Riot: Civil Unrest – Recensione

Scritto il 06.02.2019
da Enrico Vanni

Un esperimento interessante ed unico

Scontri fra polizia e malavitosi, rivolte fra oppositori e celerini. Riot: Civil Unrest è un simulatore di rivolte, sviluppato dallo studio australiano Merge Games, gli stessi di Dead Cells, Aragami e Slain: Back from Hell, tanto per citarne qualcuno.

Un progetto niente male, creato in pixel art, che ci farà vivere degli scontri che spesso abbiamo sentito ai telegiornali, come ad esempio i disordini per la famosa TAV.

Rivoltosi o polizia? Occorrà decidere su quale fronte stare e prendere decisioni sulla tattica da adoperare. Le nostre scelte avranno una forte influenza sul risultato finale, poiché un atteggiamento violento sarà penalizzante agli occhi dell’opinione pubblica. Spesso la soluzione migliore è l’opposizione passiva, che riduce le vittime, i danni alle proprietà pubbliche e la cattiva reputazione agli occhi del mondo.

Non sarà sempre semplice sedare una rivolta. Se i poliziotti possono contare su gas lacrimogeni e camionette spruzza acqua, i rivoltosi hanno dalla loro un maggior numero di unità in campo. Il contenimento della folla ci metterà a dura prova, dovremo quindi improvvisare tattiche e strategie per evitare che qualcuno riesca a sfondare le barriere.

Quando usiamo le forze dell’ordine, dovremmo stare molto attenti alle azioni da intraprendere: dai colpi agli scudi per intimorire gli avversari, fino alle manganellate e gli arresti. La strategia migliore è spaventare i rivoltosi, riducendo quasi a zero il numero di feriti. L’opinione pubblica potrebbe penalizzare molto il risultato finale di una sommossa.

Comparto tecnico

Il gioco ci pone i mezzi per effettuare con successo una sommossa o placarne una, ma saremo noi a dover imparare le strategie e le conseguenze delle nostre azioni. Nessun tutorial, nessuna guida, solo il nostro buon senso.  Come in Dark Souls, saremo scaraventati sulla scena della rivolta.

Il comparto grafico di questo gioco è un insieme di pixel spesso caotici, che ci daranno quel senso di caos tipico delle rivolte, ma che troppo spesso penalizza la visualizzazione di tutte le unità in campo. Ci sarà la possibilità di zoommare per vedere più nel dettaglio, ma la scena sarà spesso confusionaria.

Per il comparto audio, è stato scelto di simulare le grida dei manifestanti e il rumore dei celerini, come ad esempio i colpo sugli scudi o le marce di carica. Nessuna musica di sottofondo o rumori che possano distoglierci dalla situazione in cui veniamo catapultati.

I controlli del gioco, nonostante possano sembrare semplici, non sempre sono immediati e la legnosità del movimento di alcune unità, crea spesso un senso di lentezza. Inoltre, i comandi dei vari gruppi non sempre sono chiari, portandoci a dover sperimentare le varie azioni durante una partita per capirne i processi nel gioco.

Riot: Civil Unrest è sicuramente un gioco particolare, pensato per una ristretta cerchia di utenza.

Valutazione di TopGamer
Riot: Civil Unrest è l'unico esponente del suo genere, ambientato in situazioni di rivolte e manifestazioni realmente accadute. Purtroppo la caoticità del comparto grafico e la ripetitività del gameplay, penalizzano l'esperienza di gioco.
PRO
  • Ambientato durante fatti realmente accaduti
  • Riesce a farci immedesimare nel caos delle rivolte
CONTRO
  • Grafica a volte caotica
  • Comandi non sempre chiari
7/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
4,00/5
1 voti
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