Super Mario 3D All-Stars – Recensione

Nintendo festeggia i 35 anni di Super Mario inserendo in una raccolta tre giochi rappresentativi di altrettanti sistemi casalinghi del passato. Un'operazione gradita, a cui manca quel pizzico di amore in più.

Scritto il 05.10.2020
da Filippo Facchetti

Super Mario 3D All-Stars: Introduzione

Super Mario non ha certo bisogno di presentazioni. Il baffuto idraulico che da anni porta sulle spalle i valori Nintendo ha vissuto innumerevoli avventure, lasciando sempre e comunque il segno su ogni sistema su cui è apparso, anche fugacemente, in forma di pixel o di agglomerato di poligoni.

Durante il lungo percorso evolutivo che l’ha portata fino ai giorni nostri, la mascotte della grande N ha più volte ridefinito il genere dei platformer, lasciando alla concorrenza l’arduo compito di seguirne le orme.

In occasione del trentacinquesimo anniversario di questo pilastro della cultura Pop, Nintendo ha deciso di pubblicare una raccolta con tre giochi rappresentativi di altrettanti sistemi casalinghi del passato: Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy. Al di là dell’ovvia qualità dei giochi, la raccolta sarà stata curata con l’amore che meritava?

 

Meccaniche e Gameplay

Descrivere le meccaniche di Super Mario non è semplice come si potrebbe pensare. Al di là dell’evoluzione costante che ha caratterizzato i titoli del volto simbolo di Nintendo, il cuore di tutte le esperienze ha sempre ruotato attorno a una manciata di elementi. Si corre e si salta. Il resto ha creato castelli di meccaniche sempre diverse, adattate di volta in volta alle esigenze e ai punti di forza della piattaforma di riferimento.

Super Mario 64 è il gioco che ha definito il concetto del platformer 3d, portando per la prima volta i giocatori in una nuova dimensione di divertimento.

Grazie alle caratteristiche rivoluzionarie del Nintendo 64, in particolar modo all’innovativo controller con stick analogico, i giocatori potevano controllare una versione poligonale di Mario per esplorare liberamente un mondo vasto e ricco di segreti.

Gli elementi classici della serie erano ancora tutti lì, ma questa volta si potevano effettuare piroette e salti millimetrici anche in profondità, stravolgendo di fatto le abitudini degli appassionati di vecchia data.

Super Mario Sunshine non rappresenta un passo altrettanto epocale per il genere, ma pur prestando il fianco a qualche critica la fresca avventura estiva ha gettato le basi per altri progetti.

La gestione dei fluidi e le meccaniche legate alla pulizia delle macchie a terra e sugli oggetti le abbiamo ritrovate anni dopo in quel gioiello multiplayer chiamato Splatoon, che tanti giocatori continuano ad apprezzare a distanza di anni dalla sua prima uscita.

Certo, all’epoca la presenza invasiva dello Splac 3000, il dispositivo sulle spalle di Mario, ha fatto storcere il naso a più di un purista, ma nel corso degli anni sono state molte le persone che hanno rivalutato l’esperienza di Sunshine.

Sfruttare i getti d’acqua per librarsi in aria e volteggiare leggiadri grazie alle funi sparse per l’isola Delfinia era divertente su GameCube e continua a esserlo ancora oggi.

Peccato che il passaggio a un controller diverso da quello per cui era stato originariamente pensato il gioco impedisca di usare alcune funzionalità molto specifiche, come la regolazione dei getti d’acqua tramite i dorsali analogici.

Con Galaxy, infine, il gameplay 3d di Super Mario ha trovato un equilibrio perfetto, garantendo un’esperienza ludica dal gusto inconfondibile e capace di risucchiare per ore e ore il giocatore tra una galassia e l’altra.

La struttura, divisa in agglomerati di livelli completamente diversi tra loro ma uniti dalle medesime meccaniche di gioco, è semplicemente perfetta, con l’unico limite in un’eccessiva linearità.

La caccia ai frammenti di stella per la difesa delle galassie e l’immancabile salvataggio di Peach era stata studiata per sfruttare anche i sensori di movimento del Nintendo Wii, console su cui era stato programmato il gioco.

Gli sviluppatori sono riusciti a ovviare egregiamente al cambio di piattaforma, sfruttando le caratteristiche hardware dei joycon e del controller Pro, in modalità fissa, e il pratico touch screen in modalità portatile.

Giocare questi titoli in modalità portatile è stranamente affascinante e, al netto delle differenze evidenziate fino a questo momento, impreziosisce ulteriormente l’operazione della raccolta.

Se ludicamente il ritorno di questo magico trio funziona a meraviglia, lo stesso non si può dire di altri dettagli prettamente tecnici.

Il lavoro fatto per aggiornare il comparto grafico è ridotto all’osso, in particolar modo con Mario 64. Il capolavoro per Nintendo 64 gira a 720p sia in modalità fissa che portatile e soffre ovviamente il peso degli anni.

L’ottimo design e lo stile grafico aiutano a contenere i problemi legati alle strutture poligonali primitive, ma la gestione della telecamera presenta tutti i problemi legati ai limiti hardware dell’epoca e a una conoscenza ancora approssimativa delle dinamiche tridimensionali.

Anche i controlli risultano impacciati, in particolar modo nella gestione dell’analogico, all’epoca giustamente ritenuta rivoluzionaria e perfettamente calibrata, ma oggi ben al di sotto della media del genere.

Nel corso degli anni gli sviluppatori hanno costantemente affinato i controlli e le tecniche per aggirare eventuali limiti nella gestione delle inquadrature, motivo per cui i giocatori più giovani, abituati a esperienze più “raffinate”, noteranno subito la differenza.

Nel caso di Mario Sunshine e di Mario Galaxy, la risoluzione raggiunge i 1080p in modalità fissa e i 720p in versione portatile, garantendo un colpo d’occhio sicuramente migliore anche grazie ai notevoli passi avanti fatti dalla grafica 3d all’uscita dei due titoli in questione. Con l’arrivo nella raccolta, Mario Sunshine ha guadagnato anche una gradita modalità widescreen, che garantisce maggior respiro alle splendide ambientazioni dell’isola di Delfinia. Stiamo comunque parlando di tre esperienze emulate e che, di conseguenza, non possono spingersi troppo oltre questo livello di pulizia.

Il pensiero dell’autore: Filippo

Come avrete capito leggendo l’articolo fino a questo punto, la qualità dei tre capitoli di Super Mario presenti nella raccolta non si discute.

Stiamo parlando di giochi che, chi più chi meno, sono stati dei punti di riferimento per il genere sulle rispettive piattaforme e che, in alcuni casi, hanno ridefinito un intero settore contribuendo alla sua evoluzione.

Tutti i giochi di piattaforme che possiamo apprezzare oggi pescano a piene mani dalle idee sperimentate per la prima volta in un’avventura dell’idraulico Nintendo, a dimostrazione di quanto la casa di Kyoto non si sia mai accontentata di creare titoli divertenti, ma abbia sempre cercato di lasciare un segno indelebile nella storia del medium.

Nonostante l’intervento ridotto per l’emulazione delle tre gemme al suo interno, Super Mario 3D All-Stars è quindi perfettamente in grado di intrattenere giocatori di tutte le età per un numero interminabile di ore, senza mai annoiare e presentando pochissimi cali di ritmo (concentrati principalmente in Sunshine).

Con un simile materiale di partenza era impossibile creare una raccolta deludente. Eppure, Nintendo avrebbe potuto fare molto di più per dar vita a un pacchetto davvero imperdibile e dal notevole valore storico. Così come hanno fatto Capcom e SNK nelle loro recenti antologie, anche la grande N avrebbe potuto arricchire l’offerta con bonus ed extra pensati per gli appassionati.

Oltre alle gradite colonne sonore, ascoltabili liberamente attraverso questa collection, Nintendo avrebbe potuto inserire interviste agli sviluppatori, video con livelli specifici giocati e commentati da Miyamoto, documenti di design, bozzetti e schizzi preparatori, il tutto condito con succosi aneddoti legati allo sviluppo e alla produzione di tre titoli leggendari.

Giocando le avventure di questa raccolta si può toccare con mano l’evoluzione dello sviluppo dei giochi 3d in casa Nintendo, un privilegio che prima era concesso solo a chi aveva provato i vari titoli al momento dell’uscita, sulle loro console di riferimento.

Già solo questo rende Super Mario 3d All-Stars un acquisto imprescindibile, per portarsi a casa un pezzo di storia dei videogiochi.

Eppure, sarebbe bastato un piccolo sforzo in più per creare un pacchetto unico, un prezioso veicolo di divulgazione che avrebbe avvicinato molte persone a un mondo troppo spesso tenuto segreto.

Valutazione di TopGamer
Super Mario 3d All-Stars contiene tre colossi del genere platformer. Tre esperienze uniche che hanno segnato intere generazioni e di cui vediamo ancora oggi le influenze in tutti i titoli appartenenti allo stesso filone. Peccato che Nintendo non abbia approfittato della ghiotta occasione per aggiungere la classica ciliegina su una già ottima torta.
PRO
  • Due capolavori e una perla
  • Ore e ore di divertimento
  • Le colonne sonore originali
CONTRO
  • La telecamera di Mario 64
  • La telecamera di Sunshine
  • Pochi contenuti extra
8.5/10
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