South Park: Scontri Di-Retti – Recensione

  Versione Recensita: PC Data Uscita: 17/10/2017   La prima cosa che ho pensato, dopo aver preso il controllo del mio personaggio, su South Park Sconti Di-Retti è che i giochi dai continui rimandi hanno la tendenza a iniziare in un cesso, ricordate Duke Nukem Forever?. Rispetto al titolo di 3D Realms ci troviamo tuttavia […]

Scritto il 18.10.2017
da Francesco Generali

 

Versione Recensita: PC

Data Uscita: 17/10/2017

 

La prima cosa che ho pensato, dopo aver preso il controllo del mio personaggio, su South Park Sconti Di-Retti è che i giochi dai continui rimandi hanno la tendenza a iniziare in un cesso, ricordate Duke Nukem Forever?. Rispetto al titolo di 3D Realms ci troviamo tuttavia su un altro pianeta perché Scontri Di-Retti, oltre a essere un prodotto riuscitissimo, ha voluto pure prendersi qualche rischio di gameplay, uscendone vincitore.

Il titolo è un vero e proprio sequel de “Il Bastone della verità“, tanto che possiamo ipotizzare l’inizio di Scontri Di-Retti pochi giorni dopo il finale del suo predecessore. Se non lo avete giocato comunque tranquilli (a parte che se lo avete pre-ordinato intanto lo avrete in omaggio in digitale!), perché al di la dei primissimi minuti di gioco, e di alcuni riferimenti secondari, non inciamperete mai in momenti dove vi soffermerete a chiedervi cosa sta succedendo, anche perché Scontri Di-Retti non da tempo per riflettere su, è un continuo succedere di nuove gag, esattamente come lo è una puntata del cartone.

Esattamente come il predecessore, c’è un tema centrale, ovvero I Supereroi. Ogni personaggio, noi compresi, sarà la parodia di qualche eroe dei comics americani. Ovviamente mentre ogni personaggio avrà il suo supereroe prestabilito, noi avremo la possibilità di sceglierlo, ed in base a quale opteremo varierà il nostro pattern di attacchi (i costumi saranno tutti recuperabili, anche se non sceglieremo una determinata classe). Vi accenno solo che le tre classi iniziali (sono dieci in totale), ovvero le parodie di: Flash, La Cosa e Ciclope.
Ovviamente la personalizzazione non si limita a classe e vestiti, ma potremmo personalizzare capelli/occhiali e molto altro… in particolare il colore della pelle influirà molto su tante situazioni che si presenteranno durante l’avventura; insomma si ride e si scherza, ma non mancano certo gli aspetti di denuncia sociale.

La nostra avventura sarà una continua alternanza tra la fantasia dei bambini di South park e la realtà; per esempio, durante un combattimento sulla strada, potrebbe passare una macchina e dunque dovremo temporaneamente interrompere il nostro “gioco” e lasciarla passare. E’ qui uno dei punti di forza del titolo, succedono “cose” quando meno te lo aspetti. Facciamo un altro esempio, sei davanti a una porta con un codice e non avendo voglia di cercarlo controlli su internet e lo inserisci; in quel momento comparirà Cartman vestito da programmatore che ti sgriderà dicendo “ma vuoi giocare o semplicemente andare avanti controllando su internet?”.

Volendo possiamo considerare i social sono il secondo tema centrale dell’opera. Il nostro telefonino sarà infatti un oggetto fondamentale per noi, dovremo infatti farci selfie con moltissimi abitanti di South Park in modo da aumentare la nostra popolarità (o meglio, il nostro livello di influencer) su Prociogram (penso il riferimento sia abbastanza palese, utilizzerà pure gli stessi colori). Anche il nostro telefonino sarà personalizzabile, non vi aspettate chissà cosa, ma comunque è una feature simpatica.

Il comparto grafico, esattamente come il primo capitolo, è semplicemente perfetto. Vi sentirete immersi in una puntata di South Park, e solo per questo fattore che “Il bastone Della Verità” viene considerato uno dei migliori tie-in di sempre. A molti farà sorridere, ma questo titolo è stato sviluppato con lo stesso engine di The Division, ovvero Snowdrop; dimostrando così la duttilità del nuovo motore di Ubisoft. Ricordo, a tal proposito, che il precedente capitolo fu sviluppato da Obsidian, mentre adesso lo sviluppo è stato di Ubisoft San Francisco, conosciuti principalmente per la creazione di Rocksmith.
Il mondo di gioco inoltre è veramente molto interagibile, e allo stesso tempo è facile capire quali cassetti potrete aprire e quali no (tutto ciò che ha una maniglia gialla è apribile, in sostanza). Comodissima inoltre la mappa-rapida che potrete aprire premendo L1/LB. Il mondo è inoltre molto vivo, anche gli npc “riempitivi” avranno una reazione se gli scurreggerete addosso o gli tirerete un pugno.

Nonostante il tema principale riguardi i Comics americani, c’è molto giappone in questo titolo, a partire dal battle-system. Gli sviluppatori si sono infatti ispirati ai classici jrpg a scacchiera, un sistema per cui sinceramente nutrivo dei dubbi, in quanto dai video mi sembrava molto confusionario, ma pad alla mano è veramente semplicissimo. Questa formula funziona benissimo, e migliora decisamente uno degli aspetti che facevano più storcere il naso nel predecessore: il battle-sytem era poco profondo, e una volta apprese le mosse giuste quasi tutti gli scontri diventavano facilissimi (anche se pure qua a livello massimo non è una sfida particolarmente ardua). Abbiamo in ogni caso tre livelli di difficoltà modificabnili in qualsiasi momento (dilettante, eroico, eminenza grigia). Una scelta che a parer mio dividerà abbastanza i giocatori è la riduzione dell’importanza dell’equipaggiamento al solo scopo estetico. O meglio, ci saranno degli oggetti, chiamati “manufatti”, di cui vi equipaggerete per modificare le vostre abilità di forza(attacchi corpo a corpo), intelligenza (attacchi a distanza) e.. cazzimma (capacità di supporto), oltre a bonus sul tipo di attacco; ma questi manufatti non saranno visibili, a differenza del costume, del cappello etc.. che dunque potrete scegliere solamente a vostra preferenza estetica.
Infine, esattamente come nel gioco di Obsidian, saranno presente dei rapidi quick-time event durante gli scontri, che serviranno sia ad aumentare la barra della vostra super, sia ad aumentare i danni inferti. Scelta che trovo utile per aumentare l’adrenalina degli scontri.

Nelle prime fasi di gioco, avrete la sensazione che il titolo sia molto più enorme di quanto effettivamente lo è. Approssimativamente in meno di 30 ore dovreste riuscire a completare sia le quest principali che le side. Tuttavia sicuramente a qualcuno di voi verrà voglia di ricominciare l’avventura cambiando pelle al personaggio e compiendo scelte diverse, perché di variabili ce ne sono veramente tanta.

Aimé, c’è una nota negativa di cui prima di mettere le mani sul gioco non avrei mai voluto parlare. Avere la completa localizzazione in italiano è semplicemente fantastico, soprattutto perché sono i doppiatori della serie originale; tuttavia capiteranno delle situazioni dove le traduzioni in italiano faranno perdere totalmente il senso di alcune gag, creando delle frasi praticamente senza senso. Dunque, per chi conosce l’inglese, consiglio comunque almeno una run con le voci originali e, volendo, i sottotitoli in italiano.

Valutazione di TopGamer
Questo capitolo è un degno successore del precedente. Un titolo che riesce perfettamente nel suo scopo, ovvero farvi vivere una puntata di South.Park da protagonisti.
PRO
  • Tra i migliori tie-in di sempre
  • Spassoso e sopra le righe
  • Difficile annoiarsi
CONTRO
  • Localizzazione non sempre precisa
  • L'ironia South-Parkiana non è per tutti
  • Difficoltà massima non particolarmente impegnativa
9/10
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