal cielo per i completisti. Al netto di alcune sbavature nella scrittura, per la maggior parte anche comprensibili, tenendo in considerazione le oltre 2.000 pagine di sceneggiatura (tranne un paio che sono purtroppo proprio piccole cadute di stile), la qualità del racconto è mastodontica. Red Dead Redemption 2 ha un inizio lento che potrebbe anche non piacere ad alcuni. Proseguendo, però, il titolo rivela poco a poco la sua potenza narrativa, fatta di personaggi eccezionali, una fotografia pazzesca, dialoghi e recitazione impeccabili ed una componente registica degna dei migliori film hollywoodiani.

Red Dead Redemption 2 è ambientato anni prima del suo predecessore. Ergo, per tutti coloro che hanno avuto modo di giocare al primo capitolo dell’epopea western di Rockstar, alcuni colpi di scena della produzione sono purtroppo un po’ più prevedibili. Esempio: se John Marston o Javier Escuella si trovano in pericolo, già sappiamo che in un modo o nell’altro riusciranno a cavarsela, proprio perché presenti nel primo episodio. Ciononostante è bene precisare (nonché, garantire) che le sorprese non manchino. In più occasioni, infatti, l’opera saprà sorprendere e lasciare letteralmente con la bocca spalancata, increduli di ciò che sta accadendo sullo schermo. Al contempo, avendo giocato già il “pre-sequel”, è possibile cogliere i vari rimandi oltre che a vivere buona parte dei racconti di John Marston durante le sue cavalcate nel primo Red Dead Redemption, però attraverso Arthur Morgan, il protagonista di questo seguito.

Arthur Morgan è il braccio destro di Dutch van der Linde. Fedele al suo leader da oltre vent’anni, è una personalità burbera, sarcastica e che pensa solo a svolgere il suo lavoro e gli ordini impartiti. Durante l’epopea di Red Dead Redemption 2 vien fuori la crescita del personaggio, a seguito di alcuni eventi che muteranno completamente i suoi intenti. Inizialmente, specie per chi viene dal primo Red Dead Redemption, viene quasi difficile empatizzare per Mr. Morgan. Pur impersonandolo noi stessi, interpretiamo comunque un personaggio che ha un suo codice, nonché un suo modo di pensare ed agire. Legati a John Marston, soprattutto per il suo obiettivo nel “pre-sequel”, ci verrà difficile attaccarci ad Arthur Morgan. Col progredire della storia, però, il personaggio viene sempre più approfondito, mostrando tutti i suoi dubbi e le sue insicurezze. Gli succedono cose incredibili, sopravvive all’impossibile ed è così che mano a mano ci si affeziona sempre di più a lui, riconoscendogli il ruolo di miglior personaggio della serie, in quanto scritto con una cura strabiliante.

Anche la banda di Dutch van der Linde e il suo stesso leader saranno segnati dai molteplici eventi che accadono durante il corso della storia; non solo Arthur. L’obiettivo è sempre lo stesso: guadagnare soldi e scappare via per trovare il proprio posto altrove e condurre così una nuova vita. Nel mentre, affronteranno situazioni sempre complicate e tortuose, avranno a che fare con gente poco raccomandabile o immischiati in brutte faccende. I piani non vanno mai come preventivati e inevitabile è il loro destino che porta poi agli eventi del primo Red Dead Redemption, con consequenziali colpi di scena dall’alto impatto emotivo, che lasceranno un segno indelebile nel cuore.

Red Dead Redemption 2 - Binari

Sentirsi parte integrante di una banda e del mondo di gioco

L’intento di Red Dead Redemption 2 non è solo quello di raccontare una storia entusiasmante e drammatica, fatta di personaggi incredibili, panorami mozzafiato e momenti toccanti. Questo lo fa qualsiasi grande videogioco. L’obiettivo di Rockstar è far sentire il giocatore parte integrante di un contesto videoludico, nonché della propria banda. Ogni membro sembra veramente vivere di vita propria. Interagiscono con noi, talvolta ci fanno qualche richiamo se non contribuiamo economicamente o se stiamo via troppo tempo dall’accampamento. La sera davanti al fuoco ognuno racconta le proprie storie e noi potremo ascoltarle oppure continuare a starcene per i fatti nostri. Potremo decidere di punzecchiarli un po’ così come giocare a domino o a poker con alcuni di loro, oltre che a svolgere attività di caccia o furti, sempre con alcuni di essi. Ci sarà anche da lavorare nell’accampamento e possiamo contribuire attivamente per questo. Noi abbiamo bisogno di loro e viceversa. In alcune circostanze, Arthur si confida con alcune donne della banda, aprendosi a loro. Egli racconterà le sue gesta e vicissitudini e, a seconda del nostro modo di agire, questi dialoghi muteranno. Se ammazziamo troppi innocenti, Arthur lo farà presente in questi momenti e si sentirà in colpa. In più occasioni non mancheranno poi momenti per festeggiare, ballare e cantare e sono eventi che vivono di per sé, a cui non è obbligatoria la nostra partecipazione. Eventi che a volte nascono da missioni principali che ci portano a scegliere poi se rientrare con i membri della banda che stavano con noi o meno, oppure se svolgere qualche attività particolare prima. Tutto questo comporta quindi dialoghi e retroscena vari che potremmo anche perderci, sia se ce ne stiamo sempre per i fatti nostri, sia se evitiamo di interagire con i membri della banda. Il punto focale dell’esperienza (almeno per una buona parte del gioco), un po’ come già visto in Final Fantasy XV, è il viaggio. A differenza del discutibile prodotto targato Square Enix (che al netto dei suoi difetti ha comunque molti punti di forza), la qualità in Red Dead Redemption 2 è di gran lunga superiore, con un grado di interazione e simulazione di tutt’altra caratura ed impatto.

Se da un lato abbiamo un livello di interazione meticoloso che ci fa sentire parte integrante della banda di Dutch van der Linde, dall’altro ritroviamo un tasso di libertà e profondità sensoriale come mai visto sino ad oggi in un contesto open world che simula la realtà. Ogni giornata, nel gioco, può essere vissuta come un’esperienza prelibata ed intensa. Possiamo decidere di metterci in viaggio, ponendoci un obiettivo, come potrebbe essere raggiungere la città più vicina per comprare provviste, abiti o quel che sia. La cosa stupenda è che nel mentre che ci avviamo alla meta stabilita, una moltitudine di situazioni ed eventi, semi-scriptati e non, distoglieranno la nostra attenzione. Notiamo del fumo in lontananza e ci avviamo lì per scoprire se possa trattarsi di un accampamento di qualche banda rivale. Durante il cammino notiamo tante prede da cacciare e quindi decidiamo di fermarci per catturarne qualcuna. Attenzione, però, perché l’attività di caccia non è semplice come in altri giochi. Non basterà solamente colpire la preda. Sarà necessario studiare ogni animale per capire quale possa essere l’arma migliore per non rovinare le pelli e quali esche possano farli uscire allo scoperto, nonché utilizzare l’abilità volo dell’aquila per seguire le tracce della preda. Ci sono pure animali leggendari, molto più difficili da trovare ed annientare, per i quali è necessario sfruttare tutte le risorse a propria disposizione. Una volta catturata la preda, se si è fatta una certa ora, possiamo decidere di accamparci per nutrirci e recuperare le energie, riposandoci. Mangiare non è obbligatorio, ma se restiamo troppo tempo a digiuno, finiremo sottopeso. Sebbene guadagneremo resistenza, subiremo più intensamente i danni, oltre al fatto che comunque il nucleo dell’energia vitale tenderà a svuotarsi. Al contrario, consumare eccessivamente cibo ci porterà inevitabilmente in sovrappeso, con effetti opposti a quelli appena descritti. Tra una battuta di caccia e l’altra, possiamo anche decidere di andare a pesca, se siamo stanchi di mangiare sempre carne o stufato di cervo all’accampamento (ricordandoci di portare materiali e provviste al cuoco della banda, Pearson). Durante le cavalcate sul nostro fido destriero, possiamo notare un carro in lontananza che contiene della merce, rapinarlo e portarlo ad un ricettatore per guadagnare un po’ di soldi, svaligiare qualche abitazione dopo aver ottenuto delle informazioni in merito o rapinare i negozi. Importante coprire sempre il volto con una bandana durante queste operazioni, in modo che sia più difficile che la legge risalga a noi. Alcuni negozianti svolgono pure attività illecite nel loro retrobottega, garantendoci un bottino più succoso, ma per scoprirli è necessario interagire con alcuni abitanti che a seguito di un nostro aiuto o altro ci daranno le informazioni necessarie per il nostro obiettivo. Il tutto ricordandoci anche di darci una ripulita di tanto in tanto; in maniera selvaggia, tuffandoci nei vari fiumi sparsi un po’ ovunque nel mondo di gioco oppure lavandoci in un albergo. Senza dimenticare di curare il nostro aspetto.

La gente si ricorderà di noi, specie se combiniamo un casino e non ci guarderà di buon occhio se sporchi di sangue, con degli stracci addosso ed una barba folta di qualche mese. Possiamo però anche sbattercene della banda e delle piccole o grandi città e vivere la natura selvaggia, giorno dopo giorno, in cerca di animali leggendari, collezionabili e sfide varie. Sta a noi decidere come vivere l’avventura di Red Dead Redemption 2, qualora vogliamo dedicarci ad andare in profondità e non scalfire solamente la superficie. Importante è anche aver cura del nostro cavallo, in quanto nella sella è riposto tutto il nostro armamentario e la tenda per l’accampamento. Inseguendo infatti la via del realismo, Red Dead Redemption 2 ci costringe a poter portare solo una parte delle armi; il resto rimane in sella al fido destriero, quindi dovremo ogni volta decidere cosa portare con noi, a seconda delle occasioni. Se decidiamo per un approccio furtivo, l’arco potrebbe essere la scelta migliore. Se invece dobbiamo compiere una carneficina, allora meglio scegliere le armi più potenti. Anche per quest’ultime è necessario un intervento di manutenzione, per cui avere con sé l’olio per pulire pistole e fucili può essere indispensabile in molteplici circostanze, specie se siamo distanti dalle città per poter effettuare un intervento di manutenzione dall’armaiolo. Da quest’ultimo possiamo non solo pulire le armi, ma anche modificarle per potenziamenti veri e propri e per abbellirle esteticamente, oltre ad acquistarne di nuove o accessori utili, come fondine migliorate o altro.

Le possibilità offerte sono veramente infinite. Sta a voi decidere come vivere lo splendido Red Dead Redemption 2. Chiaro che sia possibile dedicarsi solo ed esclusivamente alla storia, ma sarebbe quasi un reato non andare fino in fondo al pacchetto ludico offerto da Rockstar.

Red Dead Redemption 2 - Open World

Quello di Red Dead Redemption 2 è un open world maestoso

Ciò che colpisce di Red Dead Redemption 2, oltre alle tante possibilità offerte dalla componente ludica e simulativa dell’esperienza, è proprio l’open world. Ci ritroviamo dinanzi ad uno dei mondi più belli mai realizzati. A discapito di qualche texture più sottotono e dei volti di alcuni NPC che un po’ stonano confrontati con quelli dei personaggi principali, Red Dead Redemption 2 è esplosivo. Sembra quasi un gioco proveniente da una generazione successiva ed è invece realtà. Chiaramente, sulle edizioni standard di PlayStation 4 e Xbox One non mostra il meglio delle sue potenzialità ed è un titolo prettamente consigliato per Xbox One X. Gli effetti di illuminazione sono quanto di più bello si sia mai visto sino ad oggi. La varietà delle ambientazioni è notevole ed ognuna è riproposta fedelmente in base al periodo storico di appartenenza. Vallate immense, foreste lussureggianti, montagne innevate e non, boschi, isole tropicali e cittadine varie. Saint Denis è il primo esempio di civiltà moderna ed è una città bellissima; se la gioca con la splendida Novigrad di The Witcher III. Proprio a Saint Denis possiamo assistere a degli spettacoli teatrali che sono capolavori di interpretazione. Sono quasi delle cutscene in tempo reale quelle a cui noi assistiamo e lo si evince dalla cura maniacale delle animazioni, essendo realmente recitati. Talvolta, è possibile anche interagire durante lo spettacolo, ma non vi diciamo come e perché. Bisogna però sottolineare che qui il gioco raggiunge un compromesso piuttosto marcato rispetto a tutta l’esperienza: non ci permette di ammazzare le persone o di interrompere lo show a colpi di pistola. Sebbene possa stonare con l’intento dell’opera, è una scelta di game design puramente inevitabile, per ovvi motivi del caso che è inutile anche star qui a spiegare.

La recitazione di Red Dead Redemption 2 raggiunge vette di altissimo livello. La regia è audace e il gioco è al servizio della narrazione. Infatti, durante le cavalcate con i membri della banda nelle missioni principali, tra un dialogo e l’altro la visuale si sposta per farci ammirare gli scorci meravigliosi dell’opera, con un comparto registico implacabile. Ad arricchire il tutto vi è anche la visuale cinematica che rende i viaggi più intensi, non dovendoci curare di premere il tasto per accelerare o per spostarci, qualora abbiamo immesso sulla mappa una meta da raggiungere. Red Dead Redemption 2 si può anche giocare in prima persona e in questa modalità si possono notare maggiormente i piccoli difettucci che è possibile riscontrare di tanto in tanto nella mole incredibile di elementi su schermo, ma al contempo ci mostra in primo piano anche i livelli di dettaglio maniacali di tutto il resto.

Il mondo vive. Se sentite cantare uccelli, gracidare rane o ululare lupi, state ben sicuri che sono lì da qualche parte e se li ammazzate, incomberà inesorabilmente il silenzio. Red Dead Redemption 2 è caratterizzato quindi da un sound design dinamico oltre che da effetti sonori generali ben realizzati. Le galoppate sono spesso accompagnate dal sound ambientale e da sonorità che guizzano di tanto in tanto oppure da brani di sottofondo molto più atmosferici. La colonna sonora non è mancante di enfasi e nei momenti cruciali è lì, pronta a intensificare ogni momento. Nella maggior parte delle missioni è possibile ascoltare brani musicali eccezionali, in pieno stile western, non invidiando affatto le composizioni più celebri della storia del cinema e dei videogiochi.

Non potevano di certo mancare le condizioni ambientali. Il meteo dinamico garantisce una marea di fenomeni atmosferici, alcuni veramente molto rari da intravedere. Pensate che dopo oltre 100 ore di gioco e svariate piogge, non sono mai riuscito ad assistere ad un dannato arcobaleno. Oltre ai temporali è possibile anche assistere a nebbie notturne o mattutine, tempeste di fulmini e quant’altro. Ovviamente, i vari fenomeni ambientali mutano e sono più o meno frequenti a seconda della zona in cui ci troviamo. Di certo non possiamo aspettarci nevicate a Sud-Ovest, negli ambienti desertici. Lì possiamo assistere a qualche tempesta di sabbia. Ancora non è presente una Photo Mode in Red Dead Redemption 2, ma non neghiamo la possibile introduzione futura con un aggiornamento. Ciononostante, oltre a poter catturare gli screen con le apposite funzioni di Xbox One e PlayStation 4, il gioco ci mette a disposizione una macchina fotografica per effettuare scatti che è possibile condividere sul Social Club di Rockstar. L’accessorio può tra l’altro essere utile anche per svolgere alcune missioni secondarie.

“Non siamo criminali. Siamo fuorilegge” – Red Dead Redemption 2

Abbiamo parlato della qualità registica sopraffina, dell’intensità e credibilità del mondo di gioco e del comparto tecnico ineccepibile della produzione Rockstar, nonché di alcuni aspetti di Red Dead Redemption 2. Ora, quindi, non ci resta che andare ad approfondire il tutto, analizzando il comparto ludico dell’opera. La libertà offerta dal titolo è enorme, garantendoci un tasso di esplorazione marcatissimo e mai stancante. Questo perché c’è sempre qualcosa da fare o da vedere, oppure persone con cui interagire, da aiutare o annientare. Red Dead Redemption 2 ha ritmi molto lenti, quasi inusuali per un videogioco. Si prende il suo tempo per introdurre il giocatore a conoscere mano a mano tutte le possibilità di gameplay offerte e a sbloccare nuove attività, nonché ulteriori cose da poter fare.

Tra i principali elementi dell’opera, ritroviamo senz’altro l’inedito sistema di interazione con gli NPC, muniti di un’intelligenza artificiale più sviluppata rispetto alla norma, seppur non raggiunga i livelli preannunciati, sia per una comunicazione non estremamente chiara, ma anche per un’interpretazione forse troppo carica di aspettative. Ciò non toglie che quello che ci troviamo dinanzi sia comunque un aspetto molto importante di Red Dead Redemption 2. Spesso le chiacchiere coi passanti si limitano ad un saluto, qualche provocazione (che può arrivare alle scazzottate) e poco altro, ma in tante altre occasioni, quando capita, si creano delle vere e proprie storie. Vi potrei raccontare di quella volta (durante le mie prime sessioni di gioco) che incontrai un cacciatore in una prateria. Mi invita a non far rumore che è intento a catturare una preda. A quel punto potevo fare tante cose, come ad esempio disturbarlo e non fargli ammazzare l’animale; ucciderlo prima che colpisse la preda per salvarla o ammazzarla poi io; incitarlo o provocarlo e così via. Io ho scelto di stare al gioco: mi sono mosso insieme a lui con calma e in maniera furtiva per vedere se fosse riuscito a colpire il cervo. Di tanto in tanto lo incitavo e quando è riuscito a beccare la preda, gli ho fatto i complimenti per poi ficcargli una pallottola dietro alla testa poco prima che si avvicinasse all’animale, diventato di mia proprietà in quel preciso istante. La dura legge della sopravvivenza. Avrei potuto anche minacciarlo, ma in quel caso poteva finire a colpi di arma da fuoco, visto che anche il tizio era armato con un fucile. E questo non era uno degli eventi casuali generati dal gioco, ma proprio un tizio a caso che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. E situazioni come questa ci sono e nemmeno poche, ma non capitano così frequentemente e da un lato è anche comprensibile, perché nella realtà le interazioni con gli sconosciuti non sempre si evolverebbero, anzi… si limiterebbero anch’esse ad un “ciao” e “che diavolo vuoi? Sparisci!”. Quindi, che le situazioni con gli NPC non sempre si evolvano in qualcosa è comprensibile. Quello che invece si può criticare è che spesso le situazioni non sempre finiscano nei modi che pensiamo. Ad esempio, il sistema del colpo in aria molte volte fa cilecca. Ci può stare se chi troviamo davanti a noi è anch’egli armato e non si intimidisce ed anzi provvede ad attaccarci, ma in altre occasioni anche semplici cittadini, pur sentendo il colpo in aria, non si intimidiscono. Ovvio che debba funzionare in maniera dinamica, in base alle varie situazioni e a seconda del momento, tuttavia sono veramente tanti i casi in cui non riesce nel suo intento. Dove invece torna utile è nel caso svaligiate qualche negozio. Se vedete che il cassiere è un po’ titubante, minacciarlo con un colpo in aria può velocizzare le cose. Esso può anche servire qualora si voglia seminare il caos in un luogo, facendo scappare la gente del posto, evitando di colpire qualcuno per sbaglio. Insomma, la feature può essere sfruttata in più circostanze, ma si poteva rifinire un po’ meglio. Niente che non si possa risolvere con una patch.

Discorso diverso per gli eventi casuali generati dal gioco. Già presenti nel primo capitolo, in Red Dead Redemption 2 raggiungono un grado di qualità ancora più incredibile, tanto che alcuni sembrano delle vere e proprie missioni. Tuttavia, c’è anche il rovescio della medaglia. Molti altri sono purtroppo più semplici ed anche ripetuti in svariate circostanze. Passi che alcune situazioni si ripetano. Ci può stare che appaia più volte il cieco o il mendicante che chiede soldi, così come il tizio che cerca il suo amico Gavin, o il carro con all’interno un prigioniero. Questi eventi casuali scriptati sono funzionali, anche se ripetuti, perché comunque riguardano eventi di routine, pure in un’eventuale realtà. Storciamo il naso, però, quando incontriamo una tizia a cui è morto il cavallo e chiede un passaggio e questo evento ricapita molte ore dopo, uguale, con la stessa tizia ed il suo puledro con il medesimo nome: Biscotto. Ripetuto è anche il dialogo mentre l’accompagniamo a casa. Questa situazione qui, cozza con l’esperienza di gioco. Fortunatamente, sono rarissime e a ripetersi sono più gli eventi casuali di pura routine che è possibile concludere in svariati modi. Ad esempio, quando vediamo il carro con il prigioniero, possiamo decidere di assaltarlo e portare noi il tizio agli arresti e riscuotere dei soldi, così come lasciarlo in libertà. Possiamo però anche ammazzarlo, se ci va, così come liberarlo ma rubando il carro per consegnarlo ad un ricettatore o fare entrambe le cose e guadagnare così più soldi. In sostanza, anche per gli eventi casuali, seppur scriptati ed alcuni con qualche sbavatura, l’evoluzione di quest’ultimi sta tutta in mano al giocatore, che può ricreare situazioni dinamiche ed impreviste. Alcuni personaggi appartenenti a questi eventi casuali si ricorderanno delle nostre gesta e ci dimostreranno la loro gratitudine dandoci informazioni utili o facendoci acquistare qualcosa da mettere sul conto loro. Anche in questo caso, il come succede a volte è ripetuto in maniera totalmente identica, facendo perdere parte del fascino di Red Dead Redemption 2. Esso poi rimane quando spariamo al ginocchio di un commesso di un negozio e tornandoci tempo dopo lo ritroviamo con una gamba di legno, oppure quando a seguito di qualche casino un negoziante ci invita a non fare altri danni o qualcuno, riconoscendoci, si intimorisce. In questi precisi momenti l’esaltazione è maggiore, proprio perché riguarda NPC e non eventi casuali comunque scriptati e questo dimostra come il mondo di Red Dead Redemption 2 sia vivo e pulsante.

Se l’intelligenza artificiale in questi casi si dimostra, seppur con alti e bassi, avvincente, non si può dire lo stesso per le fasi shooting. Spesso e volentieri ci ritroviamo in situazioni in cui i nemici sanno anche metterci in difficoltà ed un po’ ragionano, ma a parte questi casi piuttosto rari, ci ritroviamo avversari pronti a farsi sparare e che nemmeno vanno in copertura così bene. Tuttavia, soprattutto nel caso delle missioni principali, le sparatorie sono così avvincenti e ben coreografate, specie quando partono alcune scene entusiasmanti, che ci si chiude tranquillamente un occhio, anche perché quest’ultime risultano comunque divertenti ed appaganti. Le missioni sono molto variegate e propongono situazioni di gameplay simili, ma sempre diversificate, cercando di offrire un’esperienza complessiva di tutto rispetto, riuscendo totalmente nell’impresa. Il ritmo è lento, come dicevamo, ma andando sempre avanti le cose entreranno nel vivo e al tempo stesso anche le missioni diventano più intense, seguite come sempre da una scrittura eccezionale ed una regia incredibile. Il tutto condito da alcuni colpi di scena veramente sbalorditivi. Peccato quindi per alcune piccole sbavature qua e là, comunque perdonabili in 60 ore di racconto e di fasi di gioco memorabili ed eccezionali, ma un pochino di attenzione in più in determinati particolari e l’approfondimento di qualche personaggio avrebbero reso ancor più epico quanto già di incredibile offre Red Dead Redemption 2.

Considerando quindi i ritmi del prodotto, è inevitabile che per apprendere la mole di comandi della produzione Rockstar sia necessario del tempo. Anche solo il fatto che per sparare un colpo bisogna ogni volta ricaricare con la pressione del trigger è un aspetto semplice, ma che necessita inizialmente di un apprendimento. Stesso discorso per padroneggiare al meglio i menu e la ruota delle armi e degli oggetti, anche se da questo punto di vista qualcosina in più si poteva fare. Non possiamo lamentare un sistema di controllo poco funzionale o macchinoso, in quanto Red Dead Redemption 2 è creato secondo scelte autoriali ben precise, con una ricercatezza quasi fuori parametro. Tutto sommato, però, la gestione dei menu poteva essere un pochino più chiara ed anche se il gioco ci introduce poco alla volta le varie meccaniche e funzioni, è assurdo che stia sempre a riproporre il tutorial di qualche minigioco e non ci ricordi le cose più importanti. Qualche accorgimento qua e là avrebbe garantito quella maggiore immediatezza in alcune piccolezze, ma di base Red Dead Redemption 2 è tutto fuorché immediato. Dopotutto, parliamo di un titolo la cui sola storia dura all’incirca 60 ore; chiaro che per garantire l’offerta ludica che propone necessiti di un sistema di controllo più complesso. Quindi, anche se i menu possono dare alcuni grattacapi, si tratta di un piccolo neo che non inficia assolutamente sull’esperienza complessiva dell’opera, una volta presa la giusta padronanza delle meccaniche di gioco.

Oltre agli eventi casuali, ci sono anche delle vere e proprie missioni secondarie, catalogate come sconosciuti (segnate con il “?” sulla mappa). Non ne sono moltissime come un GDR, ma a differenza del primo sono molto più curate ed alcune ci fanno conoscere meglio il background del protagonista, Arthur Morgan. Alcune secondarie ci introducono ai collezionabili come la raccolta di ossa di dinosauro, di figurine nei pacchetti di sigarette e molto altro ancora. Red Dead Redemption 2 evolve anche la componente crafting, permettendoci di creare una moltitudine di proiettili, accessori, tonici, talismani e abiti vari con i materiali giusti. Vi è anche una piccola componente da gioco di ruolo, come il legame del cavallo che mano a mano che incrementa di livello ci permette delle azioni particolari. Lo stesso vale per l’energia vitale, la resistenza ed altre varie abilità che vengono incrementate con determinate azioni o con delle bevande particolari. Possiamo anche avere più di un destriero e lasciare nella stalla quelli che non dobbiamo utilizzare. Ci sono poi una ricca serie di sfide ed esaudirle tutte non è di certo cosa facile. Non mancano poi le taglie, per racimolare un po’ di soldi portando vivi o morti i ricercati agli sceriffi delle varie città. Il 100% di Red Dead Redemption 2 è molto generoso, ma se volete davvero completare tutto il compendio del titolo, analizzando tutti gli animali e trovare i leggendari, scoprire tutte le tipologie di armi e così via, allora ci sarà davvero da dedicare tantissimo tempo all’epopea western di Rockstar. L’estensione della mappa è enorme, ma ogni luogo, ogni posto è intriso di vita e troverete sempre qualcosa da fare. Inoltre, Arthur annota sul suo diario buona parte di quello che vive durante il gioco e questa particolarità ci ricorda molto il diario di Ryo Hazuki di Shenmue, evoluto per l’occasione. Dal capolavoro di Yu Suzuki, Red Dead Redemption 2 condivide anche la possibilità di ispezionare tutti gli interni delle varie abitazioni ed aprire armadi e cassetti, esaminando in primo piano alcuni oggetti. Questo aspetto, Rockstar, lo aveva anche condiviso in L.A. Noire che essendo un titolo investigativo, basa parte dell’esperienza nelle ispezioni.

Chiaro che commettere dei crimini faccia scendere in campo la legge. Il sistema è molto simile al primo capitolo e all’ultimo GTA. Se siete ricercati, bisogna uscire dall’area evidenziata in rosso sulla mappa ed aspettare che la scritta “RICERCATO” diventi bianca. Occhio, però, che pur riuscendo a sfuggire alle guardie, potrebbe essere una pessima idea tornare subito indietro, in quanto restano all’erta e se vi avvistano, sarete nuovamente ricercati. Più crimini commettete, maggiore sarà la taglia sulla testa di Arthur. In ogni stato potrete averne una, quindi averne tante ed alte comporterà una spesa non indifferente per pagarle e azzerarle. In questi casi, sarete ricercati anche dai cacciatori di taglie pronti ad eliminarvi. In base alle vostre azioni, sale o scende il livello di onore di Arthur Morgan. Le voci girano e la fama del protagonista cambia a seconda della vostra reputazione. Se siete degli assassini spietati con l’onore basso, state ben certi che commettendo anche un piccolo crimine, come una scazzottata con qualcuno, vi renderà dei ricercati. Le guardie vi attaccheranno senza esitare oppure, prima di aprire il fuoco, vi inviteranno a mettere le mani in alto, per arrestarvi. Discorso diverso se il vostro onore è alto e non avete una taglia particolarmente elevata. Pur al cospetto dei rappresentati della legge, una chiacchierata può risolvere le cose, anche se la guardia vi inviterà ad allontanarvi, facendovela passare liscia. Insomma, il sistema dell’onore non influenza solo il morale del giocatore, ma anche svariate situazioni di gioco, alcune inerenti addirittura il finale. Non che l’esito cambi più di tanto, ma è curioso notare le piccole differenze del caso. Anche le varie scelte nel corso della storia, spesso sono più morali o strategiche che non altro. Non influiscono come in un The Witcher III, in quanto il prodotto Rockstar, pur garantendo una libertà colossale nel mondo di gioco, vive al contempo al servizio di uno storytelling preciso e mirato.

Un altro aspetto interessante di Red Dead Redemption 2 sono i duelli. Come nel “pre-sequel”, è possibile beccare per strada gente intenta a sfidarvi, ma in alcune missioni, secondarie e non oppure durante qualche taglia, è probabile beccare un avversario da affrontare in duello. In queste fasi, il gioco entra in modalità Dead Eye, la feature tipo bullet time introdotta già dai tempi di Red Dead Revolver. Dovrete essere ovviamente più veloci del vostro nemico e potrete sia ucciderlo che disarmarlo. Con la leggera pressione del trigger destro (RT/R2, a seconda della console) è possibile entrare nella modalità duello in ogni momento. Questa meccanica di gameplay che ci viene spiegata in alcune missioni iniziali, torna molto utile negli svariati faccia a faccia con più nemici, se abbiamo ancora la pistola nella fondina. In questo modo, specie se non troviamo ripari nei paraggi, possiamo estrarre l’arma e colpire i malcapitati di turno. Oltre alla modalità duello attivabile in qualsiasi momento, non manca chiaramente il Dead Eye classico, ma migliorato rispetto al primo Red Dead Redemption. Anch’esso viene potenziato, giocando e più alto è il livello, maggiori saranno le possibilità offerte dalla feature.

Red Dead Redemption 2 è un capolavoro che garantisce una varietà di situazioni incredibile, una libertà fuori scala, tantissime cose da fare, un mondo enorme da esplorare e sezioni di gioco altamente avvincenti. Difficile approfondire ogni singolo aspetto in una semplice recensione, per questo motivo non mancheranno altri approfondimenti in futuro. Vi basti sapere che si tratta di un prodotto rivoluzionario e che setta un nuovo standard nel panorama videoludico, ma non è adatto a tutti e necessita del suo tempo.

Valutazione di TopGamer
Il risultato complessivo dell'ultima epopea western di Rockstar è un capolavoro senza precedenti che alza l'asticella e gli standard qualitativi degli open world, grazie ad un mondo intenso e vibrante e ad una qualità della scrittura e della regia degna delle più grandi opere cinematografiche, dimostrando quanto potente sia il medium videoludico.

Il comparto tecnico ed artistico è da capogiro, e ci regala scorci meravigliosi, panorami mozzafiato e tramonti da sogno; il tutto in un mondo vivo e simulativo con un'offerta ludica eccezionale.

Così come Breath of the Wild, Red Dead Redemption 2 rivoluziona ulteriormente il macrogenere degli open world. Qualora uscisse in futuro un prodotto con la libertà di approccio e di situazioni di gioco di Zelda, la qualità narrativa ed un mondo interattivo come quello di Red Dead Redemption 2 e l'influenza profonda delle scelte multiple di The Witcher III, ci troveremo dinanzi all'opera rivoluzionaria definitiva.

Intanto, Red Dead Redemption 2 rimane un prodotto maestoso; indubbiamente il gioco dell'anno 2018, nonché (insieme a Zelda) il capolavoro più segnante dell'intera generazione.
PRO
  • Open world vivo ed intenso che grazie alla componente ludica setta nuovi standard per il genere
  • Colonna sonora strabiliante
  • Comparto tecnico e stilistico eccezionale
  • Missioni e situazioni di gioco strepitose
  • Regia e sceneggiatura degne di un film
CONTRO
  • Qualche sbavatura nel racconto e in alcune situazioni di gioco
  • Non adatto a tutti
10/10
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