The Walking Dead: The Final Season, Episodio 3 – Recensione

Scritto il 16.01.2019
da Antonio Rodo

Una piacevole sorpresa

Là fuori c’era già chi lo dava per spacciato. Quando le aspettative sono così basse, è facile riuscire a sorprendere. Stavolta però, non ci credeva veramente nessuno. Quando abbiamo pubblicato la recensione dell’episodio 2, abbiamo scritto che “il futuro della stagione fosse incerto”. In seguito, era arrivato anche un articolo dedicato a Telltale Games, nel quale provavamo a dare una nostra interpretazione della crisi finanziaria vissuta dallo studio. Rimasti in pochi, ma con l’appoggio di Skybound Games, i reduci di Telltale, avevano il compito di portare al termine The Final Season e, soprattutto, di non deludere i fan. Coloro che hanno seguito le vicende della piccola e dolce “Clem“, fin dai tempi del burbero, ma comunque molto affettuoso e protettivo, Lee.

A quattro mesi di distanza dall’ultima volta, ci ritroviamo di nuovo nei panni di Clementine, grazie al terzo e penultimo episodio, intitolato “Giocattoli Rotti“.

The Walking Dead: The Final Season, Episode 3 - Clementine e AJ

La vita appesa ad un filo

Sono passati quasi cinque mesi dall’ultima volta. Un riassunto era quindi lecito aspettarselo, ed infatti c’è. Appena lo farete partire, “Giocattoli Rotti” vi delizierà con un filmatone in cel-shading, che ricalca lo stile grafico utilizzato dagli sviluppatori, per dar vita a The Final Season. Ben girato e accompagnato da una traccia musicale convincente, questa cutscene farà il punto della situazione, accertandosi che non perdiate il filo del racconto.

Clementine e il piccolo AJ, dopo settimane di fuga, trovano asilo in una scuola controllata da un paio di ragazzetti, alcuni coetanei di Clem, altri un po’ più piccini. Le cose, però, non tarderanno molto a complicarsi: diventata leader nel giro di qualche giorno, la ragazza dovrà rischiare la sua pelle, per salvare quella degli altri sopravvissuti, catturati durante il terribile attacco, organizzato da un gruppo di malavitosi. A capo di questa accozzaglia di gente, c’è una vecchia conoscenza, che eviterò di citare per non rovinare la sorpresa. Vi basti sapere che se avete giocato tutte le altre stagioni, la conoscerete (Eh sì… è una donna) già.

L’Episodio 3 di The Walking Dead: The Final Season è caratterizzato da un ritmo serratissimo. C’è poco spazio per i momenti morti, o comunque poco interessanti. Ciò non significa che sia ricco di azione (sul finale sì), ma che ogni scena sia in grado di mantenere alta l’attenzione. Infatti, è stato compiuto un decisivo passo in avanti per quanto riguarda la sceneggiatura, ora più convincente e matura, in grado finalmente, di supportare al meglio il carattere dei personaggi. Nelle recensioni dei precedenti episodi, lamentavamo proprio questo aspetto. Speriamo che con il prossimo ed ultimo episodio, il team riesca a replicarsi, o, perché no, a superarsi.

Un altro aspetto su cui contavamo molto, è il rapporto madre-figlio tra Clementine e AJ, parecchio sottotono nei precedenti due episodi di The Final Season. Il titolo, sin dal suo esordio, ci punta molto, senza tuttavia riuscire a fare centro. Non sono mancati momenti convincenti, la coppia a volte, riesce persino a suscitare emozioni, ma solitamente, il rapporto tra i due, si limita ad accennare potenziali svolte future. Anche questo aspetto, stavolta ha subito notevoli migliorie: il carattere del bambino, appare decisamente più suadente, e la preoccupazione di Clementine nell’educarlo, più avvertibile. Aspettatevi scene molto sentite, momenti strappalacrime e, soprattutto, ricordatevi che le vostre scelte influenzeranno pesantemente, la personalità del pargolo.

Da lodare anche la longevità e le situazioni proposte. L’Episodio 3 di The Walking Dead: The Final Season si esaurisce dopo almeno due ore e trenta minuti, aggiungeteci anche i collezionabili e una seconda run per esplorare le scelte alternative, ed otterrete un titolo davvero lungo, poiché anche gli altri episodi hanno grossomodo la stessa durata.

Le situazioni sono tante e molto varie, anche se abbiamo notato una riduzione delle sequenze giocate. La maggior parte dell’episodio, si svolge con lunghe cutscene interattive, nel quale verremo chiamati a premere un tasto velocemente (i QTE sono molto semplici, nulla di paragonabile ai titoli Quantic Dream), o a scegliere una risposta tra più linee di dialogo. Le fasi di puro gameplay, si contano quindi sulle dita di una mano, e sono in assoluto, quelle meno curate, a causa di limiti avvertibili.

The Walking Dead: The Final Season, Episode 3

Non è tutto oro quel che luccica

Nonostante il team di sviluppo abbia fatto dei notevoli passi in avanti, “Giocattoli Rotti“, non è privo di sbavature. Il più evidente riguarda le animazioni. Soprattutto durante le fasi più concitate, le movenze dei personaggi appaiono un po’ troppo legnose, e si ripetono tra di loro.

La colonna sonora di The Walking Dead: The Final Season, è tra le più banali e dimenticabili degli ultimi anni. Non stiamo esagerando. Le tracce audio, oltre ad essere decisamente poche, non sono in grado di accompagnare al meglio le scene, specie quelle più movimentate. Notevole invece, la soundtrack dei titoli di coda e di testa, compresa quella utilizzata nei momenti più intimi ed emozionanti (quest’ultima è stata però riciclata dalla prima stagione). Qualche imperfezione, la troviamo anche nel doppiaggio inglese. La maggior parte delle voci utilizzate, convincono, ci sono però dei personaggi un po’ sottotono, anche tra quelli principali.

Infine, importante sottolineare, come gli sviluppatori abbiano deciso stavolta, di realizzare un episodio narrativamente più lineare. Le scelte ci sono, ma sono quasi tutte concentrate sulla parte finale. Tale decisione, stuccherà sicuramente i giocatori che amano avere il controllo della storia, e chi era abituato diversamente. Rimane però, la possibilità di influenzare il rapporto con i personaggi. A seconda della linea di dialogo selezionata, la relazione con essi subirà delle variazioni. A schermo, vi verrà indicato quando aumenterete o diminuirete l’affinità con un determinato personaggio; se con quest’ultimo siete più volte andati d’accordo, sbloccherete il livello di rapporto “amicizia“.

Valutazione di TopGamer
Giocattoli Rotti è un episodio convincente, sicuramente il migliore tra quelli pubblicati. Gli sviluppatori sono finalmente riusciti a fare un passo in avanti sulla sceneggiatura e sul rapporto tra Clementine e AJ, piuttosto abbozzato nelle scorse puntate. Ottimo anche il lavoro svolto sui personaggi e la longevità, che garantisce una buona rigiocabilità. Permangono però, alcune sbavature, da ricercare soprattutto, nella colonna sonora e le animazioni.

In ogni caso, anche se con qualche neo, Clementine è tornata. Non vediamo l'ora di mettere le mani sull'episodio finale.
PRO
  • Longevità
  • Sceneggiatura
  • Personaggi
  • Il rapporto tra AJ e Clem, convince
CONTRO
  • Scelte incisive solo nella parte finale
  • Colonna sonora
  • Animazioni
8/10
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