Starlink: Battle for Atlas – Recensione

Uno shoot'em up open world spaziale non si vede così tanto spesso. Sarà riuscita Ubisoft a far coesistere tutto in maniera efficace?

Scritto il 16.11.2018
da Ismaele "Isma92" Mosca
Starlink: Battle for Atlas - Recensione

Quando a portarci qualcosa simile a Star Fox ci pensa Ubisoft

Durante la conferenza Ubisoft allo scorso E3, uno degli annunci più inaspettati è stato proprio quello inerente Starlink: Battle for Atlas. Sul palco della fiera losangelina, così come nella precedente edizione, arriva il mitico Shigeru Miyamoto ad annunciare una nuova collaborazione tra Nintendo e il publisher francese. Un po’ come in occasione di Mario + Rabbids Kingdom Battle con Davide Soliani in lacrime, tanto che era emozionato nel ritrovarsi lì, con uno dei più grandi game designer di tutti i tempi (se non il migliore). Tuttavia, questa volta la collaborazione non è esclusiva. Infatti, Starlink: Battle for Atlas non è un prodotto destinato solo su Nintendo Switch. Lo è però la presenza di alcuni personaggi appartenenti alla casa di Kyoto. E chi meglio di Fox e compagni era più adatto in un titolo come questo?

Starlink, non per altro, è un prodotto che richiama moltissimo la saga di Star Fox, pur sacrificando la pura natura arcade per confezionare un open world spaziale, fatto non solo di azione adrenalinica, ma anche di esplorazione, ricerca e scansioni. La versione da noi testata è quella per Nintendo Switch che vede per l’appunto la presenza di Fox e dei suoi colleghi, ma anche dei nemici appartenenti all’omonima serie della grande N. Quello che più colpisce, però, è che l’introduzione dei protagonisti di Star Fox non si limiti solo ad un’aggiunta puramente accessoria ed estetica. Questo perché Starlink contiene, oltre al suo racconto, anche una sorta di campagna complementare alla trama principale, appartenente ai membri della Star Fox, intenzionati a scovare e sconfiggere il loro rivale di sempre, ossia il temibile e spietato Wolf.

Le due storie non saranno separate, bensì si intrecceranno ed infatti l’astuta volpe collaborerà con i nuovi amici del pianeta Terra.

Starlink - Fox

Un open world spaziale

Pur non brillando di certo per un comparto tecnico di pregiata caratura (e sull’ammiraglia Nintendo è probabile anche che il titolo abbia tecnicamente una marcia in meno), Starlink offre comunque un universo ampio ed esplorabile. Dopo la fase iniziale introduttiva, che funge un po’ anche da tutorial, potremo infatti andare a zonzo nello spazio aperto e visitare tutti i pianeti che vediamo sullo schermo. Ciononostante, avendo una natura prettamente RPG, in molti settori della galassia e in altrettanti rispettivi corpi celesti non avremo modo di avvicinarci che saremo silurati seduta stante. Questo comporta quindi, in ogni caso, una progressione graduale e piuttosto lineare; almeno sulle prime battute di gioco.

Tecnicamente, il titolo non brilla per potenza, ma un po’ è comprensibile per favorire sia la fluidità dell’azione, sia perché ci troviamo dinanzi non solo ad un mondo completamente esplorabile, ma ad un sistema solare vero e proprio. Ogni pianeta funge poi da piccolo open world, non essendoci alcune barriere di sorta e quel che colpisce è che sia tutto gestito da un unico caricamento. Quando ci troviamo nello spazio aperto e ci avviciniamo ad un pianeta, è possibile approdare al suo interno, senza schermate di caricamento di sorta. Discorso diverso quando siamo intenti a tornare nello spazio; pare ci sia un piccolo caricamento mascherato in procinto di abbandono dell’atmosfera planetaria. Anche se fosse, rimane comunque notevole il lavoro svolto, sebbene non sia per nulla stratosferico o spaccamascella.

Starlink vanta al contempo una direzione artistica di notevole rilievo. La possibilità di realizzare pianeti poco omogenei e variegati c’era tutta; invece bisogna far presente che Ubisoft abbia svolto davvero un ottimo lavoro da questo punto di vista. Il sistema solare è molto bello a vedersi ed è realizzato con grande cura, rendendolo, di fatto, molto verosimile alla realtà. Non solo un involucro vuoto per muoversi da un pianeta all’altro, bensì arricchito di piccole stazioni orbitanti abbandonate, fasce di asteroidi, trappole dei predatori spaziali e quant’altro. Stesso discorso dicasi per i vari mondi in cui avremo l’onore di approdare. Ogni pianeta ha i suoi abitanti; di conseguenza, si tratta di alieni dal nostro punto di vista terrestre. Tutte le etnie presenti nel gioco sono ben caratterizzate ed anche la varietà delle varie ambientazioni è piuttosto solida. Peccato, invece, per una strutturazione complessiva fatta un po’ con lo stampino, riproponendo medesime architetture ed altro più volte. Elemento che influirà soprattutto sul profilo prettamente ludico.

Il titolo si difende bene in modalità TV, ma è molto godibile anche in portatile, sacrificando inevitabilmente un po’ di risoluzione e il livello di dettaglio degli effetti di illuminazione. Unico neo è che in portatile risulta un tantino più scomodo giocarci, per questo è maggiormente consigliato farlo in modalità table, quindi con i Joy-Con staccati dalla macchina. Anche perché questo è l’unico modo per poterci giocare non alla TV con il sistema di controllo realizzato sfruttando i modellini spaziali (modular toys).

Starlink - Airwing

Tra Arcade ed RPG

Il prodotto di Ubisoft ci fa vestire i panni dei membri dell’Equinox, del pianeta Terra, oppure, nel caso della versione da noi testata, anche dei protagonisti dell’unità Star Fox, provenienti da Corneria. Come accennato nell’introduzione, il racconto principale di Starlink, già di per sé comunque piuttosto interessante, si contempla a quello di Fox e compagni, i quali, oltre ad avere il loro obiettivo, si uniranno all’equipaggio terrestre. Pertanto, gli eventi e le cutscene vedranno la presenza anche di Fox, Falco, Peppy e compagni, oltre che dell’antagonista/rivale, Wolf. Un po’ una sorta di “storia nella storia” ed il risultato è di buon livello. Non ci troviamo dinanzi ad una sceneggiatura epocale, però il racconto è diluito in molteplici sezioni di gioco avvincenti e presenta alcuni interessanti colpi di scena. Ottimo contorno alla trama, inoltre, sono i personaggi: molto simpatici e ben caratterizzati. Tra le molteplici attività secondarie tutte uguali, vi sono anche altre che vanno ad analizzare il background narrativo di questi ultimi, aprendo retroscena intriganti.

Starlink: Battle for Atlas, similarmente al titolo a cui si ispira (Star Fox), è una sorta di shoot’em up in un contesto open world con elementi RPG. Un esperimento coraggioso e che potremmo definire anche piuttosto peculiare, dopotutto. Sul lato prettamente arcade, pur non garantendo la frenesia e l’adrenalina tipica e pura di uno SHUMP vero e proprio, riesce ad appagare e divertire con sezioni di gioco avvincenti e sempre più brillanti mano a mano che si prosegue nella campagna principale. Da Star Fox riprende comunque molte cose, non solo lo stile di gioco. Alcune scelte di game design, come ad esempio lo scontro con un’astronave ed annessa distruzione del nucleo al suo interno, superando prima le difese e le trappole apposite, richiamano molto l’opera Nintendo. Il fattore più avvincente è però la combinazione elementale del nostro arsenale che ci permette di avere una potenza di fuoco distruttiva. Ad esempio, colpendo un avversario con scariche di energia tra ghiaccio e fuoco comporta uno schock elementale e, di conseguenza, un notevole quantitativo di danni inflitti. Questa è solamente una delle tante possibilità offerte da Starlink che vi permette di giocare e sperimentare con il vostro equipaggiamento. Il tutto condito da una componente da gioco di ruolo ben marcata. Oltre al level up dei vari personaggi e delle loro rispettive navette, vi sono molti accessori utili per potenziare le armi in nostro possesso, per velocizzare i tempi di ricarica, incrementare i danni e quant’altro. Non mancano anche dei punti abilità da spendere per potenziare varie skill, incrementare l’energia vitale e così via. Tornando inoltre alle molteplici armi elementali disponibili, esse torneranno utili contro determinati nemici oppure saranno superflue in altri casi. Se un nemico è resistente al fuoco, di certo è controproducente utilizzare armi del medesimo elemento contro quest’ultimo.

Insomma, dal punto di vista dell’azione, Starlink non lascia affatto delusi, sebbene, come accennato, non possa offrire il livello di frenesia di un titolo esclusivamente arcade (ben pochi sulla piazza, ormai). La componente RPG tutto sommato funziona. Dove mostra purtroppo carenze è nella gestione delle missioni secondarie e nell’esplorazione, che dovrebbe essere una delle colonne portanti di un open world. Sulle battute iniziali, esplorare risulta infatti molto piacevole. Voler raggiungere i pianeti lontani, la voglia di mettere a soqquadro l’intero universo, si fanno sentire sin da subito. Poi, però, inevitabilmente giunge il fattore noia. Questo perché, alla lunga, la ripetitività di cose da fare diventa inesorabilmente eccessiva e ridondante. Gran peccato, in quanto prendendo in esame la sola campagna principale, che presenta comunque molte fasi ripetute, la varietà di situazioni tutto sommato non manca. Per il resto, ci troviamo molti pianeti e un ampio sistema solare da esplorare, ma le varie attività si limitano a raccogliere materiali, sconfiggere nemici, sgombrare un’area e scansionare resti di qualche componente spaziale o animali. Starlink non è comunque esente da qualche missione secondaria di rilievo, ma si tratta della minoranza rispetto al resto dell’offerta. Un gran peccato, perché se da un lato il prodotto Ubisoft gioca bene le sue carte, dall’altro non osa per nulla ed anzi, si limita ad offrire il solito mondo vasto fatto di icone sulla mappa da raggiungere, tipico ormai delle produzioni open world del publisher francese.

Buon lavoro svolto invece con la colonna sonora, fatta di brani di spessore che fungono da ottimo accompagnamento musicale nelle situazioni più concitate, nonché nelle cutscene della storia.

Starlink - Modular ToysCredits: Tech Advisor

La natura “giocattolosa” di Starlink

Come saprete, Starlink: Battle for Atlas presenta anche dei modellini da applicare fisicamente al pad, creando un sistema atipico di gioco. Noi abbiamo ricevuto il kit di Judge da Ubisoft e abbiamo potuto testarlo ingame con le armi in dotazione. Innanzitutto, bisogna inserire il personaggio nel modellino della navetta spaziale, agganciarlo al grip apposito e collegarci poi le rispettive armi, tra le tante presenti sul mercato. Il risultato è piacevole e fa quasi tornare un po’ bambini. Poi, però, all’atto pratico, risulta comunque piuttosto scomodo ed ingombrante. Questo perché se possedete più navette o armi, dovrete fisicamente sganciarle ed attaccare le altre e questo spezza un po’ i ritmi di gioco. Certo, anche cambiarle con il sistema classico comporta il dover andare nel menu apposito e selezionare le armi che si vogliono equipaggiare in quel preciso momento, ma di certo l’operazione è molto più veloce e, soprattutto, pratica. In ogni caso, si tratta di un modo simpatico e divertente, dopotutto, che non ci sentiamo di criticare alla fin fine per l’idea. Va fatto però presente che nel caso qualcuno volesse adottare questo sistema di controllo debba comprare fisicamente tutti i set di armi, oltre alle varie navette, e la spesa potrebbe non valere la candela, soprattutto perché le medesime armi e veicoli spaziali sono disponibili anche digitalmente. Anche in questo caso, però, va sollevata una piccola critica nei confronti di Ubisoft: la standard edition di Starlink: Battle for Atlas ci permette di utilizzare solo una navicella e veramente un numero ridotto di armi (due o tre). Tutte le altre sono a pagamento, idem i veicoli; il resto è disponibile digitalmente sullo store o fisicamente, nel caso si voglia optare di acquistare gli accessori veri e propri.

Per la recensione, noi abbiamo ricevuto la versione del codice contenente tutto, proprio come la Deluxe Edition ed in più Fox e la sua Airwing (in digitale). In questo modo, abbiamo potuto provare il titolo nel migliore dei modi, potendo analizzare tutte le armi e le combinazioni possibili, nonché il personaggio Nintendo (con cui abbiamo speso la maggior parte del tempo sul prodotto). Va fatto presente che Starlink sia godibile anche con la versione base, ma allo stesso tempo non è per niente la medesima cosa. Si capisce l’intento di Ubisoft di voler puntare sui modular toys, ma sacrificare allo stesso tempo l’esperienza di gioco, rendendola a pagamento, è una scelta non del tutto accettabile, specie se consideriamo che non c’è differenza nell’arsenale, sia esso fisico o digitale. Questo non solo non rende esclusivi i modular toys, ma mette comunque il fruitore in condizione di spendere circa 100,00€ per la Deluxe Edition, in quanto non si tratta di avere qualche arma o navetta spaziale in più e pertanto un capriccio, ma proprio di un pacchetto risicato per l’edizione base del titolo. Comprensibile la scelta di non rendere i veicoli spaziali esclusivi solo in formato fisico, ma almeno si poteva dare un senso agli stessi con armi uniche. Invece, possiamo acquistarle tutte anche sullo store, digitalmente, a patto che non si opti per l’edizione Deluxe. Chiaro che comprarle singolarmente non convenga, perché si finisce per spendere belle cifre, specie acquistando pure le navette spaziali. Al contempo, se si vuole giocare con i modular toys per vivere l’esperienza in maniera più “giocattolosa“, ci sarà da sborsare bei soldi. Come se non bastasse, se giocate con i toys, potrete utilizzare (giustamente) solo le armi che possedete fisicamente. Questo incide ancor di più sulla scelta di comprare il tutto retail o digital, poiché se decidiamo di munirci dei vari modellini e delle rispettive armi, dovremo poi giocare sempre con quelli. In compenso, otteniamo bei modellini da esporre nella nostra collezione, ma a quale prezzo?

Starlink - Screenshot

Valutazione di TopGamer
Starlink: Battle for Atlas è un gioco tutto sommato piacevole e divertente che paga purtroppo lo scotto di proporre una formula open world ormai fin troppo stantia, senza osare quel po' più di tanto che poteva dare al titolo la marcia in più di cui aveva davvero bisogno. Al contempo, offre comunque un approccio ludico interessante, fatto di validissime fasi da puro shoot'em up con le combinazioni elementali di nutrito spessore, richiamando in larga scala il brand Nintendo, nel complesso. Tuttavia, la scelta di spezzare l'esperienza e rendere la maggior parte degli elementi di gioco a pagamento, per favorire anche l'acquisto dei modular toys è indubbiamente stata sfruttata in malo modo, sia perché questi ultimi non hanno differenze di sorta con la versione digitale delle medesime armi, sia per il fatto che l'acquirente possa perlopiù confondersi, vista la mole di armi e navette spaziali (digitali e non) presenti sul mercato. La scelta più "sensata" (se di buon senso si può parlare) sarebbe l'acquisto della Deluxe Edition che vi offre l'intero pacchetto (comunque tranne Fox e la sua Airwing). Tuttavia, non vale la pena spendere circa 100,00€ (solo digital) per avere elementi di gioco la cui maggior parte di essi sarebbero dovuti essere presenti nella produzione, magari anche sbloccabili durante l'avventura, ma di certo non tutti a pagamento. Chiaro che sia giocabile con il pacchetto standard risicatissimo, ma non è per niente la stessa cosa ed è di cattivo gusto ritrovarsi un'offerta videoludica del genere. Considerando la versione Switch, assegniamo comunque un mezzo punto in più, dovuto ai contenuti esclusivi previsti per l'ibrida console Nintendo.
PRO
  • Universo open world interessante
  • Ottima alternanza tra arcade e gioco di ruolo
  • Combo elementali ben studiate ed avvincenti
  • Degna alternativa a Star Fox di Nintendo
  • C'è Fox (only Switch)
CONTRO
  • Eccessiva ripetitività di fondo della maggior parte delle attività secondarie
  • Ambientazioni dei pianeti ben variegate stilisticamente, ma poco omogenee dal punto di vista strutturale
  • Fin troppe armi a pagamento
7.5/10
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