Sparklite – Recensione

Unendo la formula di Zelda con quella tipica dei roguelike si ottengono prodotti come Sparklite, avvincente produzione di Red Blue Games. Ecco il nostro verdetto

Scritto il 28.11.2019
da Ismaele "Isma92" Mosca
Sparklite

Che gradita sorpresa, Sparklite. Un titolo che unisce l’esperienza tipica dei roguelike con una formula molto “zeldiana”. Ed è proprio questo il punto di forza della produzione targata Red Blue Games. Il mix risulta prezioso, caratterizzato da un gameplay assai stimolante, capace di appagare in più riprese. Il titolo è stato rilasciato giusto due settimane fa su tutte le piattaforme. Noi abbiamo analizzato la versione PlayStation 4, ma ci sentiamo di consigliare maggiormente quella per l’ibrida console della grande N, ossia Switch. La natura dell’opera ben si sposa con sessioni mordi e fuggi, in virtù del fatto che alla base di roguelike (o meglio, roguelite) si tratta. Un genere che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede nella scena indie; gli sviluppatori ci puntano parecchio, stesso dicasi per i metroidvania, tanto che qualcuno ha pensato bene di fondere le due formule per dar vita a un roguevania (vedasi Dead Cells).

Il primo impatto con Sparklite è stato più che positivo: il gioco è ambientato nelle lande di Geodia, un luogo avvelenato dalle scorie dell’inquinamento che ha trasformato gli animali in mostri. Il malvagio Barone vuole impossessarsi dello Sparklite, il nucleo di queste terre, per alimentare le sue macchine distruttive. Toccherà a noi sventare la minaccia e lo faremo nei panni di Ada, una coraggiosa inventrice-meccanica che viaggerà per tutta Geodia con lo scopo di rallentare il cattivone di turno, potenziando nel frattempo le proprie abilità, ma anche l’arsenale in suo possesso, che avrà modo di costruire mano a mano nel corso dell’avventura.

Sparklite

Sparklite e la proceduralità di un mondo “zeldiano”

Come già visto in Cadence of Hyrule (qui la nostra recensione), la formula roguelike funziona a dovere (se ben sfruttata) in un contesto action adventure come quello della famosa e strabiliante serie Nintendo. Serie che negli anni ha ispirato decine e decine di developer (per non dire centinaia) e Red Blue Games non fa eccezione. Tolta la struttura procedurale di Geodia, l’impostazione ludica e di game design di Sparklite ricorda moltissimo The Legend of Zelda; talmente tanto che in alcune situazioni lo richiama proprio e nemmeno troppo velatamente. Per arrivare al Barone sarà necessario sconfiggere quattro boss, sparsi in diversi luoghi delle lande in rovina. Per farlo dovremo per forza di cose trovare i vari potenziamenti (obbligatori e non) utili nel nostro viaggio, ma soprattutto alcune strutture simili ai sacrari di Breath of the Wild, nei quali ottenere armi permanenti (tutte le altre, invece, vengono disperse in caso di morte).

La vera peculiarità di Sparklite è da ritrovarsi nel suo hub: una sorta di piccolo villaggio con negozi da potenziare attraverso la valuta del gioco. Uno in particolare tra questi ci permette di creare le armi che prendiamo in prestito nei dungeon simil-sacrari succitati; davvero autentiche e gradevoli. Superate le peripezie, piuttosto che conquistare l’equipaggiamento, Ada ne ottiene il progetto che le permette di costruirlo, così da dilettarsi nel suo ruolo di meccanica-inventrice. Per dar vita a tutti i progetti che è possibile scovare durante l’avventura è necessario upgradare costantemente l’attività. Sparklite sprona quindi non solo all’esplorazione per trovare i vari punti di interesse e i boss, ma anche e soprattutto per racimolare denaro tagliando elementi specifici del mondo di gioco, sconfiggendo nemici qua e là e scovando determinati forzieri. Va inoltre precisato che la morte non sottrarrà la valuta ottenuta sino a quel momento, una caratteristica che lo allontana non poco dai roguelike puri, dove gli elementi permanenti sono davvero pochi. Per essere precisi, infatti, Sparklite andrebbe classificato più come roguelite.

Dal punto di vista tecnico ritroviamo l’ormai immancabile pixel art, presente in buona parte delle produzioni indie, sebbene siano poche a spiccare per qualità e originalità (vedasi il recente Blasphemous). L’estetica e la direzione artistica di Sparklite non sono affatto malvagie, con una varietà delle ambientazioni piuttosto buona e scelte stilistiche sfiziose. Risulta tuttavia non troppo originale, nel complesso, e anche nella gestione dei colori si poteva fare qualcosina in più. Dove il titolo dà il meglio di sé è in gameplay e colonna sonora. Notevoli le tracce che ci accompagneranno durante il viaggio: esse spaziano per generi differenti, ma anche nelle composizioni musicali ritroviamo più di un rimando alla serie Zelda; una in particolare ci ha ricordato molto Faron Woods di Syward Sword, ma le abbiamo interpretate come degli omaggi rivisitati piuttosto che mancanza di inventiva (tracce davvero uniche dopotutto non mancano, e sono di pregevole fattura).

Sparklite risulta una piccola droga da giocare e nella sua semplice – quanto avvincente – struttura ludica sprona quasi sempre a continuare dopo un Game Over. Il combat system è immediato e coinvolgente, le battaglie coi nemici minori non sono poi così semplici, risultando più che soddisfacenti; importante sfruttare la schivata (utilissima anche nelle fasi platforming). I duelli con i boss sono probabilmente il fiore all’occhiello della produzione e danno modo al giocatore di capire se sia pronto per il combattimento o se invece sia necessario prima trovare upgrade e power up (permanenti e non). La realizzazione estetica di questi ultimi è inoltre minuziosa e caratteristica, a maggior ragione rimane il rammarico per il resto (tecnicamente parlando). Il level design dei dungeon e i piccoli rompicapi che sfruttano le armi fisse risultano avvincenti; lo stesso non si può dire delle strutture procedurali che è possibile scovare durante l’esplorazione. Ada può inoltre avvalersi di un simpatico compagno di viaggio, un robottino che può mandare in perlustrazione semplicemente con R1, utile in determinate situazioni. Non manca il classico skill tree, molto personalizzabile in base allo stile di gioco dei fruitori. L’opera di Red Blue Games dimostra tante idee interessanti e propone un gameplay veloce e piacevolissimo, però non si spinge mai oltre le sue esimie possibilità. Rimane comunque un prodotto gustosissimo che avrebbe altresì potuto spiccare come una piccola grande perla.

Valutazione di TopGamer
Sparklite è un "roguezeldalite" (termine coniato proprio sul momento) che sa il fatto suo e propone diverse soluzioni ludiche singolari, ma non si spinge mai troppo oltre le potenzialità di cui dispone. Ciononostante è un titolo molto divertente, veloce ed immediato, adatto pure per partite mordi e fuggi (consigliato maggiormente su Switch, in tal caso). Buona parte delle idee ci hanno comunque soddisfatto, stesso dicasi per i rimandi a Zelda (ludici e non). Semmai dovesse esserci un seguito, con una base così solida non si può che migliorare, offrendo così un'esperienza ancor più magica.
PRO
  • Ottimo connubio degli elementi à la Zelda con quelli roguelike
  • Dungeon principali, rompicapi e platforming
  • Progetti e costruzione delle armi
  • Molte idee solide e avvincenti...
CONTRO
  • Artisticamente poteva offrire di più
  • Dungeon procedurali: pochi e non così stimolanti
  • ... ma altrettante non sfruttate appieno
8/10
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