Santa Clarita Diet – recensione della serie tv su Netflix

Ci sono coppie nella tv che scoppiano, altre che si frequentano solamente, poi ci sono i “trombamici”, ma quante famiglie funzionano veramente? Bè, la risposta la potremmo chiedere a Joel e Sheila, che sono rispettivamente interpretati da Timothy – ex Raylan Givens in Justified – Olyphant e Drew – l’ex bambina del film E.T. – […]

Scritto il 12.02.2018
da Simone S. Marcocchi


Ci sono coppie nella tv che scoppiano, altre che si frequentano solamente, poi ci sono i “trombamici”, ma quante famiglie funzionano veramente? Bè, la risposta la potremmo chiedere a Joel e Sheila, che sono rispettivamente interpretati da Timothy – ex Raylan Givens in Justified – Olyphant e Drew – l’ex bambina del film E.T. – Barrymore. Sono insieme da una vita ed entrambi sembrano avere una vita praticamente perfetta.

Il frutto del loro amore è un’acuta adolescente di nome Abby e tutti e tre convivono senza alcun segreto, anzi, forse si potrebbe dire che parlino anche troppo, ma forse anche questo ingrediente è un elemento inserito nella ricetta e mescolato alla grande, che offre come risultato una routine, anche se molto invidiabile, ma che, come in tanti film e serie tv amano sottolineare più volte, senza troppi alti e bassi e per questo vissuta in modo un po’ passivo.

Non solo quindi il tempo libero, ma anche il loro lavoro li vede complici, perché entrambi rappresentano una ditta immobiliare e sono ottimi agenti, tanto che i loro volti sono diventati l’insegna della stessa azienda e punta di diamante (e invidia) tra i colleghi. Un bel giorno, proprio durante una vendita, Sheila inizia a vomitare copiosamente. Tanto, ma proprio tanto, anzi nemmeno il superlativo potrebbe rendere l’idea, resta il fatto che il povero Joel ritrova la moglie in questo stato e scoprendo che il battito non c’è più immagina (ma guarda un po’) che la sua consorte sia appena passata a miglior vita, ma non è così, anzi questo non è che l’inizio della loro avventura.

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Non faccio spoiler, quello che vi ho detto avviene nei primi minuti, ma le 10 puntate da 30 minuti circa sono un mix di frizzante ironia e black humor. Se state pensando a Last Man on Earth siete fuori strada, perché in quel caso si spinge l’acceleratore su situazioni per la maggior parte da pazzi scatenati ma quasi plausibili – prendendo tutto questo con le molle -, ma Santa Clarita Diet non c’è alcun freno. Sboccati i genitori, che lo fanno con una classe infinita, ma anche la figlia che anzi spesso fornisce il consiglio giusto ai genitori, che di fatto sono ancora adolescenti in un corpo adulto, ma nello stesso tempo riescono sempre a cavarsela per il rotto della cuffia.

La badilate (terminato utilizzato in modo non casuale) di situazioni grottesche e la costante fame della povera Sheila in versione zombie, farà capire alla famiglia quanto in realtà sia forte il legame dei componenti. Si potrebbe quasi paragonare ad una moderna Famiglia Addams, che però si è fatta il filotto di film-Romero-like e una maratona di The Walking Dead per poi frullare il tutto con una dose abbondante di ironia.

Un merito che è più che lecito riconoscere a questa serie che potete trovare su Netflix è uno script davvero esplosivo. Non è assolutamente facile spingere così tanto l’acceleratore su situazioni così folli, senza incorrere nel rischio di incidenti frontali con risultati vicini alle nefandezze su celluloide in stile Scary Movie, ma in realtà il pericolo è ampiamente fugato. Non c’è rischio di noia e nemmeno di avere elementi ripetitivi, forse anche grazie ai tanti personaggi di contorno che sono infallibili nei loro ruoli e davvero adattissimi, pronti sempre a ribaltare una situazione apparentemente segnata da un destino certo, riportando i coniugi in carreggiata. Tra questi spicca sicuramente il compagno di scuola-nerd di Abby che ha un ruolo fondamentale proprio per le sue conoscenze sull’argomento dei non-morti e sulle suo trovate talvolta buffe.

In attesa di una seconda stagione, al momento curiosamente ancora non confermata, vi rimando direttamente sulla pagina di Netflix della stessa serie, ricordando che è vietata ai minori di 14 anni, non solo per il linguaggio, ma anche e soprattutto per le scene particolarmente crude (anche se sopra le righe e sempre scherzose) di quest’ultima; potrete trovare il tutto cliccando qui.

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