Secret of Mana – Recensione

Nel 1993 Squaresoft lanciò sul mercato Secret of Mana per Super Nintendo. Il titolo in questione era il seguito di Mystic Quest per Game Boy, pubblicato in America come spin-off della saga Final Fantasy. Secret of Mana era un gioco action adventure sulla falsa riga di Zelda ma con alcuni elementi jrpg come l’aumento di […]

Scritto il 17.02.2018
da Bulfa

Nel 1993 Squaresoft lanciò sul mercato
Secret of Mana per Super Nintendo. Il titolo in questione era il
seguito di Mystic Quest per Game Boy, pubblicato in America come
spin-off della saga Final Fantasy. Secret of Mana era un gioco action
adventure sulla falsa riga di Zelda ma con alcuni elementi jrpg come
l’aumento di livello del personaggio, delle armi e la possibilità di
modificare l’equipaggiamento del protagonista. La storia del gioco
ruota attorno alla Mana Sword, una potentissima arma in grado di
tenere sotto controllo gli dei. In passato venne usata per salvare
l’umanità dall’ira degli dei stessi e poi conficcata in una roccia,
a protezione di tutto il mondo. Un mondo popolato da creature
fantastiche
e pervaso dalla magia. Ma se è vero che la storia è
sempre destinata a ripetersi
, anche in questo mondo la pace non può
durare in eterno. Così il nostro protagonista che altri non è che
un trovatello allevato dall’anziano del villaggio, si ritroverà ad
estrarre la spada dalla sua sede condannando di fatto il mondo alla
distruzione. Il personaggio principale (non gli diamo un nome perché
potete sceglierlo all’inizio dell’avventura) verrà, per questo
motivo, bandito dal suo villaggio e l’unico a stare dalla sua parte
sarà il cavaliere Gemma, che riconoscerà in lui l’erede dello
stesso eroe che mise a tacere gli dei molti anni prima e che lo
guiderà nella difficile missione di salvare il mondo di nuovo. La
storia risulta essere quindi la classica ballata dell’eroe reietto,
molto lineare e senza particolari colpi di scena, ma la realizzazione
del titolo era eccellente, creando un titolo che ottene un grande
successo. Un gameplay semplice e perfetto con un combat system molto
efficace e, più avanti nel gioco, la possibilità di giocare con gli
amici in una sorta di multiplayer locale, dove ogni giocatore prende
il controllo di un personaggio del party nella lotta contro il male.
Dopo questo gioco venne creato un seguito sempre su snes e,
successivamente, un titolo per Game Boy Advance che decretò la fine
della saga.

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Arrivati al 2018 è giunta ora però,
per Square Enix, di riaprire i vecchi cassetti e spolverare le
vecchie cartucce perché è giusto che anche i nuovi giocatori
possano godere di uno dei titoli che hanno fatto la storia dei
videogiochi, portandolo su Playstation 4, Pc e sulla defunta (almeno
in occidente) Ps Vita
. Ma riportare alla vita Secret of Mana
lasciandolo nelle sue condizioni originali non sarebbe stata una
brillante idea. Innanzitutto perché con un emulatore potremmo
tranquillamente giocare al titolo originale e in secondo luogo
perché, essendo un titolo di 25 anni fa, non basterebbe alzare la
risoluzione e aggiungere qualche filtro
per ricreare un’esperienza
godibile per l’utente finale. Per questo motivo il gioco originale è
stato preso, raso al suolo e ricostruito con una nuova veste grafica
poligonale per dargli un aspetto decisamente più moderni. Non
bisogna aspettarsi che sia stato fatto un miracolo, dopotutto
parliamo di un prodotto low-budget, ma lo spirito colorato e fiabesco
di Secret of Mana è rimasto inalterato
e in alcuni frangenti risulta
anche migliore, grazie anche ai nuovi effetti di luce inseriti per
l’occasione. Certo, ci sono cose poco chiare come il fatto che la
bocca dei personaggi non si muove quando parlano, ma nel complesso il
comparto grafico è più soddisfacente di quello che potevamo
aspettarci. Ma volendo ben vedere, il gioco originale non è sparito
del tutto
, perché sarà infatti possibile attivare una mini mappa
(che altri non è che una sezione con uno zoom più alto della zona
in cui ci troviamo) realizzata utilizzando proprio il titolo
originale così da darvi la possibilità di vedere un confronto tra
il 1993 e il 2018.

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Anche il comparto audio è stato
completamente rivisitato e, oltre a poter scegliere di essere
accompagnati dalla colonna sonora originale, potremo godere anche di
brani riarrangiati
molto bene e che ben si sposano con le atmosfere
del titolo. Inoltre ogni personaggio del gioco, giocante o meno, è
stato doppiatosia in inglese che in giapponese. Nel primo caso i
risultati sono buoni ma non eccelsi, con voci a volte troppo teatrali
e a volte troppo robotiche con un effetto non proprio gradevole. Nel
caso del doppiaggio giapponese il risultato è decisamente migliore
e vi
consigliamo di optare per questa soluzione che presenta voci un po’
più naturali ed efficaci. Ovviamente dialoghi e testi saranno anche
scritti a video
con la possibilità di scegliere tra diverse lingue
tra cui, purtroppo, manca l’italiano. I testi in inglese (o in una
delle altre lingue disponibili) non sono mai troppo complessi ma di
facile comprensione, ma la traduzione nella nostra lingua non avrebbe
certo guastato.

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Tornando al gioco vero e proprio
possiamo dire che il lavoro di “ricostruzione” del titolo è
stato ottimo. Ogni cosa, nemico, png e filo d’erba è esattamente
dove si trovava nell’originale
, garantendo un’esperienza praticamente
uguale a quella del 1993. I comandi sono pochi e semplici e,
nonostante questa possa essere una caratteristica non ben vista al
giorno d’oggi dove i controlli complessi sono all’ordine del giorno,
funzionano e contribuiscono ad immergere il giocatore nell’avventura
fin da subito. Una volta raccolta la prima arma (che guarda caso è
proprio la Mana Sword) avrete un tasto per effetture gli attacchi e,
muovendosi nel momento esatto, evitare quelli avversari. Dopo ogni
colpo d’arma vedrete una percentuale crescere da 0 a 100 nella parte
bassa dello schermo che indicherà la potenza del colpo successivo. I
nemici saranno mossi da un’intelligenza artificiale piuttosto
semplice e i loro attacchi saranno assolutamente schematici come
nell’originale del 1993. Potremo parlare con i vari png e personaggi
principali che incontreremo durante il nostro viaggio
, comprare e
vendere oggetti nei negozi, dormire nelle locande e aprire scrigni
per raccogliere oggetti, il tutto utilizzando un unico tasto. Sarà
possibile anche raccogliere molti tipi di arma
(ognuna potenziabile)
e nuove armature che, a differenza del titolo originale,
modificheranno anche l’aspetto del protagonista. Anche la storia non
presenta particolari colpi di scena e risulta abbastanza lineare,
portando in tempi moderni un titolo forse non più adatto agli
stessi, ma che tuttavia risulta affascinante e alla portata di tutti
con la sua semplicità.

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In definitiva Secret of Mana è un
tuffo nel passato rivisitato in chiave moderna
, ma solo per quel che
riguarda il comparto grafico e quello audio. Il gioco risulta
tuttavia molto godibile sia per i nostalgici che per i giocatori più
giovani, che potrebbero trovare interessante la possibilità di
cimentarsi in un gioco diverso da quelli a cui siamo abituati al
giorno d’oggi. Non è forse il titolo migliore su cui potremo mettere
le mani in tempi moderni
, ma se volete rivivere i bei tempi andati
dei giochi del passato, questo è il titolo che fa per voi.

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