The Quiet Man – Recensione

Il gioco-film di Human Head Studios e Square-Enix debutta sul mercato. Ci troviamo di fronte ad un prodotto solamente 'diverso' o anche valido?

Scritto il 03.11.2018
da Francesco Generali
The Quiet Man - Recensione

Una quieta pubblicazione

Dopo esser stato mostrato all’E3 di pochi mesi fa, The Quiet Man era un po’ sparito dalle scene, fino ad esser pubblicato all’improvviso. Sviluppato da Human Head Studios e pubblicato nientemeno che da Square Enix. Lo studio di sviluppo è principalmente conosciuto per Prey (2006); qualcuno forse ricorderà anche il loro primo gioco: Rune (2000). Quello che all’E3 aveva colpito era il suo esser un gioco-film, dove i passaggi tra scene con attori reali e parti giocate erano veramente poco marcate. È così anche nel gioco finale? … meh.

Un irrequieto protagonista

Nelle sezioni prettamente ludiche vi ritroverete a scazzottare per la maggior parte del tempo degli stereotipi di gangster latino-americani, ma ci saranno anche delle “boss fight“. Il combat system è semplicissimo. Tre volte quadrato fanno una combo. Cerchio è la presa (abbastanza inutile). Le schivate sono con R1 e X. Corsa con R2. Infine con L2 potrete compiere una sorta di blocco del tempo (Focus Mode) per pochissimi secondi, fondamentale per i nemici armati e boss fight (insomma i nemici che bloccheranno i vostri colpi normali).

Questa abilità si ricaricherà semplicemente scazzottando i vostri avversari (non c’è HUD, a parte un bagliore sulla destra che si sposta dal basso all’alto e da rosso diventa blu). Quando utilizzerete questa abilità potrete assistere anche a delle finisher uniche. Tutte queste cose le scoprirete giocando, perché non ci sono tutorial durante il gioco (potrete scoprire cosa fa ogni tasto tramite il menu di pausa).

Durante la prima parte di The Quiet Man queste sezioni di gameplay saranno dei piacevoli intermezzi ai filmati, ma andando avanti la ripetitività si farà sentire in maniera tremenda. Inevitabilmente verranno fuori tutti i limiti: compenetrazioni, hitbox sballate, nessuna interazione con gli oggetti e bug vari. Le boss fight in particolare presentano veramente un sacco di problemi. Per esempio, se correte intorno al boss di turno, lui comincia roteare attorno al suo asse (fa molto PS2 insomma). Non solo, attaccare frontalmente o alla schiena del nemico non cambierà assolutamente nulla (si girerà istantaneamente).

The Quiet Man, filmato

Dei quietissimi filmati

Una delle scelte stilistiche di The Quiet Man ha condannato un po’ tutto il lavoro svolto. Non esistono sottotitoli se non nei primissimi momenti. E voi direte, vabbè, quindi? I filmati si svolgono tutti dal punto di vista del protagonista, che è sordo, dunque sono completamente muti. L’incongruenza è che il protagonista capisce le altre persone dal labiale, ma i giocatori che non sono in grado di farlo praticamente assisteranno a dei filmati senza audio. Se questa cosa per i primi minuti potrebbe anche incuriosire per la sua originalità, alla lunga diventa pesante.

Altro punto in negativo da sottolineare è la grafica nelle sezioni di gioco: spesso i modelli e le espressioni dei personaggi saranno tutto fuorché memorabili, creando grande contrasto con i filmati.

La trama di The Quiet Man, infine, racconta una storia di vendetta e tradimento, un po’ farcita di cliché e colpi di scena forzati, ma nel complesso è l’unica cosa forse più godibile dell’intera produzione.

La longevità si appresta intorno alle 3 ore.

Valutazione di TopGamer
Sarebbe indubbiamente potuto uscire un buon esperimento, ma per il momento ci sono troppe lacune per risultare un gioco da consigliare.
PRO
  • Prezzo contenuto
  • Particolare
CONTRO
  • Gameplay da rivedere
  • Può stuccare dopo poco
5/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
2,00/5
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