Slay the Spire – Recensione

Uscito dall'Early Access, la produzione di Mega Crit Games ha riscosso un notevole riscontro da parte del pubblico. Ecco il nostro verdetto

Scritto il 17.04.2019
da Simone S. Marcocchi
Slay the Spire - Recensione

Una piacevole sorpresa

“Solo una cosa può salvare l’uomo dalla follia: l’incertezza”, così scriveva Dmitry Glukhovsky nel suo Metro 2033 (qui il nostro Riscoperti Con Game Pass dedicato alla trasposizione videoludica) ed è esattamente questo lo spirito che ben racchiude l’idea alla base di Slay The Spire.
L’incertezza, però, non è la sola spina dorsale che regge l’intera impalcatura del gioco – ci mancherebbe –, ma il costante avvicendarsi delle stanze di un roguelike in cui si potrebbe morire ogni volta che si sceglie un percorso, una stanza o l’approccio strategico ad un incontro. Eppure, questo indie, rilasciato ufficialmente nella versione 1.0 lo scorso 23 gennaio, sta raccogliendo proseliti da ogni parte del mondo e ora vi diciamo perché.

Slay the Spire - screenshot gameplay

Una balena per amica

All’inizio di ogni partita una simpatica balena-spiaggiata si chiede come mai siamo ancora lì per tentare di riprendere il cammino in cui moriamo costantemente sotto i colpi devastanti dei nemici che incontriamo. La sua domanda lascia però subito il posto ad una seconda serie di quesiti da scernere in cui il giocatore dovrà scegliere. Curiosamente alcuni di questi sono bonus, altri malus ed è ovvio che tendenzialmente nessun avventuriero sceglierà mai di inserire magie non utilizzabili all’interno del proprio grimorio; ben presto il giocatore scoprirà che non sempre in una partita si potrà scegliere tra cose positive o un mix dei due. Spesso, lungo il nostro percorso, ogni volta che vedremo un punto di domanda – quindi potrebbe trovarsi al di sotto un combattimento standard o una quest simile a quella iniziale – si avrà un ventaglio di opportunità di soli malus e quindi optare per il meno peggio: tutto questo rende Slay the Spire imprevedibile, ma anche affascinante.

Nel titolo si impersona uno di tre personaggi a disposizione, che andranno via via sbloccandosi con il progredire dell’esperienza del giocatore. Ognuno di questi ha peculiarità uniche e le carte base che ne costituiscono il mazzo iniziale ne tengono in debito conto. I punti vita base non sono una costante, come non lo è nulla all’interno del gioco. Questi ultimi potranno essere aumentati o diminuiti in modo permanente sulla base di alcune condizioni specifiche che si incontreranno lungo il percorso della “storia”. Non esiste una trama, se non una mappa in cui il giocatore può scegliere una direzione e conoscere eventualmente quale tipo di sfida intraprendere: incontri con nemici generici, boss élite, scrigno del tesoro, falò, mercante, punto di domanda e boss finali. Questi indicatori sono sparpagliati in modo casuale ed un sistema procedurale li mescola ogni volta affinché siano sempre diversi quando si ricomincia la partita.

Slay the Spire - gameplay

Una carta ferisce più della spada

Il nostro miserrimo mazzo di carte iniziale presenta un sistema di attacco e difesa; tra le carte sono presenti anche un sistema di diversa rarità che ovviamente impone che alcune di esse siano oggettivamente devastanti, mentre altre andranno meglio sfruttate in combinazione tra loro per meglio suscitare i migliori effetti finali. La scelta che il giocatore può operare avviene al termine di un ogni singolo scontro, con un ventaglio di tre ipotetiche magie che potranno andare a rimpinguare la propria collezione. Oltre agli scontri ci vengono in aiuto i mercanti: guadagnando oro ad ogni combattimento, lo potremo investire per acquistare altre carte. Se tutto questo non fosse abbastanza, avrete degli artefatti che aggiungeranno pepe all’esperienza, facendovi guadagnare generalmente bonus ulteriori al farming dell’oro o a modifiche di status del personaggio. Anche tra le carte esistono i “poteri” ovvero elementi distintivi che una volta sbloccati tramite le stesse hanno effetti permanenti per tutta la durata dello scontro.

In Slay the Spire la morte può giungere repentina e fugace in qualsiasi momento. La vita del personaggio può infatti calare durante uno scontro, ma non viene ripristinata alla fine di esso – se non ai falò o tramite determinati attributi che vengono guadagnati –, quindi i meccanismi di difesa od offesa giocano un ruolo ancora più importante sulla sopravvivenza del personaggio nel breve o lungo periodo, considerando che al termine del percorso si deve incontrare un boss spesso iper-corazzato. Lungo la via, non facile, potremo potenziare le carte tramite attributi e vari ammennicoli, e alla nostra morte ci verrà assegnato un punteggio che andrà a sbloccare carte specifiche che potremo conquistare, così come la possibilità di trovare artefatti, ma tutto viene poi mescolato nel calderone di casualità che non ci porrà mai del tutto al sicuro in una situazione solo perché siamo saliti di livello (anche perché il grinding non è previsto), ma semplicemente avremo una varietà maggiore di possibilità.

Slay the Spire gioco di carte

Niente a che vedere quindi con Magic: The Gathering o varie altre trasposizioni o declinazioni. La scelta delle carte viene infatti calata all’interno di scontri più simili ad una logica di stile Final Fantasy, o ancora meglio a Deep Sky Derelicts, di cui trovate la recensione cliccando qui.

Di sicuro si fa sentire l’assenza di altre modalità con cui poter sfruttare un sistema di base geniale – come una modalità co-op con gli amici o una in cui non si perdono i potenziamenti delle carte, che vengono azzerati dopo ogni re-start –, ma è chiaro che Slay the Spire sia ancora tutto in divenire e noi di Topgamer.it saremo lì ad osservare attenti ogni sua evoluzione.

Valutazione di TopGamer
Un progetto uscito vincitore dall’Early Access che ha raggiunto un vastissimo pubblico nel giro di breve tempo. Una quantità elevata di carte, l’incertezza di avere tra le mani un deck casuale, carte e artefatti bonus, ma anche malus con cui convivere e condividere un’esperienza ostica ma profonda, perfino quando ci si sente bersagliati dal fato o dai nemici. Sono questi gli elementi che fanno grande il prodotto di casa Mega Crit Games. Crea una dipendenza assoluta per decine di ore e per quanto forse la versione su mobile parrebbe la perfezione, non vorrete più staccarvi da questo gioco su PC o Mac. Gli si potrebbe muovere come critica una linea artistica assolutamente scialba e anonima, ma prestissimo scorderete qualunque logica visuale in favore di un gameplay in grado di rapire qualunque mente in un roguelike definitivo.
PRO
  • Semplicissimo da intuire, complesso da gestire
  • Gameplay stratificato e ricchissimo di sfumature tattiche
  • Roguelike in grado di unire elementi RPG arcaici in un innovativo card game
  • Ottimo per una partita veloce o per trascorrervi delle ore
CONTRO
  • Artisticamente inconsistente
  • Mancano altre modalità di gioco che sfruttino lo stesso sistema
  • Si avverte poco il senso di “progressione” ad ogni end game
8.5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
5,00/5
1 voti
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