Sea of Thieves – Recensione

Osservando il cielo all’orizzonte. I gabbiani che svolazzano indicando un probabile relitto. La luce del tramonto che risplende sulle acque del mare e accarezza lo sguardo, vigile e pronto a scrutare nuove avventure o pirati nei paraggi, dalla vedetta dell’albero mastro sulla nave dell’aspirante pirata che punta a diventare leggenda. Il tutto scolando nel mentre […]

Scritto il 17.04.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca

Osservando il cielo all’orizzonte. I gabbiani che svolazzano indicando un probabile relitto. La luce del tramonto che risplende sulle acque del mare e accarezza lo sguardo, vigile e pronto a scrutare nuove avventure o pirati nei paraggi, dalla vedetta dell’albero mastro sulla nave dell’aspirante pirata che punta a diventare leggenda. Il tutto scolando nel mentre un bel boccale pieno di grog che potrebbe invece far perdere di vista qualsivoglia obiettivo. Siamo umani, dopotutto. Sea of Thieves è una vera e propria esperienza oltre che un videogioco. L’ultima fatica a tema piratesco di Rare offre espedienti videoludici diversi, cercando di proporre qualcosa di nuovo e fresco. Uscito il 20 marzo scorso per Xbox One e Windows 10, Sea of Thieves è un titolo prettamente online basato innanzitutto sulla componente multiplayer cooperativa e vanta sia il crossplay tra Xbox One e PC, sia il Play Anywhere. Sì, è comunque giocabile in singolo, ma è proprio un tipo di esperienza diversa. È in compagnia di amici che il gioco trasmette la sua vera essenza, nonché un divertimento genuino e puro come non si vedeva da parecchio tempo. Mettetevi comodi e prepariamoci a spiegare le vele. Si salpa, verso l’infinito e oltre (ok, ehm… no)!

Sea of Thieves - Timoniere

Salpando per i sette mari

Il titolo realizzato dai britannici di Rare è un prodotto piuttosto particolare. Non si tratta di un MMO nel senso stretto del termine. Parliamo pur sempre di un gioco multiplayer online, ma si differenzia totalmente dagli altri esponenti del genere. Non dobbiamo comprare l’abito; siamo noi a cucirlo e dargli la forma che vogliamo. È il videogiocatore che crea la sua avventura, ampliandola di sfumature. Ogni volta che si mollano gli ormeggi, lasciando l’avamposto di partenza e raggiungendo il mare aperto, irto di pericoli, non si sa mai cosa potrà succedere. Questo rende ogni partita una probabile sorpresa. Il concept alla base è meraviglioso, ma indubbiamente anche rischioso. Bisogna dunque partire con una valida e piuttosto ovvia premessa: non è un gioco per tutti. Fatta questa precisazione, proseguiamo.

Sea of Thieves punta quindi tutto sulla libertà totale dell’azione e su un equilibrio assoluto. Non ci sono infatti safe zone, level up, upgrade, armi più potenti e tutta quella serie di contenuti di stampo ruolistico. Siamo tutti uguali e ognuno di noi avrà le stesse possibilità di scamparla e vincere uno scontro. L’esperienza sarà reale, maturata dalle ore di gioco nei mari dell’immaginario Rare e non perché giocatore X ha giocato quaranta ore in più di giocatore Y. Ma quindi, cosa si fa in Sea of Thieves? Molto semplice. Avviato per la prima volta il gioco, ci verrà chiesto di creare un pirata, scegliendolo da personaggi preimpostati, in ordine casuale, selezionabili in una sorta di griglia. Il non poter creare da zero il proprio personaggio potrebbe far storcere il naso a qualcuno, soprattutto a quelli che nella creazione dello stesso puntano tutta la loro immedesimazione. Tuttavia, è una semplice scelta ed è difficile poterla giudicare in maniera concreta. La piccola critica che si può muovere a questo sistema è un possibile scenario che potrebbe manifestarsi: indecisione sulla scelta del personaggio e, di conseguenza, eccessiva perdita di tempo durante la selezione. Non vale per tutti, certo, ma poiché potrebbe appunto verificarsi quanto descritto, risulta un piccolo neo del sistema. A favore di quest’ultimo, invece, possiamo spezzare una lancia sullo stile dei personaggi realizzati dal team britannico. Sono perlopiù brutti, ma veramente brutti. Alcuni più decenti, ma in linea di massima risultano sgraziati e bizzarri. Perché quindi spezzare una lancia a favore? Semplicemente per il fatto che si tratta di un grottesco molto ironico, caricaturale (quindi non brutti perché fatti male). Pertanto, potrebbero strappare più di una risata già solo guardandoli (sicuramente era questo l’intento di Rare).

Creato il personaggio, bisognerà ora scegliere tra due tipologie di navi: lo sloop (per uno o due giocatori) o il galeone (per tre o quattro giocatori). A questo punto, non ci resta che salpare. Superato il minimalissimo tutorial iniziale che spiega giusto i comandi base, entreremo nel mondo di Sea of Thieves e saremo liberi di fare tutto quello che vogliamo. Quello che il gioco ci offre come componente ludica principale sono tre gilde da cui prendere tre tipologie differenti di missioni. Ritroviamo infatti i Cacciatori d’Oro, che ci assegnerà missioni di caccia al tesoro suddivise in due tipologie di ricerca: una basata sul trovare l’isola indicata da una mappa e scavare nel punto contrassegnato da una X per prendere il tesoro; l’altra, invece, sul risolvere veri e propri indovinelli, sempre molto particolari ed originali (sono sicuramente il tipo di missione più riuscita del gioco). Abbiamo poi l’Ordine delle Anime, le cui missioni si basano sullo sconfiggere orde di scheletri e i loro capitani e prendere i teschi di quest’ultimi. Infine, l’Alleanza del Mercante, che ci assegnerà obiettivi come riportare entro un determinato periodo di tempo animali quali galline, maiali e serpenti oppure specifici oggetti come casse di sete esotiche, barili di polvere da sparo e così via. Ogni gilda ha un suo rango e in base alla rarità e valore di ciò che gli consegneremo, maggiore sarà il livello di crescita. Ogni cinque livelli sarà possibile acquisire missioni più difficili. Oltre a questo, in maniera random, potrà comparire una nuvola di teschio in alto nei cieli, ad indicarci l’isola con un fortino da conquistare. Questo evento è il Raid, ma non sarà facile spuntarla perché le orde di scheletri saranno tante e, soprattutto, non sarete i soli a scrutare questa nuvola e per tal motivo è sempre assai probabile che tutti ci si fiondino seduta stante. Il motivo è piuttosto semplice: il bottino è veramente succosissimo. Il denaro potrà essere speso per comprare costumi, barbe, vele e quant’altro oppure per varianti di armi e oggetti in possesso fin dall’inizio. Insomma, tutto quello che compreremo avrà solo un valore puramente cosmetico, questo per rimarcare sull’equilibrio che il team ha voluto preservare al gioco.
Sempre in maniera random, in mare, è possibile imbattersi nella mostruosa  e leggendaria creatura marina: il kraken. Lo scontro potrebbe essere davvero rischioso, specie se avete un bottino che scotta nella vostra stiva. Questo perché fin quando non consegnerete il malloppo, sarete sempre in pericolo e più alto è il valore, maggiore sarà la paura di perdere tutto.

Sostanzialmente, è questo ciò che ludicamente parlando offre Sea of Thieves. Nulla, però, vi vieta di esplorare il mare per il puro piacere di farlo, poiché si potrebbero comunque trovare tesori e quant’altro, in isole e caverne marine nascoste, nemmeno presenti sulla mappa principale. Oltre al fatto che vi è presente un end game dopo aver raggiunto un certo livello con tutte e tre le gilde e diventare, quindi, Pirata Leggendario. A quel punto, si avrà accesso ad un luogo misterioso ed a missioni più difficili, ma anche maggiormente remunerative. Sebbene possa sembrar ugualmente poco, c’è da fare due piccole considerazioni: in primis, si tratta di un gioco online che verrà supportato costantemente (avremo già degli update da maggio, grazie anche al feedback della community). Rare, da sempre, è stata molto chiara su questo. In secondo luogo, l’offerta viene arricchita proprio dai giocatori umani e dalla libertà totale di cui il titolo è composta. Le missioni sono sempre quelle, come in fin dei conti in tutti i giochi (qui manca solo la progressione verticale del personaggio, per precisa scelta di game design), ma la particolarità di questa produzione sta proprio nella genuinità dell’offerta. Ogni volta che salperete per i mari di Sea of Thieves sarà sempre una nuova avventura. Questo perché non ci sono vincoli di alcun tipo e l’incontro con altri pirati è il cuore pulsante della produzione. L’avventura, la creiamo noi!

Sea of Thieves - The Sky

Essere un pirata

Il titolo di Rare ci fa impersonare pirati, non eroi. Dunque, cosa fa un pirata se incontra sul suo tragitto un’altra nave? Semplice, cercherà di attaccarla per impossessarsi del bottino dell’altra ciurma. Oppure, potrebbe darsela a gambe levate per proteggere il suo di bottino, cercando quindi di evitare lo scontro (ammesso che gli altri stiano pensando ad un attacco). Sea of Thieves risulta quindi essere un vero PvP (Player vs Player) nello spirito, perché l’anima del prodotto sta proprio nello scontrarsi con avversari umani, non tanto nel superare missioni e salire di livello. Gli approcci diventano quindi veramente infiniti e si potrebbero fare una marea di esempi. Si possono verificare battaglie a suon di cannonate, inseguimenti senza sosta, fughe al cardiopalma, furti, oppure – udite, udite –  alleanze; per un obiettivo comune! Siete in due sul vostro sloop, ne incontrate un altro sulla vostra via e decidete di allearvi per affrontare un galeone nei paraggi e dividervi l’eventuale bottino? Potete farlo. Incrociate un altro galeone (o più), intento a raggiungere il Raid come voi, e volete proporre un’alleanza per sconfiggere le orde di scheletri e dividere il malloppo? Potete farlo. Ciononostante, l’elemento ancor più bello di questa totale libertà è il seguente: prendendo solamente in esame i due possibili scenari appena descritti, siamo proprio sicuri che l’altra ciurma rispetterà i patti? Potrebbe essere che, giunti all’obiettivo comune, ci facciano fuori per prendersi tutto, fregandoci all’ultimo minuto. Oppure, perché no… potremmo farlo proprio noi! La sensazione d’ansia ed angoscia che si vien a ricreare in questi casi è veramente indescrivibile. La si può carpire solamente giocando. Vivendo il momento. Il tutto è reso possibile grazie alla buonissima chat vocale del gioco e ai messaggi preimpostati, davvero molto vari ed efficaci per farsi eventualmente capire ancor meglio da giocatori stranieri che non parlano la nostra lingua. Il contenuto vero e puro di Sea of Thieves è il videogiocatore stesso. È impossibile poter spiegare tutti gli scenari che potrebbero capitare giocando, perché essi son creati da noi videogiocatori, ed essendo umani solo una cosa è certa: l’imprevedibilità.

Abbiamo finora parlato di scenari e situazioni nel caso di incontro con altri pirati. Concentriamoci invece sulla nostra ciurma. Ribadendo nuovamente che il gioco sia giocabile anche da soli essendo lo sloop molto manovrabile e immediato, l’ultima fatica di Rare è maggiormente apprezzabile se si gioca in gruppo, specialmente se tra amici. Sarete liberi, infatti, di aggregarvi a ciurme random, ma se siete alle prime armi e beccate proprio persone come voi, potrebbe nascere un’incomprensione generale che comporterebbe tutto fuorché divertimento. Il consiglio, quindi, potrebbe essere il seguente: se non avete amici con cui giocare, meglio farlo prima da soli per apprendere tutte le meccaniche e gli elementi che il titolo offre. Dopodiché, potrete pure decidere di salpare con sconosciuti, avendo però ben chiaro la struttura del gioco. Questo suggerimento, in realtà, vale anche se dovete giocare con amici, in modo tale che se almeno uno di voi sa come funzioni il prodotto, potrà spiegare agli altri il dà farsi. Fatte queste piccole premesse, avere compagni d’avventura con cui vivere quest’esperienza è manna dal cielo. Coordinarsi le attività, soprattutto sul galeone, non ha prezzo. In maniera unanime si decide chi sarà il capitano che in genere sarà il giocatore con più esperienza nel gruppo. Un altro può essere di vedetta, un altro ancora occuparsi della gestione delle vele. Qualcuno, invece, dovrà indicare la rotta al timoniere. Il gioco di squadra è fondamentale. Siamo però liberi, quindi tutti possono fare tutto. Non ci sono vincoli; importante sarà, dunque, solo la coordinazione dell’equipaggio. Un equipaggio che dovrà essere sempre pronto ai pericoli che il mare potrà presentare. In caso di tempesta, bisognerà essere ancora più scaltri ed attenti a dare indicazioni, poiché la bussola impazzisce, il timone va per i fatti suoi (oltre che ad avere una visuale molto più limitata). Se accidentalmente si becca uno scoglio, bisogna darsi da fare per tappare i buchi e svuotare l’acqua dalla stiva, letteralmente, col secchio. Se ci si imbatte contro altre ciurme, bisognerà essere coordinati per eseguire un qualsivoglia tipo di piano, che sia l’attacco diretto o furtivo oppure la fuga. Cosa che non mancherà mai saranno indubbiamente le risate, perché anche solo il viaggio è il videogioco, non quello che bisognerà fare poi una volta giunti a destinazione. La spensieratezza di un viaggio intriso, oltre che da attività e coordinazione, anche da cavolate tra amici, come quelle che, dopotutto, si farebbero nella vita reale (magari non arrivando al punto tale di scolarsi un barile di grog per vomitare addosso al proprio compagno rinchiuso in cella… anzi, mai dire mai).

Sea of Thieves - Tramonto

Un mare meraviglioso che toglie il respiro

L’aspetto tecnico di Sea of Thieves è senza ombra di dubbio uno dei punti più alti della produzione targata Rare. Il mare è vivo più che mai, di un realismo senza precedenti; mozzafiato. Possiamo quasi affermare con certezza che in nessun’altra opera videoludica si sia mai vista una cura così maniacale riproposta per gli abissi. Anche nelle profondità marine, la produzione del team britannico mostra una qualità senza precedenti. Di base il gioco è in stile cartoon, ma propone un mare vivo, reale, verosimile che con le sue onde sa essere meraviglioso, nonché poetico durante i bellissimi tramonti che il gioco può offrire. Tramonti che sanno essere sempre diversi, sempre toccanti. Anche la navigazione è molto realistica, sebbene ci siano alcuni piccoli (ma giusti) compromessi per non renderla una noia mortale. Il passaggio dal giorno alla notte è dinamico ed è molto curato. Possiamo ritrovare in alto nel cielo persino la stella polare a brillare più di tutte e ad indicarci il Nord. Le fasi lunari sono riproposte in maniera reale con tutti i passaggi del caso. Non avremo solamente la solita Luna piena, per intenderci. Peccato solo che tutto questo realismo stoni un pochino con elementi considerati meno. La fisica della nave è notevole, ma lo stesso non si può certo dire per il resto. Ad esempio, se lanciamo una secchiata d’acqua in un camino o su una torcia, le fiamme non verranno estinte. Potrebbe essere un dettaglio marginale, superfluo ai fini del gameplay, ma comunque stona in questo contesto così curato e minuzioso. E stona ancor di più quando approdiamo nei pressi di un pontile, magari pronti per attraccare la nostra nave e, nonostante ci sia una pioggia incessante, possiamo notare le torce accese ugualmente.
Le isole non sono poche, ma nemmeno moltissime, ma un piccolo problema che si può riscontrare è una similitudine un pochino eccessiva delle stesse. Il level design è fuori discussione, quasi sempre impeccabile, che si tratti di isole grosse o piccole che siano. Quello che poteva essere meglio realizzato  è, invece, la loro parte stilistica. Purtroppo nei colori e nella fauna che formano le isole, ritroviamo poca varietà di fondo (speriamo che con il nuovo mondo esplorabile siano riservate delle sorprese).

Ritroviamo una scarsa varietà pure per quanto riguarda i nemici. Sebbene di scheletri ce ne siano veramente tanti tipi (con differenze anche di gameplay), restano comunque solo questi gli avversari non umani che incontreremo nel corso delle nostre avventure per i mari. Certo, c’è poi il kraken e in parte potremmo prendere in considerazione anche lo squalo, ma nel complesso è poco. È anche difficile ipotizzare un bestiario tipico di un GDR, perché Sea of Thieves non sarebbe il gioco adatto per offrire certe tipologie di mostri. Parliamo pur sempre di un titolo a tema piratesco. Ciononostante, con aggiornamenti futuri va senz’altro un po’ arricchita l’offerta da questo punto di vista. Lo stesso discorso lo si può affrontare per gli abiti, le armi, le navi stesse e tutto il resto. Sebbene il poco, ma buono, funzioni assolutamente senza problemi nella produzione, c’è necessità di qualcosa in più per rendere ancor più delizioso il pacchetto.

Dal punto di vista sonoro, poco da segnalare. Le musiche sono di ottimo livello e riescono a donare tutta l’essenza piratesca al titolo. Molte delle tracce che partono mentre si è in mare sono di un rilassante notevole. Tuttavia, anche qui si avverte purtroppo una pochezza non indifferente. La colonna sonora è meravigliosa, ma i brani veramente pochi. Un esempio potremmo farlo nelle missioni dell’Ordine delle Anime, dove la musica di sottofondo dello scontro con gli scheletri è purtroppo sempre la stessa. Idem quella dei capitani. Una maggior varietà, da questo punto di vista, non avrebbe affatto guastato, ed anzi, sarebbe necessaria per far immergere ancor di più il giocatore nell’avventura. Anche le musiche eseguibili con i due strumenti musicali che il gioco ci permette di suonare sono, purtroppo, molto poche. Tuttavia, va segnalata una certa cura per quando si suona in due o più: viene ricreata una sinfonia del brano, di grande impatto, e su questo sicuramente possiamo fare un plauso al team di sviluppo.

Sea of Thieves - Tramonto 2

In definitiva

Siamo giunti al termine. Abbiamo analizzato l’ultima fatica del talentuoso team britannico, Rare. Come possiamo concludere questo nostro viaggio? Innanzitutto, bisogna sicuramente elogiare il coraggio di offrire sul mercato un prodotto così peculiare, diverso dal solito ed originale. Per far sì che però questa produzione ancora piuttosto acerba arrivi indenne alla maturità, risplendendo di luce propria, il supporto deve essere duraturo e costante.

Attualmente, Sea of Thieves garantisce divertimento ed un’esperienza particolare. Tuttavia, le esigenze dei videogiocatori sono diverse, pertanto ribadiamo il concetto che il titolo non sia assolutamente per tutti. Qualcuno potrebbe essere appagato anche solo per scrutare navi all’orizzonte dalla vedetta, mentre ammira l’ultimo meraviglioso tramonto, ma ad altri, invece, tutto questo potrebbe semplicemente annoiare. Ciò che quindi è sicuramente necessario per far sì che questa brillante produzione non affondi e coli a picco è l’aggiunta di più elementi di gioco e una maggior varietà dei contenuti già presenti. Precisiamo che non bisogna aggiungere una crescita verticale dei personaggi, perché altrimenti il gioco perderebbe la filosofia alla base del suo concept. L’esperienza è maturata dalle ore di gioco ed è reale, pertanto quando incontriamo sulla nostra rotta una nave completamente personalizzata e pirati pieni zeppi di accessori noi capiamo fin da subito che quelli potrebbero essere avversari tosti, poiché si son dati da fare per tirar su quello che possiedono. Tuttavia, siamo alla pari e pertanto le possibilità in uno scontro sono le medesime; non saranno le ore di gioco e dei livelli a determinarne il vincitore. Quanto appena esaminato funziona bene e non deve assolutamente essere cambiato. Dopotutto, è l’anima del titolo.

Solo il tempo potrà dirci quello che Sea of Thieves ci riserverà in futuro. In rapporto prezzo-contenuti l’investimento, allo stato attuale, però, potrebbe non valere la pena per tutti. In ogni caso, non vi è da escludere il Game Pass che permette di provarlo gratuitamente per 14 giorni e di giocarlo a soli 10,00€ per un mese (insieme ad un pacchetto di oltre 100 titoli).

Valutazione di TopGamer
In prospettiva, il titolo dimostra esser provvisto di un potenziale enorme e speriamo vivamente che Rare sappia sfruttarlo appieno. Nuovi aggiornamenti sono già previsti e arriveranno a breve. Nel frattempo, i sette mari attendono solo voi!
PRO
  • Il mare è meraviglioso
  • Esperienze genuina e coinvolgente
  • In multiplayer il divertimento è garantito
  • Concept di base coraggioso ed originale
CONTRO
  • Nonostante l'originalità, servono comunque più contenuti
  • Alcune stonature di livello tecnico
  • Non è un gioco adatto a tutti
7.5/10
VOTAZIONE
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